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L’Etna, maestoso vulcano che domina il paesaggio siciliano, rappresenta un’attrazione irresistibile per i viaggiatori in cerca di avventura. In questo articolo, ti racconterò molteplici sfaccettature di questo affascinante vulcano e ti fornirò tutti i consigli pratici per organizzare un’escursione indimenticabile sull’Etna.

Articolo aggiornato in data 12/12/2023

Ma prima lasciami dire cosa rappresenta per me questo vulcano: l’Etna per me è casa, un punto di riferimento tra le mie partenze e i miei ritorni. È certezza e paura, stupore e avventura. In sua presenza mi rendo conto di quanto questo vulcano sia vivo, in costante mutamento e evoluzione. L’Etna è emozione, e solo visitandolo (anzi visitandola) ne capirai il motivo.

Vulcano Etna: cosa visitare?

L’Etna offre una vasta gamma di opportunità di escursioni e tour guidati. Crateri, antiche e recenti colate laviche e ancora, suggestive grotte chiamate anche tunnel di scorrimento lavico. Ogni angolo rivela una parte unica della sua storia vulcanica.

I tour più classici e accessibili sono quelli che si snodano lungo i Crateri Silvestri a sud e i Monti Sartorius a nord.

Crateri Silvestri

I crateri Silvestri (crateri spenti formatisi nel 1892) sono forse i crateri più visitati del vulcano poiché estremamente accessibili (adatti anche per chi non ama molto camminare). Il percorso completo prevede la visita dei due crateri, quello superiore e quello inferiore. La lunghezza del sentiero è di 2 km circa, con un dislivello di 100 metri. Il punto di partenza è il Rifugio Sapienza.

I monti Sartorius si trovano invece sul versante nord del vulcano e sono anch’essi crateri spenti, formatisi nel 1865. Il versante nord è meno turistico e più verde rispetto al versante sud. Da scegliere se cerchi un percorso meno turistico e più autentico. Il punto di partenza si trova nei pressi del Rifugio Citelli a Nord.

Il sentiero si snoda lungo una bottoniera (crateri allineati lungo una stessa linea eruttiva) di 5 km circa e si percorre in 2 ore.

Monti Sartorius

Il mio consiglio è quello di rivolgersi alle varie agenzie locali e prenotare un tour guidato. Il tour guidato offre degli strumenti e delle chiavi di lettura che difficilmente potrai acquisire da solo.

Un altro sentiero panoramico che ti consiglio è quello che conduce presso un punto molto suggestivo sulla Valle del Bove. Il percorso si chiama “Schiena dell’Asino” e si snoda lungo un sentiero di 5 km circa non troppo impegnativo con un dislivello iniziale di 250 metri.

Molto bello anche il sentiero “Serracozzo”, che parte dal Rifugio Citelli sul versante nord del vulcano. Un sentiero che consiglio per i più allenati è anche quello alla scoperta della bottoniera del 2002 sul versante nord.

Versante nord Etna

Salire con la funivia non è strettamente necessario, si possono fare delle splendide escursioni anche rimanendo a quote più basse. Prendere la funivia non è sinonimo di escursione riuscita.

Se invece vuoi assolutamente avvicinarti il più possibile alla cima allora sappi che hai due possibilità:

  • A sud con funivia e poi jeep fino a 2900 metri circa
  • A nord con jeep fino a quasi 3000 metri di altezza

Ti ricordo che esistono delle ordinanze sul vulcano che vietano la salita ai crateri sommitali. Da solo puoi raggiungere una quota massima di 2500 metri a sud, oltre tale quota dovrai essere accompagnato da una guida alpina e/o vulcanologica.

Quando Andare: L’Etna d’estate e d’inverno

L’Etna può essere visitato tutto l’anno, ma le esperienze variano a seconda delle stagioni. L’estate offre condizioni più temperate e la possibilità di escursioni a quote superiori, mentre l’inverno porta una magica copertura di neve e l’opportunità di praticare lo sci.

etna in inverno con vista al mare

Secondo la mia personale esperienza, da guida ed esperta del luogo, il periodo migliore per visitare l’Etna è la primavera inoltrata. Le temperature sono molto gradevoli e potrai assistere alla fioritura di molte piante spontanee che colonizzano il vulcano.

Quale escursione sull’Etna scegliere?

Diverse sono le modalità per esplorare l’Etna: escursioni a piedi, in jeep o in funivia o addirittura in quad (scelta poco ecologica e rumorosa a mio avviso).

La scelta dipende dalle preferenze personali e dal livello di avventura desiderato. Ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tipologie di escursionisti. Da non sottovalutare l’aspetto economico; i prezzi della funivia dal 2023 sono saliti alle stelle, quindi ricorda che puoi anche evitare di salire a quote più alte perché i paesaggi lunari si trovano già a 2000 metri di altezza.

Consiglio di fare una ricerca sul web perché non esiste un vero ufficio informazioni in loco, e cercare il tour che si adatta meglio alle tue esigenze (tour per famiglie, tour per sportivi, tour con degustazioni ecc.).

Dove alloggiare e mangiare

I paesi che si trovano ai piedi del vulcano come Nicolosi, Zafferana Etnea, Milo o Linguaglossa offrono una vasta gamma di alloggi e ristoranti che si adattano a ogni budget. La soluzione ideale per dormire ai piedi del vulcano è la scelta di un agriturismo oppure di un rifugio o chalet di montagna.

Se si vuole visitare il versante sud il paese da preferire è Nicolosi, ma anche Zafferana Etnea. Entrambi con una vasta offerta ricettiva, servizi e ristoranti presso le vie principali.

Per un’esperienza immersiva nel bosco ti segnalo il Matilde’s House Chalet a Nicolosi oppure l’Agriturismo Tenuta San Michele, un’oasi verde ai piedi del vulcano immersa tra i vigneti.

E a proposito di vino, lo sapevi che il vino dell’Etna deve il suo sapore inconfondibile proprio ai minerali contenuti all’interno del materiale vulcanico? Se sei appassionato di vini ti suggerisco di percorrere la strada del vino, una rete di operatori del settore (cantine, aziende agricole, strutture ricettive e ristoranti) che promuove esperienze indimenticabili tra terra, fuoco e sapori.

Per quanto riguarda i ristoranti, ci sono diverse possibilità tutte molto valide. Presso il Rifugio Sapienza, punto base per tutte le escursioni sul versante sud del vulcano, troverai numerosi bar, ristoranti, negozi di souvenir e hotel (Rifugio Sapienza e Hotel Corsaro).

Rifugio Sapienza

A Nord invece, presso Piano Provenzana ci sono piccoli chalet per un pasto veloce oppure un ristorante presso Monte Conca.

L’Etna per Bambini

L’Etna è un’esperienza educativa e coinvolgente anche per i più piccoli. Non ti lasciare condizionare da chi dice che visitare l’Etna con i bambini è impossibile. Non è solo possibile, ti assicuro che sarà un’attività estremamente divertente per tutta la famiglia.

Ti consiglio di scegliere un tour studiato apposta per le famiglie con bambini perché spesso la maggior parte dei tour non presta sempre attenzione ai ritmi diversi che esige una famiglia.

Per fortuna esistono gli Etna Family Tour che propongono esplorazioni avventurose ma accessibili, passeggiate con caccia al tesoro e scoperte sotterranee.

Curiosità sull’Etna

Perché è Patrimonio UNESCO

Nel 2013 l’Etna è stata insignita dello status di Patrimonio UNESCO grazie alla sua rilevanza geologica e all’interazione continua tra attività vulcanica e ambiente umano.

panorama su catania e etna

Perché l’Etna è femmina

La personificazione dell’Etna come “femmina” affonda le radici nelle leggende e nelle antiche credenze popolari. Per noi etnei l’Etna è una mamma, Madre Natura: la rappresentazione femminile di colei che dà la vita e che protegge in un abbraccio la città di Catania.

Il suolo vulcanico è estremamente mineralizzato, ricco di elementi di fondamentale importanza per le piante e, in modo particolare, per i vigneti. L’abbondanza di componenti alcalini e ferrosi permette di conferire alle uve etnee degli aromi molto particolari dal gusto inconfondibile.

Perché l’Etna non è pericoloso?

Questa è un’affermazione alquanto incorretta. Ricordiamoci che siamo di fronte a un vulcano attivo, uno dei più attivi al mondo. L’Etna non è un gigante buono, come spesso viene definito in maniera romanzata. Il suo compito è quello di produrre eruzioni e colate di lava. La prudenza non è mai troppa!

Possiamo però dire che la sua attività è costantemente monitorata e i percorsi turistici sono attentamente selezionati per garantire la sicurezza dei visitatori.

L’Etna, con la sua maestosità e storia unica, offre un’esperienza eccezionale per i viaggiatori in cerca di avventura e conoscenza.

Dalle escursioni più avventurose alle curiosità legate alla popolazione locale, l’Etna promette di lasciare un’impronta duratura nella memoria di chiunque la visiti. Preparati a esplorare questo gioiello della Sicilia, acquista il tuo volo per Catania con Volotea e prepara lo zaino da trekking!


Un viaggio in Sicilia è anche un viaggio nel gusto. La regione ha molto da offrire da un punto di vista artistico e paesaggistico; oltre a questo però è senza dubbio di spicco la sua cucina, che si esprime ad alto livello dagli antipasti fino ai dolci.

La pasticceria siciliana è tra le migliori al mondo e sua grande protagonista è la ricotta, che viene sapientemente lavorata e impiegata nelle preparazioni più famose. È l’ingrediente principale della cassata siciliana e del cannolo, dolci che si possono trovare in tutta l’isola, ma che proprio a Catania spesso si esprimono al loro meglio.

La ricotta si trova anche nella raviola e nell’Iris, che spesso sono protagoniste in abbondanti colazioni. Parlando di colazioni catanesi non si può non citare la granita. Ogni città siciliana la interpreta a suo modo e difficilmente troverete un’autentica granita siciliana in altre parti d’Italia.

La granita a Catania è in genere consumata a colazione, va accompagnata da panna montata e da una tipica brioche “col tuppo”. La si gusta, come ovvio, soprattutto d’estate, ma nei migliori bar, siciliani e turisti possono consumarla tutto l’anno.

Un altro tipico dolce siciliano sono le paste di mandorla, semplici ma molto buone. Merita poi senza dubbio di essere citata la pasta reale, largamente utilizzata nella pasticceria siciliana in genere, ad esempio per preparare la frutta Martorana, buona e anche molto bella.

Il gelato artigianale a Catania

Il gelato artigianale a Catania è una sorta di religione. Gelaterie e bar propongono gelati molto buoni e anche dalle dimensioni abbondanti, che appagano il palato dei cittadini e spesso sorprendono positivamente i turisti.

Oltre ai gelati in cono o coppetta, con o senza panna montata, si consiglia senza dubbio di gustare il gelato nella tipica brioche, meglio se ancora calda.

La torta Savoia

Non solo pasticcini, biscotti, gelati e dolci tipici – nell’ampia e variegata offerta della pasticceria catanese non mancano di certo golose torte; una su tutte è la torta Savoia.

Si tratta di una torta realizzata con strati di pan di Spagna intervallati da crema al cioccolato e nocciola, il tutto ricoperto da una golosa glassa al cioccolato. Un dolce che secondo la tradizione fu preparato dalle suore benedettine di Catania in occasione dell’annessione della Sicilia al Regno d’Italia, proprio in onore dei Savoia.

Ci sono poi molti altri dolci degni di nota, come le olivette di Sant’Agata, il torrone, gli Nzuddi e tante altre prelibatezze che da sole giustificano una visita alla città.

Quello Liberty è tra gli stili architettonici dominanti a Catania e sempre più spesso nella città si organizzano tour che accompagnano curiosi e appassionati di questo stile alla scoperta di palazzi e ville, spesso poco conosciuti e magari non aperti al pubblico, ma che hanno un indubbio interesse storico ed estetico.

Lo stile architettonico Liberty si diffonde a Catania all’inizio del Novecento, ma non lo fa in una forma pura bensì contaminata dall’eclettismo dominante all’epoca, che accostava spesso elementi architettonici appartenenti a differenti stili ed epoche.

Catania è una città dalle molte facce, c’è quella greco-romana, quella medievale, e naturalmente quella barocca, il suo volto Liberty è spesso poco conosciuto dai suoi stessi cittadini, ma merita di essere valorizzato.

Villa Manganelli

Villa Manganelli, in Corso Italia, vicino al Palazzo delle Scienze, è stata realizzata dell’architetto palermitano Ernesto Basile nel 1907, su commissione del principe Manganelli, proprietario anche dell’omonimo Palazzo in città. Questo edificio è stato uno dei set del celebre film di Luchino Visconti “Il Gattopoardo” e andrebbe senza dubbio maggiormente valorizzata.

Palazzo Rosa

Questo elegante edificio residenziale si trova in via VI Aprile, tra la Stazione Centrale di Catania e Piazza dei Martiri. Palazzo Rosa venne costruito intorno al 1904 su progetto dell’ingegnere Fabio Majorana e le sue decorazioni con volute e intrecci vegetali sono tipicamente Liberty.

Palazzo delle Poste

Il Palazzo delle Poste in via Etnea, fu progettato da Francesco Fichera e la sua costruzione iniziò nel 1919, per concludersi 10 anni più tardi nel 1929. L’edificio che occupa un intero isolato della città, è oggi sede centrale delle Poste Italiane a Catania. Ha elementi strutturali e decorativi di grande pregio, con richiami a diversi stili.

Villa Miranda

Situata in Viale XX Settembre, Villa Miranda è stata progettata dall’architetto Francesco Fichera tra il 1906 e il 1908, tra i suoi elementi più caratteristici c’è una torretta belvedere ad angolo che contribuisce a dare eleganza e leggerezza a tutta la struttura dell’edificio.

Teatro Sangiorgi

Il Teatro Sangiorgi si trova in Via San Giuliano ed è stato progettato dall’architetto Salvatore Giuffrida e costruito tra il 1897 e il 1900. In origine nato come teatro all’aperto, per le rappresentazioni estive, venne coperto nel 1907 e divenne in seguito uno dei più importanti teatri della città di Catania. Le sue eleganti decorazioni furono eseguite dal pittore Salvatore De Gregorio e la sua facciata è ricca di elementi tipici dello stile Liberty.

Sotto alla Catania che tutti conoscono e possono vedere oggi ne esiste un’altra, anzi esistono più livelli, più città sotterranee nascoste, ma visitabili da chi è alla ricerca di nuovi percorsi e nuove emozioni.

La Catania sotterranea nasce da una stratificazione storica, che ha portato ad edificare la città moderna, in gran parte settecentesca, su precedenti costruzioni greche e romane.

Le pietre di Catania, nel suo centro storico, così come in molti vicoli, ci raccontano delle storie, basta saperle ascoltare e aver voglia di scoprire una città diversa.

La memoria della città è preservata da alcune associazioni culturali che organizzano visite guidate ai percorsi sotterranei, un buon modo anche per promuovere salvaguardia e valorizzazione di luoghi e beni di indubbio interesse storico e artistico.

Per i turisti più curiosi è possibile quindi effettuare percorsi di trekking urbano, veramente unici nel loro genere, che si dipanano per gran parte del centro storico alla ricerca di tracce e testimonianze del passato.

Scendendo sotto la superficie della Catania attuale si potranno scoprire elementi di quella Romana e Bizantina, si potrà fare un viaggio nella storia del Cristianesimo delle origini e oltre a luoghi di interesse storico e archeologico se ne potranno ammirare anche diversi di grande interesse geologico.

Bellezze artistiche, architettoniche e naturalistiche aspettano chiunque desideri scoprirle, non fermandosi alla superficie, ma scendendo, letteralmente, più in profondità. Come capita in varie città italiane, anche Catania ha una sua versione sotterranea, con percorsi di estremo interesse e fascino, sia per l’appassionato di storia, che per il semplice curioso, interessato ad un’esperienza diversa da quella proposta dalla comune offerta turistica.

Visitando la Catania sotterranea si possono ammirare i resti di domus romane e i di vasti complessi termali, riccamente decorati da mosaici ed elaborati stucchi.

Non mancano le testimonianze di edifici e complessi monumentali, come teatri, antichi santuari e acquedotti. La città cristiana è ampiamente testimoniata da luoghi di culto legati in particolar modo ai santi patroni Agata ed Euplio, mentre quella medievale e moderna, mostra resti sopravvissuti all’eruzione dell’Etna del 1669 e al devastante terremoto del 1693.

Per maggiori informazioni e per prenotare una visita: http://www.cataniasotterranea.it/

Quando si pensa al Carnevale probabilmente la mente va subito a Rio de Janeiro o, per restare in Italia a Venezia o Viareggio, ma anche il catanese ha molto da offrire in questo periodo dell’anno, all’insegna dello svago totale.

Il Carnevale di Acireale (dal 17 febbraio al 5 marzo 2019) è un ottimo esempio di come la Sicilia possa rivelarsi una meta di grande interesse e fascino, anche durante questo periodo dell’anno.

Quello di Acireale viene generalmente considerato come il più bel carnevale di Sicilia (e uno dei primi 3 a livello nazionale), come quello di Viareggio è caratterizzato da una sfilata di carri decorati da elaborate creazioni in cartapesta, che spesso raffigurano personaggi della politica, maschere della tradizione o volti noti del mondo dello spettacolo.

I carri che si possono ammirare ad Acireale durante il Carnevale sono tra i più elaborati al mondo, essendo spesso dotati di sofisticati impianti meccanici, idraulici e di illuminazione.

I festeggiamenti legati al Carnevale hanno sull’isola origini molto antiche e pare che quello di Acireale sia in assoluto il più vecchio tra i carnevali italiani.

Il primo documento ufficiale sulla festa risale al 1594. Una delle più celebri maschere del carnevale acese risale invece al 1667 e si chiama Abbatazzu. Le tradizioni legate al Carnevale sono quindi ben radicate sul territorio.


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Restando sempre nel catanese, va poi segnalato anche il Carnevale di Misterbianco (dal 23 febbraio al 5 marzo 2019) che tra cultura, teatro, arte, gastronomia, musica e feste varie, offre una calendario di eventi veramente ampio ed estremamente diversificato, in grado di incontrare gusti ed esigenze tra le più diverse.

Tra gli appuntamenti che anno dopo anno sono divenuti veramente imperdibili a Misterbianco c’è la tradizionale sfilata dei costumi più belli di Sicilia, che percorrono alcune delle vie più note del centro storico, ballando o spostandosi a bordo di carri scenografici dal grande impatto visivo.

Non mancano numerosi artisti di strada, giochi e animazioni per i più piccoli, così come anche opportunità di approfondimenti culturali, con visite guidate ai musei e molte altre iniziative veramente interessanti.

La cosa probabilmente più bella del carnevale, anzi dei carnevali siciliani, è l’atmosfera che vi si respira. Non mancano suggestioni e citazioni provenienti da altri luoghi e da altri carnevali, italiani e del mondo, ma il tutto è proposto in modo unico, originale e sempre molto emozionante e divertente.


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La Festa di sant’Agata è la più importante festa religiosa che si celebra nella città di Catania. Agata è la patrona della città e questa Santa viene ricordata in diversi momenti nel corso dell’anno.

La Festa di Sant’Agata si svolge dal 3 al 5 febbraio, il 12 febbraio e ancora il 17 agosto. In realtà, ogni data è legata ad una diversa ricorrenza: a febbraio si ricorda il martirio della Santa, mentre ad agosto si festeggia il giorno in cui le sue spoglie vennero riportate a Catania, dopo che queste furono trafugate da Costantinopoli.

Dal 3 al 5 febbraio di ogni anno giungono a Catania più di un milione tra fedeli e turisti. Molti catanesi che lavorano e ormai vivono stabilmente in altre parti d’Italia fanno ritorno alla loro città proprio in questi giorni per omaggiare la Santa Patrona.

Le origini della venerazione di Sant’Agata sono molto antiche e questo culto è ancora oggi vivo più che mai. Il martirio della Santa catanese risale all’anno 252, anno in cui si hanno le prime testimonianze di una forte devozione popolare nei confronti di questa vergine, che si era votata al martirio pur di difendere il suo onore e non rinnegare la sua fede.



I catanesi sono molto orgogliosi di questa giovane donna che si rivoltò contro il volere del proconsole romano e per questo perse la sua vita.

Come spesso capita per le feste popolari, va detto che non c’è solo una componente religiosa; pare infatti che a inizio febbraio, ancor prima della nascita di Agata, si celebrasse una festa pagana, probabilmente dedicata alla Dea Iside.

La prima testimonianza di una Festa dedicata specificatamente a Sant’Agata si ha il 17 agosto 1126 quando le spoglie della Santa, trafugate nel 1040, furono riportate in patria da due soldati, Gilberto e Goselino, dalla città di Costantinopoli, dove erano rimaste per oltre 80 anni.

In quell’occasione il Vescovo di Catania, Maurizio, si recò al castello di Jaci per accoglierle. La voce si diffuse rapidamente tra i cittadini e questi si riversarono nelle strade della città, dando vita a grandi festeggiamenti del tutto spontanei ed improvvisati.

Ai nostri giorni, come accennato, sono diverse le giornate che Catania dedica al ricordo di Agata, ma tra tutte la più emozionante è senza dubbio quella del 4 febbraio, quando si effettua una tradizionale processione per le vie del centro della città e sfila “Il fercolo“, raffinata opera d’argenteria che contiene le reliquie della Santa.

Molto particolare anche la sfilata delle “candelore”, grandi ceri votivi rivestiti con decorazioni artigianali, fiori, puttini in legno dorato, santi e scene del martirio.



Nel mese di dicembre, via Minoriti a Catania si trasforma in un mercatino dell’handmade a tema prevalentemente natalizio, tanto che ormai questo luogo sta diventando sinonimo di “Christmas Market” per i catanesi e per chiunque abbia la fortuna di frequentarlo durante quello che senza dubbio è uno dei periodi più magici dell’anno, ovvero il Natale.

Il calore di questa festa, amata praticamente da tutti e in primo luogo dalle famiglie con bambini, trova qui una splendida cornice cittadina e artigiani e artisti divengono protagonisti di iniziative che ricordano da vicino i noti ed apprezzati mercatini del Nord Europa.

Ma il Christmas Market in via Minoriti non è solo un mercatino natalizio: è un grande e variegato contenitore di emozioni, stimolanti progetti e grandi dosi di creatività. Un autentico crocevia di esperienze e di storie diverse, che affonda le sue radici nel nostro artigianato tradizionale e lo reinventa e ripropone come un più giovanile e per certi versi sfizioso handmade.

Non solo il Christmas Market in via Minoriti è il luogo ideale per chi desideri immergersi nelle atmosfere natalizie, sognando per un attimo i mercatini del Nord Europa senza lasciare la Sicilia, ma è anche un luogo di passioni, condivisione e cambiamento. Una proposta concreta per la città di Catania, in grado di riqualificarne una zona grazie ad arte, artigianato e creatività.

Questo mercatino è un’occasione di promozione e riscatto per tanti abili artigiani, per associazioni e appassionati del “fatto a mano”. Ci si possono trovare piccoli tesori che hanno uno stretto legame con le tradizioni locali, ma anche curiosità ed oggetti nati dalla creativa contaminazione con altre culture, anche lontane, come nel caso dell’indie craft, nato in America come reazione alla crisi economica e poi diffusosi in tutto il mondo.

Il riciclo creativo, l’artigianato, il fare le cose a mano non sono quasi mai oggi delle necessità ma delle scelte consapevoli, derivanti dal desiderio di avere un maggiore contatto con l’oggetto, la sua storia e il suo vero valore.

Il Christmas Market in via Minoriti è tutto questo: non solo un mercatino natalizio ma anche un’esperienza interessante e che regala belle ispirazioni e vibrazioni, complice anche l’aria di festa che inevitabilmente vi si respira.

In varie parti del mondo ci sono feste e tradizioni legate al culto dei morti, alla loro commemorazione e ricordo, si pensi ad esempio ai días de los muertos in Messico.

Anche in Italia si ricordano e onorano in vario modo i defunti. A Catania la “Festa dei Morti” ha delle sue precise tradizioni che spesso differiscono, così come quelle di altre zone della Sicilia, dalle usanze di ogni altra parte del mondo.

Pur avendo un’ovvia componente malinconica, la Festa dei Morti a Catania ha anche connotati tipici di una vera e propria festa, nella quale trovano posto regali, dolci tipici e mercatini.

La festività è antica e ha chiare radici pagane. Venne adottata dal cristianesimo intorno al X secolo, ma la sua storia inizia molto tempo prima. Già gli antichi romani celebravano i Parentalia tra il 13 e il 21 febbraio, mentre i Celti tra il 31 ottobre e il 1° novembre festeggiavano la Notte di Samhain, dedicata a i tutti i morti e a tutte le anime.

Ancora oggi a Catania la Festa dei Morti, il 2 novembre, è molto sentita e incorpora varie usanze e tradizioni che si registrano anche in altre località siciliane, come quella di donare dolci o giocattoli ai bambini e di organizzare fiere.

L’usanza di fare dei doni ai più piccoli e di far credere loro che questi provengano da un parente defunto è molto antica. È legata ad una vecchia storia, quella di un padre che lasciò la propria casa per cercare lavoro altrove; quando il più piccolo dei suoi quattro figli si ammalò di una malattia incurabile, la mamma fece arrivare la notizia al padre, il quale si mise subito in viaggio per tornare a casa.

Non potendosi permettere una carrozza, decise di viaggiare a piedi, anche di notte, per arrivare al più presto e poter pagare, col poco denaro rimastogli, le costose medicine necessarie al figlio. Dopo un giorno di viaggio, si trovò a passare davanti al cimitero del paese: era il primo giorno di novembre. Ricordando il padre defunto, ne approfittò per fargli visita e pregarlo di vegliare sul nipotino gravemente ammalato. Ai piedi della lapide trovò un soldatino di legno e se lo mise in tasca pensando di donarlo al figlio.

Quando a notte fonda arrivò a casa, abbracciò i suoi figli, la moglie, e regalò al piccolo malato il soldatino di legno. Era la notte del 1° novembre; il bambino continuò a dormire con il suo giocattolo e arrivato al mattino si alzò dal letto del tutto guarito. Ricordando questa storia, ogni anno, i catanesi regalano giocattoli ai loro bambini.

Anche l’aspetto enogastronomico è molto sentito: tra i dolci della festa ci sono le tipiche Ossa dei morti, dei biscotti dolci e particolarmente duri, e le Rame di Napoli, biscotti al cioccolato dal cuore morbido.



Tradizioni pagane e cristiane si mischiano e a Catania danno vita ad una festa unica nel suo genere, molto sentita dalla popolazione e che naturalmente è un efficace modo per ricordare i propri cari scomparsi, tenerli ancora vicini e tramandarne il ricordo alle nuove generazioni.

Dopo il grande successo ottenuto dalla mostra dedicata a Escher, ora il Palazzo della Cultura di Catania ospita il grande artista francese Henri de Toulouse-Lautrec con una mostra che ne raccoglie ben 150 opere provenienti dall’Herakleidon Museum di Atene.

Manifesti, litografie, disegni, illustrazioni e acquerelli restituiscono non solo la grandezza del genio di questo originale artista, ma anche le atmosfere parigine della fine dell’Ottocento. Per ricreare quella Parigi bohémienne sono stati inclusi nell’allestimento anche arredi d’epoca, fotografie e video.

Henri-Marie-Raymond de Toulouse-Lautrec-Monfa era di nobili origini, ma ha avuto una vita ai margini della società, caratterizzata da sofferenza e solitudine. Soffriva di picnodisostosi, una malattia genetica alle ossa, che lo rese sostanzialmente un emarginato a causa della sua deformità.

Frequentando i bordelli parigini, spesso raffigurati nelle sue opere, contrasse la sifilide, oltre a questo conduceva uno stile di vita sregolato ed era un alcolista.

Morì a soli 37 anni, ma la sua vita anche se breve fu decisamente intensa, tanto che contiamo oltre 700 dipinti e quasi 5000 disegni derivanti dal suo straordinario estro creativo.

Senza dubbio è tra le figure più significative dell’arte del tardo Ottocento e il suo stile è ben riconoscibile anche da chi non è un esperto d’arte, stesso dicasi per quelli che erano i suoi soggetti preferiti, ovvero ballerine e prostitute.

La mostra catanese che lo omaggia è stata realizzata dal Gruppo Arthemisia, curata da Stefano Zuffi e patrocinata dell’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, con il supporto del Comune di Catania.

Sarà visitabile al Palazzo della Cultura di Catania (Palazzo Platamone) tutti i giorni, dalle 10:00 alle 20:00 fino al 3 giugno 2018.

Tra gli obbiettivi di questa bella esposizione c’è senza dubbio il voler avvicinare alla grande arte, giovani, famiglie e altri target che generalmente non rappresentano i frequentatori tipo dei musei. Le opere di Toulouse-Lautrec hanno senza dubbio la forza necessaria per riuscirci.

Tra Aci Castello e Acireale, in provincia di Catania, la costa è particolarmente ricca di formazioni in roccia nera vulcanica decisamente molto suggestive.

In questo tratto costiero, che prende il nome di Riviera dei Ciclopi, si respira ancora l’atmosfera di antichi miti greci e poemi omerici.

Secondo la leggenda, gli otto spettacolari scogli che è possibile ammirare in questo incredibile angolo di Sicilia furono lanciati in mare dal ciclope Polifemo nell’ultimo disperato tentativo di fermare Ulisse durante la sua rocambolesca fuga.

Se volete visitare un luogo ricco di storia, fascino e incredibili bellezze naturalistiche, la Riviera dei Ciclopi potrebbe decisamente fare al caso vostro.

Il mio consiglio è di visitare questi luoghi in primavera o in autunno, quando le temperature sono maggiormente gradevoli ed è anche possibile risparmiare non poco in alberghi e ristoranti.

Aci Castello prende il nome dal pastore che si innamorò della ninfa Galatea e dal Castello normanno costruito nel 1076 sulla roccia lavica che si protende sul suo mare.

Aci Trezza è il luogo dove Giovanni Verga ambientò “I Malavoglia” e dove il regista Luchino Visconti girò “La terra trema”, autentico capolavoro del neorealismo italiano.

Acireale è la più importante tra le città della Riviera dei Ciclopi, si trova a circa 17 chilometri a nord di Catania ed è ben collegata e facilmente raggiungibile sia con gli autobus di linea che in treno.

A caratterizzarla, oltre alla zona costiera, è un prezioso centro storico in stile barocco. Si tratta di una località molto nota e apprezzata, ma tutto sommato non molto promossa a livello turistico. Potrete quindi sperimentare la Sicilia più autentica.

C’è poi da dire che il mare ammirabile dalla Riviera dei Ciclopi è quello dell’area marina protetta delle Isole Ciclopi, un autentico paradiso con flora e fauna veramente uniche.

Questi luoghi accontentano ogni genere di viaggiatore, si possono trovare storia, leggende e suggestioni di vario tipo, una ricca enogastronomia, incredibili bellezze architettoniche e naturalistiche.

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