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Verona, si sa, è considerata la città dell’amore. Al di là degli itinerari turistici e dei luoghi più famosi, la città cela alcuni particolari nascosti ed intimi; in questo articolo ti facciamo scoprire una Verona insolita e segreta.

COME SCOPRIRE UNA VERONA INSOLITA: IL PORTALE DI VISITBEST

Per scoprire i luoghi nascosti – o ancora poco noti – di Verona basterà chiedere a VisitBest, un’agenzia turistica sita in via Leoncino, nei pressi di Piazza Brà. 

VisitBest si occupa principalmente di promozione del territorio, oltre che di valorizzare le sue tipicità organizzando degustazioni enogastronomiche, grazie alla collaborazione con la storica Botteghetta.

Ma vediamo insieme quali sono le tappe principali di questo tour alla scoperta di Verona insolita.

I PORTONI DELLA BRA’

Il nostro tour parte dai Portoni della Brà, una delle antiche porte di ingresso di Verona. Alza lo sguardo verso l’alto mentre entri metaforicamente nella pancia della città: i Portoni della Brà sono formati da due fornici con archi a tutto sesto uniti tra loro.

Al centro, tra le due aperture, è collocato un grande orologio e, poco sopra, la cortina si chiude con un camminamento merlato.

portoni della bra verona

Curiosità: i Portoni furono costruiti lungo le antiche mura medioevali per collegare piazza Brà alla campagna di allora, mentre l’orologio fu collocato ed inaugurato solo nel 1872.

TARGA E BUSTO DI WILLIAM SHAKESPEARE

Mentre sei ancora intento ad osservare l’orologio dei Portoni della Brà, scruta in uno degli angoli. Cercando con attenzione, troverai il busto di William Shakespeare, con una targa su cui è incisa una frase dell’opera Romeo & Giulietta – Atto III, Scena III :

“Non esiste mondo fuor dalle mura di Verona, ma solo purgatorio, tortura, inferno. Chi è bandito di qui, è bandito dal mondo e l’esilio dal mondo è morte…”.

PIAZZA BRA’

Nell’ampia piazza Brà si trovano l’Arena, il Palazzo Barbieri – sede del Comune di Verona – il Palazzo Gran Guardia, il Museo Lapidario Maffeiano e molti altri palazzi cinqueenteschi.

piazza bra verona

Al centro della piazza è presente un giardinetto pubblico a forma di trifoglio con la bella fontana delle Alpi, donata a Verona dalla città di Monaco di Baviera: la scultura al suo interno simboleggia la catena delle Alpi che divide le due città e rappresenta, per estensione, il gemellaggio che lega Verona con la città bavarese.

Curiosità: il nome Brà deriva da “braida”, in lingua longobarda “breit”, che significa, appunto, piazza!

L’ARENA DI VERONA

Chi non ha mai sognato di assistere ad un’opera lirica all’interno del terzo anfiteatro romano più grande al mondo? L’Arena è sicuramente l’icona di Verona, simbolo eterno delle sue origini romane: probabilmente costruita intorno al I secolo d.C., essa ospitava gli spettacoli dei gladiatori e deve il suo nome al toponimo latino che indica la sabbia: la platea, infatti, era ricoperta di fine sabbia che serviva per coprire le macchie di sangue durante i combattimenti.

arena verona dettaglio

Curiosità: in occasione dell’apertura della stagione lirica, non è insolito trovare sparpagliate al di fuori dell’Arena scenografie e parti di scena!

VIA MAZZINI

Via Mazzini è un’antica strada pedonale, arteria del centro storico di Verona: stretta e lunga, fiancheggiata da bei palazzi, ospita tra i negozi più trendy del centro. Ė la famosa via dello shopping che collega Piazza Brà a Via Cappello, la strada dove “abita” Giulietta. 

via mazzini verona

Via Mazzini, per la sua popolarità, è quasi sempre affollata di turisti e veronesi, tra chi passeggia e chi si concede un po’ di shopping.

Curiosità: i più anziani chiamano via Mazzini ancora con il suo vecchio nome, Via Nuova.

Partendo da piazza Brà, all’ingresso di Via Mazzini, troverai:

  • La Panchina dell’amore “Forever Love” formata dalle lettere G ed R, ovvero le iniziali di Giulietta e Romeo.
panchina giulietta e romeo verona
  • Di fianco l’ingresso di Via Mazzini, è presente una colonna che sostiene un’edicola votiva gotica in marmo, con la Madonna e i santi, copia dell’originale conservato al museo di Castelvecchio.
  • Dando un’occhiata alla pavimentazione della via, ti accorgerai che questa strada è costruita utilizzando delle lastre di Pietra di Prun della Valpolicella (nei dintorni di Verona).
  • All’inizio di via Mazzini – dove si trova la panchina Forever Love – troverai una lastra di bronzo che raffigura la pianta della città in epoca romana, con la classica divisione a scacchiera.

CASA DI GIULIETTA

Percorrendo l’intera Via Mazzini, arriverai in Via Cappello: dopo qualche metro, la folla in attesa ti suggerirà che in quel cortile si trova una delle case più famose della letteratura!

Un edificio del XVI secolo chiamato “la Casa di Giulietta” con un incantevole balcone affacciato su un cortile, con al centro la famosa Statua in Bronzo di Giulietta.

statua giulietta verona

Fermati all’interno, se non c’è troppa gente, ad ammirare questo delizioso palazzetto del 1400, tentando – perché no – la fortuna sfiorando il seno dell’eroina shakespeariana.

Curiosità: la statua di Giulietta, realizzata da Nereo Costantini nel ’69, non è l’originale! Quella che sino al 2014 ha “portato fortuna agli amanti”, è stata spostata all’interno del palazzo.

PIAZZA ERBE

Considerata nel 2012 la “piazza italiana più amata al mondo” secondo una ricerca realizzata dalla Fondazione Marilena Ferrari, è sicuramente la piazza più antica di Verona. Infatti, Piazza Erbe sorge sull’area dell’antico Foro romano, ospitando il mercato con le sue caratteristiche bancarelle. Piazza Erbe è, inoltre, un luogo di ritrovo per tantissimi veronesi – soprattutto i più giovani – che approfittano della schiera di bar e ristoranti, per fare aperitivo con il classico Spritz.

piazza erbe verona

Curiosità: all’imbocco di Piazza dei Signori, sotto il volto, alza lo sguardo e cerca l’arco della costa: dalla metà del ‘700, qui penzola una grande costola di balena, il cui utilizzo lascia ancora un po’ di mistero; si dice però che cadrà in testa all’essere umano più virtuoso… Finora, non è ancora caduta!

PIAZZA DANTE O PIAZZA DEI SIGNORI

Oltrepassa la costola e dirigiti verso Piazza dei Signori, più comunemente conosciuta come Piazza Dante. La statua dedicata al poeta Dante, che troneggia nella piazza, fa capire qualcosa del nome con la quale è conosciuta.

Ma perché Dante? L’autore della Divina Commedia venne accolto dalla famiglia Della Scala durante il suo esilio ai primi anni del 1300; essendo molto vicino a Cangrande della Scala, Dante gli dedicherà addirittura la cantica del Paradiso.

Curiosità: durante il periodo natalizio, Piazza Dante si trasforma in un Christmas Land, con banchetti, cibi tipici tirolesi e tantissimi articoli per addobbi e regali originali. 

piazza dante verona

LE BOCHE DA LEON

Scrutando bene Piazza Dante, ti accorgerai della presenza su uno dei palazzi di alcuni strani bassorilievi con antiche scritte: cosa rappresentano? Per cominciare, il palazzo in questione è quello della Ragione e le cosiddette “boche da leon” non erano altro che urne all’interno delle quali si gettavano i nomi di persone che, secondo la legge del tempo, avevano commesso dei reati.

Tre ne esistono, anche se noi siamo riusciti a scovare solo quelle per usura e contrabbando… Sarai capace di trovare la terza?

IL POZZO IN VIA MAZZANTI

Addentrati, adesso, un po’ di più all’interno di Piazza Dante, in un luogo lontano dalle rotte turistiche. Ci troviamo in via Mazzanti, di fronte all’omonimo palazzo che conserva ancora il suo antico status di palazzo nobiliare.

Quello che, però, attira la nostra curiosità è il pozzo, collegato alla ripida scala esterna del palazzo tramite una fitta rete di guide in ferro. Ė ancora possibile vedere in che modo l’acqua, una volta estratta dal pozzo, potesse arrivare all’abitazione, una cosa davvero inusuale da trovare!

Sicuramente, uno degli angoli più intimi e pittoreschi di Verona.

ARCHE SCALIGERE

Attraversa nuovamente Piazza Dante – o dei Signori – per trovarti di fronte a strane, ma bellissime presenze scultoree: siamo nell’area delle cosiddette Arche Scaligere.

Cosa sono le arche scaligere? In soldoni, le tombe dei signori Della Scala, adornate con bassorilievi e sormontate da strutture ad archi in stile gotico. Sicuramente, le due più famose sono quelle che appartengono a Bartolomeo e Cangrande Della Scala, signori illuminati e protettori della città durante uno dei periodi di massimo splendore per Verona.

arche scaligere verona

Curiosità: il complesso delle Arche Scaligere è circondato da una cancellata originale del ‘300, formata da maglie regolari che si muovono tra loro! Tra le giunture, il simbolo della Scala a quattro pioli.

Come? Hai conservato ancora qualche energia? Allora è tempo di tornare in zona Arena di Verona e dirigerti in via Leoncino, dove concludere con un’ottima degustazione di vino e sapori del territorio veronese.

Volotea compie 10 anni! Per festeggiare questo importante traguardo ti proponiamo di ripercorrere la storia della compagnia attraverso la scoperta di 10 città che puoi raggiungere con i nostri voli.

Era il 5 aprile 2012 quando il primo volo di una nuova compagnia aerea low-cost decollava da Venezia verso Cagliari. Da allora, gli aerei Volotea non hanno mai smesso di solcare i cieli europei, ospitando a bordo oltre 40 milioni di passeggeri e collegando tra loro sempre più città: oggi sono oltre 100 in 16 paesi con una mappa di 360 rotte, in continuo aumento.

Le città Volotea sono il cuore e l’essenza di Volare, per questo in occasione del nostro anniversario abbiamo pensato di farti conoscere meglio alcune delle nostre basi operative.

Ti invitiamo a partire con noi per un viaggio indietro nel tempo alla scoperta di 10 città che hanno fatto la storia della compagnia. 10 basi, una per anno: quello in cui sono state inaugurate.

2012: NANTES

nantes panorama

L’affascinante centro storico, i rilassanti spazi verdi e la dinamica vita culturale sapranno conquistarti non appena metterai piede a Nantes.

Questa vivace città situata lungo l’estuario della Loira è ricca di attrazioni turistiche e installazioni artistiche; le numerose opere d’arte e i musei hanno infatti contribuito a dare nuova vita al tessuto urbano e rinnovare il patrimonio industriale della città.

Esperienze imperdibili a Nantes:

  • Percorri in bicicletta la linea verde per scoprire una delle città più “bike friendly” di tutta la Francia
  • Passa una serata all’Hangar à bananes, tra i tanti bar, ristoranti e mostre affacciate sulla Loira
  • Scopri le installazioni del Percorso Estuaire, disseminate tra Nantes e Saint-Nazaire
  • Degusta il vino Muscadet nei bar cittadini o esplorando i vigneti della provincia di Nantes
  • Impregnati di cultura visitando i principali monumenti e musei della città, come il Castello dei Duchi di Bretagna, la Cattedrale e il Museo di Belle Arti

2013: PALERMO

palermo cattedrale

Visitare Palermo significa solleticare tutti i propri sensi: eclettica, caotica, profumata, colorata, con un’affascinante storia millenaria alle spalle che fa capolino ad ogni angolo, Palermo è una scoperta continua. Il ricchissimo patrimonio culturale, la personalità esotica e scoppiettante, la fantastica gastronomia e le spiagge paradisiache nei dintorni del centro urbano sono solo alcune delle caratteristiche che fanno di Palermo una delle destinazioni più sorprendenti d’Italia.

Esperienze imperdibili a Palermo:

2014: ASTURIE

spiaggia asturie spagna

Le Asturie sono famose per essere un vero paradiso per gli amanti della natura e della vita attiva: lussureggianti parchi naturali, lunghe spiagge selvagge dove fare surf o rilassarsi al sole, montagne da esplorare con fantastici trekking… ma nelle Asturie anche chi cerca una vacanza all’insegna della cultura non rimane deluso: le città, gli incantevoli piccoli borghi e i musei tradizionali sono imperdibili, così come la ricca gastronomia locale. Il tutto condito con un’accoglienza degna di nota!

Esperienze imperdibili nelle Asturie:

  • Visita le tre città principali della regione: Oviedo, Gijon e Avila
  • Stacca la spina in uno degli stupendi parchi naturali locali, dove il tempo sembra essersi fermato
  •  Prova le specialità locali in uno degli incantevoli borghi marinari, come Llanes o Cudillero
  • Solca le onde sulla tavola in una delle immense spiagge asturiane, come quella di Penarronda

2015: VERONA

arena di verona

Da quando Shakespeare l’ha scelta come ambientazione per la sua famosissima tragedia di Romeo e Giulietta, Verona si è guadagnata la fama di città romantica per eccellenza. In effetti, questa città Patrimonio dell’Unesco è in grado di conquistare il cuore di chiunque, grazie a un centro storico ben conservato, un’Arena romana dove si mettono in scena imperdibili opere liriche, una splendida provincia sulle cui dolci colline nascono vini unici al mondo. E poi, chi non vorrebbe sorseggiare uno spritz mentre osserva la vita scorrere pigra in una delle magnifiche piazze cittadine?

Esperienze imperdibili a Verona:

  • Assisti a un concerto nella suggestiva cornice dell’Arena di Verona
  • Goditi una pausa dall’esplorazione del centro storico in Piazza delle Erbe, cuore pulsante della città
  • Dichiara amore eterno al tuo partner (o a te stesso/a) sotto il balcone di Giulietta
  • Fai un aperitivo sostanzioso e degusta gli ottimi vini locali, come il Lugana o il Valpolicella
  • Fai un’escursione alla scoperta del Lago di Garda, con il suo clima mediterraneo, le sue terme e gli affascinanti borghi che punteggiano le sue rive

2016: TOLOSA

place toulouse detaille

La vivace Tolosa, quarta metropoli più grande della Francia, è anche chiamata “la città rosa” a causa del colore dei suoi edifici medievali, che assumono una tonalità particolarmente suggestiva alla luce del tramonto. Il bellissimo Vieux Quartier, il centro storico, si contrappone senza stonare con la parte più moderna e frenetica di Tolosa, che è un polo di ricerca all’avanguardia oltre che un’importante città universitaria. Il variegato paesaggio urbano ha un’aria splendidamente malinconica se osservato dai vecchi ponti sulla Garonna.

Esperienze imperdibili a Tolosa:

  • Passeggia tra i vicoli del quartiere di Carmes
  • Goditi uno spettacolo in una delle istituzioni culturali di Tolosa: La Cave Poésie o la Cineteca, entrambe in rue du Taur
  • Gusta le prelibatezze e i vini locali e dedicati allo shopping nell’elegante quartiere di Saint-Etienne
  • Come Nantes, anche Tolosa ha il suo spazio dedicato ai colossi mobili: la Sala delle Macchine del quartiere di Montaudran
  • Al tramonto, concediti una passeggiata rilassante lungo le banchine della Garonna e ammira l’incredibile vista sul Dôme de la Grave!

2017: BILBAO

bilbao panorama guggenheim

Se sei un cultore dell’architettura, Bilbao è senza dubbio una tappa obbligata. Con i suoi musei all’avanguardia, tra cui l’incredibile Guggenheim, e le costruzioni futuristiche, la città ha puntato sulle nuove tendenze architettoniche e sulla cultura per riconvertire il suo passato industriale. E se ti dicessimo che qui hanno aperto i loro ristoranti alcuni tra gli chef migliori del mondo e che le spiagge vicino a Bilbao sono spettacolari? Sospettiamo che tu sia già alla ricerca di un biglietto aereo per i Paesi Baschi…

Esperienze imperdibili a Bilbao:

  • Resta a bocca aperta davanti all’incredibile edificio in titanio del Guggenheim e ammira la sua collezione di arte moderna
  • A ora di pranzo, fai un tour dei diversi bar del pittoresco Casco Viejo per “picar” (spizzicare) pintxos e txacoli (vino frizzante locale)
  • Concediti un suggestivo giro in barca sulle acque della Ría, il fiordo urbano formato dall’incontro tra fiume e oceano
  • Se visiti la città a inizio luglio, non perderti il grandioso festival musicale BBK, dove si esibiscono ogni anno musicisti di fama mondiale

2018: ATENE

atene plaka

La culla della democrazia, Atene, è una di quelle città da visitare assolutamente una volta nella vita. Non solo per il suo incredibile patrimonio storico, vera e propria calamita per i turisti di tutto il mondo, ma anche per l’atmosfera irresistibile che si respira qui: Atene sa di avere moltissimo da offrire, ma sembra non dare troppa importanza alla sua bellezza. È proprio quest’aria informale e un po’ anarchica che ci ha fatto innamorare di lei. Non ti resta che provare per credere…

Esperienze imperdibili ad Atene:

  • Dopo aver fatto tappa obbligata all’Acropoli, scopri l’Atene più autentica seguendo i consigli dei nostri esperti locali
  • La cucina greca è una vera esplosione di sapori; prova i suoi piatti più caratteristici nei ristoranti di Plaka
  • Scopri l’anima hipster di Atene e la sua scoppiettante vita culturale e notturna nei quartieri più alternativi, come Metaxourgeio
  • Goditi lo spettacolo della città dall’alto dalla cima del monte Licabetto, preferibilmente al tramonto
  • Parti da qui alla scoperta delle meravigliose isole greche, come Mykonos o Santorini

2019: CAGLIARI

cagliari chiesa

Il capoluogo della Sardegna è una deliziosa cittadina a misura d’uomo, perfetta per una pausa dalle paradisiache spiagge dell’isola ma anche per un weekend culturale in qualsiasi periodo dell’anno. Nell’affascinante quartiere fortificato di Castello potrai passeggiare immerso nella storia e goderti splendide vedute della città, mentre nella zona del porto ti accoglieranno l’aria salmastra e le trattorie tipiche che servono succulenti piatti di pesce. A pochi chilometri dal centro, l’invitante litorale cittadino è particolarmente animato nei mesi estivi, mentre le zone lagunari sono l’habitat prediletto di fenicotteri rosa e tantissime altre specie di volatili.

Esperienze imperdibili a Cagliari:

  • Goditi il panorama sulla città e i dintorni da uno dei sette colli urbani
  • Concediti un suggestivo aperitivo sul bastione Saint Remy
  • Immergiti nella storia della Sardegna con una visita al Museo Archeologico Nazionale
  • Passa un pomeriggio balneare e una serata alla spiaggia del Poetto
  • Osserva la variegata fauna acquatica del Parco di Molentargius

2020: NAPOLI

napoli spaccanapoli

Sarà forse a causa della vicinanza con il Vesuvio che Napoli sprigiona così tanta energia? O sarà invece l’influenza dei suoi tre millenni di storia, che ha visto succedersi invasioni, attacchi e catastrofi naturali, ad aver forgiato in modo così netto il carattere di questa città? Qualsiasi sia la spiegazione, nessuno può restare indifferente davanti alla personalità verace, caotica ma assolutamente irresistibile di questa città che assale i sensi di chi la visita. Gli odori della gastronomia partenopea, i rumori del traffico e dei venditori ambulanti, i colori dei panni stesi e delle statuine del presepe, la vista sul Golfo, una delle più belle del mondo… Napoli non è una destinazione, è uno stato d’animo che non si può descrivere, bisogna viverlo sulla propria pelle.

Esperienze imperdibili a Napoli:

  • Passeggia senza fretta per i vicoli del centro storico, Patrimonio dell’Umanità
  • Prepara lo stomaco per lo street food locale: pizza, sfogliatelle, babà, cuoppo, e chi più ne ha più ne metta. E naturalmente non dimenticare na tazzulella e cafè!
  • Esplora la città da un punto di vista alternativo con Napoli sotterranea
  • Pianifica un’escursione a Pompei e nelle splendide isole del Golfo di Napoli

2021: LIONE

ponte lione

La città che ha dato i natali ai fratelli Lumière non è un luogo di culto solo per i cinefili, ma per tutti gli amanti dell’arte. Con gli oltre 20 spettacolari musei, i pittoreschi quartieri protetti dall’Unesco e le proposte culturali per tutti i gusti, l’elegante Lione ha deciso di stregare i cultori della bellezza. Anche la buona tavola qui è di casa: fatti venire l’acquolina in bocca, ti trovi nella capitale gourmet della Francia!

Esperienze imperdibili a Lione:

  • Perditi tra le sale del Musée des Confluences per un viaggio attraverso la storia dell’umanità
  • Prova la cucina tipica lionese nei bouchon cittadini
  • Scova le tantissime opere di street art disseminate per la città
  • Assisti ai suggestivi spettacoli della Festa delle luci, che si tiene ogni anno a inizio dicembre

E le città Volotea continuano ad aumentare: l’ultima arrivata è Lille, la nuova base inaugurata proprio nel 2022. Ti invitiamo a scoprire tutte le città che puoi raggiungere con i nostri voli e a non smettere mai di ispirarti, scoprire, viaggiare!

Il Veneto, la terra di Venezia, è una delle regioni più visitate d’Italia. I suoi 9 siti dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO sono una testimonianza della sorprendentemente ricca storia e varietà di paesaggi di questa regione.

Venezia, Verona, Vicenza e le Ville Palladiane; Padova, la città dei cicli di affreschi del XIV secolo e l’Orto Botanico dell’Università. La Treviso medievale e la regione vinicola delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene; le imponenti Dolomiti, il delizioso Lago di Garda e i siti Unesco come le Opere di Difesa di Venezia costruite tra il XVI e il XVII secolo e i siti Palafitticoli Preistorici.

Dalle aree naturali alle spiagge di sabbia dorata, dai resort termali ai più bei campi da golf che ci si possa aspettare, l’elenco dei tesori che fanno del Veneto un’esclusiva meta turistica in tutte le stagioni è lungo. 

Tutte queste spettacolari destinazioni sono facilmente raggiungibili da tre aeroporti: l’Aeroporto di Venezia Marco Polo, l’Aeroporto di Verona Virgilio Catullo e l’Aeroporto di Treviso Antonio Canova.

Alla scoperta di Venezia e della sua laguna

Venezia e la sua laguna, dichiarata Patrimonio Mondiale dall’UNESCO, è una delle capitali mondiali dell’arte, una città magica da scoprire perdendosi tra “calli” e “campi”. Pertanto, il modo migliore per raggiungere e godersi Venezia è attraverso le sue vie d’acqua. La tessera Venezia Unica City Pass è un utile acquisto che offre un uso illimitato del trasporto pubblico, l’accesso gratuito a numerosi monumenti e sconti per visitare alcune mostre allestite nei musei più importanti della città. 

Venezia vanta centinaia di luoghi di interesse, fra cui uno dei più visitati è Piazza San Marco. Con Murano, Burano, Torcello e centinaia di piccole isole che punteggiano l’affascinante laguna, la scelta intorno al sestiere principale della città è ampia e in grado di soddisfare ogni tipo di interesse.

Il calendario degli eventi di Venezia offre diversi appuntamenti di spicco, uno dei quali è il Carnevale di Venezia, una festa annuale che si celebra nel mese di febbraio fino a inizio marzo. Imperdibile anche la Biennale di Venezia con la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, l’Esposizione Internazionale d’Arte, la Mostra Internazionale di Architettura e i festival di danza, musica e teatro contemporanei.   

carnaval in venice mask

Alla scoperta di Verona

Nella bella Verona l’amore è nell’aria…

Verona: dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO e casa di Romeo e Giulietta, è un luogo di storia, cultura, musica, e architettura, dove la gente è ben accolta. Una terra di grandi tradizioni, dall’opera al buon cibo e vino.

Verona e la regione circostante sono ricchissime di luoghi, leggende e misteri da scoprire. Gli amanti dello sport resteranno stupiti per le opportunità che quest’area offre.

Verona bridge

Ogni luogo ha le sue proprie abitudini e tradizioni secolari. A Verona ci sono alcune cose fondamentali: l’aperitivo serale con gli amici, il risotto accompagnato da un bicchiere di vino locale in una osteria tipica, i concerti serali e lo shopping nel centro storico.

La visita a Verona ha molto da offrire anche per le famiglie. Dalla città e il suo fiume ai monti di Lessinia, attraverso colline tappezzate di vigneti, alle rive del Lago di Garda con i suoi parchi tematici, non mancano certo le attività per i più piccoli, fra cui musei a misura di bambino.

peschiera del garda

Alla scoperta di Vicenza e delle Ville Palladiane

Arrivando a Vicenza, nota come la “città-teatro”, ci si imbatte in edifici di impareggiabile eleganza, un’architettura maestosa che porta la firma di Andrea Palladio. Grazie alle sue opere, Vicenza e le Ville Palladiane rientrano nell’elenco dei siti Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO dal 1994.

vicenza panoramic view

Il motto “Cuore del Veneto” è ben meritato, grazie alla sua posizione centrale nella regione che la rende facilmente raggiungibile dagli aeroporti di Venezia e Verona.

Immergiti nell’atmosfera magica del Teatro Olimpico, il più antico teatro coperto al mondo e scopri l’antica tradizione orafa nelle eleganti sale del Museo del Gioiello. Non lasciarti sfuggire l’occasione di assaggiare le delizie locali come il famoso baccalà alla vicentina, accompagnato da un bicchiere di vino locale e un sorso di grappa.

Vicenza, il Gioiello del Rinascimento, ti aspetta!

Alla scoperta di Padova

Padova è l’unica città in tutta la regione a vantare due siti dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO: la Cappella degli Scrovegni di Giotto e i cicli di affreschi del XIV secolo, e l’Orto Botanico. 

Vieni a visitare il più antico Orto Botanico al mondo con oltre 3500 specie e fai un bel respiro prima di entrare nella Cappella degli Scrovegni: un esempio unico di un sistema di valore universale eccezionale, in un’area dove la tradizione dell’affresco murale ha radici molto antiche.

scrovegni chapel padua

Padova è la città di Giotto, Galileo e Petrarca, e ospita una delle più antiche università del mondo con oltre 60.000 studenti all’anno! Ecco perché Padova è una città giovane e piena di vita. Una meta “fuori dal sentiero battuto” che puoi esplorare in bicicletta lungo i numerosi percorsi ciclabili o passeggiando per le sue strade con la famiglia.

Venezia dista appena 30 minuti di treno, ma è facilmente raggiungibile anche con uno splendido viaggio in barca lungo il Fiume Brenta dove si naviga tra piccoli villaggi, ponti girevoli e lo splendore delle Ville Veneziane.

E per vivere la città come la gente del posto…non dimenticare di assaporare il cibo e le bevande tipiche in una delle sue affascinanti piazze.

Alla scoperta delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene 

Dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sorgono in Veneto (Italia), in una piccola area collinosa a nord di Treviso, dove l’interazione positiva tra l’uomo e l’ambiente ha dato vita a un paesaggio culturale unico al mondo. Ripidi pendii, dolci distese di campi, vallate ricche di acqua e aspre creste rendono le colline un luogo ideale per chi vuole vivere appieno la natura, attraverso gite in bicicletta, escursioni, passeggiate. Oltre a questo, i secoli di storia hanno reso questa zona ricca di borghi, castelli, abbazie, chiese e tradizioni popolari. L’enogastronomia è uno degli aspetti peculiari di questa meraviglia mondiale in quanto offre un patrimonio di prodotti unici con radici antiche, primo fra tutti “Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG”.

prosecco hills valdobbiadene

Alla scoperta delle Dolomiti Bellunesi, le montagne di Venezia

La Provincia di Belluno con le sue meravigliose Dolomiti Patrimonio dell’Umanità Unesco si trova a un’ora d’auto o navetta dall’Aeroporto Internazionale di Venezia, in una zona immersa nella natura, con un’aria incontaminata di qualità.
In inverno le Dolomiti Bellunesi si tingono di bianco. I boschi sconfinati e le cime imperiose, le dolci vallate e i caratteristici borghi, tutto cambia con l’arrivo del freddo e della neve. Cortina, esclusiva e circondata da spettacolari crode; la Marmolada, il massiccio più alto delle Dolomiti; il comprensorio sciistico del Civetta, che si staglia sull’incantevole lago di Alleghe; le valli del Cadore, un paradiso per le ciaspole e dove è cresciuto il maestro del colore, Tiziano; le iconiche 3 Cime di Lavaredo e il selvaggio Comelico; infine la valle del Piave, dove la storia è fatta di borghi, trincee e boschi secolari, e lunghe passeggiate.
Le Dolomiti Bellunesi in inverno offrono una grande varietà di attività da praticare all’aria aperta: oltre 400 km di piste da sci, ma anche ciaspolate, sci di fondo, sci alpino in grado di soddisfare ogni esigenza per una vacanza sulla neve.

dolomiti bellunesi summer

In estate si trasformano in un paradiso all’aperto, con numerose attività da praticare: mountain bike, e-biking, trekking, alpinismo, rafting, canyoning, parapendio e molto altro ancora. Con zaino in spalla e scarponi ai piedi, scopri questa meraviglia tra rocce, sentieri e prati.

Una delle mete più famose delle Dolomiti e di tutto l’arco alpino è Cortina d’Ampezzo, conosciuta anche come la Regina delle Dolomiti.

Cortina è uno dei luoghi più sportivi al mondo. Pochi sanno che la città ha ospitato le prime Olimpiadi in Italia nel 1956, e molte competizioni internazionali da allora. Inoltre, Cortina ospiterà diverse gare dei Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. In estate, Cortina è stata più volte sede del Giro d’Italia e ospita regolarmente il Lavaredo Ultra Trail, una delle più famose gare di trail running al mondo.

Ma una vacanza a Cortina non è solo sport: ciò che rende unica la destinazione è la sua capacità di coniugare il suo forte patrimonio sportivo con un’atmosfera di montagna rilassante ed emozionante.

Cortina @ph bandion.it
Cortina © bandion.it

Goditi l’emozione di sciare sulle piste dei Campionati Mondiali di Sci, oppure percorri uno dei tanti itinerari spettacolari della valle. Ciò che li accomuna sono le viste mozzafiato su alcune delle più famose vette dolomitiche. Abbina il piacere dello sport e la meraviglia del panorama al delizioso gusto del cibo in uno dei tanti rifugi di Cortina, famosi per la loro ricca cucina. Qui, la tradizione gastronomica locale combina antiche ricette locali con le influenze secolari dei sapori e degli ingredienti veneti e tirolesi, per una miscela unica. Prova i casunziei, ravioli locali con una sfumatura viola grazie al ripieno di barbabietole che vengono serviti con burro fuso, parmigiano e semi di papavero. Vieni a Cortina per vivere appieno le Dolomiti.

C’è un palazzo medievale, nella centralissima via Cappello di Verona, che ha un cortile interno su cui si affaccia il balcone probabilmente più famoso del mondo. È un luogo visitato ogni anno da milioni di innamorati e durante il periodo di San Valentino diventa meta di un pellegrinaggio dei sentimenti che non ha eguali.

La cosa che mi ha sempre colpito del Balcone di Giulietta – perché è di questo che sto parlando – è il suo potere evocativo e simbolico a fronte di una finzione totale e conclamata. William Shakespeare non è mai stato a Verona. I suoi Romeo Montecchi e Giulietta Capuleti sono personaggi frutto della sua invenzione (anche se, nel palazzo di via Cappello, ci abitava effettivamente una famiglia veronese chiamata Cappelletti). Il balcone stesso è stato aggiunto nel Novecento.

Insomma, a voler essere rigorosi, non c’è niente di più falso della Casa di Giulietta (come per altro della Tomba di Giulietta e della meno nota Casa di Romeo). E allora perché esercita questo fascino apparentemente inscalfibile? Perché c’è la coda per toccare il seno alla statua bronzea di Giulietta? Perché i visitatori ricoprono di scritte, graffiti, adesivi, lucchetti le pareti del cortile, senza che nessuno riesca a fermarli?

Forse perché il fatto che Verona sia, agli occhi di molti, “la città dell’Amore”, non è il frutto di un’operazione commerciale, sebbene a posteriori quella di Shakespeare sia stata per Verona la più grande operazione di marketing della storia. È l’effetto di un simbolo potentissimo e immortale, in cui milioni di persone continuano a riconoscersi.

Oggi Verona sta imparando a gestire questa grande eredità. L’amministrazione comunale sta valutando progetti che puntano a cambiare in modo radicale il volto della Casa di Giulietta, principalmente introducendo un biglietto per entrarci. Capisco che, quando un fenomeno diventa così di massa, si voglia trovare un modo per governarlo e, possibilmente, per ricavarci dei quattrini. E tuttavia non vorrei che il luogo, diventando a tutti gli effetti un’attrazione turistica “ufficiale”, perda un po’ della sua poesia. In ogni caso, è un progetto ancora a lungo termine: per adesso, il cortile di Giulietta resta così com’è: affollato, un po’ kitsch e gratuito.

Non è poi detto che, capitando a Verona nei giorni di San Valentino, la visita si debba esaurire rendendo omaggio al mito dell’eroina shakespeariana.  Ogni anno, in questo periodo, viene organizzata un’apposita rassegna chiamata “Verona in love”, con iniziative, concerti, proiezione di film, il tutto pensato per le tante coppie di innamorati che visitano la città in questo periodo.

Allo stesso modo, alcuni dei luoghi più romantici della città – come la cappella dei Notai, gioiello dell’arte settecentesca dentro Palazzo della Ragione o la tomba di Giulietta – sono stati resi disponibili per chi voglia celebrare qui il proprio matrimonio (l’iniziativa è stata chiamata “Sposami a Verona”).

E comunque, quella di Romeo e Giulietta non è per altro l’unica leggenda di amore fatale ambientata a Verona. C’è quella che, attorno all’anno 1500,  vede protagonista un giovane soldato dell’esercito del Sacro Romano Impero, Corrado di San Bonifazio, che si innamora della bella Isabella ma che, di fronte al rifiuto di lei, si getta in un pozzo. Isabella, commossa da quel sacrificio, lo segue, tuffandosi a sua volta nell’acqua gelida.

Oggi, quello per tutti è il Pozzo dell’Amore. Si trova nascosto in fondo a un vicolo cieco in uno degli angoli più belli del centro storico di Verona. Un tempo, passandoci, ci si poteva gettare al suo interno una moneta ed esprimere un desiderio. Adesso il pozzo, per evitare pellegrinaggi sgraditi ai residenti della zona, è stato chiuso. Ma in qualche fessura, tra le assi di legno, si può ancora far passare qualche centesimo di rame. Un desiderio a buon mercato, per vedersi ricambiare un amore non corrisposto o cementarne uno già sbocciato, non ce lo si può lasciar scappare.

Scrivo questo articolo appena tornato con la mia famiglia dai nuovi mercatini di Natale appena inaugurati a Verona. Qui devo però spiegare cosa intendo per “nuovi”. Da qualche anno la città è diventata una sorta di capitale informale del Natale in Italia, con tutta una serie di eventi che attirano circa due milioni di visitatori che riempiono vie e piazze, facendo shopping o semplicemente godendosi l’atmosfera magica delle luci e degli alberi decorati.

Piazza dei Signori, nel cuore del centro storico a due passi da piazza Erbe, è il tradizionale punto di ritrovo per lo shopping natalizio. È qui, infatti, che si trovano i mercatini di Norimberga, che attirano la maggior parte dei turisti. Piazza Bra è l’altro snodo del Natale, con la tradizionale scultura della stella cometa la cui coda entra nell’Arena, oltre ai banchetti tipicamente veronesi del mercatino per la ricorrenza di Santa Lucia (il 13 dicembre).   Ma quest’anno, come accennavo, ci sono delle novità, che riassumerei così: il Natale a Verona non è più concentrato in uno o due piazze, ma ha conquistato molti altri luoghi della città.

C’è, tanto per cominciare, la meravigliosa passeggiata pedonale di lungadige San Giorgio. È forse il luogo più bello tra quelli meno conosciuti di Verona. I banchetti natalizi adesso sono anche qui: si può sgranocchiare cioccolata artigianale o scaldarsi con un bicchiere di vin brûlé,anche se l’attrazione principale è una grande giostra panoramica con vista sul fiume che fa la felicità dei bambini ma anche dei loro genitori.  Per quanto mi riguarda, promosso a pieni voti.

Proseguendo di sera verso ponte Pietra, non si può non notare la funicolare illuminata che porta a Castel San Pietro, aperta da pochi mesi. Prendendola (e risparmiandosi così una ripida benché pittoresca ascesa da una scalinata) si raggiunge la sommità della collina che domina la città, dove è stato allestito all’interno di una costruzione a forma di igloo un lounge bar ideale per un aperitivo con la vista migliore di Verona.

Uno dei luoghi di Verona più ingiustamente trascurati dai turisti diventa, da quest’anno, parte del circuito natalizio. Parlo di piazza San Zeno, dove si trova la meravigliosa basilica romanica dedicata al Santo patrono della città. Un noto vivaista veronese vi ha allestito un imponente presepe, mentre all’interno del chiostro della chiesa si trova un altro presepe tutto da ammirare, realizzato in materiali riciclati. Per gli amanti del genere, comunque, viene riproposta anche quest’anno la mostra internazionale dei presepi all’interno dell’Arena, giunta quest’anno alla sua 31 esima edizione.

A chi ha la fortuna di trovarsi a Verona nel periodo delle festività, consiglio anche una visita a Palazzo Forti, che si è specializzato in mostre monografiche molto ben curate e organizzate. Al momento – e fino al 28 febbraio 2018 – c’è quella dedicata ai ritratti “over size” del grande pittore colombiano Fernando Botero. Ma, in un’ala del palazzo, è allestita anche un’altra esposizione per me imperdibile, benché non paragonabile dal punto di vista artistico: si chiama “I love Lego”, vi si trovano ricostruzioni di ambienti reali e di fantasia realizzate esclusivamente con i famosi mattoncini. C’è anche una ricostruzione di piazza Erbe di Verona, da far brillare gli occhi.

Infine, per festeggiare degnamente, non rimane che un brindisi, accompagnato da una fetta del dolce veronese per eccellenza: il pandoro. Buon Natale a tutti.

Verona è una città piena di chiese. Wikipedia ne elenca almeno una cinquantina solo nel centro e nei suoi dintorni. Alcune sono capolavori architettonici con al proprio interno importanti opere d’arte, doverosamente segnalate dalle principali guide turistiche: il Duomo, San Zeno, Santa Anastasia, San Fermo. Accanto a queste, ce ne sono altre – poco note, spesso anche agli stessi veronesi – dove affonda le sue radici la profonda tradizione cristiana della città. Sono luoghi pervasi da grande misticismo. Che si sia credenti o no, non si può non rimanerne colpiti.

Sante Teuteria e Tosca. È la chiesa più antica di Verona e dell’intero Veneto, consacrata nell’anno 751 a due sante oggi praticamente sconosciute. Si trova a fianco della più recente chiesa dei Santi Apostoli, in una piazzetta alle spalle di piazza Bra. La chiesa è molto piccola e in parte sotto il livello stradale: scendendo i gradini sembra di entrare in una catacomba. Ha una curiosa pianta quadrata con la fonte battesimale al centro, attorno alla quale ci si raccoglie per il rito, come facevano probabilmente i fedeli agli albori del cristianesimo. È un luogo, questo, che porto nel cuore perché qui ho fatto battezzare mia figlia.

San ProcoloQuando ero un bambino e passavo le mie giornate d’estate a calciare un pallone in piazza San Zeno, San Procolo (consacrata a uno dei primi vescovi di Verona) era sempre chiusa. Sul suo lato destro c’era un magazzino, mi pare di ricordare anche un cinema, per dire di quanto fosse bistrattata. Per tanto tempo mi sono chiesto cosa nascondesse l’interno di quella misteriosa chiesa, le cui origini si perdono nel periodo paleocristiano, con quella facciata “povera” fatta di pietre e ciottoli di fiume. Fortunatamente, un restauro l’ha successivamente salvata dall’abbandono, riportando alla luce anche alcuni affreschi del XII secolo. La chiesa è una sola navata, ma la parte più interessante si trova sottoterra: alcuni gradini conducono infatti alla cripta che ha all’interno i resti di una antichissima necropoli pagana, a ricordarci che proprio da qui passava l’antica via Gallica, una delle “autostrade” dell’Impero Romano.

San Lorenzo Martire. L’ho scoperta da bambino, durante una gita scolastica, e non me la sono mai più dimenticata. La particolarità che mi è rimasta impressa di questa chiesetta medievale, stretta tra l’Adige e corso Cavour (ma non visibile dalla strada), è la presenza dei “matronei”: si tratta di loggiati, affacciati sulla navata centrale e raggiungibili percorrendo delle scalette, riservati esclusivamente alle donne nei tempi in cui, perfino in chiesa, dovevano restare fisicamente separate dagli uomini.

Santa Maria Antica. Si trova nel cuore di Verona, a ridosso di piazza dei Signori e alle spalle delle Arche Scaligere, le tombe dei signori di Verona di cui fu la cappella privata. Risale al 1185, fu costruita sui resti di una cappella longobarda del VII secolo di cui è rimasto solo il pavimento a mosaico. L’interno è a tre navate, nel classico stile romanico, e l’atmosfera è austera. Qui, ogni anno, si concentra il culto di Santa Rita. Il 22 maggio, a cominciare dalle prime ore dell’alba, le signore di Verona fanno tappa qui per benedire delle rose e rivolgere le proprie preghiere alla santa dei “casi impossibili”.

San Rocchetto Sulle colline di Verona c’è un piccolo eremo, che è un’oasi di pace, silenzio, tranquillità e spiritualità. Lo si raggiunge solo a piedi dalla frazione di Quinzano, oppure dalla chiesa di San Rocco, ai piedi della collina. La salita è ripida, ma una volta arrivati si è ripagati da una vista notevole sulla città. Il contesto è bucolico: prati verdi, aiuole ben curate, alberi di olivo, pergole di vite. La piccola chiesetta,  incorniciata da un portico, è decorata con un ciclo di affreschi sulla vita di San Rocco. Dall’eremo partono alcuni sentieri che permettono di addentrarsi alla scoperta delle colline circostanti, dove i contadini del luogo coltivano la vite e l’olivo. È un tuffo nel passato: non sembra nemmeno di essere ad appena dieci minuti dal centro di Verona.

Città romana, medievale, veneziana, rinascimentale. Tutte questi influssi contribuiscono a fare del centro di Verona uno dei patrimoni tutelati dall’Unesco. Eppure, ad aver dato alla città l’assetto definitivo che ha oggi è stata la più recente eredità austriaca.

Dal 1796, l’esercito francese e quello austriaco si scontrarono più volte tra Verona e dintorni. Dopo una sanguinosa battaglia, Napoleone entro in città (sulla parete del Palazzo Forti una targa testimonia il suo soggiorno lì), la conquistò nel 1805 e la occupò fino a quando, al congresso di Vienna del 1815, Verona venne assegnata all’Austria-Ungheria.

Da lì, e fino all’annessione all’Italia nel 1866 con il plebiscito (i risultati “bulgari” sono riportati, ancora oggi sulla porta del municipio a Palazzo Barbieri), Verona è stata città di frontiera del glorioso ma decadente impero asburgico. Una roccaforte militare su uno dei confini più caldi dell’epoca.

La prima cosa che fecero gli austriaci fu rinforzare le fortificazioni, risalenti al dominio della Repubblica di Venezia. E’ questa una delle ragioni per cui ancora oggi le mura di Verona, con le sue porte rinascimentali, sono così ben conservate. Oggi coperte di prati e alberi, formano un anello verde dove i veronesi passeggiano, portano a spasso i cani e fanno jogging.

Gli austriaci allargarono la cinta di fortificazioni alle colline a nord della città, che oggi tutti conoscono come “Torricelle” proprio per le tante torrette di guardia e i forti che le costellano. Uno dei più belli e meglio conservati, da cui si gode una bellissima vista sulla città, è il Forte Sofia, costruito nel 1837 e intitolato alla madre del futuro imperatore austriaco  Franz Josef. Oggi è gestito da una associazione di volontari che, ogni sabato, organizza visite guidate.

L’esempio più importante di architettura militare austriaca a Verona è sicuramente l’ex Arsenale, il più grande del suo genere al mondo dopo quello di Vienna (ma, rispetto a quello, ben più integro). Basta guardarlo dall’alto per rendersene conto: l’Arena ci starebbe dentro almeno tre volte.

L’Arsenale è anche uno dei grandi temi irrisolti dell’urbanistica della città perché si trova a ridosso del centro storico (appena al di là del ponte di Castelvecchio), racchiuso dall’ansa dell’Adige,  e servono un sacco di soldi per finanziare i progetti per il suo recupero.

Io, personalmente, adoro passeggiare per l’Arsenale. Lo attraverso spesso, perché è il passaggio più breve e comodo tra il centro della città e Borgo Trento. Il fatto che sia in stato di sostanziale abbandono, con alcune parti che cadono letteralmente a pezzi, non ne compromette il fascino anzi, per certi versi, lo amplifica.

E’ composto di quattro grandi corti principali, attorno alle quali si snodano gli edifici, ricoperte di prati, alberi e spazi aperti dove spesso si tengono fiere, mercatini, rappresentazioni teatrali. Lo si può esplorare, un po’ come si fosse al cospetto di antiche rovine, anche se ha meno di 200 anni.

La palazzina centrale, detta “di comando”, è quella in miglior stato di conservazione e alloggia un’affascinante sezione del museo di storia naturale di Verona, quella dedicata alla botanica, con uno degli erbari più antichi d’Italia.

Appena fuori dall’Arsenale, ci sono dei bei giardini curati, ideali per un picnic in una giornata di primavera,  e una grande vasca d’acqua dove i veronesi cercano un po’ di sollievo dal caldo nei mesi estivi.

Un’altra imponente struttura dell’epoca austriaca è l’ex panificio militare Santa Marta. Fu costruita nel 1863 sui resti di un antico monastero per sfornare il pane e le gallette per i soldati austriaci di stanza in città. Dopo un accurato intervento di restauro, oggi ospita la facoltà di economia dell’Università di Verona: l’edificio è talmente bello che mi vien quasi voglia di tornare a studiare.

All’interno della Santa Martaè visitabile una piccola mostra permanente, con interessanti foto d’epoca e informazioni  sulla storia del complesso. Per non dimenticare che Verona, appena centocinquanta anni fa, era principalmente una grande caserma.

Qualche anno fa, a Verona è stato ambientato un film di Hollywood ispirato – non ci sarebbe nemmeno il bisogno di dirlo… – al mito di Romeo e Giulietta. Gli scenografi, al momento di ricercare nel centro storico cittadino una location adatta per girare le scene sono capitati in una piazzetta poco conosciuta al grande pubblico, stretta tra due vicoletti, ma ben conosciuta ai veronesi se non altro perché vi sono da decenni due storici ristoranti cittadini, il Campidoglio e il 12 Apostoli. La piazzetta è particolare perché vi si affacciano diversi edifici, di diversi stili architettonici e diversi colori, con balconi ben curati e decorati di piante, la pavimentazione in pavè, lampioni in ferro battuto: agli occhi dei produttori di Letters to Juliet (questo il nome del film), piazzetta Tirabosco simboleggiava l’immagine più bella e autentica di Verona (e più in generale dell’Italia).

Ripenso spesso, passando per quel luogo per me così familiare, cosa può voler dire vederlo per la prima volta, capitandoci per caso senza aspettative. Ma il fatto è che piazzetta Tirabosco è solo uno dei tanti angoli che possono provocare la stessa sensazione, quelle che ti lasciano  a bocca aperta perché non ti aspetti che, dopo quel vicoletto, al di là di quel portico, si possa celare tanta bellezza.

Ho sempre pensato che il miglior modo per esplorare una città sia lasciare i percorsi prestabiliti e perdersi nei suoi meandri, lasciando stare cartine e navigatori, facendosi guidare dall’intuito e dal caso. La maggior parte dei turisti a Verona gravita tra piazza Erbe e piazza Bra, percorrendo via Mazzini, la strada dello shopping dove sono presenti le boutique di tutti i marchi più famosi. Basta spostarsi anche solo di pochi metri per trovare quiete, pace e angoli di città tutti da scoprire.

Tra i miei preferiti c’è l’antico ghetto ebraico che si trova proprio tra via Mazzini, via Pellicciai, via Quintino Sella e piazza Erbe. La comunità ebraica veronese fu confinata qui, a partire dal ‘500 e fino alla conquista della città da parte di Napoleone Bonaparte nel 1797. Minuscoli vicoletti si intrecciano in un dedalo di percorsi. E proprio qui si trova la sinagoga, disegnata dall’architetto Ettore Fagiuoli. Benché Verona sia famosa per le sue chiese, io trovo questo edificio bellissimo: in stile Art Decò (e quindi lontano dai tratti medievali e rinascimentali tipici del centro di Verona), la sua facciata monumentale pare una scenografia teatrale.

Dal vecchio ghetto è un attimo raggiungere piazzetta Tirabosco, di cui ho accennato prima. Basta salire le scalette da via Pellicciai. E, dalla piazzetta, si raggiunge facilmente corso Portoni Borsari (il vecchio decumano della città romana) dove si affaccia un altro dei miei luoghi del cuore del centro di Verona: corte Sgarzerie. Qualsiasi guida turistica ne conosce bene la storia: nella Verona nel Medio Evo la lavorazione e il commercio della lana era una delle principali attività economiche e la corte era il cuore pulsante di artigiani e commercianti del settore.  E qui si trova anche una delle aree archeologiche romane più belle e suggestive di Verona. Per me, tuttavia, corte Sgarzerie è soprattutto un luogo di contemplazione. A dominare la piazzetta è la grande loggia (solo in parte occupata dal plateatico di un’osteria) dove, se ci si lascia andare con la fantasia, si può davvero immaginare il grande mercato dei tessuti che è stato un tempo.

Su un lato della corte, si trovano piccoli portici – così piccoli da sembrare cunicoli segreti – che sbucano nel rione Carega, uno dei pochi del centro storico della città che ha mantenuto il suo carattere originario. I suoi abitanti sono gelosi delle tradizioni, delle loro maschere di Carnevale, delle loro feste di piazza.  Il  cuore del rione è l’osteria omonima dove non manco mai di portare i miei ospiti. Seduto all’aperto, su panche di legno in una piazzetta stretta e raccolta, mi guardo intorno e penso alla mia fortuna. Quella di essere nato proprio qui.

A Verona d’estate può fare particolarmente caldo. Il termometro può superare i 35 gradi e, quel che è peggio, l’aria bollente che arriva dall’Africa si carica di umidità e l’afa diventa insopportabile. Quando succede, i veronesi scappano alla ricerca di un po’ di refrigerio. Chi si dirige verso il lago di Garda, per un tuffo nelle sue acque fresche, chi va verso la montagna – la catena del Baldo o la Lessinia – dove le temperature, per effetto dell’altitudine, si abbassano sensibilmente. Ma se si è costretti a restare in città senza voler restare prigionieri della propria camera con l’aria condizionata, ci si deve inventare qualche stratagemma per fare i conti con il caldo. Me ne sono venuti in mente cinque, tutti tratti dalla mia esperienza personale.

Vasca dell’Arsenale. Da qualche anno a questa parte è diventato uno dei luoghi preferiti dei veronesi e dei turisti nelle calde serate estive. Dopo un guasto alle pompe, adesso il complesso è stato riparato ed è tornato a funzionare perfettamente. Siamo alle spalle di Castelvecchio, di fronte all’ex Arsenale asburgico. Nei giardini, all’ombra dei pini,  c’è una grande vasca con due dita d’acqua. Ci si può passeggiare a piedi nudi o con i sandali, i bambini ci giocano a pallone e ci vanno in bicicletta, i cani ci sguazzano dentro. Insomma, un angolo di freschezza nel cuore della città.

“Adige beach”. Nelle giornate più afose, basta attraversare uno qualsiasi dei tanti ponti della città per accorgersi che, dall’Adige, sale una brezza fresca che abbassa la temperatura di qualche grado. D’estate, di solito, il fiume ha una portata ridotta e quindi, in diversi punti, l’acqua si ritira lasciando posto a delle spiagge fluviali. Vicino al ponte di Castelvecchio, scendendo dai giardini dell’Arsenale, si forma un’ampia spiaggia di ciottoli di fiume. A ridosso di ponte Catena, invece, c’è una spiaggia sabbiosa (ribattezzata dai veronesi “Catena Beach). Da qui, proseguendo a piedi, si entra nel parco dell’Adige, con una bella passeggiata nel bosco lungo la riva e radure attrezzate con tavoli e panche per improvvisare un picnic.

Piscine Lido. A Verona ci sono diverse piscine comunali, a prezzi popolari. Le mie preferite sono le Santini, che sono immerse in un parco verde e ombreggiato proprio ai piedi delle colline di Quinzano. Quelle più vicine al centro, tuttavia, sono le piscine “Lido”: sono anche le più vecchie della città e gli impianti sono in effetti un po’ datati. Quello che è impareggiabile, però, è la location, proprio a ridosso dei bastioni cittadini. Non so in quale altra città al mondo si possa fare il bagno all’ombra delle sue mura medievali!

Adigeo. Non sono un tipo da centri commerciali. Ma il nuovo mall Adigeo aperto vicino al casello Verona Sud dell’autostrada (facilmente raggiungibile dalla città con i bus navetta) è elegante e confortevole, oltre che particolarmente fresco (grazie all’aria condizionata). Organizzato su due piani, con ampi spazi aperti tipo piazza, offre un’ampia selezione di ristoranti anche di buona qualità. Insomma, se proprio in centro città non si riesce a respirare, questa può essere una buona alternativa per le ore più calde.

Chioschi di anguria. Gli esperti lo ripetono spesso: quando fa molto caldo, bisogna mangiare molta frutta. A Verona, una delle tradizioni più sentite durante le serate afose, è trovarsi con gli amici a mangiare una fetta di anguria. In tutti i quartieri della città si trovano chioschi che la vendono. Il più famoso e longevo è probabilmente il chiosco di San Zeno, che ha da poco compiuto i suoi primi cinquant’anni d’età e dove, la sera, viene spesso organizzato anche qualche concertino di musica dal vivo. E, se non piace l’anguria, non mancano certo le alternative, magari una bella granita.

Non mancano i motivi per considerare il colle di San Pietro come una delle destinazioni che nessun visitatore di Verona può lasciarsi scappare. È qui che si trova uno dei monumenti più belli della città, il teatro romano, visitabile nel contesto di un rinnovato museo archeologico. È uno dei punti più spettacolari e fotografati, con i suoi cipressi, le sue scalinate, le sue case abbarbicate. È dalla sommità del colle, dove si trova la grande terrazza di Castel San Pietro, che si può godere una delle più bei panorami di Verona: l’Adige che disegna l’ansa, il centro storico con il suo reticolato geometrico di strade, i campanili che svettano.

Di recente, si è aggiunto un motivo in più per visitare il colle: l’apertura – o sarebbe meglio dire la riapertura – della nuova “funicolare”. I veronesi la chiamano così, anche se non si tratta di un impianto a fune ma di una cremagliera che, in una rapida ascesa di meno di un minuto (al prezzo di due euro andata e ritorno) permette di ascendere alla sommità del colle senza doversi sobbarcare la fatica di una ripida per quanto pittoresca scalinata, che si insinua tra case d’epoca, giardini ben curati e rovine romane. Mettiamola così: in quei giorni di caldo insopportabile, con il sole a picco sulla testa, con le gambe che chiedono un po’ di riposo per le fatiche accumulate e la camicia che non ha voglia di essere inzuppata di sudore, la funicolare è un’ottima alternativa per scoprire uno dei luoghi più belli di Verona.

Sono ormai in pochi, rimasti, a ricordarsi della prima inaugurazione della funicolare di Castel San Pietro. Fu un debutto sfortunato, per un’opera che già all’epoca era stato concepito per valorizzare dal punto di vista turistico, una delle principali attrazioni della città. Se ne iniziò a parlare negli anni Trenta del Novecento, la costruzione iniziò nel 1939 e fu ultimata, con l’apertura al pubblico, nel 1941. Non era certamente il periodo migliore per rilanciare l’offerta turistica della città. La seconda guerra mondiale stava sconvolgendo l’Europa e, con essa, l’Italia. Nel 1944 l’avventura poteva già dirsi chiusa. La funicolare venne smantellata, il sito venne invaso di erbacce e non se ne sarebbe più parlato per decenni.

Bisogna attendere fino agli anni Deumila perché si inizi a riparlare della funicolare. Perché si trovino i soldi per ricostruirla, si rifaccia il progetto e i lavori. Finalmente, a metà del 2017, la funicolare è stata riaperta. Si trova al di là di ponte Pietra, non immediatamente visibile: bisogna percorrere un tratto di via Santo Stefano prima di ritrovarsela, in una piazzetta sulla destra, con tanto dell’edificio nuovo di zecca che ospita la biglietteria.

Come detto, la funicolare è adesso una buona occasione per scoprire la bellezza del colle di San Pietro. Il teatro romano, che risale al primo secolo dopo cristo, è tutt’oggi uno dei principali luoghi per spettacoli dal vivo della città (dopo l’Arena, chiaramente): prosa – soprattutto Shakespeare -, musica, danza. E non sono pochi gli anfratti sul colle dove si può sbirciare senza pagare il biglietto. Provare per credere: basta passeggiare da quelle parti in una serata di concerto, per vedere gruppetti di persone appollaiate su scale e balaustre. Oltretutto, quando ci sono spettacoli, la via davanti al colle è chiusa al traffico: una bella occasione per gustarsi una passeggiata lungo l’Adige, magari percorrendo anche il lungadige di San Giorgio che è stato recentemente ripavimentato (ed è, questo, sempre e solo pedonale).

Collegato al teatro romano, c’è poi il museo archeologico, anche questo recentemente ristrutturato, che permette di scoprire da vicino quello che è stato il primo nucleo fondativo della città, ancor prima della nascita della città romana. Ovviamente, una visita non sarebbe completa senza affacciarsi alla terrazza sulla sommità del colle, per scattarsi un selfie con la città alle proprie spalle. E poi con la funicolare, in meno di un minuto, si torna giù.

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