Napoli sotterranea: scopri il sottosuolo partenopeo
Napoli

Napoli sotterranea: scopri il sottosuolo partenopeo

Le cose da vedere a Napoli sono talmente tante che c’è il rischio di dimenticarsi qualcosa di importante: il Duomo, Castel dell’Ovo, Castel Nuovo, il Museo Archeologico Nazionale, piazza del Plebiscito, il Cristo Velato… l’elenco potrebbe durare molto a lungo. Ma al di là della attrazioni principali, assolutamente imprescindibili, una delle esperienze che non puoi perderti ai piedi del Vesuvio è una visita a Napoli sotterranea.

Una vera e propria città sotto la città, nata scavando le pietre di tufo che servivano per costruire l’urbe sovrastante.

400 km di percorso caratterizzato da cisterne, cunicoli e pozzi che la rendono un’esperienza davvero emozionante.

Il percorso dura 1 ora e mezzo ed è possibile vedere solo 1 km dei 400 che attraversano tutta Napoli… immagina che tragitto incredibile si cela sotto i tuoi piedi!

ingresso di Napoli sotterranea
L’ingresso di Napoli sotterranea

Miti e leggende connesse a Napoli sotterranea

Napoli sotterranea è una città parallela nata insieme alla città attuale e si estende sotto tutto il centro storico a oltre 40 metri di profondità; ad essa sono legati miti e leggende ancora oggi vivi nell’immaginario collettivo dei napoletani; ecco un paio di esempi di storie tramandate di generazione in generazione.

Il “munaciello”

“Il munaciello” è un folletto dispettoso che si narra viva nel sottosuolo partenopeo ed entri nelle case dei napoletani per fare dispetti o regali.

Conosce perfettamente quello che c’è sotto la superficie di Napoli ed i suoi cunicoli ed è capace di attraversare tutta la città. Si dice sia particolarmente sensibile al fascino femminile… Ma attenzione, non tutti possono vederlo: secondo alcune leggende il “munaciello” sarebbe il fantasma del figlio di Caterina Frezza, nobildonna napoletana costretta dal padre a prendere i voti, che viveva in convento con la madre vestito da monaco. Di nascosto riusciva a sgattaiolare fuori dalle mura per le sue scorribande, fin quando non morì in circostanze misteriose.

Il “pozzaro”

Molti sono convinti di continuare a vedere il fantasma del “munaciello” che compare e scompare dalle case. Ma in realtà potrebbe trattarsi del “pozzaro”, colui che si dedicava all’approvvigionamento dei pozzi d’acqua. Quando non veniva pagato per i suoi servizi, si vendicava facendo dei dispetti agli abitanti delle case. Aveva doti da vero speleologo e vestiva con una specie di saio per difendersi dall’umidità. Non è difficile pensare che potesse entrare nelle case ed essere scambiato per un fantasma!

Le origini di Napoli sotterranea

L’esistenza di Napoli sotterranea è legata alla particolare conformazione morfologica e geologica del territorio partenopeo, caratterizzato da roccia di tufo leggera e friabile, con la quale sono state costruite quasi tutte le case del centro storico cittadino.

Si pensa che i primi scavi risalgano a circa 5.000 anni fa, quasi alla fine dell’era preistorica.

Furono poi i Greci, nel III secolo a.C., ad aprire le prime cave sotterranee per ricavare i blocchi di tufo per costruire la loro Neapolis e i loro ipogei funerari, che è possibile vedere ancora oggi nelle Catacombe di San Gaudioso e San Gennaro nel Rione Sanità.

Successivamente, in epoca augustea, i Romani crearono le prime gallerie e cisterne sotterranee, dando vita a tutta una serie di acquedotti nei quali confluiva l’acqua proveniente dalle sorgenti del Serino, a 70 km di distanza dal centro di Napoli.

Cisterne che sono state attive fino all’epidemia di colera del 1885, quando vennero abbandonate a favore del nuovo acquedotto ancora in funzione.

Napoli sotterranea ritornò però in auge durante la seconda guerra mondiale, quando i cunicoli e le cisterne vennero usate come rifugi sicuri e ricoveri antiaerei da parte della popolazione. Furono allestiti in tutta Napoli 369 ricoveri in grotta e 247 ricoveri anticrollo, di cui oggi possiamo ancora vedere le tracce grazie al ritrovamento di giocattoli in disuso, bombe e carri armati.

resti guerra Napoli sotterranea

Insomma, visitare Napoli sotterranea è come fare un viaggio attraverso 2400 anni di storia della città partenopea dall’epoca greca a quella moderna.

Il percorso

Per la visita sono consigliabili scarpe comode antiscivolo (preferibilmente sneakers) ed una felpa (anche in estate) a causa dell’eccessiva umidità presente nel sottosuolo.

Varcata la soglia di Tufo, si inizia a scendere nel sottosuolo partenopeo attraverso una rampa di scale davvero molto suggestiva.

Da qui iniziano le grandi emozioni.

Il percorso è stato dotato di un sistema di illuminazione, ma ci sono alcuni cunicoli così stretti e bui nei quali invece serve una candela, che dovrà portare ogni partecipante, rendendo l’esperienza ancora più avvincente.

cunicolo napoli sotterranea

Il percorso non è adatto a chi soffre di claustrofobia perché una volta giunti a metà non è possibile tornare indietro fino al completamento dello stesso.

Appena giunti in profondità, nella prima cisterna potrai subito notare dei graffiti lungo le pareti e dei giocattoli in disuso usati durante la seconda guerra mondiale, quando parte della popolazione si rifugiava qui per sfuggire ai bombardamenti.

Troverai non solo giocattoli, ma anche resti di letti, auto d’epoca e persino bombe disinnescate.

auto d'epoca napoli sotterranea

Proseguendo lungo il percorso, arriverai in una zona in cui è in corso un esperimento: la creazione di una serra sotterranea. Esperimento non andato a buon fine perchè le piante coltivate nelle cavità di Napoli, illuminate con luce artificiale ed innaffiate con la sola umidità del sottosuolo, hanno vita breve: durano solo un anno!Molto suggestivo, invece, il percorso attraverso un cunicolo strettissimo non illuminato per raggiungere una delle cisterne più grandi ed arrivare poi in quella che era la vecchia dispensa del Monastero di Santa Chiara.

dispensa monastero santa chiara napoli sotterranea

Ti imbatterai poi in delle cantine, alcune delle quali private fino a ritornare in superficie.

Ma una volta risaliti, il percorso non è finito.

La guida ti porterà alle spalle dell’ingresso principale, in Vico Cinquesanti, dove ti farà entrare in un tipico basso napoletano, un’abitazione al piano terra caratterizzata da un unico ambiente, molto comune nel centro storico di Napoli.

Qui, spostando il letto, c’è un cunicolo, scendendo il quale si accede alla cantina dell’abitazione dove, con grande stupore, troverai le mura esterne dell’antico teatro greco romano.

Purtroppo al momento è possibile vedere solo 1/5 di quello che era il teatro, poiché le restanti parti sono nelle cantine di abitazioni private e gli scavi sono stati interrotti.

Informazioni pratiche su Napoli sotterranea

Sicurezza

Visitare Napoli sotterranea è un’esperienza emozionante e unica a tutte le età: nonostante si tratti di una passeggiata sicuramente fuori dal comune, il percorso è infatti adatto sia per i bambini che per gli adulti che per gli anziani. E’ importante sapere che si tratta di un’escursione sicura che rispetta tutte le norme vigenti, assolutamente fattibile anche per persone non particolarmente agili; i gradini sono infatti bassi, ci sono corrimano che accompagnano le scale e in generale gli spazi sono ampi. Il passaggio dal cunicolo più stretto è facoltativo, quindi se non ti senti a tuo agio puoi tranquillamente aspettare fuori per una decina di minuti. Mettiti delle scarpe comode, rilassati e goditi l’avventura!

Gli accessi

Ci sono più punti di accesso per Napoli sotterranea, anche se non sono collegati tra loro e in base al punto di partenza che si sceglie si visita un pezzo diverso del percorso.

L’ingresso principale, nonché quello ufficiale, si trova in piazza San Gaetano al civico 68, nei pressi di Via Tribunali, in pieno centro storico, ad angolo con la celebre strada dei pastori San Gregorio Armeno.

Oltre all’ingresso principale in Via Tribunali, c’è un altro accesso a Napoli sotterranea da Via Chiaia alle spalle del Caffè Gambrinus ed uno dalla Riviera di Chiaia, dove dall’interno del Garage Morelli è possibile accedere al Tunnel Borbonico, un tunnel lungo 431m che collega il Largo della Reggia (odierna Piazza Plebiscito) a piazza della Vittoria, passando al di sotto della collina di Pizzofalcone.

Orari e costi

Per tutte le informazioni ufficiali ricordati di dare un’occhiata al sito di Napoli sotterranea, visto che gli orari e prezzi possono variare e che le limitazioni messe in atto per il contenimento del Covid potrebbero influenzare l’apertura del sito. Ti diamo comunque un’idea di massima.

A Napoli sotterranea si accede solo con guida autorizzata in lingue diverse ed in gruppi ridotti. Le visite guidate partono ogni ora ed è necessaria la prenotazione.

Le escursioni in italiano si organizzano tutti i giorni, tutto l’anno nei seguenti orari: 10:00, 11:00, 12:00, 13:00, 14:00, 15:00, 16:00, 17:00, 18:00; su prenotazione e se si raggiunge il numero minimo di 10 partecipanti è possibile effettuare la visita anche il giovedì alle 21:00. Se invece preferisci l’escursione in inglese, questi sono gli orari disponibili: 10:00, 12:00, 14:00, 16:00, 18:00. La prenotazione è richiesta solo per gruppi superiori a 10 persone. In ogni caso se ti interessa un’altra lingua o un altro orario puoi provare a contattare l’associazione via mail, proveranno sicuramente ad accontentarti.

Per quanto riguarda le tariffe ufficiali, per conoscerle puoi mandare una mail a info@napolisotterranea.org.

Come arrivare

Se arrivi dalla Stazione Centrale (Piazza Garibaldi), puoi prendere la metropolitana Linea 1, direzione Piscinola, e scendere a Dante. Da lì con una breve passeggiata a piedi percorrendo via Port’Alba, via San Pietro a Maiella e Piazza Miraglia raggiungerai via Dei Tribunali – Piazza San Gaetano. Dall’Aeroporto di Capodichino puoi prendere il Bus linea ANM ALIBUS che ferma davanti al Banco di Napoli e scendere a Piazza Garibaldi, da dove puoi seguire le stesse istruzioni valide dalla stazione dei treni. Se arrivi in nave, dal porto cammina fino a Piazza Municipio con via De Pretis e da lì prendi il bus linea R4 verso Ospedale Cardarelli – Piazza Dante (IV fermata).

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