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Ci sono molti modi per esplorare le Asturie: seguire la costa, passare da un borgo di montagna all’altro, andare alla ricerca di sidrerie o visitare le città. Ma esiste anche un itinerario decisamente più goloso: quello che unisce pasticcerie centenarie, dolci con un nome tutto loro e ricette che cambiano praticamente da un comune all’altro.

Nelle Asturie esiste una parola perfetta per chi non dice mai di no al dessert: llambión. Significa, semplicemente, goloso. E poche regioni possono rivendicare questo termine con altrettanta legittimità. Praticamente ogni città, paese o comune ha una propria specialità dolce, e la tradizione pasticcera fa parte dell’identità gastronomica del Principato.

L’autunno, quando viene più voglia di caffè sorseggiati con calma e merende al coperto, è un periodo perfetto per scoprirla. Prepara l’appetito: cominciamo un itinerario nelle Asturie più golose.

Oviedo: carbayones, moscovitas e pasticcerie storiche

Potremmo cominciare da Oviedo, una città in cui entrare in una pasticceria fa quasi parte dell’itinerario turistico. La tradizione dolciaria è infatti così radicata che oggi la città celebra Oviedo Llambión, un’iniziativa dedicata proprio a valorizzare la sua cultura dolce e le sue numerose pasticcerie.

Qui ci sono due nomi imprescindibili. Il primo è il carbayón, preparato su una base di pasta sfoglia farcita con mandorle, tuorlo e zucchero e ricoperta di glassa. Fu creato nei primi decenni del Novecento come dolce rappresentativo di Oviedo e prese il nome dall’appellativo popolare degli abitanti della città: carbayones, derivato a sua volta da carbayu, quercia in asturiano.

carbayones oviedo

Per assaggiarlo, uno degli indirizzi classici è Camilo de Blas, storica pasticceria nel centro di Oviedo.

La seconda grande icona sono le moscovitas, sottilissime cialde di mandorle Marcona ricoperte di cioccolato, diventate uno dei souvenir gastronomici più riconoscibili di Oviedo. La loro casa è la Confitería Rialto, un altro di quei locali che aiutano a capire perché la pasticceria abbia un ruolo così importante in città.

galletas moscovitas

Consiglio da llambión: se vuoi portare a casa un souvenir commestibile, le moscovitas sono probabilmente una delle opzioni più comode da trasportare.

Gijón: princesitas e torte per una merenda davanti al Cantabrico

La tappa successiva ci porta a Gijón. Anche la città vanta una lunga tradizione pasticcera e un piccolo universo di dolci propri. Tra i più caratteristici ci sono le princesitas, preparate con marzapane e tartufo all’arancia, ma c’è un altro nome da annotare prima di entrare in una pasticceria: la tarta gijonesa, in cui domina il sapore del torrone. E poi c’è la charlota, che si trova in diverse zone delle Asturie ma è perfetta per una merenda a Gijón: pan di Spagna, panna e mandorle, copertura di cioccolato e una ciliegina finale. È uno di quei dessert volutamente classici che non hanno bisogno di alcuna reinterpretazione per continuare a funzionare.

pastelitos princesitas de asturias

Il programma può essere semplice: passeggiare per Cimavilla e sul lungomare e riservare la pausa di metà pomeriggio alla scoperta di una delle pasticcerie del centro.

Luanco e Candás: la piccola battaglia delle marañuelas

Proseguiamo verso due località marinare separate da appena pochi chilometri: Luanco e Candás. Entrambe condividono uno dei dolci più particolari delle Asturie, ma ciascuna difende la propria versione. Parliamo delle marañuelas, biscotti preparati essenzialmente con farina, burro, zucchero e uova, tradizionalmente legati alla Pasqua e alla cultura marinara della costa centrale asturiana.

marañuelas

Ed è qui che comincia il dibattito. A Candás si utilizza l’uovo intero, mentre a Luanco tradizionalmente si usano solo i tuorli. Il risultato sono consistenze diverse: quelle di Candás sono in genere più morbide, mentre quelle di Luanco assomigliano maggiormente a un biscotto compatto.

La soluzione per chi viaggia? Assaggiarle entrambe ed evitare di schierarsi. Soprattutto se c’è un asturiano nei paraggi.

Al di là della rivalità, le marañuelas raccontano anche qualcosa del rapporto di questi paesi con il mare. Sono dolci sostanziosi, tradizionalmente preparati nel periodo pasquale e legati da generazioni alle famiglie di pescatori. Oggi si producono tutto l’anno e sia quelle di Candás sia quelle di Luanco vantano il marchio di qualità Alimentos del Paraíso Natural.

Avilés: una passeggiata tra portici e pasticcerie

La tappa successiva è Avilés. Il suo centro storico, con vie porticate come Galiana, Rivero o La Ferrería, si presta particolarmente bene a quell’attività così autunnale che consiste nell’alternare passeggiate e soste strategiche in caffè e pasticcerie. La città ha un’importante tradizione dolciaria e il suo dolce più emblematico è il Bollo de Avilés o Mantecado de Avilés, legato soprattutto alla Pasqua. Si tratta di una torta al burro ricoperta da una caratteristica glassa bianca e tradizionalmente composta da forme sovrapposte.

Tre dolci che troverai in tutte le Asturie

Non tutti i dessert asturiani appartengono a una località precisa. Ce ne sono tre che ricorrono in tutta la regione e che dovrebbero entrare in qualsiasi itinerario da llambión.

Le casadielles sono uno di questi: un impasto fritto tradizionalmente ripieno di noci, zucchero o miele e un tocco di anice. Croccanti fuori e sostanziose dentro, sono uno dei grandi classici della pasticceria asturiana.

casadiella dulce asturiano

I frixuelos, parenti asturiani delle crêpes, venivano tradizionalmente serviti semplicemente spolverati di zucchero, anche se oggi si trovano farciti con crema, panna, cioccolato o marmellata. E poi c’è l’arroz con leche, il riso al latte, onnipresente nei menu dei ristoranti asturiani e particolarmente legato a Cabranes, dove da decenni si celebra persino un festival dedicato a questo dessert.

Un avvertimento: ordinarne uno “da dividere” e finire per mangiarlo quasi tutto da soli potrebbe essere considerata un’altra tradizione asturiana. Almeno tra llambiones.

Oltre i classici: panchón, bartolos e carajitos

Se hai più tempo, vale la pena allontanarsi dalle tre città principali, perché la mappa dolce delle Asturie è piena di piccole specialità locali.

Nel comune di Aller, per esempio, troverai il panchón, un dolce di montagna preparato tradizionalmente con pane sbriciolato e mescolato con burro e zucchero o miele. È una ricetta sostanziosa e umile, profondamente legata alle feste popolari della zona.

A Laviana, cerca i bartolos, piccole tartellette di pasta sfoglia e mandorle diventate uno dei dolci caratteristici della valle del Nalón.

Ma forse la storia più divertente si trova a Salas. Qui sono nati i Carajitos del Profesor, biscotti alle nocciole la cui storia comincia nel 1918 alla Casa del Profesor, all’epoca ristorante e caffè frequentato dagli abitanti della zona. Come racconta la stessa pasticceria, uno degli avventori iniziò a ordinare quei biscotti con un’espressione spontanea —“dame un carajo de esos”— e il nome finì per restare. Più di un secolo dopo, la famiglia continua a prepararli a Salas.

Sono inoltre un buon esempio di ciò che rende questo itinerario particolarmente interessante: dietro molti dolci asturiani non c’è soltanto una ricetta, ma anche una famiglia, un’attività e una storia locale.

Un itinerario di un weekend per veri llambiones

Se hai due giorni a disposizione e vuoi concentrare diverse di queste specialità senza trasformare il viaggio in una prova di resistenza allo zucchero, puoi organizzarti così.

Sabato: Oviedo – Gijón – Candás o Luanco. Inizia la mattina a Oviedo con un carbayón e passeggia con calma nel centro storico. Prima di partire, compra una scatola di moscovitas da portare via. Prosegui verso Gijón, dove puoi pranzare e passeggiare sul Cantabrico prima di lasciare spazio, a merenda, a una princesita o a una fetta di tarta gijonesa. Nel pomeriggio, segui la costa fino a Candás o Luanco e termina la giornata assaggiando le loro marañuelas.

Domenica: Avilés – Salas. Dedica la mattina al centro storico di Avilés e fai una sosta in una delle sue pasticcerie per assaggiare il mantecado. Poi, se vuoi scoprire uno dei dolci più particolari della regione, prosegui verso Salas alla ricerca dei Carajitos del Profesor.

Salas plaza

E se hai qualche giorno in più, puoi spingere l’itinerario verso l’entroterra per assaggiare il panchón ad Aller o i bartolos a Laviana.

Viaggiare nelle Asturie seguendo i suoi dolci finisce per svelare qualcosa di più di una semplice raccolta di ricette. Tra antiche pasticcerie, specialità locali e piccole rivalità tra paesi emerge un altro modo di conoscere la regione: le Asturie che si raccontano intorno a un tavolo, con un caffè davanti e, quasi inevitabilmente, qualcosa di dolce accanto.

Dopotutto, qui essere llambión non sembra un difetto. Piuttosto, un’ottima scusa per viaggiare.

C’è un altro modo di scoprire le Asturie in autunno: seguire il suono di una fucina, entrare in un laboratorio di tessitura o scoprire come l’acqua azionava mulini, magli e gualchiere. Da Taramundi a Grandas de Salime, proponiamo un viaggio nell’ovest delle Asturie per conoscere chi mantiene vivi questi antichi mestieri.

Quando pensiamo alle Asturie in autunno, è facile immaginare boschi color rame, sentieri tra i castagni e una buona tavola a fine giornata. Tutto questo c’è ancora, naturalmente. Ma nell’ovest delle Asturie esiste un altro motivo per viaggiare quando le temperature scendono: entrare in piccoli laboratori, parlare con gli artigiani e scoprire oggetti la cui storia comincia molto prima di arrivare in un negozio.

Qui legno, ferro, lana e acqua non sono semplici elementi del paesaggio. Per secoli sono stati materie prime e fonti di energia e ancora oggi aiutano a comprendere gran parte dell’identità di luoghi come Taramundi, Los Oscos e Grandas de Salime.

La proposta funziona particolarmente bene per un weekend lungo: auto, nessuna fretta e un itinerario in cui le strade tra le montagne contano quanto le soste.

Taramundi: dove un coltellino racconta una storia

Taramundi è un punto di partenza quasi inevitabile. Il territorio riuniva tre ingredienti fondamentali per lo sviluppo della coltelleria: ferro, acqua e boschi abbondanti. La produzione di coltelli e coltellini conobbe un particolare sviluppo tra il XVIII e il XIX secolo e, all’inizio del Novecento, nel comune arrivarono a esistere circa cento botteghe. Nel 2005 Taramundi è stata inoltre dichiarata Zona di Interesse Artigianale.

Ma la coltelleria non è rimasta chiusa in un museo: è ancora un mestiere vivo, e uno dei modi migliori per scoprirlo è raggiungere Pardiñas, a pochi minuti dal centro, dove il Museo de la Cuchillería permette di assistere a dimostrazioni del processo artigianale. Tra ottobre e dicembre le dimostrazioni si svolgono dal martedì al sabato e anche la domenica mattina. In ogni caso, conviene verificare gli orari prima di partire.

Museo de la Cuchillería

Osserva soprattutto i manici. Tradizionalmente si usavano legni come il bosso o l’erica, decorati con motivi geometrici, anche se gli artigiani di oggi lavorano con altri materiali e hanno portato il design del classico coltellino di Taramundi in nuove direzioni.

E se vuoi ampliare la ricerca, il Comune mantiene un ampio elenco di coltellinai distribuiti in villaggi come Vega de Llan, Esquíos, Mousende, Bres o Vilanova. Non serve visitarli tutti: uno dei piaceri del viaggio è proprio sceglierne uno o due e dedicare loro il tempo necessario.

Os Teixois: quando l’acqua faceva funzionare un villaggio

A circa quattro chilometri da Taramundi si trova una delle tappe imprescindibili dell’itinerario: il Complesso Etnografico di Os Teixois, dichiarato Bene di Interesse Culturale.

Non è un museo convenzionale. È un piccolo borgo di pietra e ardesia attraversato dall’acqua, dove si conserva un sistema di macchinari idraulici composto da un maglio, un mulino, una mola per affilare, una gualchiera e una piccola centrale elettrica. Durante la visita si capisce subito che i mestieri tradizionali non funzionavano in modo isolato: il fiume azionava il maglio usato per lavorare il ferro, la mola affilava gli strumenti e la gualchiera batteva i tessuti per renderli più resistenti.

os teixos

Le visite sono guidate, durano circa 45 minuti e si svolgono in piccoli gruppi, quindi vale la pena prenotare prima di andare.

È anche un ottimo posto per capire cosa significhi davvero viaggiare “slow”: non si tratta semplicemente di fare meno cose, ma di osservare più a lungo come venivano fatte.

Se hai ancora curiosità per i meccanismi idraulici, vicino al centro di Taramundi trovi anche il Museo dei Mulini di Mazonovo, dove sono conservati mulini storici e riproduzioni che permettono di seguire l’evoluzione della macinazione. Gran parte dell’esposizione è interattiva.

Una sorpresa a Bres: ceramica contemporanea nella terra dei coltellinai

L’artigianato di Taramundi non finisce con i coltellini.

A circa cinque chilometri dal paese, il Centro Artigianale di Bres occupa l’antica Casona de Villanueva e combina laboratori, esposizione e formazione. Qui lavora la ceramista Daniela Krpan, che dispone di uno spazio espositivo e di vendita e organizza corsi personalizzati di ceramica e modellazione manuale. È una tappa interessante proprio perché mostra l’altra faccia dell’artigianato rurale: mestieri ereditati che convivono con nuovi creatori e design contemporanei.

Prima di lasciare Taramundi, puoi passare anche da El Telar de Susana. Oltre ai propri tessili — tappeti, copriletti, capi d’abbigliamento e articoli per la casa — raccoglie lavori in ceramica, pelle, legno o vetro realizzati da artigiani delle Asturie. È una buona alternativa al classico negozio di souvenir se vuoi portare a casa qualcosa che abbia davvero un legame con il territorio.

Los Oscos: ferro, telai e laboratori in cui partecipare

Da Taramundi, l’itinerario prosegue verso Los Oscos, territorio formato da Santa Eulalia, San Martín e Villanueva de Oscos. I tre comuni hanno ricevuto insieme il Premio al Pueblo Ejemplar de Asturias nel 2016, tra le altre ragioni per la conservazione del patrimonio e della cultura rurale.

Una buona base è Santa Eulalia de Oscos — Santalla —, dove convivono ancora diversi mestieri tradizionali.

In calle Fermín Arango trovi Hyottoko Artesanía, il laboratorio-negozio del coltellinaio Jorge Román Toquero e dell’artista del metallo Keiko Shimizu. Il loro progetto è particolarmente interessante perché mescola la tradizione coltellinaia asturiana con tecniche apprese in Giappone: qui troverai dai coltellini tradizionali ai coltelli e agli oggetti in ferro battuto. Il laboratorio apre solitamente dal martedì alla domenica, ma conviene controllare gli orari aggiornati prima della visita.

Poco distante si trova El Telar de Irene. Irene Villar lavora con lana, seta, cotone e lino, combinando il telaio tradizionale con creazioni più contemporanee come scialli, sciarpe e capi d’abbigliamento. Lo spazio espositivo e il laboratorio si possono visitare gratuitamente, ma è necessario prendere appuntamento in anticipo.

El Telar de Irene

Qui il viaggio può diventare ancora più partecipativo. Artesanamente, accanto al Museo Casa Natale del Marchese di Sargadelos, organizza esperienze legate agli antichi mestieri e alle tecniche manuali: cesteria, candele, cosmetica naturale, piante medicinali o attività legate all’apicoltura. Fuori dal programma estivo alcuni laboratori possono essere organizzati su richiesta per piccoli gruppi, una possibilità particolarmente interessante per una fuga autunnale.

E se vuoi tornare al ferro, il Maglio di Mazonovo a Santa Eulalia — da non confondere con il museo dei mulini di Taramundi — conserva un’antica ferriera. Durante le dimostrazioni è persino possibile forgiare un chiodo e portarlo via come ricordo.

Dal campo alla tavola: l’Ecomuseo del Pane

Un altro modo per avvicinarsi ai mestieri tradizionali consiste nello scoprire qualcosa di quotidiano come il pane. A Villanueva de Oscos, l’Ecomuseo del Pane permette di seguire l’intero processo che un tempo portava i cereali dal campo alla tavola.

Ecomuseo del Pan

Il percorso aiuta a capire come si coltivava e raccoglieva il grano, come funzionavano i mulini e quale ruolo avevano i forni nella vita quotidiana dei villaggi. Più che parlare soltanto di alimentazione, la visita ricostruisce un sistema rurale in cui agricoltura, acqua, strumenti, architettura e lavoro comunitario erano strettamente collegati. È una tappa particolarmente adatta a un itinerario come questo perché ricorda che i grandi mestieri artigiani non erano gli unici a definire le Asturie rurali: anche dietro i gesti quotidiani c’erano conoscenze tramandate per generazioni.

A Villanueva de Oscos puoi aggiungere un’altra tappa: la Ferrería de Santa Eufemia, dove si organizzano visite e dimostrazioni di forgiatura artigianale su prenotazione.

Grandas de Salime: un museo per capire tutto ciò che hai visto fin qui

Il finale perfetto di questo viaggio è a Grandas de Salime.

Il Museo Etnografico di Grandas de Salime “Pepe el Ferreiro” è uno dei principali punti di riferimento per conoscere la cultura tradizionale dell’ovest delle Asturie. I suoi spazi ricostruiscono un’intera società rurale: abitazioni, negozio, scuola, laboratori e diversi mestieri.

Qui compaiono molti dei pezzi del puzzle incontrati durante il viaggio. Ci sono spazi dedicati al legno e alla tornitura, alla forgiatura o alla lavorazione della lana, ma anche un’importante collezione di madreñas, galochas e zocas e degli strumenti usati dai galocheiros per realizzare queste calzature di legno.

Il museo organizza periodicamente dimostrazioni di tornitura, forgiatura, cesteria e tessitura. Non tutte proseguono durante l’autunno, quindi vale la pena consultare il programma prima del viaggio.

Un weekend artigiano, senza fretta

Un modo semplice per organizzare la fuga potrebbe essere dedicare il primo giorno a Taramundi, combinando un laboratorio di coltelleria, Os Teixois e i negozi del paese; riservare il secondo a Santa Eulalia e Los Oscos, entrando in qualche laboratorio e visitando con calma i loro villaggi; e lasciare Grandas de Salime per la mattina del terzo giorno.

Per dormire, un indirizzo particolarmente significativo dal punto di vista storico è l’Hotel La Rectoral de Taramundi. Ospitato in un’antica canonica del XVIII secolo, ha aperto nel 1986 ed è strettamente legato allo sviluppo del turismo rurale di Taramundi.

Inoltre, per soggiornare in questo hotel o in altre strutture di turismo rurale della zona, puoi approfittare dello sconto del Bono Turismo Rural de Asturias, un’opportunità per vivere la fuga a un prezzo molto vantaggioso.

Se vuoi prolungare il viaggio, su Volare puoi scoprire anche le tradizioni autunnali delle Asturie, come il Samhain e l’Amagüestu, conoscere meglio il turismo rurale asturiano o completare l’itinerario esplorando la cucina di paesaggio delle Asturie.

Perché, in questa parte delle Asturie, viaggiare lentamente non è una nuova tendenza. È semplicemente il modo in cui le cose vengono fatte da secoli.

Tra scogliere, spiagge selvagge e borghi marinari, la costa orientale delle Asturie invita a seguire le impronte dei dinosauri in un viaggio in famiglia sul mar Cantabrico.

Di solito immaginiamo le Asturie verdi, marinare e montuose. Un territorio di prati infiniti, borghi che profumano di sidro e spiagge nascoste sotto le scogliere. Ma sulla costa orientale asturiana esiste un’altra Asturia, più inattesa e affascinante: una terra dove, più di 150 milioni di anni fa, i dinosauri camminavano accanto al mare.

Tra Villaviciosa, Colunga e Ribadesella, il mar Cantabrico nasconde uno dei viaggi in famiglia più originali del nord della Spagna: un itinerario tra impronte fossili, spiagge selvagge, scogliere, musei e borghi marinari. È una fuga perfetta per luglio: una mattina culturale al Museo del Giurassico delle Asturie, un pomeriggio di bagni e passeggiate lungo la costa e una cena vista mare a Lastres, Tazones o Ribadesella. Scienza, natura e gastronomia in un unico percorso.

Il MUJA, il miglior punto di partenza del viaggio

Il modo più semplice per cominciare questa avventura giurassica è visitare il Museo del Giurassico delle Asturie, conosciuto come MUJA. Situato tra Colunga e Lastres, su un’altura con vista sul mar Cantabrico e sulla Sierra del Sueve, il museo sorprende già prima di entrare: il suo edificio ha la forma di una grande impronta tridattila di dinosauro, come se il paesaggio stesso avesse voluto lasciare un indizio. All’interno, il percorso aiuta a capire ciò che si vedrà poi sul terreno. Fossili, repliche, scheletri, audiovisivi e risorse interattive spiegano com’erano le Asturie durante il Giurassico, quando questa zona non era il paesaggio verde e atlantico che vediamo oggi, ma un territorio di lagune, fiumi, aree fangose e coste dove i dinosauri lasciarono le loro orme.

vista aerea del Museo del Jurásico de Asturias

Per le famiglie, il MUJA funziona molto bene perché trasforma la scienza in racconto. I bambini possono immaginare le dimensioni di quegli animali, confrontare impronte, osservare riproduzioni e uscire dal museo con una missione molto chiara: trovare tracce reali accanto al mare. Inoltre, il giardino esterno, con riproduzioni di dinosauri in scala, permette di prolungare la visita senza appesantirla.

Il consiglio è di andare al mattino, soprattutto in estate, quando viene voglia di combinare museo e spiaggia nella stessa giornata. Dopo la visita, la costa è vicinissima: La Griega, Lastres e Colunga si trovano a pochi minuti in auto.

La spiaggia di La Griega: impronte giganti accanto all’arenile

Se c’è un luogo in cui il programma giurassico diventa particolarmente visivo, è la spiaggia di La Griega, a Colunga. È una spiaggia ampia, comoda e adatta alle famiglie, con sabbia, zona balneabile e un contesto molto verde. Ma la sua grande sorpresa appare camminando verso l’estremità orientale dell’arenile, seguendo il sentiero segnalato: lì, sulla roccia, si conservano le impronte di grandi dinosauri sauropodi.

La scena ha qualcosa di cinematografico: il suono delle onde, le scogliere, i prati sopra la costa e, all’improvviso, quei segni arrotondati che ricordano che da qui passarono animali enormi. Alcune di queste icniti raggiungono dimensioni spettacolari e sono tra le più grandi conosciute del loro tipo. Non sono sempre facili da interpretare a prima vista — l’erosione, la luce e la marea influiscono molto —, perciò conviene leggere i pannelli, osservare con pazienza e non aspettarsi un’“impronta perfetta” come in un disegno per bambini. Il bello sta proprio nello scoprire come la scienza impari a leggere segnali che ad altri occhi potrebbero passare inosservati.

La Griega è una tappa ideale con i bambini perché combina apprendimento e relax: prima si cercano le impronte, poi si torna sulla sabbia per fare il bagno o giocare. Conviene però indossare scarpe comode per camminare nella zona rocciosa, rispettare sempre la segnaletica ed evitare di avvicinarsi alle aree soggette a distacchi. Le impronte sono lì da milioni di anni; il modo migliore per godersele è osservarle senza calpestarle né toccarle.

Tereñes: il lato più selvaggio di Ribadesella

Da Colunga, l’itinerario prosegue verso Ribadesella, uno dei grandi nomi della costa orientale asturiana. Poco distante si trovano le scogliere di Tereñes, un luogo particolarmente interessante per chi vuole vedere il lato più selvaggio e geologico del viaggio.

Qui la visita dipende da un fattore fondamentale: la marea. Tereñes è accessibile solo con la bassa marea, quindi prima di andare è indispensabile consultare la tabella delle maree ed evitare i giorni di forte moto ondoso. L’accesso scende verso la scogliera e il terreno può essere scivoloso, perciò non è il luogo più comodo per passeggini o bambini molto piccoli. Con bambini un po’ più grandi e abituati a camminare, invece, può diventare una delle tappe più emozionanti del percorso. A Tereñes si osservano diverse tracce di dinosauri, tra cui impronte di ornitopodi, teropodi e stegosauri.

Ribadesella: passeggiata, spiaggia e impronte lungo il mar Cantabrico

Ribadesella permette di rallentare il ritmo dopo la visita a Tereñes. La cittadina ha un’atmosfera marinara molto piacevole, con il fiume Sella che sfocia in mare, terrazze, sidrerie, porto e una delle spiagge urbane più belle delle Asturie: Santa Marina.

La passeggiata lungo l’arenile è perfetta per le famiglie, soprattutto nel tardo pomeriggio, quando la luce cade sulle ville indiane allineate dietro la spiaggia. All’estremità occidentale di Santa Marina sono stati trovati anche resti di impronte di dinosauro, il che rende Ribadesella una tappa doppia: spiaggia comoda e paesaggio giurassico.

panorama ribadesella

Qui il programma può essere attivo o tranquillo quanto si desidera. I più curiosi possono avvicinarsi al pannello interpretativo e osservare le rocce; chi preferisce riposare può restare in spiaggia, bere qualcosa lungo il lungomare o passeggiare nel centro urbano. Ribadesella ha il vantaggio di riunire in poco spazio mare, storia, gastronomia e atmosfera estiva.

Lastres: cena marinara con vista sul Sueve

A poca distanza dal MUJA si trova Lastres — o Llastres —, uno di quei borghi asturiani che sembrano sospesi tra il mare e la montagna. Le sue case scendono lungo il pendio verso il porto, tra strade acciottolate, scalinate, belvedere e facciate dal sapore marinaro.

Dopo una mattina tra dinosauri e un pomeriggio in spiaggia, Lastres è un’opzione perfetta per cenare di fronte al mar Cantabrico. Pesce, frutti di mare, risi, calamari, sidro e viste sul porto fanno parte dell’esperienza. Vale anche la pena salire al belvedere di San Roque, da cui si contemplano il borgo, la costa, la Sierra del Sueve e, nelle giornate limpide, un ampio panorama verso l’entroterra.

Lastres funziona molto bene come chiusura della giornata perché collega i due grandi paesaggi del viaggio: il mare dove compaiono le impronte e le Asturie verdi che si innalzano subito dietro la costa.

Tazones: un piccolo porto con memoria giurassica

Anche se si trova un po’ più a ovest, Tazones merita di entrare nell’itinerario se si ha più tempo o se si vuole prolungare la fuga a due giorni. Questo piccolo borgo marinaro di Villaviciosa conserva un’atmosfera raccolta, con case colorate, stradine strette e ristoranti dove pesce e frutti di mare sono protagonisti.

Oltre al suo fascino portuale, Tazones fa parte della Costa dei Dinosauri. Con la bassa marea si possono cercare impronte nei dintorni, e la zona del faro offre un altro paesaggio di scogliere e roccia giurassica. È una tappa che riassume molto bene lo spirito del viaggio: nelle Asturie, la storia naturale non è racchiusa soltanto in un museo, ma si mescola a porti, spiagge, fari e pranzi lenti al sapore di mare.

casa y barco en tazones

Consigli pratici per seguire le impronte

L’itinerario si gode meglio in auto, poiché i giacimenti, le spiagge e i borghi sono relativamente vicini tra loro, ma non sempre collegati in modo comodo dai mezzi pubblici. Conviene pianificare il percorso guardando la mappa e non cercare di vedere tutto in poche ore: parte del piacere sta nel fermarsi, camminare, guardare il mare e lasciare spazio per un bagno o un pasto tranquillo.

Le scarpe sono importanti. Anche se alcune tappe sono facili, come il MUJA o la spiaggia di La Griega, altre zone presentano rocce, scale, fango o superfici scivolose. Meglio scarpe da ginnastica con una buona suola che infradito. È inoltre fondamentale consultare le maree prima di visitare Tereñes, Tazones o qualsiasi giacimento situato su piattaforme rocciose e scogliere.

Le impronte di dinosauro sono patrimonio naturale. Non bisogna calpestarle, bagnarle, marcarle, graffiarle né portare via frammenti di roccia. La cosa migliore è osservare, fotografare e seguire i pannelli interpretativi. E, se si viaggia con bambini, trasformarlo in un gioco: cercare forme, confrontare dimensioni, immaginare quale animale possa aver lasciato ogni segno e capire che anche una spiaggia può essere un libro di storia.

Asturie, un viaggio nel passato al sapore di mare

Le Asturie giurassiche dimostrano che una destinazione può essere molte cose insieme. Può essere una spiaggia dove fare il bagno, un museo dove imparare, una scogliera dove camminare, un porto dove cenare con pesce fresco e un’avventura in famiglia in cui i bambini scoprono che la scienza non vive solo nei libri.

Tra La Griega, Tereñes, Ribadesella, Lastres, Colunga e Tazones, la costa orientale asturiana invita a guardare il paesaggio in un altro modo. Sotto i prati e le onde, tra gli strati di roccia e le scogliere, resta scritta una storia di dinosauri, mari antichi e impronte sopravvissute al tempo.

Nelle Asturie, la primavera non è solo una stagione di transizione: è il momento in cui la vita culturale si riattiva con un’energia speciale, ancora lontana dall’intensità dell’estate.

Le giornate si allungano, i paesi ritrovano il loro ritmo festivo e le città propongono appuntamenti che combinano tradizione e contemporaneità. È probabilmente il momento migliore per scoprire quelle Asturie che vive la cultura dall’interno, senza fretta né folla.

Da maggio a giugno, il calendario si riempie di proposte che permettono di organizzare una fuga su misura: dai festival di arte elettronica a Gijón alle fiere agricole a Oviedo, fino alle celebrazioni popolari nei piccoli borghi. Un percorso che funge anche da preludio ai grandi eventi dell’estate asturiana.

Maggio inizia tra elettronica e tradizione

L.E.V. Festival (30 aprile – 3 maggio, Gijón)

Ill L.E.V. Festival apre la stagione con una proposta sorprendente per il suo approccio contemporaneo. Questo festival, punto di riferimento internazionale nell’ambito dell’arte digitale e della musica elettronica, trasforma diversi spazi della città in scenari immersivi dove immagine, suono e tecnologia dialogano.

Le attività si svolgono tra teatri, centri culturali e spazi all’aperto, con installazioni audiovisive, concerti e performance. È consigliabile prenotare i biglietti in anticipo, soprattutto per gli spettacoli serali, e approfittare della visita per passeggiare lungo il lungomare di Gijón.

playa de san lorenzo Gijón

Feria de la Ascensión (metà maggio, Oviedo)

Poche settimane dopo, l’atmosfera cambia completamente con la Feria de la Ascensión, uno degli appuntamenti più tradizionali del calendario asturiano.

Per diversi giorni, Oviedo si riempie di mercati, esposizioni di bestiame, musica folkloristica e bancarelle di prodotti locali. È un’occasione perfetta per conoscere la cultura rurale asturiana nel cuore della città. Conviene arrivare presto per evitare le ore di maggiore affluenza e approfittarne per esplorare il centro storico.

dos hombres con gaita asturias

Festival del Riso al Latte (seconda domenica di maggio, Santa Eulalia de Cabranes)

Più intima, ma altrettanto autentica, è la festa gastronomica dedicata a uno dei dolci più emblematici della regione a Santa Eulalia de Cabranes.

Il Festival del Riso al Latte riunisce abitanti e visitatori attorno a degustazioni, concorsi e musica tradizionale. Il segreto è lasciarsi trasportare dall’atmosfera locale, assaggiare diverse versioni del dolce ed esplorare i dintorni, dove la primavera mostra il suo volto più verde.

Giugno: le tradizioni scendono in strada

Festival della Boroña (inizio giugno, Torazo)

Nel piccolo borgo di Torazo, il Festival della Boroña celebra una ricetta ancestrale a base di mais e altri ingredienti tradizionali.

La preparazione diventa un atto collettivo, accompagnato da musica e attività culturali. È consigliabile arrivare con anticipo e approfittare per visitare questo nucleo rurale, uno dei più belli dell’interno asturiano.

San Antonio di Padova (13 giugno, Cangas de Onís)

Il 13 giugno, Cangas de Onís ospita la Festa di San Antonio di Padova, una delle celebrazioni più sentite. L’atmosfera è vivace, con musica, attività popolari e una forte partecipazione della comunità. Si consiglia di abbinare la visita a un’escursione nei vicini Picos de Europa.

Tappeti floreali del Corpus (data variabile, Castropol)

A Castropol, la celebrazione del Corpus Christi trasforma le strade in vere opere d’arte effimera.

I tappeti floreali vengono realizzati con petali ed elementi naturali, creando disegni che combinano tradizione e creatività. Per godere appieno dell’esperienza, è consigliabile visitare il paese al mattino presto, quando i tappeti sono appena completati.

Un’anteprima dell’estate culturale asturiana

Anche se l’estate non è ancora iniziata, la primavera permette di anticipare alcuni dei grandi eventi culturali dei mesi successivi. Tra questi, la Semana Negra de Gijón (dal 3 al 12 luglio 2026), che ogni anno trasforma la città in un punto d’incontro per letteratura, musica e dibattito.

Merita una menzione anche il Festival Internacional de Cine de Gijón, che, pur svolgendosi in autunno, fa parte di una programmazione culturale continua che definisce il carattere della città.

Sul fronte musicale, l’estate 2026 si preannuncia ricca, con concerti di artisti come Aitana o La Oreja de Van Gogh, i cui dettagli saranno confermati con l’avanzare della stagione.

Vivere le Asturie come un abitante del posto

Al di là delle date specifiche, ciò che rende speciale questa agenda è il modo in cui la cultura si integra nella vita quotidiana. Mercati, piccole fiere e celebrazioni spontanee compaiono in quasi ogni paese, invitando a fermarsi e partecipare.

fiesta popular asturias

Per sfruttare al meglio l’esperienza, è consigliabile scegliere alloggi rurali o piccoli hotel di charme, che permettono un contatto più autentico con l’ambiente. Nelle città come Gijón o Oviedo, optare per quartieri centrali facilita l’accesso agli eventi.

A tavola, la raccomandazione è chiara: lasciarsi guidare dai prodotti di stagione. Sidro, formaggi, piatti tradizionali e dolci fatti in casa fanno parte di una gastronomia che accompagna — e completa — qualsiasi esperienza culturale.

Primavera, il momento migliore per scoprire la regione

Viaggiare nelle Asturie in primavera significa anticipare l’estate senza rinunciare a nulla. Significa trovare festival senza folla, paesi in piena attività e paesaggi nel loro momento migliore.

Una combinazione di cultura, natura e tradizione che trasforma ogni viaggio in qualcosa di più di una semplice fuga: un modo di comprendere il territorio dall’interno, seguendo il ritmo delle sue feste e celebrazioni.

L’autunno offre un’opportunità unica per scoprire il volto più intimo di questa terra: quello delle sue tradizioni, che hanno saputo resistere al passare dei secoli e che oggi si celebrano con orgoglio.

L’autunno nelle Asturie è uno spettacolo per i sensi. La natura si veste di colori ocra, rossastri e dorati, i boschi si coprono di foglie scricchiolanti e l’aria fresca invita a passeggiare tra castagni e meli. Ma oltre a paesaggi e percorsi, l’autunno asturiano custodisce segreti culturali che meritano di essere vissuti in prima persona: il Samhain, l’antico Capodanno celtico, e l’Amagüestu, la festa popolare che unisce castagne e sidro dolce attorno al fuoco.

Il Samhain: tra miti, leggende e zucche illuminate

Cosa penseresti se ti dicessero che l’attuale Halloween ha radici profonde nella cultura celtica e che nelle Asturie si conserva con il nome di Samhain? Questa festività, che segnava la fine dell’estate e l’inizio della “metà oscura” dell’anno, veniva celebrata nella notte tra il 31 ottobre e il 1º novembre. Per i popoli celtici non era solo una data sul calendario, ma un autentico rito di passaggio: il momento in cui il mondo dei vivi e quello dei morti si avvicinavano pericolosamente, permettendo agli spiriti di transitare tra i due.

calabaza chimenea

Le leggende raccontano che in quella notte si accendevano falò per allontanare gli spiriti maligni e si lasciavano offerte agli incroci o davanti alle case per onorare gli antenati. Le zucche illuminate che vediamo oggi a Halloween sono in realtà eredi di quelle lanterne protettrici che indicavano il cammino alle anime.

Col tempo la tradizione si è affievolita e l’influsso di Halloween anglosassone ha preso il sopravvento, ma nelle Asturie il Samhain è rinato con forza negli ultimi anni. Sempre più località organizzano attività per mantenere vivo questo patrimonio: laboratori per bambini, sfilate in costume, spettacoli per famiglie, visite tematiche a castros o musei e persino proposte gastronomiche che recuperano antiche ricette. In alcuni paesi è ancora possibile imbattersi in zucche illuminate davanti alle case, a ricordarci che questa è una festa che appartiene tanto al passato quanto al presente.

Il Samhain asturiano non vuole competere con Halloween, ma rivendicare la sua essenza celtica e adattarla al gusto contemporaneo. È un invito a scoprire il folclore locale e a immergersi in un’atmosfera magica che collega grandi e piccoli con la storia ancestrale di questa terra.

calabazas horro asturias

L’Amagüestu: castagne, sidro e comunità

Se il Samhain celebra lo spirituale e il misterioso, l’Amagüestu rappresenta il terreno, il vicino, ciò che unisce i vicini attorno al fuoco. Questa festa, profondamente legata all’autunno asturiano, ha come protagonisti due prodotti inseparabili: le castagne e il sidro dolce.

L’Amagüestu si celebra con l’arrivo delle castagne, che vengono arrostite in grandi tamburi o griglie all’aperto. Il loro aroma impregna piazze e strade e al primo morso si capisce perché questa tradizione sia sopravvissuta generazione dopo generazione. Alle castagne si unisce il sidro dolce, appena elaborato nei frantoi, che non ha ancora fermentato e conserva tutta la sua freschezza naturale. Il contrasto dei sapori – la dolcezza della bevanda e il tostato della castagna – è un autentico simbolo dell’autunno asturiano.

manzanas sidra

Ma l’Amagüestu non è solo gastronomia: è una celebrazione comunitaria, un incontro in cui vicini e visitatori condividono canti, balli e giochi popolari. Molti paesi organizzano mercati tradizionali, concorsi e attività per bambini, facendo di questa festa un appuntamento perfetto per famiglie e viaggiatori curiosi.

Non è un caso che alcuni eventi legati all’Amagüestu siano considerati Feste di Interesse Turistico, come la Noche Mágica e il Festival dell’Esfoyón e Amagüestu. Quest’ultimo combina la tradizione dell’“esfoyar” (sgranare il mais) con la degustazione di castagne e sidro, mostrando come i lavori nei campi si trasformassero in motivo di festa.

Partecipare a un Amagüestu significa vivere l’autunno asturiano nella sua massima espressione: fuoco, fumo, risate e il calore di una comunità che sa godersi le cose semplici.

señor asa castañas en el fuego

Un viaggio nel cuore dell’autunno asturiano

La prossima volta che penserai a una fuga autunnale, chiediti: vuoi camminare tra boschi dorati, scoprire leggende celtiche, assaporare castagne appena arrostite e brindare con sidro dolce in una piazza animata? Tutto questo e molto altro ti aspetta nelle Asturie, una terra che in autunno si mostra ancora più bella, calorosa e accogliente.

calabaza paisaje asturias

L’autunno nelle Asturie non è solo una destinazione: è un’esperienza da vivere con tutti i sensi. Vieni a scoprirla e lasciati avvolgere dalla magia delle sue tradizioni.

Le Asturie, il paradiso naturale del nord della Spagna, offrono un’estate ricca di paesaggi spettacolari, gastronomia autentica, cultura viva e un’atmosfera festosa.

Dalle spiagge selvagge ai musei tematici, passando per festival, percorsi costieri e sapori unici: ecco la guida perfetta per una vacanza indimenticabile.

1.  Terrazze sul mare: cocktail, sidro e tramonti

Non c’è niente di meglio che iniziare la giornata o assaporare la notte su una terrazza con vista sul Cantabrico. Tra le più rinomate ci sono:

  • Bar Playa de Porcía (El Franco): situato su una spiaggia di ciottoli e sabbia dorata, ideale per un vermut sull’acqua con tramonti memorabili.
Bar Playa de Porcía
  • La Mar de Fondo (Navia): accanto alla spiaggia di Frexulfe, un ambiente naturale dichiarato Monumento Naturale, perfetto per un’esperienza salutare e rilassata.
  • Ewan Salinas (Castrillón): premiato con un solete della Guida Repsol, a pochi centimetri dalla spiaggia di Salinas, offre un’atmosfera zen e sofisticata.
  • A Gozón, Las Dunas de Verdicio, Moniello e Aramar Playa conquistano con hamburger, birre, musica e gastronomia di qualità.

Queste terrazze permettono di godere del litorale senza fretta, tra cocktail, sidro e viste sul mare, trasformandosi in un’esperienza sociale e rilassata.

2. Dodici spiagge indimenticabili e angoli segreti

Con oltre 200 km di costa, le Asturie offrono spiagge per tutti i gusti: urbane, solitarie, per surfisti o famiglie. Tra le più note:

  • Playa de Penarronda (Castropol/Tapia): forma a conchiglia, tramonti da cartolina e un ambiente tranquillo, ideale per surfisti e amanti della fotografia.
playa de penarronda
Playa de Penarronda
  • Playa de Mexota (Tapia): accessibile solo a piedi, è un angolo cristallino con spettacolari formazioni rocciose e un’atmosfera nudista per chi cerca intimità.
  • Poo e San Pedro la Ribera (Llanes/Cudillero): piscine naturali con l’alta marea, servizi vicini che consentono di combinare bagno e comodità.
  • Carranques (Carreño), Beciella (Caravia), Otur (Valdés) e Antilles (Llanes): un mix di spiagge attrezzate e altre selvagge, accessibili in auto o a piedi, ideali per il surf o il relax.
Playa de la Beciella

Ci sono anche percorsi costieri che collegano spiagge e belvederi, come il sentiero tra Morís e La Griega, con dinosauri e viste sui Picos de Europa.

3. Immergiti nella natura: fiumi, pozze e gole

Il paesaggio asturiano va oltre la costa. Addentrati nelle sue montagne e scopri luoghi magici:

  • Sotto il Ponte Romano di Cangas de Onís: un bagno nel fiume dalle acque cristalline, con sfondo storico, di fronte alla Croce della Vittoria.
puente cangas de onis
  • La Olla de San Vicente, nel fiume Dobra (Amieva): una pozza turchese in un ambiente da fiaba, ideale dopo una passeggiata facile.
  • Canyoning asturiano: divertimento e adrenalina tra cascate, scivoli naturali e pozze in gole spettacolari.

4. Festival musicali: atmosfera e festa

L’estate asturiana vibra con festival per tutti i gusti musicali:

Festival de la Sidra, Nava
Festival de la Sidra, Nava
  • Ye-Yé Gijón (24‑27 luglio 2025): un viaggio negli anni ’60 con buona musica e nostalgia vintage.
  • Aquasella (Arriondas, 14-17 agosto 2025): leggendario festival di musica techno ed elettronica che riporta la vita sulle scene dell’oriente delle Asturie.
  • Riverland Festival (Arriondas, 22-24 agosto 2025): indie, pop, rock e musica urbana lungo il fiume Sella, dal 2019.

En période estivale, ces événements se distinguent également : La Grapa Black Music Festival (soul, blues, funk, R&B) à Avilés, le Festival Intercélticu d’Avilés, le Festival de Bandes de Gaites à Candás, et le XLVIII Festival de la Sidra Natural à Nava.

5. Gastronomia con anima asturiana

La cucina asturiana risuona nella memoria gastronomica con sapori autentici ed esperienze uniche:

  • Scopri 10 esperienze gastronomiche indimenticabili: dalle eco-fattorie ai caseifici con denominazione d’origine, fino alle rotte del sidro. Leggi di più nel blog turistico delle Asturie.
  • Assapora piatti locali: fabada, pote asturiano, cipolle ripiene, pitu caleya, rollo di tonno, tortos… un’avventura di sapori tradizionali.
  • Visite esclusive: il caseificio Vega de Tordín (Cabrales) e Caserinos a Villaviciosa permettono di vedere tutto il processo e degustare i loro formaggi artigianali.

6. Musei come custodi di storia e cultura

Le Asturie custodiscono la loro memoria in musei accessibili e molto vari, ideali anche nelle giornate più calde:

Per gli appassionati di miniere, l’Ecomuseo del Valle de Samuño (Langreo) offre un’esperienza industriale alternativa.

Ecomuseo Valle de Samuño

7. Percorsi costieri e belvederi

Camminare lungo la costa asturiana è un dono per gli occhi. Alcuni percorsi notevoli:

Conclusione: estati asturiane per tutti

Le Asturie offrono un ventaglio di esperienze perfettamente adattabili a qualsiasi tipo di viaggiatore:

Piano Ideale per…
Terrazze sulla spiaggia Coppie, pomeriggi rilassati e disconnessione
Spiagge vergini e percorsi Fotografi, surfisti, avventurieri
Natura fluviale Famiglie, bagnanti ed escursionisti
Festival Party animals e amanti della musica
Gastronomia e caseifici Foodie curiosi
Musei rurali e industriali Cultura, storia, aria aperta
Sentieri costieri Camminatori e amanti dei paesaggi

Combina vari piani per un’estate asturiana indimenticabile: un giorno di spiaggia e terrazza con un festival nel pomeriggio; un altro giorno di fiume, museo e cena con sidro in una fattoria. Così vivrai la vera essenza di questa destinazione unica.

Ogni primavera, la Contea del Sidro nelle Asturie si veste di uno spettacolo naturale che affascina gli abitanti e i visitatori: la fioritura dei meli, conosciuta in asturiano come “Floriar del Pumar”. Questo fenomeno trasforma i campi in un mare di fiori bianchi e rosa, creando paesaggi da sogno che invitano ad essere esplorati e goduti.​

Che cos’è la fioritura del melo?

La fioritura del melo è il periodo in cui questi alberi da frutto sbocciano, preludio alla raccolta delle mele che daranno origine all’emblematico sidro asturiano. Questo processo non è solo fondamentale per la produzione frutticola, ma offre anche uno spettacolo visivo impressionante, con vasti campi ricoperti di delicati fiori che profumano l’aria e abbelliscono il paesaggio.​

floracion manzans asturias

Perché visitare la Contea del Sidro durante il periodo di fioritura?

La Contea del Sidro, composta dai comuni di Bimenes, Cabranes, Colunga, Nava, Sariego e Villaviciosa, è il cuore della tradizione sidricola asturiana. Durante la stagione della fioritura, questa regione diventa una destinazione ideale per chi cerca di entrare in contatto con la natura, la cultura e la gastronomia locale. Passeggiare tra le “pumaradas” (meleti) in piena fioritura è un’esperienza sensoriale unica, dove il bianco e il rosa dei fiori contrastano con il verde intenso dei prati asturiani.​

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Attività principali durante la fioritura

Per celebrare questo spettacolo naturale, dal 1° al 4 maggio viene organizzata la Settimana della fioritura dei meli. Durante questi giorni, i visitatori possono divertirsi con una serie di attività:​

  • Passeggiate guidate tra i meleti: itinerari che consentono di conoscere da vicino le “pumaradas” (meleti) e di imparare la coltivazione del melo e la sua importanza nella cultura asturiana.
  • Visite alle sidrerie e al Museo del Sidro: Opportunità di scoprire il processo di produzione del sidro, dalla raccolta delle mele alla fermentazione e all’imbottigliamento. Il Museo del sidro sorge a Nava e offre un’esperienza interattiva che consente di approfondire questa tradizione.
  • Sessioni di musica tra i fiori di melo: Concerti all’aperto che fondono la bellezza dei dintorni fioriti con la musica dal vivo, creando un’atmosfera magica.​
floresa manzano asturias

Informazioni pratiche per i visitatori

  • Quando andare: La fioritura dei meli avviene solitamente tra la fine di aprile e l’inizio di maggio, a seconda delle condizioni climatiche. La “Settimana della fioritura dei meli” si celebra dal 1° al 4 maggio, con un programma speciale per tutti i giorni.​
  • Come arrivare: La Contea del Sidro è ben collegata dalla rete stradale. È facilmente raggiungibile in circa un’ora di auto da Oviedo o Gijón. Esistono anche servizi di autobus che collegano le principali città asturiane con i comuni della regione.
  • Dove alloggiare: La regione offre una vasta gamma di alloggi che consentono di apprezzare l’ospitalità asturiana in contesti rurali unici.​

Altre esperienze nella Contea del Sidro

Oltre alla fioritura, la regione offre molte attrazioni:​

  • Villaggi sul mare: Llastres e Tazones sono due villaggi costieri che si distinguono per la loro bellezza e autenticità. Nota per le sue strade scoscese e la vista sul mare, Llastres è stata teatro di serie televisive e detiene il titolo di Città esemplare delle Asturie. Tazones è famosa per essere il luogo in cui l’imperatore Carlo V sbarcò durante il suo primo viaggio in Spagna. ​
Llastres asturias
  • Spiagge uniche: La spiaggia di Rodiles, a Villaviciosa, è una vasta area sabbiosa circondata da boschi e scogliere, ideale per il surf e il divertimento delle famiglie. La spiaggia di La Griega, a Colunga, è nota per le sue impronte di dinosauro e offre una perfetta combinazione di svago e apprendimento. ​
  • Centri storici: Le località di Villaviciosa e Colunga vantano centri storici che riflettono la ricchezza culturale e architettonica della regione, con chiese, piazze ed edifici di interesse. ​

Gastronomia locale

Una visita alla Contea del Sidro non sarebbe completa senza assaggiare la sua ricca gastronomia. Oltre al sidro, la regione è famosa per piatti come la fabada asturiana, i formaggi locali e una varietà di dolci tradizionali. I ristoranti e le sidrerie della zona offrono menù che uniscono prodotti locali a ricette tradizionali, regalando un’esperienza culinaria autentica.​

quesos asturianos

La fioritura dei meli nella Contea del Sidro è un invito a scoprire le Asturie piene di vita, tradizione e bellezza naturale. È un’occasione per immergersi in paesaggi fioriti, conoscere la cultura del sidro e godere dell’ospitalità della popolazione locale. Pianificare una visita in questo periodo garantisce un’esperienza indimenticabile che unisce natura, cultura e gastronomia in un ambiente unico.

Le Asturie sono una regione di contrasti. Con i verdi paesaggi, le imponenti montagne e le coste selvagge, le Asturie nascondono anche sotto la superficie una ricchezza che ha segnato la storia e la cultura di questa regione: la sua anima mineraria. Se stai cercando un modo diverso per esplorare questa terra unica, che ne dici di indossare l’elmetto e addentrarti nell’affascinante mondo delle miniere?

Unisciti a noi in questo viaggio attraverso esperienze indimenticabili che ti faranno sentire come un vero minatore, scoprendo le Asturie da una prospettiva che fonde storia, natura e avventura.

Vivi l’esperienza di un vero minatore nelle Asturie

Museo delle Miniere e dell’Industria (MUMI): un viaggio nel cuore del carbone

Il MUMI è molto più di un museo: è un’immersione nella vita mineraria. Situato nel El Entrego, questo spazio permette di visitare una miniera simulata e di sperimentare la vita quotidiana dei lavoratori del carbone. Potrai vedere da vicino gli strumenti, i treni minerari e i macchinari che hanno caratterizzato l’attività mineraria asturiana. Una tappa obbligata per chi vuole capire il patrimonio di questa regione.

Pozo Sotón: adrenalina e realismo nel sottosuolo

Se sei alla ricerca di un’esperienza autentica, il Pozo Sotón è il luogo ideale. Questa miniera di San Martín del Rey Aurelio permette di scendere a 600 metri di profondità, dove potrai provare in prima persona cosa significa lavorare nel sottosuolo. Sotto la guida di ex minatori, ascolterai storie vere e vivrai l’atmosfera che per anni ha segnato la vita di molte famiglie asturiane. È un’esperienza che unisce storia ed emozione.

Ecomuseo Minero Valle de Samuño: natura e miniere mano nella mano

Nella Valle del Samuño, vicino a Langreo, sorge questo ecomuseo che abbina un viaggio su un treno minerario alla visita di un’antica miniera. Questa gita permette di godere dell’ambiente naturale mentre si apprendono i segreti dell’industria mineraria asturiana. Il paesaggio della valle è spettacolare e il viaggio in treno è perfetto per tutte le età.

Parco preistorico di Teverga: Miniere e Arte Rupestre

Sebbene non sia strettamente legato all’attività mineraria moderna, questo parco ti porta molto più indietro nel tempo, all’epoca in cui i primi abitanti delle Asturie lasciarono la loro impronta nella roccia. Esplorare le grotte e ammirare le ricostruzioni di pitture rupestri ti riporterà all’antico uso delle grotte sotterranee nella regione.

La Senda Verde As Minas: natura e cultura all’aria aperta

Per gli appassionati di escursionismo, i vecchi percorsi minerari sono stati trasformati in sentieri verdi che offrono scenari spettacolari e uno sguardo al passato industriale. Nella zona di Vegadeo, nella parte occidentale delle Asturie, la Senda Verde As Minas unisce natura e cultura, essendo perfetta per godersi una tranquilla passeggiata mentre si impara a conoscere il patrimonio minerario delle Asturie.

Feste e tradizioni minerarie: vivi la cultura locale

Le Asturie celebrano anche la loro eredità mineraria attraverso festival ed eventi che riempiono le strade di vita. La festa di Santa Barbara, patrona dei minatori, è una delle più importanti e viene celebrata ogni anno a Mieres il 4 dicembre con attività tradizionali, musica e gastronomia. È un’occasione perfetta per sentire la passione e l’orgoglio che gli asturiani hanno per la loro storia mineraria.

Esplorare la regione delle Asturie dal suo cuore minerario è un’esperienza che unisce avventura, storia e contatto con la natura. Permette non solo di conoscere i suoi paesaggi, ma anche di comprendere l’identità di una regione che è stata costruita dallo sforzo umano.

Vieni a scoprire questo lato diverso delle Asturie e vivi un’esperienza che ti lascerà un segno indelebile!

Nel cuore verde delle Asturie, dove valli e montagne si intrecciano con il Mar Cantabrico, esiste una tradizione che costituisce una parte essenziale della vita sociale e culturale di questa terra: le espichas. Questi incontri non ruotano solo intorno al sidro, la bevanda per eccellenza delle Asturie, ma sono anche una celebrazione dell’amicizia, della gastronomia e della musica. Le espichas sono molto più di una festa. Sono un simbolo dell’identità asturiana.

La storia e il significato delle espichas

Il termine “espicha” deriva dal verbo “espichar”, che si riferisce all’azione di aprire il rubinetto delle botti di sidro per iniziare a servirlo.

accion espichar sidra

Tradizionalmente, le espichas erano eventi informali che segnavano l’apertura delle botti di sidro nei llagares (luoghi di produzione del sidro) durante la primavera, quando il nuovo raccolto era pronto per essere consumato. Quella che era iniziata come una semplice pratica di condivisione del sidro è diventata col tempo una festa che ha riunito amici, vicini e conoscenti attorno a tavole piene di cibo e risate.

Oggi le espichas sono una parte essenziale della vita sociale asturiana, celebrate sia in occasione di eventi familiari che di feste pubbliche. Ma, sebbene il sidro sia il protagonista indiscusso, le espichas sono anche un omaggio alla cultura e all’ospitalità delle Asturie. L’atmosfera è rilassata e aperta, dove tutti sono i benvenuti per condividere, brindare e gustare i prodotti locali.

cartel sidra espicha

Come partecipare a un’autentica espicha

Per vivere un’autentica espicha, è essenziale comprendere alcuni dei rituali e delle usanze che la circondano. Innanzitutto, il sidro viene servito in un modo molto speciale. Viene versato dall’alto nel bicchiere in modo che la bevanda entri in contatto con l’aria e ne esalti il sapore e l’aroma. Versare il sidro non è solo una tecnica, ma un’arte che ogni buon asturiano e qualsiasi turista apprezzerà.

escanciado sidra naturaleza

Le espichas si tengono solitamente in piedi, il che incoraggia l’interazione tra i partecipanti, e non ci sono piatti individuali. Il cibo è disposto su lunghi tavoli, in stile buffet, dove ognuno si serve a piacere. Alcuni dei piatti più comuni che accompagnano questi incontri sono i salumi, i formaggi artigianali asturiani, il chorizo al sidro, le tortillas e, naturalmente, il lacón (prosciutto cotto) e i bollos preñaos (pane ripieno di chorizo). I dolci sono solitamente fatti in casa, con specialità come l’arroz con leche (budino di riso) o le casadiellas, pasticcini ripieni di noci e zucchero.

gastronomia tipica espichas

Un’autentica espicha è anche un’esperienza musicale. È frequente che durante la festa vengano eseguite canzoni tradizionali asturiane, interpretate spontaneamente dai partecipanti, o anche zampognari e gruppi folkloristici che animano la festa.

Raccomandazioni di “llagares” per una “espicha” indimenticabile

Le Asturie hanno un gran numero di llagares dove si produce sidro in modo tradizionale e molti di essi offrono la possibilità di organizzare o partecipare a espichas. Ecco alcuni consigli di llagares, dove potrai vivere un’esperienza autentica:

Llagar Castañón (Quintueles, Villaviciosa)

Questo llagar è un luogo tranquillo e piacevole per goderti un’espicha. Situato in una delle più importanti zone di produzione di sidro delle Asturie, nel comune di Villaviciosa, Llagar Castañón offre visite guidate ed espichas in cui è possibile degustare il suo sidro di alta qualità, accompagnato da prodotti locali.

Llagar Trabanco (Lavandera, Gijón)

Un llagar che è riuscito a mantenere le sue radici tradizionali ed è molto conosciuto. Le sue espichas sono caratterizzate da un’atmosfera festosa e familiare, oltre che dall’eccellente sidro prodotto. Organizzano espichas sia per gruppi privati che per il pubblico in generale, il che lo rende una buona opzione per coloro che desiderano immergersi nella cultura asturiana.

Llagar Foncueva (Sariego)

Situato in un incantevole ambiente rurale, questo llagar offre un’esperienza autentica e accogliente. Le espichas di Foncueva sono caratterizzate dalla cordialità e dal calore dei padroni di casa, oltre che da un’ampia varietà di prodotti asturiani da accompagnare al sidro.

sidra dulce y manzanas sidreria asturias

Llagar Herminio (Colloto, Oviedo)

Lungo una delle vie del sidro più frequentate delle Asturie, questo llagar è perfetto per chi cerca un’espicha con molta atmosfera. Oltre che per il suo eccellente sidro, Herminio si distingue per le sue espichas a tema, in cui la gastronomia asturiana incontra laboratori di sidro e musica dal vivo.

Sidra Cortina (Villaviciosa)

Cortina è un marchio con una lunga e apprezzata tradizione nella cultura del sidro asturiano. La sua posizione, nei dintorni rurali del comune di Villaviciosa e molto vicino alla capitale di questo comune, lo rende un luogo ideale per una espicha vivace e autentica. Inoltre, i suoi dintorni sono perfetti per chi desidera staccare la spina e godersi la natura assaporando un buon sidro.

Consigli per i viaggiatori

  • Per partecipare a un’espicha è meglio prenotare
  • Sarai a una festa perfetta per socializzare e fare amicizia, quindi non esitare a partecipare alle conversazioni e a brindare con i tuoi compagni di espicha. Il sidro e i suoi rituali creano un’atmosfera ideale per la gioia e la condivisione di momenti indimenticabili.
  • Bevi sidro, ma con moderazione, soprattutto se non lo hai mai bevuto prima, e sempre meglio se abbinato alle prelibatezze della gastronomia asturiana.

Le espichas sono una tradizione asturiana che va oltre il sidro. Sono un riflesso del carattere accogliente e festoso della gente di questa terra e un’espressione vivace e divertente della loro cultura ancestrale. Se ti rechi in questa regione, non perdere l’occasione di partecipare a un’espicha. Oltre alla degustazione del sidro, vivrai un’esperienza culturale unica che ti metterà in contatto con l’anima delle Asturie. E se stai cercando altri programmi per goderti le Asturie come un abitante del luogo, dai un’occhiata a tutti i nostri articoli sulla regione.

L’estate asturiana si riempie di musica, festa e spettacolo. Il Paradiso Naturale offre ai visitatori appassionati di queste attività culturali un’ampia gamma di festival, specializzati in varie manifestazioni musicali, che si svolgono in diverse zone delle Asturie.

Lev Festival

Il LEV Festival è giunto alla sua 18a edizione e si terrà dall’ 1 al 5 di maggio 2024 a Gijón; una delle sedi sarà il Laboral Ciudad de la Cultura. Saranno 4 giorni di programmazione in diverse sedi della città, con una line-up di artisti locali, nazionali e internazionali in cui concerti e performance audiovisive saranno ancora una volta i protagonisti. È un evento specializzato nella sperimentazione sonora elettronica e nella creazione audiovisiva e digitale contemporanea.

LEV festival asturias
credits: @Piru de la Puente

Reggaeton Beach Festival

Il Reggaeton Beach Festival è uno dei maggiori festival di musica urbana in Spagna. Quest’anno 2024, nel fine settimana del 27 e 28 di luglio, nella città di Avilés si potrà assistere all’esibizione di grandi artisti come Anuel AA, El Alfa e Maria Becerra.

Metrópoli Gijón

Sempre quest’anno, tra il 28 di giugno e il 7 di luglio 2024, Metrópoli Gijón offrirà un importante programma di musica pop e rock, oltre ad attività culturali di ogni tipo, tra cui le mostre più interessanti.

Boombastic

Musica urbana, pop, indie ed elettronica sono le colonne portanti di questo nuovo festival, che prevede anche un’area per attività diurne, moda e sfilate.

Nei giorni compresi tra il 18 e il 20 di luglio 2024 si svolgerà a Llanera la terza edizione del Boombastic. Il festival, che si tiene nel recinto di La Morgal, ha deciso di aumentare la sua capienza e conterà con un camping.

Boombastic ha già svelato la sua line-up completa, che comprende nomi come Black Eyed Peas, Manuel Turizo e Lola Índigo tra i tanti. Hanno però voluto mantenere il mistero lasciando un artista non confermato, che hanno soprannominato “artista a sorpresa”.

Tsunami

Gijón offrirà agli amanti del punk-rock una serie di concerti il 19,20 e 21 di luglio. La line-up del festival Tsunami è già nota e, in totale, più di 35 band verranno al Parque Hermanos Castro quest’estate.

Prestoso Fest

Per chi preferisce la musica indipendente, nel mese di agosto potrà apprezzare un festival forse poco conosciuto, il Prestoso Fest. Si svolgerà il 1, 2 e 3 agosto 2024 a Las Barzaniellas, a soli 2,5 km da Cangas del Narcea. Sebbene non siano ancora stati annunciati tutti i nomi della line-up, alcuni artisti sono già stati confermati.

Aquasella

Il 14, 15, 16 17 e 18 di agosto 2024 Arriondas, nell’est delle Asturie questo festival aprirà le porte a tutti gli amanti della techno. La line-up di Aquasella ha già attirato l’attenzione di molti seguaci di un festival che è già un classico nel suo genere.

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credits: Aquasella Fest

Riverland

Riverland Festival è un festival musicale indipendente inaugurato nel 2019 con sede ad Arriondas. In questo festival si può ascoltare la migliore musica dei generi indie, pop o rock, così come la migliore musica urbana, il tutto in un luogo immerso in una natura unica, sulle rive del fiume più emblematico delle Asturie, il Sella.

Dopo la grande affluenza dello scorso anno, Riverland torna a proporsi il 23, 24 e 25 di agosto 2024. 

riverland fest asturias
credits: Riverland Fest
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