Da una lampada d’altri tempi a una sedia trasformata in pezzo da museo: questo itinerario a Glòries invita a capire Barcellona attraverso le cose che produce, conserva, vende, riutilizza e reinventa.
C’è un modo di conoscere Barcellona che non comincia davanti a un monumento, ma rovistando tra scatole e cassette. Può saltare fuori una macchina fotografica analogica, un servizio di bicchieri sopravvissuto a diversi traslochi, un vecchio manifesto, una lampada degli anni Settanta o quel mobile di cui non sapevi di avere bisogno finché non l’hai visto.
Per provarlo bisogna allontanarsi un po’ dagli itinerari più prevedibili e raggiungere la plaça de les Glòries. Nel giro di poche centinaia di metri convivono uno dei mercati più particolari della città, uno dei suoi grandi progetti recenti di trasformazione urbana e il museo dedicato al design e alle arti dell’oggetto. Una combinazione decisamente barcellonese: memoria popolare, commercio quotidiano e design contemporaneo sullo stesso marciapiede.
Els Encants: meglio arrivare senza lista degli acquisti
A Els Encants – Fira de Bellcaire si può andare per comprare qualcosa di preciso. Ma probabilmente non è la strategia migliore. Ci sono antiquariato, mobili, illuminazione, abiti usati e vintage, libri, articoli per la casa, collezionismo, artigianato, fondi di magazzino e oggetti difficili da classificare. Parte del divertimento sta proprio nel passare da un banco all’altro senza sapere bene cosa comparirà dopo. Il mercato apre lunedì, mercoledì, venerdì e sabato, dalle 9:00 alle 20:00. Chi vuole scoprire una delle sue tradizioni più caratteristiche deve alzarsi molto prima: l’area delle aste è attiva negli stessi giorni tra le 7:45 e le 9:00.
Consulta giorni e orari sul sito ufficiale di Els Encants

C’è un oggetto che merita attenzione a Els Encants, anche se non è in vendita: il mercato stesso. L’edificio attuale, progettato da b720 Fermín Vázquez Arquitectos, è stato completato nel 2013 con l’obiettivo di conservare il carattere aperto e urbano del vecchio mercato. Per questo i banchi sono distribuiti su livelli diversi che prolungano lo spazio cittadino sotto un’enorme copertura. La parte inferiore è uno specchio dorato e frammentato che riflette, deforma e moltiplica tutto ciò che accade sotto.
L’effetto è particolarmente adatto a un luogo dedicato a oggetti che cambiano proprietario e funzione: vestiti, persone, mobili e corridoi riappaiono sopra le nostre teste trasformati in qualcos’altro. L’architettura diventa così una transizione perfetta verso la tappa successiva. Chi vuole approfondire questo aspetto della città può continuare con il nostro itinerario dedicato all’architettura aperta di Barcellona, dove Els Encants e il Disseny Hub vengono raccontati da un’altra prospettiva.
Glòries: una piazza in cui finalmente viene voglia di fermarsi
Per decenni, per molti barcellonesi Glòries è stata più uno snodo del traffico che una vera piazza. Oggi l’esperienza è molto diversa. Il cambiamento più evidente è arrivato nell’aprile 2025 con l’apertura del nuovo Parc de les Glòries, culmine di anni di trasformazione urbana. L’insieme offre circa nove ettari di spazio pubblico, 30.000 metri quadrati di verde e oltre 1.000 alberi, e collega meglio quartieri e assi urbani che un tempo sembravano separati dalle infrastrutture stradali.

In plaça de les Glòries Catalanes ha sede anche il Disseny Hub Barcelona (DHub), centro di riferimento a Barcellona dedicato alla cultura del design e alle industrie creative, che ospita musei, mostre e archivi. Le collezioni del Museu del Disseny comprendono più di 80.000 pezzi e spaziano dalle arti decorative storiche al product design, dalla grafica alla moda, dai tessili alle arti d’autore. Sedie, manifesti, lampade, abiti, ceramiche e confezioni smettono di sembrare oggetti comuni quando vengono messi in relazione con la storia del design.
Nel 2026 c’è inoltre un ottimo motivo per far passare di qui questo itinerario. La mostra semipermanente Matter Matters. Progettare con il mondo, prevista per il 2025-2027 e legata al programma Barcellona Capitale Mondiale dell’Architettura 2026, propone di rileggere le collezioni a partire da qualcosa di fondamentale come la materia. La mostra riunisce 705 oggetti e rompe deliberatamente le tradizionali divisioni tra discipline. Una delle sue installazioni, Materia Situata, parte dagli oggetti che un giovane di Barcellona può utilizzare durante una giornata qualsiasi per chiedersi da dove arrivino i materiali, quale impatto ecologico abbiano e quali alternative esistano.
Dopo aver passato la mattina a osservare oggetti usati a Els Encants, è difficile immaginare un seguito più coerente. Il mercato insegna che gli oggetti possono avere più vite; il museo invita a riflettere su ciò che succede prima, durante e dopo ciascuna di esse.
Se hai ancora voglia di camminare: Poblenou
L’itinerario potrebbe tranquillamente finire qui. Ma Glòries ha un vantaggio: confina con Poblenou, e basta prolungare la passeggiata verso est perché la storia delle seconde vite continui, questa volta alla scala degli edifici. Durante l’industrializzazione del XIX secolo, Poblenou arrivò a essere conosciuto come la “Manchester catalana” per la forte concentrazione di fabbriche, soprattutto tessili. Con il declino industriale, molti edifici persero la funzione originaria e furono successivamente recuperati come centri educativi, culturali e artistici o come spazi legati all’innovazione.

Dal DHub si può proseguire verso vie come Tànger e avvicinarsi, per esempio, a Ca l’Aranyó, una delle ex fabbriche che fanno parte dell’itinerario ufficiale del patrimonio industriale del 22@. Poi si può continuare senza un programma troppo rigido, individuare vecchie ciminiere tra gli edifici nuovi e concludere con qualcosa da bere nei dintorni della Rambla del Poblenou.
Una Barcellona fatta di cose
Barcellona ha edifici che riconosciamo ancora prima di averli visitati. Ma ha anche migliaia di oggetti meno famosi capaci di raccontare storie altrettanto interessanti. A Glòries basta avvicinarsi un po’ per ascoltarle.
Consiglio pratico: il modo più semplice per organizzare l’itinerario è scegliere un giorno di apertura di Els Encants e controllare prima di partire la programmazione e gli orari aggiornati del Disseny Hub. Per godersi davvero il mercato, è meglio prendersi il proprio tempo ed evitare di considerarlo una visita da venti minuti: qui perdersi un po’ fa parte del programma.