Un’isola-montagna a pochi minuti da Olbia: spiagge smeraldo, sentieri panoramici fino alle creste, fondali da sogno dentro un’Area Marina Protetta. Una gita perfetta per chi ama natura, mare e camminate.
Val la pena dirlo subito: Tavolara è “quel” profilo inconfondibile che vedi già dall’aereo, una lama calcarea che emerge dal Tirreno e custodisce spiagge chiare, macchia profumata e acque protette. Sembra lontanissima, invece è a un passo da Olbia: raggiungerla è facile, viverla è un regalo. Qui non ci sono strade né rumore, solo vento, sale e il respiro lento del Mediterraneo. Idealissima se cerchi un giorno (o due) di detox tra trekking vista mare e bagni trasparenti. L’isola è il cuore dell’Area Marina Protetta Tavolara–Punta Coda Cavallo: 76 km di costa e 15.000 ettari di acque cristalline da Capo Ceraso a Punta S’Isuledda.

Un paradiso a un passo da Olbia
Tavolara è una montagna di calcare e granito alta circa 560 metri, lunga qualche chilometro, che domina il golfo tra Loiri Porto San Paolo, Olbia e San Teodoro. L’anfiteatro naturale di macchia mediterranea (ginepri, rosmarino, lentisco) incornicia spiagge e calette rivolte a un mare impossibilmente turchese. Il tocco di fascino in più? La leggenda del “regno più piccolo del mondo”: nell’Ottocento Giuseppe Bertoleoni fu “incoronato” sovrano dall’allora Carlo Alberto, storia che ancora oggi aggiunge un sorriso al racconto dell’isola.
Come arrivare: semplice (e scenografico)
Dalla costa è una traversata brevissima: i barcaioli partono tutto l’anno da Porto San Paolo; in stagione partono anche imbarcazioni private da Olbia e Golfo Aranci. Lo sbarco avviene allo Spalmatore di Terra, dove trovi il molo e i punti di ristoro. In estate è bene prenotare e verificare orari e rientri: la traversata dura circa 15–20 minuti, ma i posti volano nelle ore centrali.
Spiagge e calette: lo Spalmatore di Terra
La cartolina di Tavolara è la lingua di sabbia dello Spalmatore di Terra: due specchi d’acqua, uno per lato, tonalità caraibiche e il “muro” roccioso che sale alle spalle. Qui il fondale degrada dolcemente ed è perfetto per nuotare, fare snorkeling e stendere l’asciugamano tra gigli di mare e cespugli di ginepro. È anche il punto di partenza più comodo per esplorare l’isola a piedi… e per un pranzetto con vista sul massiccio.

Trekking: creste a picco sul blu
Se ami camminare, Tavolara non delude. I percorsi più facili costeggiano la piana dello Spalmatore e regalano in pochi minuti scorci magnifici verso Molara e Capo Coda Cavallo. Per i più esperti, invece, c’è l’esperienza top: la Ferrata degli Angeli, un itinerario attrezzato (EEA) che risale il versante sud e porta alle creste fino a Punta Cannone (la cima massima, ~560–565 m). È un percorso esposto e spettacolare: serve passo sicuro, attrezzatura adeguata e, se non sei ferratista, una guida. Meglio in primavera o in autunno: in piena estate il sole picchia forte.

Sott’acqua: un santuario di biodiversità
Intorno all’isola si apre un mondo: praterie di posidonia, pareti e spaccature frequentate da nuvole di castagnole, salpe e occhiate; non è raro l’incontro con delfini e, a stagione, con l’eleganza del falco pescatore in volo. L’Area Marina Protetta tutela specie e habitat con una zonazione (aree a tutela crescente): rispettarla significa salvaguardare l’ecosistema e godersi un mare davvero “vivo”. Se ami la subacquea o lo snorkeling, chiedi ai centri autorizzati i siti migliori e le regole d’accesso.
Storie e leggende al sapore di salsedine
Oltre al “regno” di Tavolara, qui la cultura del mare è ovunque: antichi approdi, un piccolo cimitero che racconta vite legate alla pesca e alla navigazione, e un festival del cinema estivo che porta da decenni sullo Spalmatore registi e attori per proiezioni fronte mare. Le serate del festival sono uniche: si arriva in barca da Porto San Paolo e si guarda il film con l’odore del sale e il fruscio della macchia.
Trekking o spiaggia? Ecco come organizzarti
— Mezza giornata “soft”: barca al mattino, passeggiata panoramica sulla piana e bagno allo Spalmatore. Pranzo easy e rientro nel pomeriggio.
— Giornata “active”: mattina in quota con guida (Ferrata degli Angeli / cresta), pausa pranzo allo Spalmatore, pomeriggio snorkeling nelle zone consentite.
— Con bimbi: resta nell’area dello Spalmatore; il fondale è dolce e le distanze sono brevi.
Natura protetta: regole semplici (e preziose)
Tavolara è fragile: niente rifiuti, niente asportare sabbia o conchiglie, niente ancoraggi fuori dalle aree consentite (chiedi ai barcaioli), niente droni e musica ad alto volume. Se fai snorkeling, non calpestare la posidonia; se cammini, resta sui tracciati. Sono gesti piccoli che fanno la differenza in un ecosistema così vicino… e così speciale.
Una base perfetta per esplorare la Gallura
La “sorella” Molara, Capo Coda Cavallo e le spiagge di San Teodoro (La Cinta, Cala Brandinchi, Lu Impostu) sono tutte a portata di giornata da Olbia. Arrivarci è un attimo, e ogni baia regala una versione diversa del blu.

Consigli pratici per goderti Tavolara al meglio
— Quando andare: primavera e inizio autunno sono il top per trekking e mare; in estate scegli mattina presto o tardo pomeriggio.
— Come arrivare: da Porto San Paolo tutto l’anno; in stagione anche da Olbia e Golfo Aranci con imbarcazioni private. Prenota in alta stagione.
— Cosa portare: acqua (non ci sono fonti), snack, protezione solare, cappello, maschera e boccaglio; scarpe con suola per i sentieri.
— Per i camminatori: la ferrata è per esperti e richiede attrezzatura e guida; informati su meteo, orari delle barche e tempi di rientro.
Chiudi gli occhi… e riparti
Tavolara resta addosso: il profumo del rosmarino, il fruscio del maestrale, la montagna che cade a picco nel mare. È l’escursione che ti fa dire “ancora!”, e la buona notizia è che è facilissima da infilare in una fuga a Olbia. Pronto a salpare? Volotea ti porta in Gallura: da lì, Tavolara è a un soffio — e l’avventura è già iniziata.