A pochi chilometri da Napoli, il Vesuvio offre sentieri accessibili, panorami spettacolari e un paesaggio unico. Un’esperienza perfetta per unire città e natura in una fuga attiva di 2–3 giorni.
Napoli oltre la città: quando la natura entra in scena
Napoli è spesso raccontata attraverso musei, palazzi storici e una gastronomia irresistibile. Ma basta alzare lo sguardo per scoprire un’altra dimensione, potente e silenziosa: il profilo del Vesuvio, presenza costante e magnetica che domina il golfo. È qui, alle porte della città, che Napoli rivela il suo lato più naturale e avventuroso.
Per coppie in cerca di una fuga di fine settimana e viaggiatori attivi, il Vesuvio rappresenta un equilibrio perfetto tra urbanità e paesaggio. Un vulcano ancora vivo, circondato da un parco nazionale, dove camminare tra lave solidificate, respirare aria aperta e osservare la città da una prospettiva completamente nuova.
Salire sul Vesuvio: un’escursione accessibile e memorabile
Raggiungere il cratere del Vesuvio è più semplice di quanto si possa immaginare. L’ultimo tratto si percorre a piedi lungo un sentiero ben tracciato, adatto anche a chi non è un escursionista esperto. La camminata è breve ma intensa: il terreno vulcanico scricchiola sotto i piedi, l’aria cambia e il panorama si apre progressivamente.
Una volta in cima, lo spettacolo ripaga ogni passo. Da un lato il cratere, con le sue fumarole e le rocce dai colori cangianti; dall’altro il Golfo di Napoli, Capri, Ischia e la città che si stende fino al mare. È uno di quei luoghi dove ci si ferma in silenzio, semplicemente a guardare.
Informazioni pratiche per visitare il Gran Cono del Vesuvio
L’accesso al cratere del Vesuvio avviene attraverso il Gran Cono del Vesuvio, il sentiero più famoso del parco. L’ingresso è regolato e il biglietto va acquistato onlinein anticipo, scegliendo una fascia oraria di visita. Il costo è indicativamente intorno ai 10–12 euro (eventuali servizi di trasporto non inclusi).
Il percorso a piedi è breve — circa 15–20 minuti di salita — ma su terreno vulcanico, con tratti ghiaiosi e leggermente in pendenza. La difficoltà è bassa–media, adatta anche a camminatori occasionali, purché con scarpe comode e chiuse. Non sono consigliate infradito o calzature lisce.
L’accesso è generalmente possibile tutto l’anno, salvo condizioni meteo avverse o chiusure temporanee per motivi di sicurezza. Le ore migliori sono la mattina presto o il tardo pomeriggio, quando la luce è più suggestiva e l’affluenza minore. In estate è fondamentale proteggersi dal sole; in inverno, invece, è bene coprirsi dal vento, spesso presente in cima.
Un’esperienza breve ma intensa, che permette di affacciarsi su uno dei crateri più famosi al mondo e di vivere da vicino la natura vulcanica che ha segnato la storia di Napoli e del suo territorio.
Il Parco Nazionale del Vesuvio: sentieri, panorami e paesaggi lunari
Oltre al celebre cratere, il vero tesoro è il Parco Nazionale del Vesuvio, un’area protetta che offre una rete di sentieri adatti a diversi livelli. Qui la natura racconta la storia del vulcano: colate laviche, ginestre, pinete e viste improvvise sul mare.
Tra i percorsi più apprezzati ci sono quelli che attraversano antiche lave solidificate o che conducono a punti panoramici meno frequentati, ideali per una passeggiata tranquilla in coppia. Camminare nel parco significa entrare in un paesaggio quasi lunare, dove la vegetazione si è adattata a un terreno difficile, creando contrasti cromatici sorprendenti. Sul sito del Parco trovi le indicazioni dei vari sentieri.
Il ritmo è lento, l’atmosfera silenziosa. È facile dimenticare di essere a pochi chilometri da una delle città più vivaci d’Italia.
Vesuvio in tutte le stagioni: quando andare
Il Vesuvio non è solo una meta estiva. Anzi, ogni stagione offre un volto diverso:
Primavera: temperature miti e natura in fiore, ideale per camminare
Estate: panorami limpidi, ma meglio partire presto e proteggersi dal sole
Autunno: luce calda, colori intensi e meno visitatori
Inverno: giornate terse, aria frizzante e un’esperienza più intima (con abbigliamento adeguato)
L’inverno, in particolare, è perfetto per chi cerca tranquillità e una Napoli meno affollata, con la possibilità di alternare musei, caffè storici e passeggiate nella natura.
Come combinare città e natura in 2–3 giorni
Uno dei grandi punti di forza di Napoli è la facilità con cui si possono unire esperienze urbane e outdoor in poco tempo.
Giorno 1 – Napoli Arrivo e scoperta della città: centro storico, una passeggiata sul lungomare e cena in una trattoria tradizionale.
Giorno 2 – Vesuvio e Parco Nazionale Mattinata dedicata alla salita al cratere e a un sentiero nel parco. Rientro in città nel pomeriggio per un momento di relax o una visita culturale.
Giorno 3 – Napoli slow Quartieri meno turistici, mercati locali o una vista panoramica dal Vomero prima della partenza.
Questo equilibrio rende il viaggio dinamico ma mai faticoso, ideale per un fine settimana lungo.
Napoli, tra energia urbana e paesaggio primordiale
Il Vesuvio non è solo uno sfondo iconico: è parte integrante dell’identità di Napoli. Salire sul vulcano significa comprendere meglio la città, il suo carattere e il rapporto profondo con la natura che la circonda.
Per chi cerca qualcosa di più di musei e gastronomia, Napoli offre una dimensione inattesa: sentieri, panorami e silenzi a pochi passi dal caos creativo urbano. Una fuga breve, intensa e sorprendente, in cui la natura vulcanica diventa protagonista — senza mai allontanarsi davvero dalla città.
Passeggiare a Napoli in autunno e in inverno significa immergersi nella magia dei presepi: tra vicoli, botteghe e musei, una tradizione che racconta l’anima della città.
Perché il presepe è così importante a Napoli?
A Napoli il presepe non è un semplice addobbo natalizio, ma un vero e proprio patrimonio culturale e artistico. Qui il presepe è teatro, rito familiare, memoria e innovazione allo stesso tempo. Le sue radici risalgono al periodo barocco del XVIII secolo, quando gli aristocratici napoletani commissionavano scene sacre e popolari a scultori di grande talento, dando vita a un’arte raffinata che ha travalicato i secoli.
Da allora, generazioni di artigiani hanno continuato a modellare pastori, angeli, contadini, animali e figure quotidiane, rendendo il presepe un simbolo della città. A Napoli, infatti, il Natale comincia molto prima del 25 dicembre: già in autunno le botteghe iniziano ad affollarsi di curiosi, collezionisti e viaggiatori in cerca di statuine uniche.
Dove si trova la famosa strada dei presepi?
Via San Gregorio Armeno, nel cuore del centro storico di Napoli, è conosciuta in tutto il mondo come “la strada dei presepi”. Un vicolo stretto e affollato dove, a ogni passo, si aprono piccole botteghe e laboratori artigianali, spesso nascosti dietro portoni o cantine trasformate in atelier.
Qui i maestri presepiali lavorano tutto l’anno: il periodo autunnale è il più suggestivo, quando le vetrine si accendono di statuine nuove e si passeggia fra odore di resina e polvere di sughero. Oltre ai pastori classici in terracotta, non mancano le sorprese: accanto a San Giuseppe e alla Madonna, spuntano statuine di personaggi contemporanei. Puoi trovare Michael Jackson, Maradona, Charlie Chaplin, Cristiano Ronaldo e persino politici o star della TV italiana. È un gioco di ironia e attualità che rende questa tradizione sempre viva e in dialogo con il presente.
Chi sono i maestri artigiani più famosi?
La tradizione presepiale napoletana vanta una scuola artigianale unica al mondo. Alcune famiglie portano avanti il mestiere da secoli, con tecniche tramandate di padre in figlio. La lavorazione è un’arte complessa: le teste e le mani delle statuine sono spesso in terracotta, gli occhi in vetro, i corpi in fil di ferro e canapa, i vestiti cuciti a mano con tessuti pregiati.
Maestri come Giuseppe Ferrigno o Vincenzo e Luciano Capuano hanno reso celebre la loro bottega ben oltre i confini italiani, collaborando anche con musei internazionali. Entrare nei loro laboratori significa assistere a un processo creativo che unisce manualità, passione e un pizzico di teatralità partenopea.
Oltre San Gregorio: dove ammirare presepi storici?
Non solo botteghe: Napoli custodisce nei suoi musei e chiese alcune delle collezioni di presepi più affascinanti al mondo.
Museo di San Martino: ospita il celebre Presepe Cuciniello, un capolavoro ottocentesco con più di 800 figure, paesaggi minuziosi e scenografie spettacolari. È considerato una delle vette assolute dell’arte presepiale napoletana.
Chiostro di Santa Chiara: qui si può ammirare un presepe settecentesco che mescola scene sacre e vita quotidiana.
Visitare queste collezioni significa compiere un viaggio nel tempo, alla scoperta di come l’arte del presepe abbia raccontato Napoli attraverso i secoli.
Che atmosfera si respira a Napoli in autunno e inverno?
Passeggiare per il centro storico in questo periodo è un’esperienza unica. Le stradine medievali, già di per sé suggestive, si riempiono di luci, colori e voci. I turisti si mescolano ai napoletani intenti a cercare la statuina giusta per arricchire il presepe di famiglia.
Ogni laboratorio artigianale è un piccolo scrigno di creatività, e spesso gli artigiani sono felici di raccontare aneddoti, mostrare tecniche e svelare curiosità. È facile lasciarsi trasportare da quest’atmosfera vivace, dove sacro e profano, tradizione e modernità convivono in armonia.
Ci sono curiosità legate al presepe napoletano?
Sì, moltissime. Una delle più particolari riguarda la presenza di figure “inusuali” nelle scene sacre: accanto ai Re Magi e al Bambino Gesù, nei presepi napoletani compaiono spesso venditori di frutta, osti, lavandaie e persino figure bizzarre come Pulcinella (tipica maschera napoletana della commedia dell’arte). Queste presenze rappresentano il popolo napoletano e raccontano la vita quotidiana del XVIII secolo.
Un’altra curiosità: in alcuni presepi troviamo statuine che raffigurano personaggi politici o sportivi, una tradizione nata per ironizzare sulla realtà contemporanea e allo stesso tempo arricchire la scena con figure riconoscibili.
Cosa si può assaggiare a Napoli in inverno?
L’esperienza presepiale si completa con la gastronomia tipica della stagione. Passeggiando tra i vicoli, è impossibile resistere al profumo di dolci natalizi come:
Struffoli: piccole palline di pasta dolce fritte, ricoperte di miele e confettini colorati.
Roccocò: biscotti croccanti a base di mandorle e spezie, perfetti da gustare con un bicchiere di vino dolce.
Sfogliatelle: friabili o ricce, ripiene di crema di ricotta e semolino, un classico della pasticceria napoletana.
Questi sapori, insieme al calore dei vicoli e al fermento dei mercati, completano l’immersione nella tradizione partenopea.
Perché visitare Napoli in autunno e inverno?
Perché è in questo periodo che la città rivela il suo volto più autentico. Lontano dal caldo estivo, Napoli diventa un teatro a cielo aperto dove la tradizione dei presepi si intreccia con l’arte, la storia e la vita quotidiana.
Non si tratta solo di ammirare delle decorazioni, ma di partecipare a un rito collettivo che unisce sacro e profano, fede e ironia, artigianato e cultura popolare. I presepi napoletani raccontano la città meglio di qualsiasi guida turistica: sono una lente attraverso cui osservare l’anima di Napoli.
Napoli non è soltanto mare e pizza: in autunno e in inverno si trasforma in un palcoscenico straordinario, dove presepi, artigiani e dolci tradizionali creano un’atmosfera unica. Visitare le botteghe di San Gregorio Armeno, ammirare le collezioni museali e perdersi tra vicoli e mercati significa toccare con mano una delle tradizioni più vive e affascinanti del Mediterraneo. Un’arte popolare che continua a reinventarsi e che rende Napoli una destinazione imperdibile per chi cerca emozioni autentiche.
Se sogni di goderti il Natale nelle più pittoresche e accoglienti città d’Europa, ecco le destinazioni che ti proponiamo per fare il pieno di bellezza, atmosfera natalizia ed energia per affrontare al meglio l’anno nuovo.
C’è chi va matto per i mercatini di Natale, il vin brulè e l’artigianato tipico locale, chi non vede l’ora di infilarsi gli sci sotto braccio e lanciarsi in discese su piste mozzafiato, chi al contrario preferisce una fuga al caldo con il mare all’orizzonte. Non dimentichiamoci poi dei fanatici delle luminarie natalizie e del presepe e di chi, invece, aspetta le vacanze solo per potersi finalmente divertire senza troppi pensieri.
Qualsiasi sia la tua idea di vacanza di Natale, questa festività è un’occasione unica per esplorare in lungo e in largo l’Europa, rivedere luoghi del cuore o scoprire nuove destinazioni che facevano parte della tua “wish list” da tanto tempo. Ecco quindi qualche suggerimento per pianificare il tuo prossimo viaggio natalizio.
Praga, l’atmosfera fiabesca del Natale
Praga è una di quelle città la cui atmosfera magica ti conquista fin dal primo momento: attraversando il Ponte Carlo, girovagando per il Quartiere Ebraico o per le viuzze di Malastrana e ammirando la vista del castello appollaiato in cima alla collina ti sentirai come il protagonista di una favola d’altri tempi. A Natale, la magia intrinseca di Praga si moltiplica all’infinito: la splendida illuminazione, i mercatini tipici, le piste di pattinaggio e i presepi sono un biglietto da visita irresistibile per gli amanti di questo periodo dell’anno.
Ecco cosa ti consigliamo di fare a Natale a Praga:
visitare i Mercatini di Natale: ce ne sono molti sparsi per il centro, ma i principali e imperdibili sono quelli di Piazza Venceslao e della Piazza della Città Vecchia, a pochi minuti di distanza una dall’altra. Quest’anno dovrebbero essere aperti tutti i giorni dal 29 novembre 2025 al 6 gennaio 2026. Oltre a souvenir di tutti i tipi, qui potrai rifocillarti con specialità tipiche, come le klobása (salsicce alla griglia) o il perníčky (pan di zenzero speziato) e scaldarti con un corroborante svařák, la versione locale del vin brulè. Se viaggi con i bambini, ti farà comodo sapere che nella piazza della Città Vecchia troverai una stalla per animali dove i più piccoli potranno accarezzare pecore, capre e un asino.
Cosa sarebbe Natale senza le canzoni tipiche? Cori scolastici e gruppi folcloristici, vestiti in costume tradizionale, si esibiscono ogni pomeriggio su un palco nella Piazza della Città Vecchia; partecipare a queste esibizioni è un grande onore per i bambini, che viaggiano da tutto il paese per prendervi parte.
assistere a un concerto di musica classica, opera o balletto al Teatro Nazionale, a quello dell’opera, nel Castello o nelle chiese storiche di Praga è un’esperienza che ti farà sentire come in un romanzo ottocentesco. Mancherà solo la carrozza!
Venezia: sciare sulle montagne Patrimonio dell’Umanità
Se pensi ad atterrare a Venezia, la prima cosa che ti viene in mente è la splendida città sull’acqua, con i suoi canali, le sue calli e la sua storia. Venezia però è anche il punto di partenza per chi si dirige verso la montagna alla ricerca di fantastiche località sciistiche attrezzate per il turismo invernale. Se vuoi passare il Natale sulle piste, noleggia un’auto in aeroporto, imbocca l’autostrada A27 da Mestre e dirigiti verso Belluno per poi raggiungere via statale Cortina d’Ampezzo, Zoldo Alto o Folgaria, in Trentino.
Ecco alcune proposte per sciatori più o meno provetti:
Giro sciistico della Grande Guerra: si tratta di uno dei più spettacolari circuiti sciistici della zona, pensato per farti esplorare i luoghi dove, tra il 1914 e il 1918, i soldati austriaci e italiani combatterono una devastante guerra appostati tra le cime. L’intero percorso, circolare, è percorribile in circa 8 ore e ti permetterà di osservare rifugi, trincee e cannoni. Si può partire da una qualsiasi di queste località: La Villa, San Cassano e Armentarola in Alta Badia, Arabba, Malga Ciapela, Alleghe, Selva di Cadore e Passo Falzarego.
Sci nordico sull’Altopiano di Asiago: in questa zona delimitata da sette comuni gli amanti dello sci di fondo troveranno 500 km di piste perfette per allenarsi e rilassarsi nella quiete della montagna.
Glamour e après ski a Cortina, la regina delle Dolomiti: se sei tra quelli che pensano che il vero divertimento comincia quando si tolgono gli sci dai piedi, allora a Cortina troverai pane per i tuoi denti. Questo paesino di montagna non è solo circondato da un panorama mozzafiato e da splendidi comprensori, ma è anche la località sciistica più alla moda e prestigiosa di tutto il paese. Se vuoi vedere e farti vedere e il tuo portafoglio non teme i prezzi folli, questo è il posto giusto per te.
Da Arabba, piccolo paradiso incastonato nella valle di Fodom, nelle splendide e avventurose dolomiti bellunesi, si possono ammirare due dei massicci più famosi della zona: il Sella e la Marmolada, la montagna più alta di tutte le Dolomiti (3343 mt). Dal paese, gli sciatori possono sciare nella ski area Arabba-Marmolada, che offre agli appassionati della neve oltre 60 chilometri di piste, e partire alla scoperta del Sellaronda ski tour.
Bari, tradizioni natalizie e cultura
Negli ultimi anni la Puglia ha consolidato la sua fama di destinazione ideale per le vacanze estive, grazie a un mix irresistibile di spiagge stupende, città d’arte, ottima gastronomia e una cultura vivace. Ma se nell’immaginario collettivo andare in Puglia è sinonimo di vita balneare, non bisogna sottovalutare il fascino di questa destinazione in altri momenti dell’anno, come il Natale. Ad esempio il capoluogo Bari è una città di profonda bellezza, con un legame molto forte con le sue tradizioni e che vive il Natale in modo scoppiettante. Ti consigliamo di passarci un fine settimana lungo durante le vacanze, per avere il tempo di esplorare la zona urbana e i dintorni.
Passa una giornata alla scoperta delle meraviglie del centro storico, la zona di Bari Vecchia. Le viuzze, i palazzi e le chiese illuminate sono splendidi e ricchissimi d’atmosfera, ma non dimenticarti di concentrarti anche sulle persone; ad esempio puoi fare due chiacchiere con le signore che, nella celebre via delle Orecchiette (via dell’Arco Basso), portano avanti l’antica tradizione della pasta fatta a mano. Le chiese di Bari, magnifici esempi di romanico pugliese, sono luoghi amatissimi dai pugliesi e sotto Natale si riempiono di gente e di atmosfera.
Assaggia i tipici dolci di Natale baresi, come le pettole, profumate frittelle cosparse di zucchero, passate nel miele o calate nel vincotto. E, naturalmente, fai una scorpacciata di focaccia barese, perfetta a colazione, pranzo, merenda e cena!
Riservati un paio di giorni per esplorare i dintorni di Bari, disseminati di luoghi d’interesse: Polignano a Mare, Alberobello, Putignano, Trani, Giovinazzo, Locorotondo, Cisternino… c’è l’imbarazzo della scelta, perché i borghi della zona sono uno più bello dell’altro e vederli in questo periodo dell’anno ha il valore aggiunto di poter evitare le folle della stagione estiva.
Alberobello
Strasburgo e la magia dell’Alsazia
Casette di legno e dalle facciate colorate, profumo di cannella, luci e decorazioni ovunque, strade innevate… i paesi dell’Alsazia a Natale sembrano usciti dalla favola di Hansel e Gretel! Pochi luoghi in Europa prendono il Natale tanto sul serio e sono in grado di trasmettere un’atmosfera così calorosa e poetica come questa regione della Francia. Ecco le esperienze imprescindibili per chi sceglie di visitare questa meta magica:
visita i sensazionali mercatini di Strasburgo, che non a caso si definisce la “capitale del Natale”. Dal 26 novembre al 24 dicembre 2025 potrai esplorare il mercato di Natale più antico della Francia, il Christkindelsmarik, risalente al 1570, che comprende 300 casette sparse per tutto il centro storico. L’atmosfera fatata, con i canti in sottofondo, l’aroma dei dolci e le luci scintillanti riporterà a galla i ricordi felici della tua infanzia. Una curiosità: nella centrale Place Klébler, dove finisce il mercatino, potrai ammirare uno dei più grandi Alberi di Natale d’Europa.
A 60 km da Strasburgo si trova Colmar, una delle località più famose dell’Alsazia grazie alle caratteristiche casette di legno con le pareti colorate, le stradine in pietra e i suggestivi canali. Puoi visitarla facilmente con un’escursione di un giorno da Strasburgo, approfitta per provare le delizie locali e per fare un sacco di foto ricordo! Anche a Colmar troverai, dal 25 novembre al 29 dicembre 2025, dei suggestivi mercatini di Natale.
La Strada dei vini dell’Alsazia, un must per appassionati di uve e degustazioni, è costellata di pittoreschi villaggi che fanno concorrenza alle ambientazioni Disney, perfetti per fare una sosta e caricarsi di spirito natalizio. Alcuni esempi? Eguisheim, Kaysersberg e Riquewihr.
Bilbao e il Natale gastronomico
Bilbao è la città ideale per chi voglia scoprire le delizie della gastronomia basca, una delle più apprezzate d’Europa. Questa destinazione infatti, oltre ad essere una mecca per gli amanti dell’architettura e dell’arte contemporanea, è all’avanguardia anche dal punto di vista culinario. Qui, bar tradizionali di pintxos convivono con ristoranti stellati e osterie dove si sperimenta mescolando ricette antiche e moderne. Natale è il momento perfetto per darsi ai piaceri della tavola e approfittare per godersi l’atmosfera.
Per unire cultura e cibo, l’ideale è visitare il museo Guggenheim e poi fermarsi a mangiare in uno dei tanti deliziosi ristoranti dei dintorni. Scopri quali sono in questo articolo.
Il presepe è una tradizione molto sentita a Bilbao; ogni anno durante le prime settimane di dicembre si organizza un’esposizione di presepi tipici sul Paseo del Arenal, creati dai maestri artigiani delle diverse associazioni presepistiche di Bilbao. Non perdere l’occasione per scoprire più da vicino quest’arte secolare.
Goditi il mare d’inverno. Vicino a Bilbao ci sono tante spiagge incontaminate perfette per fare lunghe passeggiate rigeneranti o, se sei coraggioso, provare a surfare sulle onde dell’Atlantico.
Natale esotico ad Atene
Oltre all’Acropoli, una delle prime cose che probabilmente associ alla città di Atene è il mar Egeo con le sue meravigliose isole. Ma non fare l’errore di considerare Atene solo una meta estiva: il clima mite e la vivacità culturale rendono la capitale greca una destinazione estremamente affascinante tutto l’anno. Visitarla a Natale ti permetterà di goderti la culla dell’antica Grecia con i suoi dinamici quartieri avvolti in un’atmosfera natalizia. Oltre ad andare alla scoperta dei resti archeologici dell’Antica Grecia, ci sono altre esperienze da non perdere ad Atene nel periodo natalizio:
Troverai bancarelle natalizie sparse per tutto il centro città, specialmente a Monastiraki, una tra le piazze più suggestive di Atene. Particolarmente vivace e colorato, il mercato natalizio ateniese ti permetterà di scoprire prodotti tipici e un ricco artigianato locale, mentre ammiri sullo sfondo l’imponente Acropoli. Da non perdere anche l’enorme piazza Syntagma, con la sua sontuosa illuminazione e un imponente albero di Natale.
Per i bambini, imperdibile la visita alla Foresta delle favole, una specie di parco tematico allestito nei giardini pubblici nazionali; qui i più piccoli potranno intrattenersi con tante proposte divertenti ed educative che hanno a che fare con le favole tradizionali greche e di altri paesi, tra casette fatate e laboratori dove far diventare realtà i propri desideri.
Chi non può fare a meno di pensare allo sci, sarà felice di sapere che non lontano da Atene si trovano alcune invitanti montagne; la più famosa è il Monte Parnasso, a meno di due ore di auto dalla capitale, dove si trova un attrezzato ski resort. Situato a 2.250 mt di altitudine, da qui si diramano oltre 20 piste da sci.
Natale a misura di bambino a Nantes
Poche città in Europa sono in grado di far volare l’immaginazione dei bambini come Nantes. Qui infatti si trovano molte attrazioni e spazi culturali pensati per i più piccoli, dal museo di Giulio Verne alla giostra del Carrousel du monde marin, ma soprattutto le incredibili “machines”, gigantesche opere meccaniche che sfilano per la città. In occasione del Natale, queste attrazioni diventano ancora più imperdibili grazie a una serie di iniziative imperdibili.
L’evento natalizio della Galerie des Machines (“galleria delle macchine”) si chiama Noël aux Nefs e si svolge durante le vacanze di Natale. La Galerie è il laboratorio dove si testano i congegni prodotti dall’azienda La Machine, un bestiario di macchine che comprende giganteschi uccelli appesi al soffitto, ragni, formiche e soprattutto un enorme elefante. L’esposizione della galleria alla fine dell’anno è particolarmente magica grazie all’allestimento natalizio, con abeti, luminarie, cioccolato e vin brulè… un’esperienza familiare davvero unica!
Le possibilità di divertirsi in famiglia però non finiscono qui: giostre, spettacoli di circo, sculture di ghiaccio e workshops sono solo alcune delle tante proposte natalizie nell’ambito del progetto Les Machines de l’île.
L’arte a Nantes è dappertutto; dopo aver fatto una passeggiata con i bambini nella centrale rue des Nefs, tra luci colorate e alberi di Natale, parti alla scoperta de Le voyage a Nantes, un interessantissimo itinerario artistico che ti permetterà di ammirare i luoghi più suggestivi della città e diverse installazioni artistiche. Per riprendere fiato e stare un po’ al calduccio dopo la camminata, in centro troverai tanti bar dove sorseggiare un’ottima cioccolata calda.
Natale dentro a un presepe a Napoli
Passare il Natale a Napoli significa fare un tuffo nelle tradizioni e credenze legate a questo periodo dell’anno, che qui è sentito e vissuto in modo viscerale dagli abitanti. In quale altro posto puoi trovare una strada dedicata esclusivamente a vendere statuine e accessori per il presepe di ogni tipo? San Gregorio Armeno è diventata famosissima in tutto il mondo per i suoi artigiani che danno vita a creazioni artistiche spesso curiose e goliardiche, e ogni anno attrae milioni di turisti che non vedono l’ora di conoscere più da vicino quest’arte millenaria. Napoli è la capitale del presepe, perciò se ti trovi in città durante le feste non puoi lasciarti scappare l’occasione di vederne alcuni tra i più spettacolari, come quelli del Museo di San Martino o della Cappella Palatina di Palazzo Reale. Ma questa città è uno scrigno infinito di sorprese, e ci sono moltissime altre cose che puoi fare qui durante le vacanze di Natale:
Provare la deliziosa (e sostanziosa) gastronomia natalizia napoletana. Gli squisiti struffoli (dolce composto da palline di pasta fritte, avvolte in miele caldo e decorate con pezzetti di frutta candita e confettini colorati), i mustaccioli (dolci a forma di rombo, fatti di una pasta morbida al sapore di miele e ricoperti di una glassa di cioccolato), il capitone, la pizza di scarole… preparati a tornare a casa con un paio di chili in più!
Il centro storico di Napoli, Forcella e i quartieri Spagnoli, sotto Natale sono ancora più caotici, vivaci e colorati che nel resto dell’anno. Passeggiare durante le feste per le viuzze patrimonio Unesco del centro di Napoli, piene di angolini pittoreschi, significa assaporare l’atmosfera verace e festosa che ha reso questa città così amata nel mondo.
Come non citare la mitica tombola napoletana? Il gioco per eccellenza delle feste, una specie di versione casalinga del lotto, ha origini antichissime e può intrattenere per ore grandi e piccini. Sapevi che ad ogni numero dall’1 al 90 corrisponde un significato, di solito goliardico? Non ti resta che tentare la fortuna, magari munendoti del tradizionale amuleto napoletano: il cornetto.
Natale rinascimentale a Firenze
Firenze è una delle città più belle d’Italia e a Natale si trasforma in uno scenario magico con le sue luci che adornano le strade storiche, le piazze e i monumenti rinascimentali. L’atmosfera festosa si unisce alla ricchezza culturale della città, permettendoti di godere del suo splendore artistico e di immergerti nello spirito natalizio. Ecco alcune proposte natalizie per goderti al massimo lo splendore di Firenze:
Passeggiare per il Mercatino di Natale di Santa Croce: ispirato ai tradizionali mercati tedeschi, questo mercatino di Natale offre una varietà di prodotti artigianali, decorazioni festive e prelibatezze locali.
Visitare la Cattedrale di Firenze (Duomo): assistere alla messa di Natale in questa maestosa cattedrale è un’esperienza spirituale senza precedenti. L’atmosfera solenne e la bellezza architettonica del luogo offrono un’opportunità unica a fedeli e turisti.
Pattinare sul ghiaccio sulla pista più grande d’Italia: durante le festività, al parco delle Cascine di Firenze viene allestita un’enorme pista di pattinaggio sul ghiaccio di oltre 1300 mq, nell’ambito di un vero e proprio villaggio di Natale che comprende anche una ruota panoramica e tante iniziative per i più piccoli.
Natale luminoso a Lione
Lione è una di quelle città che a Natale risplende di una luce speciale, e non è solo una metafora. A dicembre infatti, Lione si presenta in tutto il suo splendore e ti invita a godere di un viaggio sensoriale che comprende luci, musica, gastronomia e un’atmosfera accogliente che ti farà sentire la magia della stagione in ogni angolo della città.
Ecco cosa fare a Natale a Lione:
Vivere la Fête des Lumières: non c’è momento migliore per visitare Lione che il mese di dicembre, quando la città celebra la sua famosa Festa delle Luci. Questo evento, che si svolge dal 5 all’8 dicembre 2025, trasforma Lione in uno scenario da sogno con proiezioni e spettacoli di luce sui suoi principali monumenti. Tra i più iconici vi sono la Basilica di Notre-Dame de Fourvière e la Place des Terreaux, dove le luci giocano con l’architettura per creare uno spettacolo visivo ipnotico.
Godersi i concerti e gli spettacoli di Natale: durante le festività, Lione offre un ricco programma di concerti, opera e balletto. L’Auditorium di Lione e l’Opera di Lione organizzano spesso concerti di musica classica, con opere tipiche della stagione come il Messia di Handel o Lo Schiaccianoci. Assistere a uno di questi eventi è un modo meraviglioso per immergersi nell’eleganza e nella tradizione musicale che caratterizzano questa città.
Assaggiare la gastronomia locale: Lione è famosa per la sua gastronomia, e quale momento migliore del Natale per gustare una cena confortante in uno dei suoi accoglienti ristoranti o bouchon (taverne tipiche)?Non perderti un ottimo tablier de sapeur, una trippa marinata nel vino bianco e cotta nel brodo, o un piatto di formaggi locali.
Ti abbiamo fatto venire voglia di infilare in valigia tutto il tuo spirito natalizio e partire per un viaggio indimenticabile? Se non ne hai ancora abbastanza di ispirazione, dai un’occhiata a tutte le destinazioni Volotea e tieni d’occhio i nostri prossimi articoli; continueremo a darti suggerimenti per far decollare il tuo inverno!
Durante i mesi di giugno e luglio 2025, le strade di moltissime città europee si riempiranno di gente, colore, musica, voglia di fare festa e rivendicare in occasione del Pride, quell’insieme di manifestazioni dell’orgoglio delle persone gay, lesbiche, bisessuali, transessuali, asessuali, intersessuali e queer. Ecco alcune proposte da non perdere nelle città Volotea, dall’Italia alla Grecia passando per la Francia. Prepara le bandiere arcobaleno!
La Giornata Mondiale dell’Orgoglio, che si festeggia il 28 giugno in tutto il mondo per rivendicare i diritti delle persone LGBTQIA+, è il fulcro attorno al quale si sviluppano i cosiddetti Pride, ovvero tutti quei festival e sfilate che hanno l’obiettivo di dare visibilità alle persone omosessuali, bisessuali, queer, trans o altro e promuovere la libertà e l’accettazione sociale di ogni persona indipendentemente dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere.
Partecipare a un Pride è un’opportunità unica per celebrare la ricchezza della diversità e chiedere a gran voce maggiori tutele per tutti e il riconoscimento di diritti non ancora acquisiti. Senza dimenticare il divertimento e un pizzico di follia!
EuroPride 2025
In Europa, quest’anno l’appuntamento più importante è a Lisbona, in Portogallo, per l’EuroPride 2025. La luminosa capitale portoghese, culla di storia, cultura e vita costiera, diventa la capitale dell’Orgoglio LGBTQ+ ospitando il Pride europeo più atteso. I giorni dell’evento da segnare sul calendario sono dal 14 al 22 giugno 2025, con una menzione speciale a sabato 21 giugno, quando avrà luogo la grande parata finale di una interessante settimana piena di appuntamenti: mostre, spettacoli di teatro, concerti e conferenze. Il tema di quest’anno è “Proudly yourself”, un invito a celebrare l’autenticità, l’unità e l’amore in un mondo che spesso cerca di dividerci.
Oltre all’EuroPride, gli eventi più partecipati in Europa si svolgono a Madrid e Parigi.
A Madrid, considerata una delle migliori destinazioni LGBTQA+ e capitale della diversità, ha luogo uno dei Pride più grandi al mondo, con oltre 2 milioni di partecipanti ogni anno, tantissimi incontri, concerti, feste ed eventi culturali. Gli appuntamenti dell’Orgullo cominciano il 27 giugno e culminano la prima domenica di luglio, raggiungendo l’apice con la vivacissima Pride Parade di sabato 5 luglio.
Anche Parigi si prepara per una colorata invasione; ogni anno infatti la capitale francese accoglie oltre mezzo milione di persone che prendono parte al più grande evento Pride di tutto il paese; nel 2024, le date da segnare sul calendario sono dal 21 al 28 giugno, con una menzione speciale alla spettacolare sfilata del Marche des Fiertés di sabato 28 giugno. Atmosfera festosa, trasgressione e diritti si mescolano in un mix imperdibile!
Ma oltre agli appuntamenti più popolari e frequentati, vale la pena di scoprire anche altri eventi in diverse città europee che puoi raggiungere a bordo di un aereo Volotea. Mi raccomando, metti in valigia fischietti e magliette colorate!
Pride Salento
ll Salento è una delle destinazioni italiane estive più popolari, soprattutto tra i giovani e la comunità gay. Da giugno a settembre, le località salentine si riempiono di turisti, musica, feste ed eventi per tutti i gusti. Durante il Salento Pride, divenuto con gli anni sempre più importante, la comunità LGBTQIA+, gli abitanti e i turisti si mescolano, si divertono e portano avanti istanze di rivendicazione insieme.
Quest’anno, il Pride si terrà nella splendida città di Lecce, a pochi chilometri da Brindisi, sabato 12 luglio 2025. Il tema attorno al quale si organizzeranno gli eventi è la “famiglia”: il Salento Pride vuole invitare alla convivenza di tutte le forme di relazione, sottolineando l’importanza di un futuro in cui tutte le famiglie siano rispettate e valorizzate, ricordando sempre che: “NOI SIAMO FAMIGLIA”.
Pride Napoli
Il Napoli Pride è uno degli eventi più interessanti e vivaci tra i Pride del sud Italia. Quest’anno, gli appuntamenti dell’Orgoglio sono concentrati il 5 luglio e includono una Pride Parade e tante iniziative che mettono al centro i temi della libertà e dei diritti civili.
La parata attraverserà la città per sensibilizzare su temi chiave per il movimento LGBT+ quali il matrimonio egualitario, lo ius soli e la legge contro l’omotranslesbofobia. E, naturalmente, per invocare a gran voce la pace. Una splendida occasione per scoprire una città meravigliosa, Napoli, che ha nel suo DNA creatività, apertura mentale e stravaganza.
Pride Palermo
Probabilmente associ la Sicilia soprattutto alla buona cucina, alle spiagge e alla storia millenaria dell’isola. Ma ogni anno a Palermo si tiene anche un Pride significativo, promosso da movimenti ed entità di vario tipo che danno vita ad una manifestazione animata e molto partecipata. In città si torna in piazza per divertirsi e far sentire la propria voce sabato 21 giugno, per ribadire che “la lotta non si ferma”, soprattutto ora che la libertà e la diversità sembrano sempre più minacciate. Il focus di quest’anno sarà soprattutto sulla violenza di genere e maschilista, un tema purtroppo di bruciante attualità. E se tra una sfilata e l’altra ti viene fame, dai un’occhiata ai nostri consigli su dove mangiare a Palermo o dove fare un ottimo aperitivo in città, vera e propria mecca dello street food e della deliziosa gastronomia siciliana.
Pride Marsiglia
Marsiglia ha fama di essere una città orgogliosa, combattiva e un po’ anarchica. Quale luogo migliore quindi per festeggiare il Pride? Visita questa città dal carattere forte, la più antica della Francia e seconda del paese per grandezza, tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, e avrai l’opportunità di partecipare a tantissimi eventi militanti, culturali e festivi organizzati dalle associazioni e imprese del Comitato Direttivo Pride Marsiglia. A chiudere in bellezza ci penserà la grande sfilata del 5 di luglio.
Pride Bordeaux
Per cominciare a respirare l’atmosfera festosa e ribelle del Pride, il tuo viaggio in giro per l’Europa potrebbe partire da Bordeaux. La città del sud della Francia è infatti una delle prime a festeggiare l’orgoglio gay, sabato 31 maggio 2025. Organizzata dall’associazione Lesbian & Gay Pride Bordeaux, che si batte per i diritti delle persone LGBT, la Marcia conta ogni anno con la partecipazione di migliaia di attivisti e simpatizzanti. Un appuntamento da non perdere se anche tu vuoi partecipare alla lotta per la parità dei diritti e contro le discriminazioni legate all’orientamento sessuale. Il tutto in una cornice da favola: il centro storico di Bordeaux è stato infatti dichiarato Patrimonio dell’Umanità e i vini locali sono famosi in tutto il mondo!
Pride Bilbao
Chi voglia prendere parte alle manifestazioni per l’Orgullo in Spagna ha l’imbarazzo della scelta; dalla già citata Madrid alle destinazioni festaiole e gay friendly di Sitges, Barcellona e Ibiza, gli appuntamenti sono tanti e per tutti i gusti. Nel nord del paese, una delle destinazioni più interessanti e in crescita del “turismo Pride” è Bilbao. Dietro la facciata industriale, artistica e foodie, il capoluogo dei Paesi Baschi nasconde un’anima arcobaleno che svela ogni anno in occasione del Pride. Quest’anno Bilbao è pronta ad accogliere una folla festosa e variegata il 19, 20, 21 e 22 di giugno, che tra un pintxo, una visita al Guggenheim e un giro sulla tavola da surf, parteciperà a un festival ricco di eventi che sostiene la visibilità e la diversità LGBT. Il clou del Bilbao Pride è la parata di sabato 21 giugno, nella quale a sfilare è una flotta! Le barche, sulle quali si svolgono le feste, sono decorate con vivaci colori arcobaleno e partono dall’estuario di Bilbao per poi continuare a navigare lungo il fiume. Uno spettacolo unico nel suo genere!
Pride Atene
La capitale greca è una destinazione fantastica per viaggiatori di ogni credo: quelli che cercano storia e cultura, i fan della vita balneare, le famiglie e i giovani che non vedono l’ora di uscire la sera. Se scegli di visitare Atene tra il 13 e il 15 giugno 2025 avrai la possibilità di assistere agli eventi del Pride 2024, l’evento più importante per la comunità LGBTQIA+ greca, e di goderti la città in un periodo dell’anno ottimale: a giugno infatti le temperature sono molto gradevoli e le giornate lunghissime! La parata principale del Pride ateniese avrà luogo sabato 14 giugno e, come si legge sul sito dell’evento, l’obiettivo della manifestazione è quello di continuare a lottare energicamente per i diritti del collettivo, una necessità oggi più indispensabile che mai.
Ti abbiamo motivato a partire alla scoperta dei migliori Pride d’Europa? Se stai cercando altre idee per la tua estate, dai un’occhiata anche ai nostri consigli sulle migliori spiagge e attività all’aperto!
Le cose da vedere a Napoli sono talmente tante che c’è il rischio di dimenticarsi qualcosa di importante: il Duomo, Castel dell’Ovo, Castel Nuovo, il Museo Archeologico Nazionale, piazza del Plebiscito, il Cristo Velato… l’elenco potrebbe durare molto a lungo. Ma al di là delle attrazioni principali, assolutamente imprescindibili, una delle esperienze che non puoi perderti ai piedi del Vesuvio è una visita a Napoli sotterranea.
Una vera e propria città sotto la città, nata scavando le pietre di tufo che servivano per costruire l’urbe sovrastante.
400 km di percorso caratterizzato da cisterne, cunicoli e pozzi che la rendono un’esperienza davvero emozionante.
Il percorso, con visita guidata in italiano o in inglese, parte ogni ora da Via Tribunali ad angolo con piazzetta San Gaetano e dura 1 ora. Si scende a oltre 40 metri sotto il sottosuolo della città attraversando cisterne e cunicoli strettissimi (motivo per cui non è consigliato a chi soffre di claustrofobia).
Durante il tragitto, è possibile vedere solo 1 km dei 400 che attraversano tutta Napoli, ma è davvero affascinante… immagina che tragitto incredibile si cela sotto i tuoi piedi!
L’ingresso di Napoli sotterranea
Miti e leggende connesse a Napoli sotterranea
Napoli sotterranea è una città parallela nata insieme alla città attuale e si estende sotto tutto il centro storico a oltre 40 metri di profondità; ad essa sono legati miti e leggende ancora oggi vivi nell’immaginario collettivo dei napoletani; ecco un paio di esempi di storie tramandate di generazione in generazione.
Il “munaciello”
“Il munaciello” è un folletto dispettoso che si narra viva nel sottosuolo partenopeo ed entri nelle case dei napoletani per fare dispetti o regali.
Conosce perfettamente quello che c’è sotto la superficie di Napoli ed i suoi cunicoli ed è capace di attraversare tutta la città. Si dice sia particolarmente sensibile al fascino femminile… Ma attenzione, non tutti possono vederlo: secondo alcune leggende il “munaciello” sarebbe il fantasma del figlio di Caterina Frezza, nobildonna napoletana costretta dal padre a prendere i voti, che viveva in convento con la madre vestito da monaco. Di nascosto riusciva a sgattaiolare fuori dalle mura per le sue scorribande, fin quando non morì in circostanze misteriose.
Il “pozzaro”
Molti sono convinti di continuare a vedere il fantasma del “munaciello” che compare e scompare dalle case. Ma in realtà potrebbe trattarsi del “pozzaro”, colui che si dedicava all’approvvigionamento dei pozzi d’acqua. Quando non veniva pagato per i suoi servizi, si vendicava facendo dei dispetti agli abitanti delle case. Aveva doti da vero speleologo e vestiva con una specie di saio per difendersi dall’umidità. Non è difficile pensare che potesse entrare nelle case ed essere scambiato per un fantasma!
Le origini di Napoli sotterranea
L’esistenza di Napoli sotterranea è legata alla particolare conformazione morfologica e geologica del territorio partenopeo, caratterizzato da roccia di tufo leggera e friabile, con la quale sono state costruite quasi tutte le case del centro storico cittadino.
Si pensa che i primi scavi risalgano a circa 5.000 anni fa, quasi alla fine dell’era preistorica.
Furono poi i Greci, nel III secolo a.C., ad aprire le prime cave sotterranee per ricavare i blocchi di tufo per costruire la loro Neapolis e i loro ipogei funerari, che è possibile vedere ancora oggi nelle Catacombe di San Gaudioso e San Gennaro nel Rione Sanità.
Successivamente, in epoca augustea, i Romani crearono le prime gallerie e cisterne sotterranee, dando vita a tutta una serie di acquedotti nei quali confluiva l’acqua proveniente dalle sorgenti del Serino, a 70 km di distanza dal centro di Napoli.
Cisterne che sono state attive fino all’epidemia di colera del 1885, quando vennero abbandonate a favore del nuovo acquedotto ancora in funzione.
Napoli sotterranea ritornò però in auge durante la seconda guerra mondiale, quando i cunicoli e le cisterne vennero usate come rifugi sicuri e ricoveri antiaerei da parte della popolazione. Furono allestiti in tutta Napoli 369 ricoveri in grotta e 247 ricoveri anticrollo, di cui oggi possiamo ancora vedere le tracce grazie al ritrovamento di giocattoli in disuso, incisioni sulle pareti, bombe inesplose e carri armati.
Insomma, visitare Napoli sotterranea è come fare un viaggio attraverso 2400 anni di storia della città partenopea dall’epoca greca a quella moderna.
Il percorso
Per la visita sono consigliabili scarpe comode antiscivolo (preferibilmente sneakers) ed una felpa (anche in estate) a causa dell’eccessiva umidità presente nel sottosuolo.
Varcata la soglia di Tufo sita in Piazzetta San Gaetano, si inizia a scendere nel sottosuolo partenopeo attraverso una rampa di scale davvero molto suggestiva.
Da qui iniziano le grandi emozioni.
Il percorso è stato dotato di un sistema di illuminazione, ma ci sono alcuni cunicoli così stretti e bui nei quali negli anni passati si usavano le candele, oggi sostituite dalle torce dei cellulari, rendendo l’esperienza ancora più avvincente.
Il percorso non è adatto a chi soffre di claustrofobia perché una volta giunti a metà non è possibile tornare indietro fino al completamento dello stesso.
Appena giunti in profondità, nella prima cisterna potrai subito notare dei graffiti lungo le pareti e dei giocattoli in disuso usati durante la seconda guerra mondiale, quando parte della popolazione si rifugiava qui per sfuggire ai bombardamenti.
Troverai non solo giocattoli, ma anche resti di letti, auto d’epoca e persino bombe disinnescate.
Proseguendo lungo il percorso, arriverai in una zona in cui è in corso un esperimento: la creazione di una serra sotterranea. Esperimento non andato a buon fine perchè le piante coltivate nelle cavità di Napoli, illuminate con luce artificiale ed innaffiate con la sola umidità del sottosuolo, hanno vita breve: durano solo un anno! Molto suggestivo, invece, il percorso attraverso un cunicolo strettissimo non illuminato per raggiungere una delle cisterne più grandi ed arrivare poi in quella che era la vecchia dispensa del Monastero di Santa Chiara.
Ti imbatterai poi in delle cantine, alcune delle quali private fino a ritornare in superficie.
Ma una volta risaliti, il percorso non è finito.
La guida ti porterà alle spalle dell’ingresso principale, in Vico Cinquesanti, dove ti farà entrare in un tipico basso napoletano, un’abitazione al piano terra caratterizzata da un unico ambiente, molto comune nel centro storico di Napoli.
Qui potrai accedere all’antico teatro greco romano che si estende in tutto il sottosuolo del centro storico, attraverso un portale d’ingresso davvero sui generis. All’interno del basso napoletano, la guida sposterà il letto scoprendo un passaggio segreto che condurrà alla cantina dell’abitazione dove, con grande stupore, troverai le mura esterne dell’antico teatro greco romano.
Purtroppo al momento è possibile vedere solo 1/5 di quello che era il teatro, poiché le restanti parti sono nelle cantine di abitazioni private e gli scavi sono stati interrotti.
Informazioni pratiche su Napoli sotterranea
Sicurezza
Visitare Napoli sotterranea è un’esperienza emozionante e unica a tutte le età: nonostante si tratti di una passeggiata sicuramente fuori dal comune, il percorso è infatti adatto sia per i bambini che per gli adulti che per gli anziani. E’ importante sapere che si tratta di un’escursione sicura che rispetta tutte le norme vigenti, assolutamente fattibile anche per persone non particolarmente agili; i gradini sono infatti bassi, ci sono corrimano che accompagnano le scale e in generale gli spazi sono ampi. Il passaggio dal cunicolo più stretto è facoltativo, quindi se non ti senti a tuo agio puoi tranquillamente aspettare fuori per una decina di minuti. Mettiti delle scarpe comode, rilassati e goditi l’avventura!
Gli accessi
Ci sono più punti di accesso per Napoli sotterranea, anche se non sono collegati tra loro e in base al punto di partenza che si sceglie si visita un pezzo diverso del percorso.
L’ingresso principale, nonché quello ufficiale, si trova in piazza San Gaetano al civico 68, nei pressi di Via Tribunali, in pieno centro storico, ad angolo con la celebre strada dei pastori San Gregorio Armeno.
Oltre all’ingresso principale in Via Tribunali, c’è un altro accesso a Napoli sotterranea da Via Chiaia alle spalle del Caffè Gambrinus ed uno dalla Riviera di Chiaia, dove dall’interno del Garage Morelli è possibile accedere al Tunnel Borbonico, un tunnel lungo 431m che collega il Largo della Reggia (odierna Piazza Plebiscito) a piazza della Vittoria, passando al di sotto della collina di Pizzofalcone. All’inizio di Spaccanapoli, invece, ad angolo con Via Tribunali, troverai l’ingresso di Napoli sotterrata.
Orari e costi
Il biglietto d’ingresso, comprensivo di visita guidata, costa € 15,00 per gli adulti ed € 8,00 per i bambini fino a 10 anni ed è consigliabile prenotarlo online qualche giorno prima della visita, onde evitare di non trovare disponibilità di posti in alta stagione. Ci sono poi sconti e promozioni per gruppi e studenti. Per tutte le informazioni ufficiali ricordati di dare un’occhiata al sito di Napoli sotterranea, visto che gli orari e prezzi possono variare.
A Napoli sotterranea si accede solo con guida autorizzata in lingue diverse ed in gruppi ridotti. Le visite guidate partono ogni ora ed è consigliabile la prenotazione.
Le escursioni in italiano si organizzano tutti i giorni, tutto l’anno nei seguenti orari: 10:00, 11:00, 12:00, 13:00, 14:00, 15:00, 16:00, 17:00, 18:00; su prenotazione e se si raggiunge il numero minimo di 10 partecipanti è possibile effettuare la visita anche il giovedì alle 21:00. Se invece preferisci l’escursione in inglese, questi sono gli orari disponibili: 10:00, 12:00, 14:00, 16:00, 18:00. La prenotazione è richiesta solo per gruppi superiori a 10 persone. In ogni caso se ti interessa un’altra lingua o un altro orario puoi provare a contattare l’associazione via mail, proveranno sicuramente ad accontentarti.
Per quanto riguarda le tariffe ufficiali, per conoscerle puoi mandare una mail a info@napolisotterranea.org.
Come arrivare
Se arrivi dalla Stazione Centrale (Piazza Garibaldi), puoi prendere la metropolitana Linea 1, direzione Piscinola, e scendere a Dante. Da lì con una breve passeggiata a piedi percorrendo via Port’Alba, via San Pietro a Maiella e Piazza Miraglia raggiungerai via Dei Tribunali – Piazza San Gaetano. Dall’Aeroporto di Capodichino puoi prendere il Bus linea ANM ALIBUS che ferma davanti al Banco di Napoli e scendere a Piazza Garibaldi, da dove puoi seguire le stesse istruzioni valide dalla stazione dei treni. Se arrivi in nave, dal porto cammina fino a Piazza Municipio con via De Pretis e da lì prendi il bus linea R4 verso Ospedale Cardarelli – Piazza Dante (IV fermata).
Quest’anno in tanti hanno deciso di trascorrere le vacanze in Italia. Se hai deciso di partire per Napoli, puoi unire una vacanza culturale ad una di mare, alternando le visite ai musei a mattinate in spiaggia o aperitivi al tramonto direttamente sul mare.
Ma quali sono i posti migliori dove andare al mare tra Napoli e dintorni?
Ecco la mia personale classifica con i miei luoghi del cuore.
Mergellina
Se vuoi restare in città, il luogo più facilmente raggiungibile dal centro storico è il lungomare di Mergellina. Qui, molti Napoletani sono soliti andare a prendere il sole sugli scogli o fare tuffi vicino al Castel dell’Ovo già dal mese di aprile.
In realtà l’acqua non è pulitissima, dato che è molto vicino al porto e c’è solo una piccola spiaggetta nei pressi della Rotonda Diaz, che però si affolla subito. Quindi consigliabile solo per prendere il sole con uno dei panorami più belli della città di Napoli.
Foto di Anna Pernice
Posillipo
Se però vuoi rilassarti in spiaggia e fare un bagno con vista Vesuvio, ti consiglio di allungarti lungo Via Posillipo, dove ci sono molti lidi attrezzati nei quali trascorrere una piacevole giornata di mare.
Il primo lido appena si imbocca la salita di Via Posillipo è il bagno Elena, caratterizzato da una spiaggia con lettini e ombrelloni e una zona solarium con soli ombrelloni.
Dall’altro lato del Palazzo, troviamo invece il Bagno Sirena, adiacente al quale c’è anche un ristorantino di pesce direttamente sulla spiaggia, il servizio di noleggio kayak per esplorare la costa di Posillipo via mare e un angolo di spiaggia libera.
Foto di Anna Pernice
Ma lungo la salita, fino ad arrivare al Parco Virgiliano, ce ne sono tantissimi, alcuni con sabbia, altri su scogliera, come ad esempio le Rocce Verdi, a cui si accede attraverso Villa Fattorusso, così chiamate perché le rocce di tufo a contatto con il mare e le alghe hanno assunto la colorazione verde rendendo anche l’acqua circostante di color turchese.
Questi lidi sono facilmente raggiungibili con la metropolitana linea 1 fermata di Mergellina e poi da lì con l’autobus n. 150 per Via Posillipo.
Prima di recarsi a qualsiasi lido di Napoli, è consigliabile prenotare al telefono o online.
Da qualche anno, la prenotazione è obbligatoria (seppur gratuita) anche per accedere alle spiagge libere di Posillipo che hanno accesso unicamente dai Bagni in concessione, onde evitare affollamento.
La prenotazione può essere fatta gratuitamente collegandosi al sito www.spiaggelibere.it il giorno prima. Qui è possibile richiedere l’ingresso alla spiaggia di Donn’Anna (25 accessi dal Bagno Elena e 25 dal Bagno Ideal) e alla spiaggia delle Monache (450 accessi dal Bagno Sirena). Ogni singolo utente può effettuare fino a tre prenotazioni per ogni settimana. Su queste spiagge non è consentito l’accesso ai cani in quanto non attrezzate per poterli ospitare.
Marechiaro
Continuando la salita lungo la Collina di Posillipo c’è il piccolo borgo di pescatori di Marechiaro, dove è possibile noleggiare una barchetta e raggiungere lo scoglione per fare il bagno tra le limpide acque di Posillipo.
Qui si trova anche la famosa “fenestella” una finestra con vista mare, Vesuvio e Capri che ha ispirato Salvatore di Giacomo in una delle sue più celebri canzoni “Marechiare”. Oggi sulla celebre Fenestrella di Marechiaro c’è sempre un garofano fresco sul davanzale, oltre ad una lapide celebrativa in marmo bianco a forma di carta con una parte dello spartito della canzone, che ancora oggi possiamo vedere, è stata scoperta nel lontano 1922, al sorgere della luna.
Foto di Anna Pernice
La Gaiola
Quasi alla sommità di Via Posillipo, nei pressi del Parco Virgiliano, c’è una ripida discesa che porta al Parco Sommerso della Gaiola, un’area marina protetta che si estende su una superficie di 41,6 ettari dal borgo di Marechiaro sino alla splendida Baia di Trentaremi, dove è possibile fare delle bellissime immersioni ed andare alla scoperta di relitti sommersi.
Foto di Anna Pernice
La Gaiola è una delle isole minori di Napoli, si trova proprio di fronte alla collina di Posillipo ed è avvolta da misteri e leggende come quella del Mago Virgilio secondo cui l’isola sarebbe avvolta da una maledizione o del vecchio Publio Vedio Pollione, un uomo misterioso, di cui si narra che allevasse le murene in vasche scavate nel tufo ed alle quali dava in pasto, di tanto in tanto, qualche suo schiavo particolarmente maldestro. Verità o leggenda, è sicuramente uno dei luoghi più belli di Napoli dalle acque cristalline e consiglio assolutamente di recarsi per un bagno o un’immersione.
Sempre senza allontanarsi dalla città, dalla zona di Fuorigrotta è possibile raggiungere la zona di Bagnoli, ai confini con Pozzuoli. Qui c’è il famoso pontile, un ponte lungo 900 metri che permette di fare una bellissima passeggiata panoramica con vista sulle isole del Golfo di Napoli dando l’impressione di essere in alto mare.
Foto di Anna Pernice
In questa zona ci sono anche numerosi lidi attrezzati con lettini, ombrelloni e piscina, dove nel tardo pomeriggio è possibile fare anche aperitivo con Dj set in riva al mare. Tra i più noti, soprattutto tra i giovani, c’è l’Arenile di Bagnoli, un lido attrezzato dove vengono spesso organizzate serate e feste a tema.
Qui il mare non è balneabile, poiché si trova nell’area che in passato ospitava lo stabilimento siderurgico dell’Italsider, chiuso definitivamente nel 1993, ma in compenso quasi tutti i lidi sono dotati di piscine attrezzate e solarium.
Baia
A pochi km da Napoli, proseguendo in direzione Roma, c’è il comune di Baia, dove c’è una delle aree marine protette più belle di tutto il napoletano. Qui ci sono numerosi lidi attrezzati e con piscina dove sono soliti andare a mare i napoletani e fermarsi fino al tramonto per vedere il sole tramontare in mare a suon di musica.
Foto di Anna Pernice
Inoltre, nei pressi del Castello di Baia, è possibile fare delle bellissime immersioni ed indimenticabili escursioni in canoa, anche di notte. Questa zona si trova infatti all’interno del Parco archeologico dei Campi Flegrei, nel quale è possibile visitare la bellissima Baia Sommersa, una città sommersa dal mare e scoperta solo nel 2002, dove si trovano lussuose ville ed edifici romani sommersi dal marea causa del bradisismo, ma di cui sono rimaste ancora intatte colonne e mosaici, visibili organizzando delle escursioni in barca nelle barche con fondo trasparente, facendo snorkeling o diving, sempre su prenotazione.
Foto di Anna Pernice
Costiera Sorrentina
Molti napoletani, soprattutto dalle zone vesuviane, sono soliti andare a mare in Costiera Sorrentina. La si può raggiungere facilmente con la circumvesuviana, il trenino che dalla stazione di Napoli Piazza Garibaldi arriva fino a Sorrento, effettuando le fermate intermedie di Meta, Seiano, Scrajo, anch’esse zona di mare.
In ognuna delle località della Costiera citate, ci sono sia spiagge libere che lidi attrezzati con sdraio e ombrelloni, oltre a zone in cui è possibile prendere il sole sugli scogli.
Panorama di Sorrento, foto di Rich Martello – Unsplash
Costiera Amalfitana
Tra le zone più famose e gettonate nei dintorni di Napoli c’è la Costiera Amalfitana, meta di turisti da tutto il mondo. Situata a solo 1 ora di auto da Napoli, sa regalare borghi e scorci davvero unici per vivere una vacanza esclusiva vicino al mare. E’ caratterizzata da 13 borghi facenti parte della provincia di Salerno, che si affacciano tutti sul mare e sono delimitati da Vietri e Positano.
E’ possibile raggiungerla da Napoli, o prendendo l’autostrada direzione Salerno ed uscendo a Castellammare di Stabia, per proseguire poi verso Positano, oppure superando l’uscita di Salerno e prendendo direttamente lo svincolo per Vietri Sul Mare.
Il consiglio è di noleggiare un’auto e muoverti liberamente tra i vari borghi che caratterizzano la Costiera Amalfitana, perchè sono tutti diversi tra loro. In alternativa, è possibile prendere il metro del mare della compagnia NLG Jet, che parte tutti i giorni dal Molo Beverello di Napoli e in due ore arriva ad Amalfi via mare.
Le isole
Se sei a Napoli, non puoi non andare al mare su una delle sue bellissime isole di Capri, Ischia o Procida, raggiungibili in giornata dal Molo Beverello o dal Molo di Pozzuoli in meno di un’ora di aliscafo.
Potrai visitarle in giornata per fare un bagno in una delle loro spiagge iconiche o fermarti più giorni, per una vera vacanza relax. Le tre isole sono tutte diverse tra loro e meritano tutte una visita.
Capri è la più conosciuta per i suoi faraglioni ed anche la più turistica, anche se qui di spiagge ce ne sono solo due, Marina Grande e Marina Piccola, spesso molto affollate.
Ischia è la più grande e la più frequentata da Napoletani in vacanza. Qui ci sono numerose spiagge di sabbia, alcune anche con lidi attrezzati, numerosi stabilimenti termali e sorgenti di acqua termale naturale che è possibile trovare in alocune zone dell’isola direttamente in spiaggia.Tra le spiagge più belle e grandi dell’isola, c’è la Spiaggia dei Maronti.
Procida, la più piccola delle tre, è una piccola isola di pescatori, meno turistica rispetto alle altre due, che ha mantenuto negli anni la sua identità autentica. Qui da non perdere il porticciolo della Corricella con tutte le casette colorate e la spiaggia famosa per il film Il Postino.
COME RAGGIUNGERE LE MIGLIORI LOCALITÀ DI MARE VICINO NAPOLI?
Le splendide isole dell’arcipelago campano, come Ischia e Capri, e le località da sogno della Costiera Amalfitana, sono solo a un breve tratto di mare di distanza da Napoli. Raggiungerle è semplice e comodo con il Gruppo Lauro, la flotta che da 80 anni collega il capoluogo campano con alcune tra le più affascinanti perle della regione. Navi innovative ed ecosostenibili ti porteranno a destinazione circondato dal comfort e dalla bellezza; e se hai bisogno di aiuto, il customer care di Lauro è a tua disposizione per risolvere tutti i tuoi dubbi.
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Quando pensi a Napoli, una delle prime cose che ti viene in mente è la pizza. Questo piatto delizioso e iconico ha radici profonde nella storia della città e continua a deliziare il palato dei viaggiatori provenienti da tutto il mondo. In questo articolo, esploreremo la storia, le peculiarità e i luoghi migliori per gustare la pizza a Napoli.
La pizza: quando è nata?
La pizza napoletana è uno dei piatti più iconici e amati al mondo. La storia della pizza a Napoli è avvolta in un alone di mistero e tradizione. Mentre la pizza come la conosciamo oggi è diventata popolare nel mondo intero, le sue origini sono chiaramente riconducibili a Napoli.
La sua storia ha radici antiche che risalgono all’antica Roma, dove esistevano piatti simili a base di pane piatto cotto in forno con vari condimenti. Tuttavia, l’idea di una pizza coperta con ingredienti come pomodoro e formaggio non si sviluppò fino all’arrivo del pomodoro in Europa nel XVI secolo. Inizialmente, il pomodoro fu considerato velenoso e coltivato solo come pianta ornamentale. Ma alla fine, la gente si rese conto che il pomodoro era commestibile e sicuro da consumare.
La pizza napoletana moderna ha le sue radici a Napoli nel XVIII secolo. Inizialmente, le pizze erano semplici, fatte con pasta di pane piatto, pomodoro, olio d’oliva e formaggio locale, spesso la mozzarella di bufala. Questa combinazione di ingredienti divenne popolare tra la popolazione napoletana, in particolare tra le classi lavoratrici, a causa della sua semplicità e bontà.
La prima pizzeria conosciuta, “Antica Pizzeria Port’Alba,” è stata fondata nel 1830. Questo è solo l’inizio di una tradizione che ha attraversato i secoli e continua a deliziare le persone con la sua semplicità e gusto straordinario.
La pizza divenne ancora più famosa quando la Regina Margherita, nel 1889, visitò Napoli e chiese di assaggiare questa specialità. Il pizzaiolo Raffaele Esposito della Pizzeria Brandi preparò tre diverse pizze per la regina e il suo consorte, tra cui una pizza con pomodoro, mozzarella e basilico, che divenne nota come la “Pizza Margherita”. La Regina Margherita apprezzò particolarmente questa variazione e contribuì a rendere la pizza ancora più popolare.
Com’è la pizza a Napoli?
La pizza napoletana è rinomata per la sua semplicità. Gli ingredienti di base includono la mozzarella di bufala, pomodoro San Marzano, basilico fresco, olio d’oliva e sale. La pizza è cotta in un forno a legna a temperature molto alte, che donano alla pizza la sua caratteristica crosta sottile e soffice. Il risultato è un equilibrio perfetto tra sapore e consistenza.
Cosa significa “pizza napoletana verace”?
La “pizza napoletana verace” è una denominazione d’origine protetta (DOP) che definisce gli standard di autenticità per la pizza napoletana. Deve essere preparata secondo tradizioni secolari, usando ingredienti specifici e seguendo un metodo di cottura tradizionale. Solo le pizzerie che rispettano questi criteri rigorosi possono fregiarsi del titolo di “verace.”
Nel 2017, la tradizione della “pizzaiuolo napoletano” è stata riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Questo riconoscimento sottolinea l’importanza della pizza napoletana nella cultura italiana e nel patrimonio gastronomico mondiale.
Dove mangiare la pizza a Napoli?
Questa la mia personale classifica in ordine casuale delle migliori pizzerie di Napoli in cui mangiare l’autentica pizza napoletana:
Pizzeria Starita a Materdei, Via Materdei, 27/28. Fondata nel 1901, questa pizzeria ha rubato un pezzo di cuore ai napoletani, che ancora oggi riconoscono in Alfonso Starita una garanzia.
Pizzeria la Notizia, Via Michelangelo da Caravaggio, 53. Qui potrai trovare la pizza capolavoro del grande Enzo Coccia, pizzaiolo riconosciuto a livello mondiale.
Antica Pizzeria Di Matteo, Via dei Tribunali, 94. Conosciuta anche come La Pizzeria degli Studenti, deve la sua fama ai deliziosi impasti di Gennaro e Nicola Di Matteo.
Pizzeria Attanasio, Via dei Tribunali, 379. Una certezza per i turisti, da Attanasio potrete ancora trovare la pizza della tradizione.
Pizzeria Errico Porzio, Via Alessandro Scarlatti, 84. Qui Errico Porzio mescola tradizione e innovazione al motto #SaddaSapèFà.
Gino Sorbillo, nella storica sede di Via dei Tribunali, 32. Ma è possibile trovare una sede anche sul lungomare.
Pizzeria Trianon, Via Pietro Colletta, 44. La famiglia Leone sforna pizza dal 1923. Il ristorante è ancora un affare di famiglia!
E se invece hai voglia di pizza fritta, questi sono gli indirizzi da non perdere:
Pizzeria De’ Figliole, Via Giudecca Vecchia 39
La Masardona, Piazza dell’Oro 6
Antica PizzaFritta Da Zia EsterinaSorbillo, Piazza Trieste E Trento 53
Pizza Fritta Isabella de Cham, Via Arena della Sanità, 27
Qual è la pizza più famosa di Napoli?
Napoli è la patria di molte varietà di pizza, ma una delle più celebri è la “Margherita.” La sua storia leggendaria narra che fu creata per onorare la Regina Margherita di Savoia nel 1889 e presenta i colori della bandiera italiana: il rosso del pomodoro, il bianco della mozzarella e il verde del basilico. Per assaporare l’autentica Margherita, dirigiti verso le pizzerie più antiche e autentiche della città, quasi tutte situate nella celebre Via dei Tribunali in pieno centro storico.
Pizzerie storiche di Napoli
Napoli vanta una serie di pizzerie storiche che hanno plasmato la tradizione della pizza. Da “Il Presidente” a “Sorbillo”, da “Di Matteo” a “Starita”, queste pizzerie sono diventate leggende culinarie a Napoli. Ogni pizzeria ha la propria interpretazione della pizza napoletana, quindi vale la pena visitarne più di una per sperimentare le diverse sfumature di questo piatto.
I miei consigli sugli indirizzi autentici
Come local nata e cresciuta a Napoli, posso suggerire alcune pizzerie meno frequentate dai turisti, ma altrettanto autentiche e deliziose. “Da Concettina ai Tre Santi” nel Rione Sanità e “Starita” a Materdei” sono ottime opzioni per chi cerca la vera esperienza della pizza napoletana, lontano dalla folla. Questi luoghi, spesso frequentati dagli abitanti del posto, offrono un’autentica immersione nella cultura gastronomica di Napoli.
Per un’esperienza ancora più autentica, potresti anche cercare pizzerie nei quartieri più tradizionali di Napoli, come i Quartieri Spagnoli dove si trova l’”Antica Pizzeria da Prigiobbo” o “Dai Fratelli Salvo” alla Riviera di Chiaia. Questi luoghi nascosti possono offrire scoperte culinarie straordinarie e un’atmosfera autentica.
Pizza Dai Fratelli Salvo
Del resto, la pizza a Napoli è molto più di un semplice pasto. È un’esperienza culinaria che racchiude secoli di tradizione e passione. Quando visiti Napoli, non limitarti a mangiare la pizza, immergiti nella sua storia e goditi ogni morso di questo capolavoro gastronomico.
Speriamo che questo articolo ti abbia fornito informazioni utili per la tua visita a Napoli e che tu abbia l’opportunità di gustare una fetta di autentica pizza napoletana durante il tuo soggiorno.
Se hai in programma una vacanza a Napoli nel mese di settembre, ti consiglio di non perderti la festa di San Gennaro, la celebrazione dedicata al patrono della città, che si svolge ogni anno il 19 settembre e che coinvolge tutto il centro storico.
Questa celebrazione rappresenta un momento di grande importanza per i napoletani, poiché si narra che dall’esito della liquefazione del sangue dipendano le sorti della città, e richiama visitatori da tutto il mondo.
Rappresenta un’occasione unica per immergersi nella cultura e nella tradizione di Napoli. Oltre al suo significato religioso, l’evento offre l’opportunità di esplorare la città, gustare la sua cucina famosa in tutto il mondo e vivere momenti di autentica devozione.
Murales di San Gennaro in via Duomo a Napoli
Il Significato della Festa di San Gennaro
La Festa di San Gennaro è dedicata al patrono di Napoli, San Gennaro, un vescovo del terzo secolo. La leggenda narra che il sangue del santo, conservato in due ampolline, si liquefaccia miracolosamente durante la festa. Questo evento è considerato un segno di protezione e benedizione per la città e i suoi abitanti.
Se il sangue di San Gennaro non si liquefà durante la Festa, può generare una certa preoccupazione e ansia tra i fedeli presenti. Tradizionalmente, la liquefazione del sangue di San Gennaro viene considerata un presagio positivo e un segno di protezione per la città di Napoli. Quando il miracolo non avviene, alcune persone possono interpretarlo come un possibile segno di sventura o difficoltà future.
Tuttavia, è importante sottolineare che l’evento della liquefazione del sangue è considerato un miracolo e non può essere previsto o garantito. Ci sono stati casi nella storia in cui il sangue non si è liquefatto durante la Festa di San Gennaro, senza che si siano verificate conseguenze negative per la città o per i suoi abitanti.
I religiosi e i devoti interpretano il fenomeno in diversi modi. Alcuni credono che ci possano essere ragioni spirituali o divine dietro la mancata liquefazione, come una richiesta di maggiore fede o un avvertimento per migliorare le condizioni spirituali e morali. Altri vedono il non liquefacimento come un evento naturale, attribuendo fattori scientifici o fisici al fenomeno.
In ogni caso, la mancata liquefazione del sangue non influenza l’importanza e la rilevanza della Festa di San Gennaro per la città di Napoli. La festa continua ad avere un significato profondo per i napoletani, che si riuniscono per celebrare il loro patrono e mantenere viva la tradizione e la devozione che li lega a San Gennaro.
Lo Svolgimento della Festa
La Festa di San Gennaro inizia con una solenne processione che si snoda per le vie di Napoli. Il busto argenteo del santo, portato a spalla dai fedeli, viene accompagnato da rappresentanti religiosi e civili in un clima di devozione e gioia. Durante la processione, che coinvolge i quartieri più antichi della città, si possono ammirare spettacolari esempi di arte sacra e folklore tradizionale.
Il momento culminante della festa avviene nella Cappella del Tesoro di San Gennaro, all’interno della Cattedrale di Napoli. Qui, le due ampolline contenenti il sangue del santo vengono esposte al pubblico, in attesa del miracolo della liquefazione. I fedeli attendono con trepidazione l’evento, mentre un sacerdote pronuncia preghiere e inni.
L’intervista a un napoletano doc
Per saperne di più su questo evento, abbiamo chiesto aiuto a Raffaele de Lucia, direttore di Napoli Village, quotidiano online della città di Napoli, che prende parte ogni anno alla festa ormai da diversi anni.
A. Raffaele, ci riassumeresti in poche parole qual è la storia di San Gennaro?
R. Bisogna prima dire che il suo vero nome non è Gennaro, ma molto probabilmente è Procolo o Publio Fausto Gennario. Gennaro non è altro che il suo cognome. Nello specifico San Gennaro è stato un martire, ovvero un uomo che è morto perché non ha mai voluto rinunciare alla sua fede Cristiana. Il culto legato alla sua figura si diffonde fin dal V secolo d.C.
A. Qual è la spiegazione del suo miracolo?
R. È sbagliato parlare di miracolo, perché quello che accade nella città partenopea è definito prodigio. Il miracolo può provenire soltanto da Dio, mentre il prodigio può essere: di natura divina, di natura angelica o di un santo prodigioso e in questo caso appartenente al Santo Patrono della città di Napoli. Anche la Chiesa, infatti, non lo riconosce ufficialmente come miracolo bensì la ritiene scientificamente inspiegabile e approva la venerazione che viene dal popolo.
A. Ci racconti qualche curiosità meno conosciuta su San Gennaro?
R. Tante sono le curiosità che appartengono al Santo Patrono, a partire dal nome al luogo effettivo di nascita. Ma una in particolare coglie di sorpresa i napoletani e i turisti che vanno a visitare il Museo del Tesoro di San Gennaro situato in Via Duomo a Napoli. All’interno, sono presenti diversi oggetti appartenuti al Santo. Uno fra tutti, lo si può andare a ricercare nella corona ma anche nel cornetto rosso, figura tipica napoletana. Si narra che quando San Gennaro venne decapitato a Pozzuoli, gli venne amputato il pollice. E da quel momento nasce il cornetto napoletano, ormai noto portafortuna in tutto il mondo.
A. Quando e come si svolge la festa di San Gennaro?
R. I prodigi che appartengono a San Gennaro sono tre: a maggio, il primo sabato del mese; il 19 settembre, giorno del patrono della città, quando la città di Napoli si veste a festa e i fedeli partecipano attivamente e con gioia alla liquefazione e infine, il 16 dicembre poiché nel lontano 1631 durante l’eruzione del Vesuvio venne trasportato il mezzo busto del Santo al di sotto della lava per farla fermare e da allora si celebra anche questa data, facendo ripetere il prodigio di anno in anno.
A. Parlaci del rapporto che ha la città di Napoli con il suo patrono
R. I napoletani hanno un rapporto particolare con il Santo. Lo vedono come il protettore della città, visto che l’ha salvata da pestilenze ed eruzioni.
A. Hai qualche consiglio da dare a chi voglia assistere alla festa?
R. Consiglio vivamente a tutti di venire ad assistere alla festa e alla celebrazione del prodigio. È un momento di grande fede e commozione. Vale la pena visitare Napoli durante la celebrazione del 19 settembre ma non solo, perché la città partenopea ha tanto da dare e soprattutto da far scoprire.
Ringraziamo Raffaele per la disponibilità.
Consigli pratici per godersi la festa di San Gennaro:
Pianifica in anticipo: la Festa di San Gennaro attira un grande numero di visitatori, quindi è consigliabile organizzare il viaggio con anticipo. Prenota voli e alloggi almeno un mese prima per garantirti la disponibilità desiderata.
Esplora Napoli: approfitta della tua visita per scoprire la bellezza e la storia di Napoli. Visita il centro storico, patrimonio UNESCO, assaggia la famosa pizza napoletana e ammira gli affascinanti tesori artistici e architettonici che la città offre.
Assisti alla messa solenne: partecipa alla messa solenne nella Cattedrale di Napoli, durante la quale vengono esposte le ampolline contenenti il sangue di San Gennaro. Questo momento è carico di significato e spiritualità.
Partecipa alla processione: unisciti alla processione che parte dal Duomo di Napoli per vivere appieno l’atmosfera unica della festa. Indossa abbigliamento comodo e rispetta le tradizioni locali.
Dove Dormire a Napoli
Napoli offre una vasta gamma di opzioni di alloggio per soddisfare tutte le esigenze. Se desideri immergerti completamente nell’atmosfera della festa, ti consiglio di cercare alloggi nelle vicinanze del centro storico o nei quartieri Spagnoli, pieni di bed and breakfast e Boutique Hotel a conduzione familiare e non.
In questo modo sarai in pieno centro, avrai i principali monumenti a pochi metri di distanza e potrai visitare la città a piedi. Se cerchi invece degli hotel più di lusso, spostati sul lungomare, troverai hotel eleganti, boutique hotel e anche soluzioni più economiche come bed and breakfast e appartamenti in affitto.
La Costiera Amalfitana, a pochi km da Napoli, è una delle destinazioni turistiche più popolari d’Italia, famosa per i suoi paesaggi mozzafiato, le spiagge incantevoli e i borghi pittoreschi.
E’ caratterizzata da 13 borghi facenti parte della provincia di Salerno, che si affacciano tutti sul mare e delimitati da Vietri e Positano. Il modo migliore per visitarla è attraverso un itinerario on the road lungo la costa che ti permetterà di scoprire non soltanto i borghi meravigliosi, ma anche i sorprendenti paesaggi naturali, facendoti godere al massimo la bellezza della regione.
Positano
Le tappe da non perdere
Come prima tappa dell’itinerario non perderti la città di Amalfi, famosa per la sua cattedrale di Sant’Andrea e per essere stata un importante centro marinaro medievale. Da qui, si può fare una passeggiata lungo la costa per ammirare le viste panoramiche sulla baia e sui paesaggi circostanti.
Proseguendo lungo la strada, dirigiti verso Positano, uno dei borghi più caratteristici della Costiera Amalfitana, famoso per le sue case colorate e le sue spiagge incantevoli. Qui è possibile fare shopping nei negozi di artigianato locale, godersi il cibo delizioso e fare una passeggiata lungo la costa per ammirare le viste panoramiche.
Positano
Continuando lungo la costa si arriva a Ravello, famosa per la sua vista panoramica e per i suoi giardini mozzafiato, come quello di Villa Rufolo. Qui è possibile visitare la cattedrale di Ravello, un edificio medievale che ospita alcune delle più belle opere d’arte della regione.
Ravello
Non perderti una tappa a Furore, con il suo bellissimo fiordo, dove anticamente trovavano rifugio e protezione i pescatori, diventato Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco nel 1997.
Furore
Infine, ti consiglio di concludere l’itinerario a Vietri sul Mare, famosa per la sua ceramica artigianale e i suoi vicoletti super colorati e instagrammabili. Qui è possibile visitare i laboratori di ceramica e acquistare oggetti unici per ricordare il tuo viaggio lungo la Costiera Amalfitana.
Vietri sul Mare
Le spiagge più belle
Non solo borghi bellissimi e assolutamente da visitare, ma la Costiera Amalfitana è famosa anche per le sue spiagge incantevoli e le sue acque cristalline, tra le più belle di tutta la costa. Se stai programmando una vacanza in questa regione, ti segnalo le spiagge più belle della Costiera Amalfitana che non devi assolutamente perderti:
Spiaggia di Praia: situata nei pressi di Amalfi, è una delle spiagge più famose della Costiera Amalfitana. È circondata da rocce a picco sul mare e offre un paesaggio molto suggestivo. La sua posizione così particolare la rende una delle spiagge più popolari della Costiera; ti consigliamo di fare una passeggiata sulla scogliera, dove si trova l’antica torre Saracena che domina la baia.
Spiaggia di Marina del Cantone: situata a Nerano, è un arenile a forma di mezzaluna, delimitato da scogliere, composto da sabbia e ciottoli e bagnato da uno splendido mare turchese. Gli scogli garantiscono un’ottima visibilità, per questo la spiaggia è molto consigliata per lo snorkeling.
Spiaggia di Minori: situata nei pressi di Ravello, è una delle spiagge più lunghe della Costiera Amalfitana. È famosa per la sua sabbia fine e per le sue acque cristalline, e da qui il panorama è imperdibile.
Spiaggia di Furore: situata nei pressi di Amalfi, questa piccolissima spiaggia incastonata tra le rocce a strapiombo è sicuramente una delle attrazioni principali della Costiera Amalfitana,un luogo unico protetto dall’Unesco che attira turisti da tutto il mondo. Con il suo mare turchese e la conformazione estremamente suggestiva, il Fiordo di Furore è una tappa imprescindibile durante un viaggio nella Costiera Amalfitana.
Spiaggia di Duoglio: si trova nei pressi di Positano ed è raggiungibile percorrendo una lunga scalinata; il premio per la sfacchinata è un bagno nel suo mare limpidissimo, tra i più belli della Costiera. Sulla spiaggia sono presenti due stabilimenti balneari e un tratto di spiaggia libera.
Spiaggia di Duoglio
Come raggiungere la Costiera Amalfitana
Ci sono diverse opzioni per arrivare in Costiera Amalfitana da Napoli. La più comune è spostarsi in auto, noleggiandola a Napoli o partendo direttamente con la propria. Partendo da Napoli, dovrai percorrere l’Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria e uscire al casello di Vietri sul Mare.
La Costiera dista circa 130km da Napoli e il viaggio in auto dura circa un’ora e mezza, a seconda del traffico.
Un’altra opzione è utilizzare i mezzi pubblici, ma te la sconsiglio perché soprattutto in estate rischi di doverli aspettare anche per ore. Puoi prendere un treno dalla stazione di Napoli Centrale fino alla stazione di Salerno, e poi prendere un autobus per raggiungere la Costiera Amalfitana. Ci sono diverse linee di autobus che collegano Salerno con i vari paesi lungo la costa, come Amalfi, Positano, Ravello e Vietri sul Mare. Il viaggio in treno e autobus dura circa 2 ore e mezza.
Vietri
Puoi anche raggiungere i luoghi più suggestivi della Costiera, come Amalfi, Positano e Vietri, via mare. Il Gruppo Lauro infatti collega Napoli con alcune tra le più affascinanti perle della zona. Il viaggio è breve e confortevole e ti permetterà di godere della bellezza del paesaggio; oltretutto, le imbarcazioni della flotta Lauro sono innovative ed ecosostenibili, e l’hub Lauro di Napoli è moderno e funzionale, per iniziare il viaggio nel modo più piacevole possibile.
In alternativa, puoi prenotare un tour organizzato dalla città di Napoli per esplorare la Costiera Amalfitana in giornata. Questi tour includono il trasporto dalla città fino alla costa e spesso anche una guida turistica per accompagnarti durante la visita.
Consigli utili
Se stai programmando una vacanza in questa regione, ti consiglio di prenotare tutto con largo anticipo per assicurarti di trovare posto, dato che la Costiera è una destinazione molto ambita in estate. Inoltre, per evitare la folla e lunghe code di attesa, tipiche della stagione estiva, ti consiglio di programmare il viaggio durante la primavera o l’autunno, quando i turisti sono meno numerosi e il clima è ancora piacevole. In estate infatti, potresti avere problemi anche con le lunghe code di traffico, dato che le stradine che collegano i vari paesini della costiera sono strette e tortuose, e rischiare di avere difficoltà a trovare parcheggio.
Se però puoi partire solo in estate, ti consiglio di evitare di visitare i luoghi più popolari durante i fine settimana e i giorni festivi, ma di prediligere i giorni infrasettimanali o, in alternativa, optare per uno scooter o una vespa e girare la Costiera Amalfitana su due ruote.
In generale, un itinerario on the road lungo la Costiera Amalfitana è un’esperienza indimenticabile, che offre la possibilità di ammirare paesaggi mozzafiato, di scoprire borghi pittoreschi e di godersi le bellezze naturali della regione. Girarla su due ruote può essere ancora più emozionante di un on the road in auto.
Amalfi
Ci avevi mai pensato?
Se cerchi altre idee su dove fare un bagno vicino Napoli, leggi anche il mio articolo nel quale ti consiglio i posti migliori dove andare al mare in città e dintorni.
Se sei in vacanza a Napoli non puoi perderti una visita agli Scavi di Pompei, un sito archeologico unico nel suo genere, patrimonio dell’Umanità dal 1997.
Si tratta dell’unica testimonianza tangibile arrivata ai giorni nostri di com’era la vita degli antichi romani poco prima della violenta eruzione che nel 79 d.C. distrusse le città di Pompei, Ercolano, Stabiae ed Oplonti.
I ritrovamenti a seguito degli scavi, iniziati per volere di Carlo III di Borbone, sono una delle migliori testimonianze della vita romana, nonché la città meglio conservata di quell’epoca; la maggior parte dei reperti recuperati (oltre a semplici suppellettili di uso quotidiano anche affreschi, mosaici e statue), è oggi conservata al museo archeologico nazionale di Napoli ed in piccola quantità nell’Antiquarium di Pompei.
Fare una visita agli Scavi di Pompei è come fare un salto indietro nel tempo, perché tutto sembra essersi fermato al giorno dell’eruzione. La città fu infatti come cristallizzata dalla famosa eruzione del 79 d.C., durante la quale una pioggia di ceneri e lapilli avvolse ogni cosa: case, abitanti, strade, edifici pubblici e oggetti della vita quotidiana. Tutto venne come “bloccato” in una terribile istantanea, che è possibile vedere ai giorni nostri.
Informazioni sulla visita
Gli scavi di Pompei sono aperti tutto l’anno ed è possibile acquistare sia il solo biglietto d’ingresso che la visita guidata con guida privata o di gruppo.
La superficie della città antica è di circa 66 ettari mentre la superficie scavata è di circa 44 ettari, di cui è possibile visitare circa 1500 edifici portati alla luce, tra domus e monumenti.
E’ possibile accedere agli Scavi da tre diversi ingressi:
Ingresso di Porta Marina, in prossimità della fermata della circumvesuviana.
Ingresso di P.za Esedra, in corrispondenza dell’uscita autostradale.
Ingresso di P.za Anfiteatro, verso la città moderna.
Motivo per cui consiglio di visitare gli scavi accompagnati da una guida turistica che saprà spiegarti nel dettaglio tutte le meraviglie degli Scavi di Pompei.
Ma cosa vedere a Pompei?
Anfiteatro Romano
Prima tappa consigliata è l’Anfiteatro Romano, situato proprio davanti all’ingresso di Piazza Anfiteatro e più antico del Colosseo di 100 anni. Fu costruito circa nel 70 a.C. dai duoviri Q. Valgus e M. Porcius, ed è tra gli anfiteatri più antichi e meglio conservati del mondo. Accoglieva oltre 20.000 spettatori. Originariamente era ricoperto di marmo ma, a causa delle sue dimensioni, è stato il primo ad essere saccheggiato dopo il ritrovamento degli scavi.
Al giorno d’oggi qui si svolgono ancora degli spettacoli e rappresentazioni teatrali, soprattutto nelle sere d’estate.
L’Orto dei Fuggiaschi
L’Orto dei Fuggiaschi era originariamente un vecchio quartiere dell’antica città di Pompei, riconvertito poi a vigneto negli anni antecedenti l’eruzione vulcanica del 79 d.C.. Il nome attuale è dovuto al ritrovamento dei corpi di 13 vittime, rinvenuti nelle posizioni di fuga verso Porta Nocera prima che venissero cristallizzati da cenere e lapilli, che è possibile osservare nei calchi realizzati con la tecnica della colatura di gesso.
Casa di Octavio Quartio
Tra le tante domus romane che è possibile visitare all’interno degli Scavi di Pompei, ti segnalo la casa di Octavio Quartio, che si presenta come la “versione in miniatura” delle grandi ville aristocratiche sparse nelle campagne fuori città, nella quale si trovano gli affreschi del Mito di Narciso, Suicidio di Piramo e Tisbe.
Casa della Venere in Conchiglia
Altra domus che merita una visita è la casa della Venere in Conchiglia. Danneggiata da una delle bombe cadute su Pompei nel 1943 e scavata nel 1952, questa casa sembra impostata su un’altra precedente, ampliando peristilio e triclinio e risistemando gli ambienti, che si sviluppano quasi tutti intorno al giardino.
La scenografica figurazione pittorica della parete Sud ha reso famosa la casa: un giardino rigoglioso di piante e di copiosa fauna, con una bassa transenna ed altri elementi decorativi si articola in 3 pannelli.
Il Foro Romano
Ovviamente non può mancare il bellissimo Foro romano, che rende la visita agli Scavi di Pompei ancora più suggestiva. Da qui si vede il Vesuvio che sovrasta maestoso tutta Pompei, con quella sua aria a tratti tenebrosa che fa immaginare come fosse la città prima dell’eruzione.
Il Foro è posto all’incrocio degli assi principali del nucleo urbano originario; era infatti la piazza più importante della città, interdetta alla circolazione dei carri: tutt’intorno sorgevano edifici religiosi, politici, economici. Dal I sec. d.C. il Foro era adibito ad eventi celebrativi e per questo motivo era circondato da statue: sul lato Sud si trovavano le statue onorarie, dinanzi agli edifici amministrativi urbani, mentre lungo i portici erano quelle dei cittadini illustri. Oggi si vedono solo le basi, le sculture non sono state ritrovate forse perché asportate dai Pompeiani tornati dopo l’eruzione a prendere il recuperabile. Al centro del lato Ovest sorge una tribuna per oratori.
Le terme di Pompei
Come in tutte le città romane, anche a Pompei non mancavano le terme. Le “thermae” del Foro, chiamate anche Terme della Fortuna o Terme Stabiane, sono un complesso termale di epoca romana destinato alle persone più benestanti. Le terme, che erano uno dei passatempi preferiti dai Romani, si dividono in due sezioni: quella femminile e quella maschile, con ingressi separati. Ognuna di questa conteneva una serie di stanze aventi differenti funzioni: apodyterium, frigidarium, tedidarium, calidarium.
Lupanare
Il lupanare è uno dei luoghi più famosi e caratteristici dell’intero sito archeologico di Pompei, nonostante si trovi in una zona periferica. Si tratta dell’antico bordello della città, suddiviso su due piani con 5 stanzette al piano terra e 5 al piano superiore. L’interno di ogni stanza si compone di un letto in muratura su cui venivano sistemati stuoie o materassi. Sulle volte di accesso di ciascuna alcova ci sono diversi dipinti a soggetto erotico che probabilmente mostrano il tipo di prestazione offerto dalla prostituta che vi alloggiava.
Villa dei Misteri
Per ultima non perderti Villa dei Misteri, una delle domus più misteriose e affascinanti del sito archeologico, risalente al I secolo a. C.. La casa era probabilmente appartenuta alla famiglia degli Istacidii, fra le più influenti della Pompei di età Augustea.
Come raggiungere gli scavi di Pompei
Gli scavi di Pompei si trovano a pochi km da Napoli sulla strada che porta verso Sorrento, nell’attuale città di Pompei, ricostruita proprio affianco alla città vecchia.
E’ possibile raggiungerli con la circumvesuviana dalla stazione di Napoli Piazza Garibaldi in direzione Sorrento scendendo alla fermata “Pompei Scavi”, oppure con transfer privato o auto da Napoli prendendo l’autostrada in direzione Salerno ed uscendo a Pompei centro.
Se hai pianificato una vacanza a Napoli, ti consiglio di dedicare almeno una giornata agli Scavi di Pompei, che puoi raggiungere in giornata dalla città. Non perderti poi una visita alla suggestiva e affascinante Napoli sotterranea nel centro storico della città, ricca di miti e leggende che ti lasceranno senza fiato.