Venezia, città sospesa tra sogno e realtà, affascina da sempre artisti e scrittori. I canali misteriosi, i palazzi antichi e le atmosfere romantiche ne hanno fatto un palcoscenico ideale per raccontare storie d’amore, intrighi, lotte e misteri e molte di queste vicende sono finite nelle pagine più famose della letteratura o sul grande schermo, pronte per essere amate da migliaia di lettori e spettatori.
I luoghi di Venezia tra cinema e letteratura
Immagina di passeggiare tra le stesse calli dove Casanova intrecciava le sue avventure amorose, di affacciarti dallo stesso ponte da cui Thomas Mann osservava la laguna o di assistere a un inseguimento tra archeologi e nazisti lungo il Canal Grande.
Venezia è anche questo, un luogo dove letteratura e cinema prendono vita, quindi ecco i luoghi più celebri della laguna comparsi tra le pagine dei libri o sul grande schermo.

Il Canal Grande
Il Canal Grande, con le sue acque che serpeggiano tra palazzi storici e gondole, è l’anima pulsante di Venezia. Questo sinuoso corso d’acqua, lungo circa 3,8 chilometri, divide in due la città e ne è l’indiscusso protagonista quando si parla di vie di comunicazione.
Nato come canale navigabile nel Sesto secolo, il Canal Grande si è presto trasformato in uno dei cuori commerciali della Serenissima. È qui, infatti, che merci provenienti da tutto il mondo transitavano fino ad arrivare nei numerosi magazzini e fondachi che si affacciavano proprio sulla principale “strada di Venezia”, come il Fondaco dei Tedeschi o il Fondaco Dei Turchi, oggi sede del Museo di Storia Naturale.
I palazzi che si specchiano nelle sue acque sono un vero e proprio museo a cielo aperto, testimoni di eventi storici, feste sontuose e intrighi politici: dalle gotiche eleganze di Ca’ d’Oro alle barocche magnificenze di Palazzo Grimani, ogni edificio racconta infatti una storia, un’epoca o una famiglia che ha reso grande Venezia.
Nel corso dei secoli, il Canal Grande è stato immortalato da pittori, scrittori e fotografi e la sua immagine è diventata un’icona riconosciuta in tutto il mondo, simbolo di Venezia e della sua ineguagliabile bellezza. Non sorprende, quindi, che compaia almeno una volta in tutti i film ambientati o girati in città. È il caso di “Tutti dicono I love you”, di Woody Allen; “Casanova”, di Lasse Hallström; “Casino Royale”, capitolo del 2006 di 007; e “The Tourist”, di Florian Henckel von Donnersmarck, un thriller romantico che vede protagonisti Angelina Jolie e Johnny Depp. In quest’ultimo film compaiono inoltre la stazione ferroviaria di Santa Lucia e il Fondaco dei Turchi, sempre affacciati sul Canal Grande, ma anche l’Hotel Danieli e la Collezione Peggy Guggenheim.

Il Ghetto ebraico
Il Ghetto di Venezia è molto più di un semplice quartiere ebraico: è un concentrato di storia ed è il luogo nel quale ha origine il termine “ghetto”, una parola che fa riferimento al “getto” della fonderia che si trovava in questa zona e che è entrata poi nel lessico comune per indicare i quartieri in cui venivano confinati gli ebrei.
Il Ghetto, un microcosmo di grande vitalità culturale e religiosa dove gli ebrei hanno preservato e continuano a preservare le loro tradizioni e la loro identità, come molti altri luoghi della città è stato set cinematografico e un palcoscenico letterario.
Una delle opere più famose ambientate in questa zona è senza dubbio “Il Mercante di Venezia” di William Shakespeare, che racconta la storia del ricco ebreo Shylock, protagonista di una vicenda che lo porterà a confrontarsi con l’antisemitismo e l’intolleranza. La tragedia vanta quasi quaranta trasposizioni cinematografiche e televisive, tra lungo e cortometraggi.
Un’altra storia che ha reso il Ghetto di Venezia protagonista della sua narrazione è quella raccontata in “Senso” di Luchino Visconti, film ispirato all’omonima novella di Camillo Boito. In questo dramma, ambientato nella Venezia del 1866, il ghetto diventa lo scenario di una storia d’amore tra una nobildonna veneziana e un ufficiale austriaco. Tra le altre location della pellicola anche il Teatro La Fenice e l’Arsenale.

Il Ponte di Rialto
Il Ponte di Rialto, con la sua inconfondibile sagoma bianca e le botteghe che lo adornano, è un altro dei simboli di Venezia. Questo ponte, che collega i sestieri di San Marco e San Polo, esisteva già nel Dodicesimo secolo come struttura in legno, ma fu più volte ricostruito a causa di incendi e crolli. La struttura attuale, in pietra d’Istria, risale al Sedicesimo secolo ed è opera dell’architetto Antonio da Ponte.
A due passi dal celebre mercato del pesce — un luogo brulicante di vita e di colori, che ha ispirato poeti e artisti —, il ponte è apparso più volte nei film e nei libri che coinvolgono Venezia. È il caso “Anonimo Veneziano“, pellicola del 1970 diretta da Enrico Maria Salerno e sceneggiata da Giuseppe Berto, che qualche anno dopo pubblicò il libro omonimo.

Piazza San Marco
Piazza San Marco, il cuore di Venezia, è molto più di una semplice piazza: è un salotto a cielo aperto, un palcoscenico dove da secoli si intrecciano storia, arte e vita quotidiana e che è diventato un’icona riconoscibile in tutto il mondo, complice anche la splendida Basilica, vero e proprio simbolo di Venezia.
Testimone di incoronazioni, feste e processioni, la piazza ha fatto più volte da sfondo a storie che ci hanno tenuto con il fiato sospeso, al cinema o tra le pagine di un libro. A immortalarla, tra i tanti, “Nosferatu a Venezia“, un horror del 1988 diretto da Augusto Caminito e dove la piazza viene mostrata in tutta la sua inquietante bellezza in una Venezia nebbiosa e misteriosa. Più di recente, nel 2019, Piazza San Marco è comparsa anche in “Spider-Man: Far From Home“, nel quale il giovane Peter Parker si ritrova in laguna durante una gita scolastica.
A unire cinema e letteratura è invece Dan Brown, che ha scelto Venezia come una delle ambientazioni per il suo romanzo “Inferno“. Nel film tratto dal libro, uscito nel 2016, Tom Hanks nei panni di Robert Langdon si ritrova infatti a decifrare uno dei tanti enigmi proprio all’interno della Basilica di San Marco.
E rimanendo in Piazza San Marco, non si può non citare la Biblioteca Nazionale Marciana, comparsa anche in “The Tourist”, e il Grancaffè Quadri, un’autentica istituzione in città. Fondato nel 1638, questo locale ha accolto nel corso dei secoli scrittori, artisti e celebrità di ogni genere, diventando un punto di riferimento per l’alta società e un simbolo dell’eleganza veneziana tanto da comparire anche nel già citato “Senso” di Visconti.

Palazzo Ducale
Palazzo Ducale, un gioiello dell’architettura gotica veneziana, è da secoli il simbolo del potere e dello splendore della Serenissima. Nato come fortezza nel Nono secolo, l’edificio ha subito numerose modifiche e trasformazioni seguendo le vicende della Repubblica di Venezia e i diversi stili che hanno caratterizzato l’architettura cittadina.
Residenza dei dogi, sede del governo e palcoscenico di eventi storici di grande rilevanza, con le sue sale ornate da affreschi e opere di maestri come Tintoretto e Tiziano, Palazzo Ducale è comparso più volte in alcune delle storie più celebri del cinema e della letteratura a partire da una delle più amate tragedie di Shakespeare: “Otello”. A raccontare la storia del Moro di Venezia, geloso e manipolato, anche oltre venti versioni cinematografiche: la prima nel 1906, l’ultima nel 2009, passando per la celeberrima del 1952 diretta da Orson Welles, che porta sullo schermo anche l’affascinante scala elicoidale di Palazzo Contarini del Bovolo.
Tra i film che hanno reso omaggio a Venezia e al suo palazzo anche “Casanova” del 2009, con Heath Ledger nei panni del celebre seduttore, dove, tra colpi di scena e atmosfere rococò, Palazzo Ducale fa da sfondo a intrighi amorosi e avventure rocambolesche. Alcune scene, pur essendo ambientate all’interno dell’edificio, sono in realtà state girate nella Scuola Grande di San Rocco.

La Basilica di Santa Maria della Salute
La Basilica di Santa Maria della Salute, con la sua imponente cupola che domina il Bacino di San Marco, è uno dei monumenti più iconici di Venezia. Eretta nel Diciassettesimo secolo come ex voto alla Vergine Maria in seguito alla terribile peste che decimò la città, la Salute è molto più di una semplice chiesa: è un simbolo di fede, di speranza e della resilienza dello spirito veneziano.
La sua costruzione, affidata al giovane architetto Baldassare Longhena, rappresenta un capolavoro dell’architettura barocca, caratterizzato da una pianta ottagonale, da una cupola imponente e da ricche decorazioni esterne che la rendono un’opera unica nel suo genere. L’interno, luminoso e solenne, è decorato con marmi pregiati e ospita opere d’arte di maestri come Tintoretto e Tiepolo.
La Basilica è un luogo di culto molto amato dai veneziani, tanto che ogni anno, il 21 novembre, giorno della festa della Madonna della Salute, viene realizzato un ponte temporaneo galleggiante per permettere ai tanti fedeli di attraversare più facilmente il Canal Grande e raggiungere più velocemente la basilica.
Anche lei, come molti altri luoghi simbolo di Venezia, è comparsa più volte sul grande schermo. A sceglierla come location, tra i tanti, Iain Softley, per il film “Le ali dell’amore” — pellicola dove compaiono anche lo squero di San Trovaso, il campo di Santa Maria Formosa e campo dei Frari —, e il già citato Lasse Hallström per il suo “Casanova”.

L’Arsenale
L’Arsenale è un’autentica testimonianza della grandezza della Serenissima. Le sue origini risalgono al Dodicesimo secolo, quando venne concepito come cuore pulsante della flotta veneziana, fino a diventare il fulcro di una vera e propria rivoluzione industriale: qui, migliaia di artigiani, dai carpentieri navali ai fabbri, hanno infatti lavorato per secoli in sinergia per costruire navi di ogni tipo, dotandole delle più avanzate tecnologie nautiche dell’epoca.
L’Arsenale, però, non era solo un cantiere navale, ma anche un vero e proprio organismo vivente — dove si producevano anche armi, vele, corde e tutto ciò che era necessario per equipaggiare una flotta — e una sorta di catena di montaggio ante litteram, dove ogni lavorazione era suddivisa in zone e fasi precise e affidate a maestranze specializzate. Questa efficienza produttiva permise a Venezia di dominare i mari per secoli, controllare importanti rotte commerciali e giocare un ruolo fondamentale nella politica internazionale.
Negli ultimi decenni, l’Arsenale ha conosciuto una nuova vita. Dopo un lungo periodo di declino, è stato infatti oggetto di importanti interventi di restauro e riqualificazione, diventando un polo culturale di rilievo internazionale, tanto da attirare produzioni hollywoodiane che lo hanno scelto come location per i loro film. È il caso dei già citati “Senso”, “Indiana Jones e l’ultima crociata“, “Casanova“, “The Tourist”, “Spider-Man: Far From Home” e “Iago”, più recente trasposizione cinematografica dell’Otello di Shakespeare.
E non lontano dall’Arsenale c’è anche l’affascinante campo di San Francesco della Vigna, comparso in “Pane e tulipani”, film del 2000 diretto da Silvio Soldini, che vede alcune scene girate anche in Piazzale Roma.

Lido di Venezia
Il Lido di Venezia, lunga e sottile isola che si estende tra la laguna e il mare Adriatico, veniva usato nel Medioevo come primo avamposto per difendere la città dagli attacchi via mare, ma nel corso dei secoli si è trasformato fino a diventare un’importante località turistica anche per gli stessi veneziani. La sua posizione strategica, a pochi minuti di vaporetto da Venezia, ne ha fatto infatti un luogo ideale per trascorrere le vacanze estive, lontano dal caldo e dall’afa della città.
Gli intellettuali, gli artisti e gli scrittori che lo hanno scelto come luogo di villeggiatura nei primi anni del Novecento, hanno contribuito a creare un’atmosfera cosmopolita e raffinata che portò, negli anni Trenta, alla nascita della prima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Da allora, il Festival si tiene ogni anno e rappresenta uno degli eventi cinematografici più attesi a livello mondiale, oltre che uno degli appuntamenti più importanti della Biennale di Venezia.
Non solo il festival, però, perché la sua bellezza e la sua atmosfera unica hanno fatto del Lido anche un set cinematografico molto ambito. Tra i film che hanno scelto questa location per le loro riprese ci sono per esempio “Il paziente inglese”, film del 1996 diretto da Anthony Minghella, vincitore di numerosi premi Oscar, e “Morte a Venezia”, di Luchino Visconti, un capolavoro del cinema italiano ispirato al racconto di Thomas Mann e che ha come protagonista un compositore malato che trascorre le sue ultime settimane di vita proprio al Lido.
Se vuoi scoprire tutte le altre sfumature della città e trovare altri spunti per il tuo viaggio, leggi sul blog di Volotea gli altri articoli dedicati a Venezia. Se ti è piaciuto, non dimenticare di condividere questo post sui social: potrebbe essere d’aiuto a qualcuno che, come te, sta organizzando una gita in Laguna!