La Sardegna è mare cristallino, natura selvaggia e storia millenaria. È anche una terra in cui il cibo racconta la sua identità più profonda, a partire dalla qualità degli ingredienti: stagionali, biologici, selezionati con cura e nel pieno rispetto dell’ambiente.
Un viaggio nei sapori dell’Isola
Viaggiare in Sardegna significa anche sedersi a tavola e lasciarsi guidare dai profumi, dai colori e dai sapori di una cucina antica e generosa. Ogni territorio custodisce ricette uniche, tramandate di generazione in generazione: il pane carasau croccante come la terra da cui nasce, il pecorino stagionato sotto il sole, i culurgiones chiusi a mano come piccoli scrigni di memoria. Il profumo del mirto, il gusto deciso del porceddu, la delicatezza del pesce appena pescato raccontano storie di pastori, pescatori e famiglie che da secoli abitano e rispettano questa terra. In Sardegna, l’enogastronomia è un linguaggio universale: celebra l’incontro, la convivialità, il legame profondo con la natura. È un’esperienza che non si dimentica, perché nutre il corpo ma anche l’anima.
E proprio per nutrirti con i prodotti migliori e farti tornare a casa con il gusto della Sardegna ancora in bocca, nasce Sa Mesa Nostra. Un progetto che racconta l’eccellenza delle materie prime locali e a km zero attraverso degustazioni ed eventi nei ristoranti del territorio.Sa Mesa Nostra è un progetto che racconta l’eccellenza delle materie prime locali e a km zero attraverso degustazioni ed eventi nei ristoranti del territorio.
EVENTI E DEGUSTAZIONI IN TUTTA LA SARDEGNA
Con diversi eventi in tutta la Sardegna e per tutto il 2025, Sa Mesa Nostra ha l’obiettivo di valorizzare i migliori prodotti locali attraverso la ristorazione di qualità. Ogni appuntamento è un’occasione per incontrare produttori e ristoratori, scoprire storie locali, brindare con i vini del territorio e immergersi nella tradizione dell’Isola. Durante il tuo soggiorno in Sardegna, regalati gli eventi di Sa Mesa Nostra: cerca quelli più vicini a te su samesanostra.it.
IL BUON CIBO NELLE RICETTE DELLA TRADIZIONE
Sa Mesa Nostra porta sulle tavole dei ristoranti sardi i piatti che raccontano la storia e l’identità del territorio: dalle paste fatte a mano ai formaggi tipici, dai dolci della tradizione al pescato fresco.
Le ricette sono realizzate con prodotti autentici, selezionati per la loro freschezza, genuinità e valore nutrizionale. Un viaggio tra sapori unici che uniscono il benessere e la qualità al piacere del gusto; un patrimonio culinario che è pronto ad accoglierti e sorprenderti, rendendo unico il tuo viaggio in Sardegna.
TRA QUALITÀ E CREATIVITÀ NEI RISTORANTI
Con Sa Mesa Nostra, gli chef interpretano la tradizione con estro e originalità.
Il risultato? Piatti che ti sorprenderanno per la loro autenticità, regalandoti un’esperienza gastronomica completa e indimenticabile. Che aspetti? Cerca gli eventi più vicini a te su samesanostra.it.
Scopri uno dei segreti più affascinanti della Sardegna: un mondo sotterraneo di stalattiti, stalagmiti e laghi nascosti che ti lascerà senza fiato, a due passi da Alghero.
Chi sceglie Alghero per le proprie vacanze estive sa già di andare sul sicuro. Questa perla della Sardegna nord-occidentale ti accoglie con alcune delle spiagge più belle del Mediterraneo: distese di sabbia dorata, calette segrete raggiungibili solo in barca o dopo brevi trekking e acque dalle mille sfumature di blu. Ma Alghero non è solo mare: qui trovi parchi naturali protetti, borghi pittoreschi dove il tempo sembra essersi fermato e una città storica che mescola fascino catalano e spirito sardo. Ed è proprio nei suoi dintorni che si nasconde uno dei luoghi più spettacolari dell’isola: la Grotta di Nettuno.
Un regno incantato sotto terra
La Grotta di Nettuno è un vero capolavoro della natura. Situata all’interno dell’Area Marina Protetta di Capo Caccia e del Parco Regionale di Porto Conte, ti offre un viaggio in un mondo sotterraneo fatto di sale maestose, laghi interni e scenografie che sembrano uscite da un film fantasy. La grotta si estende per circa 4 chilometri, anche se solo una parte è visitabile, e custodisce uno dei laghi salati più grandi d’Europa: il Lago La Marmora, un’immensa distesa d’acqua che riflette come uno specchio le bizzarre forme delle stalattiti e stalagmiti.
Passeggiando lungo il percorso guidato (circa 1 km, ben attrezzato e illuminato) ti troverai circondato da colonne naturali alte fino a 12 metri, candide “cascate” pietrificate e suggestivi giochi di luce che rendono l’atmosfera quasi magica. Tra le sale più famose ci sono la Sala delle Rovine, il Tribuna della Musica e la Sala Smith, con la sua colonna simbolo della grotta: un’imponente struttura calcarea alta 12 metri e larga 6, che unisce il soffitto al pavimento come una gigantesca scultura.
Come visitare la Grotta di Nettuno
Hai due modi per raggiungere questo spettacolare sito naturale:
In barca: il modo più scenografico e comodo. Dal porto turistico di Alghero, soprattutto in estate, partono regolarmente motonavi che ti portano fino all’ingresso marino della grotta. Durante la traversata potrai ammirare la costa frastagliata di Capo Caccia e, con un po’ di fortuna, avvistare gabbiani, cormorani e delfini. La traversata dura circa 30-40 minuti.
A piedi: se ami le sfide e il trekking, puoi scegliere di raggiungere la grotta scendendo (e poi risalendo!) la celebre Escala del Cabirol, una scalinata di circa 654 gradini che si snoda lungo la parete a picco di Capo Caccia. La vista durante la discesa (e la salita) ti ripagherà della fatica: il mare aperto, le falesie imponenti e la sensazione di essere sospeso tra cielo e mare.
L’ingresso alla grotta è consentito solo con visita guidata, della durata di circa 45 minuti. I biglietti si possono acquistare online o sul posto (ma in alta stagione è meglio prenotare in anticipo). Il costo si aggira intorno ai 14 € per gli adulti, con riduzioni per bambini, ragazzi e gruppi.
Consigli pratici
Scarpe comode: che tu scelga la barca o la scalinata, all’interno della grotta il terreno può essere umido e scivoloso.
Felpa o giacca leggera: anche in piena estate la temperatura dentro la grotta resta intorno ai 18°C.
Macchina fotografica o smartphone carico: le occasioni per scattare foto mozzafiato non mancano!
Cosa vedere nei dintorni
La Grotta di Nettuno è solo una delle meraviglie che puoi scoprire in questa zona. Ti consiglio di ritagliare un po’ di tempo per esplorare:
Capo Caccia: sali al faro per ammirare uno dei tramonti più belli della Sardegna.
Parco di Porto Conte: un paradiso per gli amanti del trekking e della natura. Numerosi sentieri ti portano alla scoperta della flora e della fauna locali, tra macchia mediterranea, boschi e punti panoramici.
Le calette di Cala Dragunara e Cala dell’Inferno: ideali per un tuffo rinfrescante.
Cala Dragunara
Il borgo di Fertilia: un piccolo centro con un curioso mix di architettura razionalista e atmosfera marinara.
Escursioni in barca: molte compagnie offrono mini crociere per esplorare le calette e le falesie del golfo di Alghero.
Visitare la Grotta di Nettuno è un’esperienza che aggiunge un tocco di avventura e meraviglia alla tua vacanza ad Alghero. Che tu arrivi via mare o scendendo la spettacolare scalinata, preparati a entrare in un mondo nascosto che ti lascerà senza parole. E una volta tornato alla luce del sole, avrai solo voglia di scoprire cos’altro ha da offrirti questa terra straordinaria.
Sappiamo tutti che la Sardegna è rinomata per le sue spiagge paradisiache e le acque cristalline, e in estate siamo abituati a vederle super affollate. Ora, immagina di camminare su una spiaggia dove le uniche impronte sulla sabbia sono le tue… impossibile? Bastano pochi semplici trucchi per godersi degli angoli di paradiso nascosti, quindi se sei alla ricerca delle spiagge meno affollate in Sardegna, alcune molto conosciute, questo è l’articolo giusto.
Le spiagge meno affollate del nord della Sardegna
Cala Coticcio
Quando pensiamo alle spiagge meno affollate della Sardegna, siamo certi che l’ultima immagine che ti viene in mente è quella di un paesaggio paradisiaco senza nessuno attorno. Eppure, ti garantiamo che esistono angoli di assoluta calma dove godersi un mare cristallino; è il caso di Cala Coticcio nell’isola di La Maddalena. Per raggiungerla è necessario percorrere un sentiero escursionistico di circa un’ora ed è proprio per la difficoltà di raggiungerla che la inseriamo di diritto tra le spiagge meno affollate in Sardegna. L’ingresso alla spiaggia, accessibile solo con guida, è a numero chiuso.
Spiaggia di Terrata Sud
La spiaggia di Terrata Sud a Golfo Aranci, in provincia di Olbia, è perfetta per rilassarsi e prendere il sole. Noi abbiamo preferito la seconda caletta con le sue acque turchesi cristalline e la soffice sabbia dorata. Rispetto alla vicinissima Spiaggia Sos Aranzos, questa è più esclusiva e rimane poco affollata in estate.
Spiaggia Berchida e Oasi di Bidderosa
La spiaggia di Berchida a Siniscola, in provincia di Nuoro, è sinonimo di natura solitaria e selvaggia con il suo fondale basso e la sabbia fine e bianca come la neve. E’ quasi deserta anche in alta stagione, salvo naturalmente nella zona vicino al posteggio delle auto. Ma il nostro consiglio è quello di spingerti a piedi fino all’oasi di Bidderosa a Orosei (inserito in un contesto naturale protetto). Proprio per questo ricorda che i prezzi per accedervi non sono economici!
Questo è il posto più straordinario e insolito che abbiamo mai visto in Sardegna: stiamo parlando di Cane Malu nei dintorni di Bosa. La particolarità sono le scogliere di trachite bianca in contrasto con le acque cristalline che fanno da contorno alla macchia mediterranea. Piccola curiosità: viene chiamata così perché ricorda la lunga coda di un cane “malu” ovvero arrabbiato. Se c’è vento di maestrale, diventa abbastanza pericoloso fare il bagno.
Spiaggia Rena Majore
La spiaggia Rena Majore a metà tra Alghero e Stintino è selvaggia, incontaminata e paradisiaca. Ma come fa un posto così bello ad essere poco conosciuto e poco frequentato? Dopo aver lasciato l’auto in un parcheggio non proprio segnalato, dovrai camminare per circa 20 minuti in un sentiero nella natura incontaminata per raggiungerla. La cosa che più ci ha sorpreso è la sabbia, formata da frammenti di quarzo bianco, rosa e nero. Visita la spiaggia quando soffia il vento di grecale, altrimenti fare il bagno potrebbe essere complicato.
La spiaggia è decisamente accogliente e invita a rilassarsi. A differenza della famosa Spiaggia La Pelosa a Stintino, questa è poco conosciuta e particolarissima. Il parcheggio è gratuito, l’unica cosa che ti sconsigliamo è di venirci quando il vento proviene da nord!
Spiaggia le Saline
La Spiaggia le Saline nell’Isola mal di Ventre è un paradiso naturale lontano da tutto e tutti perché selvaggia, deserta e incontaminata. La sua storia è molto curiosa ma non ti sveliamo nulla, per non rovinarti l’effetto sorpresa. La si può raggiungere solo in gommone partendo dalla spiaggia di Mari Ermi o Putzu Idu. Ricorda di portare con te un ombrellone, acqua e cibo.
Piscinas
La maggior parte delle spiagge incontaminate e meno affollate della Sardegna si concentrano nell’ovest dell’isola e più precisamente nella Costa Verde. Ricorda che sono quelle più esposte al maestrale, quindi pericolose quando soffia questo vento, e tra queste possiamo annoverare la spiaggia di Piscinas, un vero e proprio deserto in miniatura. Secondo noi è tra i posti più “extraterrestri” della Sardegna, le sue dune di finissima sabbia dorata regalano ai tuoi occhi uno spettacolo senza paragoni.
Le spiagge meno affollate del sud della Sardegna
Spiaggia di Porto Giunco
Così come Cala Sinzias anche Porto Giunco, a Villasimius, è poco affollata solamente ad una condizione: appena arrivi, supera il chiosco e cammina 5 minuti lungo il bagnasciuga per raggiungere la parte meno affollata.
Cala Sinzias
Se ti stai chiedendo dove andare in estate in Sardegna e trovare una spiaggia praticamente mai affollata, la riposta è Cala Sinzias. C’è una parte libera alternata a zone attrezzate con noleggio ombrelloni e lettini. La sabbia è dorata e la caratteristica principale è il mare color verde. Il parcheggio costa 10 euro. Suggerimento: la spiaggia è molto ampia, quindi il modo migliore per viverla al meglio è quello di evitare di stendere i teli da mare non appena la si raggiunge al primo accesso, ma camminare per qualche minuto.
Su Giudeu
Che dire? Noi il paradiso lo immaginiamo così. Stiamo parlando della spiaggia di Su Giudeu a Chia: dune di sabbia dorata, un mare cristallino e un isolotto che può essere raggiunto a piedi. Ci siamo stati una miriade di volte e ti possiamo assicurare che uno dei punti più belli e poco frequentati si trova proprio di fronte all’ Isola di Su Giudeu, che dall’alto ha forma di cuore: semplicemente unico.
Inseriamo Porto Scudo e Cala Zafferanonell’elenco delle spiagge poco frequentate per il semplice motivo che entrambe le puoi raggiungere solo via mare.Un’esperienza che ti lascerà senza parole è senza ombra di dubbio la gita in barca a bordo del Pescaturismo Santa Croce 2 Teulada: dal mare al cibo cucinato a bordo, fino alla storia della costa del Sud Sardegna raccontata dall’equipaggio, tutto contribuisce a rendere l’escursione indimenticabile.
Bene, ora che hai scoperto quali sono le spiagge meno affollate, non ti rimane altro che raggiungere la Sardegna volando con Volotea. Per visitarla come un abitante del luogo, puoi acquistare la nostra guida di viaggio digitale sulla Sardegna. Ogni volta che scopriamo qualcosa di nuovo lo aggiungiamo alla mappa, quindi è in continuo aggiornamento!
L’isola dell’Asinara è senza ombra di dubbio una tappa imperdibile in una vacanza in Sardegna. Sinonimo di spiagge incantevoli, natura selvaggia, storia affascinante ed escursioni incredibili, ha gli ingredienti giusti per trascorrere una giornata straordinaria all’insegna del piacere. In questo articolo scoprirai tutte le info utili su cosa vedere, cosa fare e come visitare l’isola dell’Asinara in Sardegna.
Dove si trova e come arrivarci
L’isola dell’Asinara è situata nell’estremo nord occidentale della Sardegna, proprio davanti a Stintino. Con un’estensione di circa 52 km quadrati, è caratterizzata da paesaggi meravigliosi e una biodiversità unica. Infatti, oltre ad essere un Parco Nazionale, è anche un’area Marina Protetta. Ecco perché non è consentito raggiungerla con i mezzi propri. Perciò, è importante pianificare da quale porto partire per raggiungere l’isola dell’Asinara. Ecco le principali opzioni:
In barca, in 15 minuti, partendo dal Porto Nuovo di Stintino.
In traghetto, partendo da Porto Torres, in un’ora e 15 minuti. Per conoscere tutti gli orari della tratta Porto Torres-Asinara, puoi consultare il sito della compagnia Delcomar.
Escursione con partenza da Stintino a bordo della barca Pescaturismo (ciò che abbiamo scelto noi).
Come muoversi all’Asinara
Sull’isola avrai l’imbarazzo della scelta per creare un’esperienza indimenticabile a tuo piacimento. Puoi esplorarla con uno dei seguenti mezzi:
In bici: se ami l’autonomia puoi noleggiare le biciclette o addirittura le auto elettriche.
A piedi: per gli amanti del trekking, camminare è il modo migliore per immergersi completamente nella magia dell’Asinara lungo i suoi infiniti sentieri. Bisogna tenere conto però che la bassa vegetazione non dà riparo dal sole, quindi porta con te un cappello, la crema solare e tanta acqua.
Trenino turistico: da Fornelli è possibile fare un tour giornaliero in trenino fino a Cala d’Oliva. Una guida turistica racconta la storia dell’isola e tante curiosità.
In fuoristrada 4×4: è sicuramente un’opzione entusiasmante per scoprire ogni angolo di questo paradiso naturale.
In barca: se il tuo intento è scoprire l’Asinara da una prospettiva diversa e tuffarti nelle sue acque cristalline, la scelta migliore è prenotare un tour in barca.
Noi abbiamo trascorso una giornata memorabile a bordo della barca Pescaturismoalex di Davide e Silvia. Un’escursione a bordo di un peschereccio turistico che, mentre ti svela le meraviglie marine dell’Asinara, ti permette di diventare pescatore per un giorno. Abbiamo avuto l’opportunità di scoprire come funziona la pesca artigianale con le nasse, e siamo rimasti a bocca aperta di fronte a questa pratica antica mentre esploravamo i tesori naturali, le calette selvagge e l’ex carcere di massima sicurezza dell’Asinara. Consigliamo di prenotare per tempo l’escursione, specialmente in alta stagione. I prezzi variano dai 90 ai 110 euro a persona ed è compreso anche il pranzo.
Perché dovresti visitare l’Asinara
Senza dubbio, l’isola dell’Asinara è il posto ideale per una vacanza all’insegna del relax e per staccare completamente la spina. La macchia mediterranea domina il paesaggio e le sue acque cristalline offrono un rifugio perfetto dal caldo. Inoltre, l’isola possiede una storia incredibile: abitata fin dal Neolitico, ebbe un ruolo importante nel Mediterraneo durante il Medioevo e divenne poi un carcere nel XX secolo, fino a quando nel 1997 venne fondato il Parco Nazionale. Ecco perché per noi, l’Asinara è molto più di una semplice destinazione turistica: è il miglior biglietto da visita per scoprire appieno la bellezza e l’autenticità della Sardegna. Okay, non ti teniamo più sulle spine! Ora vediamo insieme cosa vedere assolutamente sull’isola.
Cosa vedere nell’Isola Asinara
Gli asinelli bianchi
Una delle cose che rende l’Asinara veramente speciale sono gli animali che vivono allo stato brado. Asinelli, tra cui un esemplare albino (incontrato appena giunti a Cala d’Oliva), cavalli, capre e mufloni vagano liberamente per i sentieri.
Piccola curiosità: l’unico residente umano dell’Asinara è Mereu, uno scultore. Nell’isola potrai osservare anche le sue bellissime opere.
Le splendide cale, una più bella dell’altra
Le meravigliose calette dell’Asinara sono dei gioelli incontaminati che ti lasceranno senza fiato!. Tra le più belle possiamo annoverare Cala Sabina, Cala Reale e Cala D’Oliva. Forse, non abbiamo mai visto fondali così belli e puliti come quelli di queste spiagge. Ogni tuffo è un incontro ravvicinato con tantissimi pesci, quindi non dimenticare di portare la maschera!
L’ex Carcere di massima sicurezza
Nel lontano 1885, l’Asinara divenne una colonia penale agricola, dove i detenuti venivano utilizzati per lavorare la terra. Successivamente, nel 1960, fu trasformata in un carcere di massima sicurezza, guadagnandosi il soprannome di “Alcatraz italiana”. La visita a questo luogo storico è gratuita e all’ingresso è presente una guida che brevemente spiega la storia del carcere e dell’isola.
L’ex carcere è un complesso di diverse strutture dove è possibile vedere il cortile dove i detenuti trascorrevano il tempo libero, le celle e l’infermeria. L’atmosfera è macabra e suggestiva e la visita ti farà fare un viaggio nel tempo, coinvolgente e allo stesso tempo riflessivo attraverso la scoperta di oggetti appartenuti ai detenuti, come documenti scritti, riviste, lettere e posate (impiegate anche come armi bianche). Il luogo ci ha sorpreso positivamente oltre ogni aspettativa.
Con un centinaio di detenuti impiegati nelle fabbriche e nel caseificio, l’Asinara ha ospitato anche un bunker, oggi purtroppo abbandonato, dove un tempo fu imprigionato Totò Riina.
È interessante notare che l’Asinara non è stata solo una prigione, ma anche un luogo sicuro per Falcone e Borsellino, che nel 1985 prepararono qui il maxi processo contro la mafia.
Il CRAMA
Infine, non dimenticare di visitare il CRAMA, “l’ospedale delle tartarughe” e centro di recupero degli animali marini, situato a Cala Reale.
Ti consigliamo di dedicare almeno una giornata intera alla visita dell’isola dell’Asinara, in modo da poterti concedere tutto il tempo per esplorare i suoi luoghi più importanti e significativi.
Per maggiori informazioni sull’isola, visita il sito ufficiale del Parco dell’Asinara.
La Sardegna è una terra che conserva tradizioni antiche, molte delle quali vengono tramandate e tenute in vita grazie a sagre e rituali. Sono centinaia le feste religiose, laiche e di origine pagana che si festeggiano nell’isola, in questo articolo ti racconto quelle più importanti.
Sarebbe impossibile citarle tutte, di seguito troverai le migliori feste della tradizione sarda: quelle a cui dovresti assistere almeno una volta nella vita, per immergerti totalmente nella cultura millenaria della Sardegna.
Le feste tradizionali della Sardegna – 2024
La tradizione del Carnevale in Sardegna: fuochi di Sant’Antonio e Mamuthones
Dimentica tutto quello che pensi di sapere sul Carnevale, perché qui in Sardegna è fatto di maschere, grandi pellicce, campanacci e tanto vino. I nostri antenati veneravano la Terra, la ciclicità della Natura e di conseguenza dei raccolti; con il tempo, per via dell’evoluzione culturale e religiosa questo momento dell’anno è stato dedicato a Sant’Antonio, e il 17 Gennaio si accendono i fuochi in suo onore: grandi focolai che illuminano i paesi della Barbagia.
In questo giorno così importante per il popolo sardo, fanno la loro uscita ufficiale i Mamuthones con gli Issohadores, le maschere di Mamoiada, sopravvissute nei secoli grazie ai racconti orali dei nostri anziani. Con i visi coperti da maschere grottesche intagliate sapientemente nel legno, sotto chili e chili di campanacci e pellami, i Mamuthones danzano intorno ai fuochi, chiedendo alla Terra un’annata agraria fruttuosa. Questo è uno spettacolo incredibile, emozionante e toccante, che ti permetterà di entrare in contatto con la parte più autentica della nostra isola.
Non mancano i festeggiamenti anche nei paesi vicini, a Ottana si possono ammirare le maschere dei Boes e Merdules che ci raccontano del legame tra l’uomo e l’animale, i Thurpos di Orotelli che indossano il tipico giubbotto di orbace dei pastori sardi. Le maschere hanno una preziosa e antica storia, se ti interessa approfondire o non hai modi di visitare la Sardegna nel mese di gennaio, ti consiglio di scoprirle a Museo delle Maschere Mediterranee di Mamoiada, uno dei musei più importanti della Sardegna.
Sa Sartiglia in Sardegna
Un’altra importante festa che si celebra in Sardegna nel periodo di Carnevale è Sa Sartiglia, una manifestazione equestre che ha radici antichissime. Si svolge l’ultima domenica e il martedì di Carnevale (nel 2024 si è svolta dall’11 al 13 febbraio) e il protagonista è Su Componidori, che verrà preparato dalle donne vestite con gli abiti tradizionali, e indosserà una maschera androgina. Una volta finita la vestizione, che rimane un rito impenetrabile e riservato a pochissimi eletti, Su Componidori salirà in sella al cavallo per centrare il suo bersaglio, appeso a un nastro verde. Il gioco richiama quello cavalleresco della giostra. Durante il corso delle giornate saranno tante le esibizioni e le acrobazie dei cavalieri della Sartiglia, una festa emozionante e di grandissima importanza per il popolo sardo.
La più importante festa tradizionale in Sardegna: Sant’Efisio
Tra le più importanti feste tradizionali sarde troviamo quella di Sant’Efisio.
Dal 1652, ogni primo maggio, la Festa di Sant’Efisio riunisce migliaia di persone non solo dalla Sardegna, ma da tutto il mondo, che arrivano a Cagliari per omaggiare il Santo patrono della città, e per ammirare la sfilata dei costumi tradizionali provenienti da tutta l’isola. La festa del Santo è sicuramente molto sentita dai cagliaritani, che da secoli lo festeggiano per aver liberato la città dalla peste.
La sfilata parte dalla Chiesa di Sant’Efisio nel quartiere storico di Stampace, per poi concludersi nella chiesa di Nora a Pula, dove il Santo aveva subito il martirio.
La sfilata è un tripudio di colori, petali di rose, gioielli d’oro in filigrana, abiti finemente decorati tramandati per generazioni, carri trainati da buoi, uomini a cavallo, e un’energia incredibile che unisce veramente tutti. La festa di Sant’Efisio inizia il primo maggio quando il Santo viene scortato dal corteo e dai fedeli alla Chiesa di Pula, dove rimarrà fino al 4 maggio, per poi essere riportato a Cagliari. Questa è sicuramente la festa più importante in Sardegna, ti consiglio di vederla almeno una volta nella vita, non te ne pentirai.
Feste tradizionali in Sardegna d’estate: Faradda e la corsa degli scalzi
La discesa dei candelieri, O Faradda, è una delle feste più prestigiose in Sardegna e si svolge alla vigilia di Ferragosto a Sassari (la sera del 14 agosto 2024), in onore della Madonna dell’Assunta. Il rituale originale prevedeva che la cera, proveniente dalla Chiesa Santa Maria di Pisa, venisse portata alla Cattedrale di Sassari dai Gremi, ossia i rappresentanti delle varie arti e mestieri, per poi essere plasmata con le rappresentazioni di scene bibliche e dei santi. Una volta sistemata su una lunga trave di legno, veniva portata in processione dai fedeli.
Oggi la tradizione legata alla cera è andata persa, ma la processione e il voto che va avanti da migliaia di anni continuano a esistere, così come la vestizione dei Candelieri e dei Gremi, rendendo questa festa una delle più importanti e sentite dell’isola.
La Corsa degli Scalzi a San Salvatore di Sinis
Quando Agosto lascia posto a Settembre il paesino semi deserto di San Salvatore prende vita grazie alla Corsa degli Scalzi, la festa che anima la costa ovest della Sardegna al termine del mese piu caldo dell’anno. Tra religione e folklore la Corsa degli Scalzi unisce gli abitanti di Cabras e paesi vicini: i protagonisti della manifestazione sono i curridores: uomini vestiti con una tunica bianca e una corda in vita, che onorano San Salvatore portando il suo simulacro da Cabras a San Salvatore di Sinis, correndo a piedi nudi per 9 km.
Nel 2024 la Corsa degli Scalzi si svolge il 2 settembre.
San Salvatore
Sagre in Sardegna
Oltre alle feste tradizionali, in Sardegna ci sono tante sagre dedicate alla scoperta dell’artigianato e del cibo locale; quello che rende simili feste religiose, sagre e manifestazioni folkloristiche, è la voglia di festeggiare, stare insieme e mangiare e bere in compagnia!
Dovendo viaggiare in Sardegna nel periodo autunnale, potresti scoprire tutta la parte interna dell’isola partecipando alle tappe di Cortes Apertas: l’evento comunemente chiamato Autunno in Barbagia (9-10 novembre 2024). I paesi barbaricini aprono letteralmente le cortes, ossia le case, a chiunque voglia scoprire la loro storia: ci sono artisti, mostre e collezioni private, c’è chi arrostisce per le strade e chi propone i suoi prodotti artigianali, insomma una vera e propria immersione nella cultura del paese di turno.
Un altro evento molto particolare si svolge tra Maggio e Giugno a Muravera: la Sagra degli Agrumi (24-28 aprile 2024) apre le porte alla stagione turistica nel Territorio del Sarrabus, con sfilate, parate dei gruppi folkloristici provenienti da tutta l’isola e l’inconfondibile suono delle Launeddas, strumento a fiato originario dell’isola.
Tra le ricorrenze legate al paganesimo, molto sentite in Sardegna, troviamo la notte di San Giovanni: secondo la sua tradizione di famiglia, tra il 23 e il 24 Giugno, ognuno raccoglie le erbe come elicriso, mirto, lavanda, fiori di iperico per fare l’acqua di San Giovanni.
Come avrai capito, di feste in Sardegna ce ne sono davvero tante; queste sono solo alcune delle più importanti, partecipare ti permetterà di entrare in contatto con l’anima autentica dei sardi e dell’isola.
Oltre a spiagge, borghi e trekking, aggiungere l’idea di visitare i nuraghi come un vero e proprio itinerario è una scelta azzeccatissima per conoscere la Sardegna e la sua storia. È facile vedere queste costruzioni guidando per qualsiasi strada dell’Isola, ma noi ti vogliamo indicare quelli che secondo noi vale la pena visitare perché meglio conservati, più belli e interessanti da vedere.
Nuraghi in Sardegna: cosa sono?
I nuraghi sono delle vere e proprie costruzioni megalitiche in pietra antica tipiche della nostra Sardegna, risalenti al secondo millennio a.C.. Fanno pensare ai castelli medioevali con i loro bastioni e le loro mura, solo che hanno una forma circolare.
Nuraghi: chi li ha costruiti
L’archeologia si avvale delle prove indirette che si ottengono da studi su scavi, ritrovamento di materiali e fuochi; ecco perché purtroppo non ci sono fonti scritte e ancora oggi sono tanti i misteri che avvolgono il mondo degli antichi sardi. Quindi alla domanda chi ha costruito i nuraghi, possiamo solo rispondere: una civiltà preistorica, chiamata nuragica, che nacque e si sviluppò in tutta la Sardegna durante la media e tarda età del bronzo e nell’età del ferro (1700-700 a.C. circa), che chiamiamo così proprio per i nuraghi, le sue costruzioni più tipiche.
Perché i sardi costruivano i nuraghi in pietra?
L’obiettivo principale di ogni popolo, incluso quello nuragico, era quello di prendere il possesso del territorio, per poi marcarlo con le proprie vestigia. La funzione dei nuraghi però non è chiarissima. Sappiamo solo che in un periodo storico sono stati luoghi di culto a disposizione del villaggio.
In ogni caso, è assodato che i nuraghi abbiano avuto ulteriori utilizzi successivi nell’arco della loro esistenza. Ma la vera domanda è: come sono stati costruiti, e soprattutto in quanti anni? Ci dispiace deluderti ma purtroppo non si sa nulla. Rimane ancora un mistero il trasporto e la posa dei blocchi di basalto.
Quanti nuraghi ci sono in Sardegna?
I nuraghi in Sardegna caratterizzano il paesaggio delle campagne dell’isola: se ne contano circa 7000 sparsi in tutta l’isola. Diversi sono sepolti sotto il fango mentre altri sono stati distrutti tantissimi anni fa. Ecco quali sono quelli più interessanti da vedere.
Il Nuraghe Losa ad Abbasanta è quello che ci ha sorpreso di più, forse per la sua particolare forma e per essere uno dei nuraghi meglio conservati dell’isola. Il nuraghe Losa, detto anche “su nurache ‘e sas losas”, si chiama così per le urne cinerarie di epoca romana che si trovano fuori dal villaggio, non lontane dal muro di cinta. Un’altra curiosità è che il villaggio era ancora in uso nel Medioevo!
La prima cosa che salta all’occhio durante la visita guidata sono i mensoloni a terra che in origine erano disposti sulla parte alta della terrazza del nuraghe. Sappi che ci potrai salire dall’interno attraverso una rampa di scale e goderti una vista pazzesca sulla cornice antemurale.
Inoltre abbiamo scoperto che il nuraghe è sempre abitato: pipistrelli, ragni, taccole e tantissime lucertole. Il consiglio che ti possiamo dare è quello di visitarlo durante il solstizio.
Ecco nel dettaglio tutte le info utili:
Visita guidata (non obbligatoria) disponibile dalle 9:00 del mattino fino a un’ora prima del tramonto.
Il biglietto intero costa 6€.
Possono entrare anche i cani tenuti al guinzaglio.
E’ chiaro che il nuraghe Arrubiu a Orroli sia tra i più belli e interessanti da visitare perché semplicemente è il più grande della Sardegna. E’ conosciuto come il gigante rosso per la sua struttura, che presenta le varie sfumature del basalto rosso, e per i licheni che colorano le superfici dei suoi muri.
Arrubiu è formato da 22 torrette. L’ingresso è rivolto a sud est, opposto a dove soffia il maestrale, in modo che gli abitanti potessero ripararsi dal vento. Sappiamo che dopo l’abbandono da parte dei suoi costruttori, intorno nel IX secolo a.C., fu ripopolato nel II secolo a.C. dai romani, che lo riadattarono alle loro esigenze.
Il ticket d’ingresso costa 5€ ed è compresa la visita guidata.
È aperto tutti i giorni dalle 09:30 del mattino fino all’ imbrunire.
Il nuraghe Piscu si trova su una collinetta nelle campagne di Suelli, dalla quale puoi ammirare un fantastico panorama. Ci siamo rifatti gli occhi davanti a tanta bellezza per due motivi: il nuraghe è circondato da vallate verdi e distese di praterie che in primavera si colorano di mille sfumature, e passeggiare tra le mura difensive e all’interno delle varie stanze è un’esperienza molto suggestiva.
C’è perfino un pozzo! Nonostante il nuraghe Piscu sia incustodito quindi di libero accesso, è a nostro avviso ben conservato.
Non si può andare via dalla Sardegna senza visitare il Nuraghe Su Nuraxi a Barumini,patrimonio dell’umanità UNESCO. Si tratta di un complesso nuragico composto da un esteso villaggio di capanne; il suo labirinto di stretti sentieri e cisterne è qualcosa di unico.
Il Nuraghe Genna Maria sorge su una collina a 1 km da Villanovaforru. Ci troviamo nel centro sud della Sardegna, immersi in un parco alberato con tanti profumi della macchia mediterranea. All’interno e all’esterno del nuraghe era presente un villaggio, nato attorno al 1000 a.C., costruito utilizzando la stessa pietra del nuraghe.
Gli “abitanti” scapparono a causa di un incendio e non tornarono più, lasciando gli oggetti incustoditi fino alla “conquista” dei romani, che riutilizzarono il nuraghe come santuario. Durante gli scavi sono stati ritrovati tantissimi reperti come coppe di cottura, macine e perfino ossa di animali. Ci hanno sorpreso tantissimo i bacilli circolari ad uso alimentare per l’impasto e un pozzo usato come frigorifero.
La particolarità del nuraghe Genna Maria è che si trova a circa 400 metri sul livello del mare: da qui si vedono 53 paesi della Sardegna, e se il tempo è ottimo è possibile ammirare perfino il Golfo degli Angeli a Cagliari, ma anche quello di Oristano fino alla Giara di Gesturi e ai monti del Gennargentu.
Visite guidate: ogni ora dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 18:00.
Tariffe d’ingresso: intero 4€, ridotto 3€. Per maggiori informazioni ti invitiamo a dare uno sguardo al sito ufficiale
Il pozzo sacro di Santa Cristinaè il luogo più misterioso della Sardegna. Si trova nei dintorni di Paulilatino e all’ interno del parco archeologico in cui si trova è presente anche un bellissimo nuraghe che ti suggeriamo di ammirare al tramonto.
E’ aperto tutto l’anno dalle 08:30 del mattino fino all’imbrunire.
I biglietti si acquistano direttamente nella biglietteria al costo di 5€.
Il territorio della Sardegna offre scenari sempre diversi e unici che spaziano dalle coste alte e frastagliate a quelle sabbiose, Supramonti e cascate, foreste e boschi incontaminati. Sono diverse le aree naturali che meritano una visita, in questo articolo ti porto alla scoperta delle mie preferite, dei parchi naturali regionali e nazionali dell’isola.
Parchi naturali Sud Sardegna
Iniziamo la scoperta dei parchi naturali dal sud della Sardegna.
Il Parco dei Sette Fratelli dista circa un’ora di auto da Cagliari e prende nome dalle sette cime delle sue montagne. Un’oasi verde tra le preferite dai locali per una passeggiata in mezzo alla natura. Protagonista di questo parco è il cervo sardo, è infatti molto comune avvistare questo meraviglioso animale nel suo habitat naturale durante le escursioni. Tra le attrazioni del parco nella località Maidoppis, si può visitare un giardino botanico accessibile anche ai non vedenti. Non mancano attrezzature da picnic e barbecue, ma anche siti di interesse archeologico come la tomba dei giganti Is Concias.
Ricordati di accendere il fuoco solo nelle aree autorizzate.
Il complesso forestale di Monte Arcosu rappresenta la foresta di macchia mediterranea più estesa del bacino mediterraneo, ed è anche parte del Parco regionale del Gutturu Mannu.
Si trova a circa 20 km da Cagliari ed è uno dei parchi naturali più belli della Sardegna; la vegetazione, molto ricca, è composta da leccio, sughera e piante tipiche dell’isola come mirto, cisto e corbezzolo, il posto perfetto per immergersi nella macchia mediterranea e stare a contatto con la natura. Nel sito ufficiale della riserva WWF trovi gli orari per le visite.
Monte Arcosu
Nel territorio del Campidano troviamo il Monte Arci, composto da tre vette di origine vulcanica. Questo monte è stato molto importante per la storia della Sardegna per via dell’ossidiana, o come la chiamavano gli antichi l’oro nero. Non solo era una merce di scambio ma serviva per costruire armi da guerra come le punte di ossidiana che si possono osservare al museo archeologico di Cagliari. Nel paese di Pau si può visitare l’unico museo dedicato all’ossidiana in Europa, e passeggiare nella via dell’ossidiana, una parte del monte con il suolo ricoperto da questo incredibile vetro nero. Ti consiglio di vederla insieme a una guida del museo per capirne l’importanza e apprezzarla al massimo.
Monte Arci
Parchi naturali vicino a Cagliari
Se ti trovi a Cagliari e non hai modo di spostarti in auto per visitare i parchi di cui ti ho appena parlato, ne trovi uno nell’area metropolitana, si tratta dell’area umida di Molentargius. Questo è uno dei siti più importanti del bacino mediterraneo per via della nidificazione dei fenicotteri, le mascotte della città ormai. Un posto perfetto per isolarsi dal caos cittadino e immergersi nella flora e nella fauna locale.
Molentargius
I parchi naturali regionali della Sardegna
Oltre al Parco del Gutturu Mannu e quello di Molentargius a Cagliari, tra i parchi naturali regionali della Sardegna ci sono il Parco di Tepirola, che si estende nei comuni di Bitti, Lodè, Posada e Torpè, con sentieri e corsi d’acqua incontaminati, e il Parco di Porto Conte, di cui ti ho parlato anche nell’articolo 9 cose da vedere ad Alghero in tutte le stagioni. Porto Conte si trova a 20 km da Alghero e rappresenta uno scrigno di biodiversità ricchissimo, è anche uno dei pochi luoghi rimasti di nidificazione del grifone.
Parco di Porto Conte
Parchi nazionali in Sardegna
Tra i Parchi nazionali più belli della Sardegna troviamo due luoghi meravigliosi e unici, ricchi di storia: L’Arcipelago di la Maddalena e l’Asinara.
L’Arcipelago di la Maddalena si posiziona da sempre come una delle zone più suggestive dell’isola, non solo grazie ai millenni di storia che conserva, ma anche per la varietà e l’unicità del suo territorio, per esempio hai mai sentito parlare della spiaggia rosa di Budelli?
Arcipelago di La Maddalena
L’Asinara è un’isola del Mar Mediterraneo e si trova a nordovest della Sardegna, facilmente raggiungibile in traghetto da Stintino. Famosa per essere stata negli anni anche una prigione penitenziaria, oggi il suo territorio incontaminato fatto di coste frastagliate e una fitta macchia mediterranea è abitato perlopiù dagli asinelli albini e dai cavalli dell’Asinara.
Se visiti questa zona dell’isola non mancare di fare una gita qui perché vale davvero la pena.
Il Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna
Dichiarato patrimonio UNESCO nel 1998 e primo parco minerario al mondo, il parco geominerario storico ambientale della Sardegna è una delle particolarità e ricchezze più importanti dell’isola. Un incredibile e vasta peculiarità ambientale, biologica e geologica traspare dai diversi siti minerari, culturali, naturali e storici che si possono visitare al suo interno. Per scoprirli tutti ti consiglio di visitare il sito ufficiale del parco geominerario.
Spero che questo viaggio tra i Parchi naturali più belli della Sardegna ti sia piaciuto e ti abbia ispirato, ricordati che in Sardegna ci sono destinazioni e proposte per tutti i gusti. Se cerchi altri consigli per organizzare il resto della tua vacanza, dai un’occhiata ai miei articoli su questa destinazione.
Alghero è una delle mete più ambite nel Nord Sardegna; capitale della riviera del corallo, offre tantissimi scenari: aree archeologiche, ristoranti tipici, una forte influenza catalana, tramonti incredibili come quello su Capo Caccia e ovviamente spiagge bellissime.
Dove andare al mare ad Alghero
Sono tanti i posti dove andare al mare vicino ad Alghero, tra poco ti svelo i miei preferiti.
La spiaggia del lido di Alghero è la scelta migliore se cerchi un posto raggiungibile a piedi dal centro. Questa spiaggia abbraccia tutto il litorale della città, vi troverai diversi lidi, stabilimenti e locali dove fare un aperitivo vista mare. Il fondale è sabbioso e poco profondo, sempre animato da tantissime persone del posto. Per un’esperienza da vero local prendi una focaccia dal Milese e mangiala con i piedi a mollo.
Lido di Alghero
Le migliori spiagge vicino ad Alghero
Iniziamo subito il nostro viaggio attraverso le spiagge migliori vicino ad Alghero con una delle più conosciute e caratteristiche: le Bombarde.
Questa spiaggia è servita di ogni comfort: dal grande parcheggio agli stabilimenti, dista soltanto 10 km dal centro di Alghero. Qui il fondale dirada rapidamente, i colori spaziano dalle tonalità dell’azzurro a quelle del verde; delimitata da bellissime scogliere e boschi ricchi di macchia mediterranea, perfetti per gli amanti dei riposini pomeridiani al fresco.
Nelle vicinanze ti consiglio di visitare uno dei siti archeologici più importanti della Sardegna: il Nuraghe Palmavera. Se il tempo lo permette tra un tuffo l’altro, potresti anche recarti in una delle necropoli più grandi dell’isola: Angelu Ruju.
Nel territorio circostante Alghero potrai ammirare uno scrigno di biodiversità tra i più belli dell’isola: il Parco di Porto Conte, un’area molto vasta e unica nel suo genere dove ti consiglio di fare assolutamente una tappa durante la tua vacanza.
La vegetazione del Parco fa da cornice a un’altra delle spiagge migliori vicino ad Alghero: la spiaggia di Torre del Porticciolo.
Spiaggia Torre del Porticciolo
Dominata dalla Torre Aragonese, questa spiaggia a forma di mezzaluna è perfetta per chi cerca un posto immerso nella pace della natura. Si raggiunge con un breve tratto a piedi dopo aver lasciato l’auto nel parcheggio gratuito. L’arenile è un mix di sabbia fine e ciottoli levigati dal mare, il fondale basso offre incredibili sfumature turchesi, se sei amante dello snorkeling porta maschera e boccaglio!
Quali cale vedere vicino ad Alghero
Se come me sei amante delle calette, ti svelo la mia cala preferita nei dintorni di Alghero: Cala Dragunara, un tesoro nascosto tra la macchia mediterranea, o meglio, un piccolissimo tesoro nascosto. Ecco perché consiglio di visitarla la mattina presto o al tramonto, essendo molto piccola i parcheggi e i posti sulla sabbia sono molto limitati.
Il fondale cristallino presenta colori incredibili, mi meraviglia ogni volta, per diversi metri è basso e roccioso.
L’unico servizio che troverai è un piccolo bar e un vecchio molo da cui tuffarti o prendere il sole se non trovi posto in spiaggia.
Cosa fare nei dintorni di Alghero
Tra le cose da fare nei dintorni di Alghero mentre si visitano le sue spiagge più belle, organizza assolutamente una gita nello scenario minerario dell’Argentiera. Questo territorio oggi è considerato un piccolo villaggio fantasma, la fitta vegetazione fa da cornice agli antichi ruderi della vecchia miniera. Tra le scogliere troverai Cala dell’Argentiera; la Cala si divide in due spiagge, una più grande e molto vicina al paese e una più raccolta: Cala Onano, anche questa perfetta se ami lo snorkeling e la natura selvaggia.
Ora sto per parlarti di una delle mie spiagge preferite dell’isola, ma inizio col dirti che non è facile da raggiungere perché si trova ai piedi di una scogliera. La spiaggia di Rena Majore della Nurra si presenta ai piedi di una vista incredibile, sarò ripetitiva ma i colori di alcune spiagge della Sardegna sono davvero memorabili. Dopo aver lasciato l’auto nei parcheggi gratuiti bisogna affrontare una discesa abbastanza ripida e ovviamente al rientro ci sarà la salita, niente di impossibile ma porta dell’acqua fresca e scarpe comode, ne varrà la pena.
Quali spiagge vedere nei dintorni di Alghero
L’ultima spiaggia che voglio consigliarti dista un’ora di auto dal centro della città, circa 50 km di viaggio che valgono assolutamente la meta finale. La Pelosa è una delle spiagge più belle della Sardegna, motivo per cui nei mesi estivi è sempre molto affollata, quindi ti consiglio se ne hai la possibilità, di andarci in bassa stagione o di assicurarti di prenotare il tuo posto. Per essere preservata infatti il comune di Stintino permette l’accesso solo tramite prenotazione e pagamento e bisogna essere in possesso di una stuoia, non del classico asciugamano, per evitare di disperdere la poca sabbia rimasta. I colori della Pelosa, sopratutto alle ore di punta sono unici nelle loro sfumature. Se non dovessi trovare posto qui, accanto trovi la bellissima e gratuita spiaggia la Pelosetta.
La Pelosa
Da Stintino puoi anche organizzare una gita presso il Parco nazionale dell’Asinara, visitabile via mare e via terra, uno dei luoghi più importanti e belli da vedere in Sardegna.
Spero che questa guida alle spiagge più belle vicino ad Alghero ti sia stata utile, forse può interessarti anche il mio articolo su nove cose da vedere ad Alghero in tutte le stagioni. Se invece hai bisogno di ispirazione per il tuo viaggio in Sardegna dai uno sguardo qui.
Partiamo insieme alla scoperta di una delle città più particolari della Sardegna, tra aree protette, falesie e spiagge sabbiose, antiche mura storiche e grotte appartenute agli Dei! Ti porto ad Alghero!
Probabilmente appena arrivato ad Alghero, ti sembrerà di essere finito in Spagna, questa città è infatti soprannominata la Barceloneta sarda. Ci troviamo a Nord Ovest della Sardegna, Alghero è una delle città più belle e particolari dell’isola, capoluogo della Riviera del Corallo. Meta amata da sardi e turisti per le innumerevoli bellezze che ha da offrire, prima tra tutte la luce dei suoi tramonti.
Alghero ha conservato, oltre alle mura storiche, una forte influenza catalana, l’aspetto multiculturale si respira fin da subito. I suoi abitanti parlano catalano nella variante algherese, per le stradine colorate del centro si beve vino tinto e si mangiano tapas.
Cosa vedere assolutamente ad Alghero in tutte le stagioni
Pronto a scoprire la città? Iniziamo dalle mura storiche perfettamente intatte, come le varie torri che ancora dominano il paesaggio, una volta attraversate possiamo immergerci nel vivace centro storico di Alghero brulicante di negozietti, botteghe e locali. Tra questi noterai subito molte realtà che vendono bellissimi gioielli e souvenir di corallo, devi infatti sapere che la città è il capoluogo della Riviera del Corallo: si tratta di una parte di costa famosa fin dall’Antica Roma per la ricchezza di corallo rosso nel mare, che ancora oggi viene estratto e lavorato per essere poi trasformato in quelle piccole opere d’arte che colorano di rosso le vetrine di Alghero.
Il centro storico
Tra le vie del centro fermati per un aperitivo con tapas in Piazza Civica, affacciati nei vicoli, mangia un bel piatto di paella, visita la Cattedrale di Santa Maria che riconoscerai sicuramente per la sua particolare facciata neoclassica, e lasciati guidare dal profumo di salsedine che ti condurrà fino ai bastioni. Una volta raggiunti i bastioni che affacciano sul mare blu di Alghero goditi il paesaggio, scatta qualche foto ricordo e lasciati incantare, trova un angolino comodo e goditi uno dei tramonti più belli in Sardegna.
Il tramonto su Capo Caccia
Abbiamo parlato di tramonti, devi sapere che quelli di Alghero sono i più famosi dell’isola, spettacoli di luci e colori totalmente gratuiti. Che tu scelga di guardarlo dai bastioni del centro con una birra alla mano, da uno dei tanti locali con terrazza panoramica, o dal famoso Riservato Beach Bar: locale letteralmente sul mare (ti consiglio di andare con largo anticipo perché è molto frequentato), sarà sempre spettacolare. Se posso consigliarti quello più apprezzato e a detta di molti il più bello in assoluto, vai a goderti il tramonto dal belvedere Capo Caccia, il promontorio di roccia calcarea che insieme a Punta Giglio incornicia Porto Conte.
Il Parco di Porto Conte
Il Parco regionale di Porto Conte è uno scrigno di biodiversità ad appena 20 km da Alghero: cinquemila ettari di patrimonio ambientale tra specie protette, vegetazione, falesie e spiagge, l’area marina di Capo Caccia. Sai che un tempo questa terra era chiamata l’Arca di Noè? Per via della varietà di animali presenti. Oggi parte dell’area è protetta ed è necessario visitarla con guide esperte in modo da non rischiare di intaccare il territorio. Per approfondimenti e informazioni sulle visite clicca qui.
Le spiagge
Premettendo che Alghero è bella in tutte le stagioni, sicuramente è una meta estiva molto frequentata per via delle sue spiagge e calette una più bella dell’altra. Nel caso tu sia in città d’estate ti consiglio di recarti in spiaggia molto presto per assicurarti un parcheggio e soprattutto un posto. Tra le spiagge più conosciute abbiamo le Bombarde, i 20 metri di spiaggia rossa a Porto Palmas, il litorale di Porto Ferro, la spiaggia di Maria Pia. Se ti piacciono le calette intime e molto piccole ti consiglio la mia preferita: Cala Dragunara. Insomma ovunque tu scelga di andare avrai l’imbarazzo della scelta. Se il tempo e la stagione lo permettono ti consiglio anche di affittare un gommone o prenotare una gita in mare per scoprire il territorio da una prospettiva diversa. Leggi anche il nostro articolo sulle spiagge più belle di Alghero.
Cala Dragunara
Mangiare una focaccia sul litorale
Ora ti consiglio uno dei cliché da vivere ad Alghero: fai la fila fuori dallo storico locale Il Milese e fatti fare una bella focaccia ripiena, dopodiché attraversa la strada e mangiala mentre passeggi nella Spiaggia del Lido, a due passi dal centro. Il bello di Alghero è che il mare non ti lascia mai, la sua spiaggia principale che costeggia parte della città ricorda vagamente Barcellona e un po’ Miami, il posto perfetto per riposarsi e bere una cerveza in compagnia!
Nuraghe Palmavera
Un’importante area archeologica ad appena un km dal mare, il Nuraghe Palmavera oltre a essere uno dei complessi più importanti ad essersi conservati fino a oggi è anche il posto perfetto per scoprire l’abilità e l’ingegno della civiltà nuragica. È possibile visitare il Nuraghe tutto l’anno, tranne il giorno di Natale, io ti consiglio anche l’audio guida per fare un’esperienza più completa e capire meglio la valenza storica di questo monumento. Per maggiori informazioni su orari e biglietti consulta il sito ufficiale del Nuraghe.
Necropoli di Anghelu Ruju
E se da una parte abbiamo uno dei complessi nuragici più importanti della Sardegna, qui troviamo una delle necropoli più grandi. La Necropoli di Anghelu Ruju permette al visitatore di comprendere il profondo legame con il mondo dei defunti che si viveva in passato, sono quasi 40 le tombe rinvenute in quest’area, un numero davvero elevato. Nonostante siano complessi sepolcrali, la tradizione sarda continua a definirle Domus de Janas, ossia case delle fate, in base agli antichi racconti infatti questi spazi ricavati dalla roccia appartenevo a questi esseri magici. Orari e info precise qui.
Grotte di Nettuno
Gira voce che in queste grotte a pochi chilometri da Alghero, si rifugiasse il Dio Nettuno, motivo per cui Re, Principesse e figure di spicco hanno desiderato entrarci a loro volta. Ancora oggi le Grotte di Nettuno sono uno dei posti più visitati della zona, la loro incredibile bellezza naturale è sconvolgente, lo scenario da cui sono circondate le ha rese parte integrante del Parco Regionale di Porto Conte. È possibile visitare la Grotta arrivando via mare oppure affrontando i suoi 654 gradini!!
Da vedere nei dintorni
Oltre alla caratteristica città di Alghero ci sono posti unici e davvero interessanti da visitare nei dintorni, io ti consiglio di dedicare una giornata alla scoperta dell’isola dell’Asinara, ricca di storia e chilometri di natura incontaminata, oggi Parco Nazionale. Qui potrai passare la giornata in compagnia degli iconici asinelli bianchi dell’Asinara, se è la prima volta ti consiglio il giro in 4×4. Immancabile se si è da queste parti, un tuffo nella famosa spiaggia La Pelosa a Stintino, se vai in piena estate meglio prenotare e assicurarti di avere una stuoia, obbligatoria per entrare in spiaggia. Infine puoi organizzare una gita nel territorio dell’Argentiera per ripercorrere i passi dei minatori, e una visita nel borgo medievale e storico di Castelsardo.
Isola dell’Asinara
Scommetto che ti è venuta voglia di visitare Alghero, vero? Allora cerca subito il tuo volo con Volotea e parti alla scoperta dell’isola! Se ami la Sardegna, forse può interessarti anche l’articolo sulle 10 cose da fare nella splendida Gallura.