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Colline ricamate da filari e vigneti, borghi tra i più belli d’Italia, luoghi ricchi di storia e d’arte. La provincia di Treviso è uno scrigno di tesori culturali ed enogastronomici, di antiche tradizioni e di paesaggi suggestivi tutti da scoprire che, con l’avvicinarsi dell’autunno, si tingono di mille colori diversi. 

Se hai in programma un viaggio in questo angolo di Veneto, ecco 10 luoghi da non perdere e altrettante idee per una gita autunnale tra i vigneti, alla scoperta di sapori, storia e tradizioni. 

Brindisi tra le colline: 10 luoghi da scoprire nel cuore del Prosecco DOCG

Treviso è una provincia che saprà sorprenderti. Oltre a un ricco patrimonio artistico, storico e culturale, la zona è rinomata anche per la sua eccellente varietà enogastronomica, che affonda le sue radici in antiche tradizioni portate avanti generazione dopo generazione.

Tra i prodotti più celebri c’è sicuramente il Prosecco, un vino frizzante, fresco, leggero, perfetto per ogni occasione e oggi tra i bianchi più famosi al mondo. Ma si fa presto a dire Prosecco. Lo sapevi che non ne esiste solo uno?

Da una parte, infatti, c’è il Prosecco DOC, prodotto in quasi tutte le province venete (a esclusione solo di quelle di Verona e Rovigo) e in Friuli-Venezia Giulia. Dall’altra c’è il Prosecco DOCG, un vino di origine controllata e garantita realizzato unicamente sulle colline dell’alta provincia di Treviso, tra le zone di Asolo, Conegliano e Valdobbiadene.

È proprio di queste zone che voglio parlarti in questo articolo, suggerendoti 10 luoghi da non perdere tra le colline e vigneti del Prosecco DOCG. Partiamo?

uva prosecco

Conegliano: porta di accesso alle colline del Prosecco DOCG

Conegliano è la porta di accesso alle colline del Prosecco DOCG per chi arriva dalla pianura e conserva ancora oggi un centro storico dove si alternano antichi palazzi nobiliari e luoghi suggestivi. Tra questi il castello, oggi sede del Museo Civico, che con le sue imponenti mura e le sue torri domina la città dall’alto, offrendo un panorama mozzafiato sulla pianura trevigiana e sulle colline circostanti, soprattutto nelle giornate più limpide.

Cuore pulsante della città è Piazza Cima, dedicata al celebre pittore rinascimentale Cima da Conegliano, sulla quale si affaccia il Teatro Accademia. Da non perdere anche il vicino Duomo di San Leonardo e il Cimitero Ebraico, uno dei più antichi e meglio conservati d’Italia, che regala un’atmosfera incredibilmente suggestiva soprattutto in autunno, quando le foglie iniziano a cambiare colore.

panorama conegliano
Conegliano

Vittorio Veneto e le sue due anime: Ceneda e Serravalle

Le radici di Vittorio Veneto affondano nel Medioevo, quando due borghi rivali, Ceneda e Serravalle, si contendevano l’egemonia sulla zona. Fu solo nel 1866, con l’annessione della regione al Regno d’Italia, che i due centri furono uniti sotto un’unica denominazione, scelta per onorare Vittorio Emanuele II e la vittoria che segnò la fine della Grande Guerra. 

Oggi, la cittadina conserva due anime: una più moderna, rappresentata dalla vecchia Ceneda, oggi sede del Museo della Battaglia dedicato agli eventi della Prima Guerra Mondiale, e una più antica, che vede il suo cuore pulsante nel centro storico di Serravalle, che conserva il suo fascino medievale tra vicoli, portici e case-torri. 

Da non perdere anche il Santuario di Sant’Augusta, immerso nel verde e in posizione sopraelevata, raggiungibile intraprendendo una camminata che parte proprio dal centro storico di Serravalle. 

Vittorio Veneto
Vittorio Veneto

Il Molinetto della Croda: tuffo nell’antica vita contadina

Il Molinetto della Croda è un luogo incantato immerso tra le colline trevigiane. Situato nella valle del Lierza, questo antico mulino ad acqua è un vero e proprio gioiello architettonico e paesaggistico che accompagna indietro nel tempo e permette di sperimentare da vicino un assaggio di vita rurale trevigiana. 

Costruito nel Dodicesimo secolo, fu per decenni un punto di riferimento per le famiglie contadine della zona, che qui venivano a macinare il grano, attività che venne svolta fino al 1953. Adagiato su una roccia a strapiombo sul torrente Lierza, oggi il mulino è un museo dove storia e natura si fondono in perfetta armonia e dove è possibile vedere da vicino i meccanismi della macinazione e il loro funzionamento.

E una volta qui, se hai un po’ di tempo in più, ti consiglio di fare un piccola deviazione per visitare la vicina pieve di San Pietro di Feletto, un gioiellino dell’architettura romanica costruito tra l’Ottavo e il Nono secolo che ancora oggi ospita splendidi affreschi.

Molinetto della Croda

Cison di Valmarino: dove la fiaba diventa realtà

Cison di Valmarino è un borgo che sembra uscito da una favola. Situato tra le colline trevigiane e oggi tra i Borghi più belli d’Italia, questo gioiello architettonico e paesaggistico ti incanterà con le sue stradine acciottolate, le sue botteghe e l’atmosfera medievale che ancora oggi pervade il centro storico.

Cuore pulsante è il suo castello, noto anche come Castelbrando: un’imponente fortezza, risalente al Dodicesimo secolo, un tempo dimora di nobili famiglie e oggi rinomato hotel che vanta interni eleganti e raffinati (testimonianza affascinante del passato della struttura) e un panorama mozzafiato sulla vallata.

Se decidi di visitare Cison di Valmarino non dimenticarti di assaggiare il Torcolo, un dolce tipico della zona: una ciambella dolce preparata con uvetta, pinoli e zucchero. 

Castelbrando
Castelbrando

Valdobbiadene e dintorni: colline patrimonio UNESCO

Il piccolo comune di Valdobbiadene (insieme a tutti i paesini e le frazioni che lo circondano) è, insieme a Conegliano, il cuore dell’area di produzione di Prosecco DOCG sulla riva sinistra del fiume Piave. 

Le sue colline, ora Patrimonio dell’Umanità UNESCO, sono un mosaico di vigneti terrazzati che si estendono a perdita d’occhio, offrendo uno spettacolo unico al mondo. 

Da non perdere, oltre a un’immancabile visita a una delle cantine della zona, anche una passeggiata sul Colle delle Bastie, o Colle Cartizze, un fazzoletto di terra di appena 107 ettari dal quale si possono ammirare le distese di vitigni e dove nasce l’omonimo cru, una delle varietà più rinomate di Prosecco DOCG.

Valdobbiadene

Il Sacrario Militare sul Monte Grappa: alla scoperta dei luoghi della Grande Guerra

A dividere la zona di Valdobbiadene da quella di Asolo c’è il fiume Piave: corso d’acqua “sacro alla Patria” e simbolo della resistenza italiana durante la Prima Guerra Mondiale, quando rappresentò l’ultima linea di difesa contro l’avanzata austro-ungarica.

Durante un viaggio in questo angolo di Veneto, quindi, ti capiterà di incappare in numerosi monumenti dedicati ai caduti e ai soldati e altrettanti luoghi che sono stati teatro delle atrocità del conflitto. A unire le due cose è il Sacrario Militare sulla cima del Monte Grappa, circondato da pendii sui quali si possono ancora oggi vedere le cicatrici delle granate. 

Costruito negli anni Trenta del Novecento e comodamente raggiungibile in auto, il sacrario ospita le salme dei soldati italiani e austro-ungarici, che oggi riposano in un luogo che si affaccia direttamente sulla pianura che ha visto alcuni degli episodi più aspri del conflitto. Cima Grappa si trova infatti a 1.775 metri sul livello del mare, in una posizione privilegiata dalla quale, durante le giornate più limpide, si può vedere anche Venezia.

Sacrario Militare sulla cima del Monte Grappa

I pendii del Grappa: paradiso dei formaggi

Non lontano dai vigneti dell’asolano e rimanendo nella zona del Monte Grappa, non puoi non fermarti in uno dei ristoranti o in una delle botteghe che incontrerai lungo la strada per assaggiare alcuni dei più celebri formaggi locali. Durante la bella stagione, infatti, le malghe dei pendii del Grappa aprono le loro porte e le mucche salgono in quota per pascolare e produrre un latte puro e genuino dal quale nascono poi formaggi unici come il Morlacco e il Bastardo.

Il Morlacco, prodotto Slow Food, ha una storia antichissima e legata ai Morlacchi, una popolazione arrivata qui secoli fa dai Balcani. È un formaggio fresco e delicato, pronto in poco tempo, ma che può anche essere stagionato per ottenere un gusto più intenso.

Il Bastardo, invece, è un formaggio nato dall’unione di diverse preparazioni e, un tempo, anche di diversi tipi di latte; ecco il perché del suo particolarissimo nome. Oggi viene prodotto principalmente con il latte della mucca Burlina, una razza quasi estinta e tipica di queste zone della provincia di Treviso.

formaggi monte grappa

Possagno: luogo natale di Antonio Canova

Possagno, ai piedi del Monte Grappa, è un piccolo centro che tra i suoi cittadini illustri vanta una figura che ha segnato per sempre la storia dell’arte: Antonio Canova, nato qui nel 1757 e diventato uno dei più grandi artisti del Neoclassicismo.

Due i luoghi visitabili che raccontano la vita e le opere dell’artista. Da una parte il Museo Canova, composto dalla casa natale dello scultore (che ospita ancora oggi oggetti appartenuti a lui e alla sua famiglia) e dall’affascinante Gypsotheca (nella quale è esposta una ricca raccolta di gessi che venivano utilizzati per la realizzazione delle statue in marmo). Dall’altra il Tempio Canoviano, la chiesa a lui dedicata e dove oggi riposano le sue spoglie. Se durante la tua visita il cielo è limpido, ti consiglio di salire anche sulla cupola dell’edificio, dalla quale, se non c’è foschia, pare sia possibile vedere anche Venezia! 

tempio canova possagno

Asolo: la città dei cento orizzonti

Asolo, uno dei Borghi più Belli d’Italia, è un luogo la cui bellezza ha ispirato poeti come Robert Browning, scrittori come Henry James e viaggiatori come Freya Stark, che ne rimase incantata tanto da dedicargli diverse pagine del suo diario.

Già abitato in epoca romana, nel Medioevo questo centro sulle colline trevigiane conobbe un grande sviluppo, ma è tra il Quindicesimo e il Sedicesimo secolo che raggiunse il suo massimo splendore. Il merito è di Caterina Cornaro, regina di Cipro nata a Venezia nel 1453 e profondamente legata ad Asolo, che portò qui una corte raffinata fatta di poeti, artisti e intellettuali, trasformando la cittadina in un polo culturale di rilievo per tutto il territorio.

Passeggiando per le stradine di Asolo, definita da Giosuè Carducci “la città dei cento orizzonti”, ti sembrerà di fare un salto nel passato. Non perdere il Castello, arroccato su una collina e che offre una vista mozzafiato sulla campagna circostante; la Rocca, con le sue mura imponenti; le chiese, i palazzi storici e la casa di Eleonora Duse, celebre attrice sepolta proprio nel piccolo cimitero cittadino.

La bellezza di Asolo la fa entrare di diritto, senza se e senza ma, tra le gite autunnali da non perdere tra i vigneti della provincia di Treviso. E se hai un po’ di tempo in più, fai una breve deviazione verso la vicina Monfumo, rinomata per le sue mele!

asolo

Tesori nascosti: gli affreschi del Veronese a Villa Maser

Villa Maser, un capolavoro senza tempo immerso nella campagna trevigiana, è una testimonianza tangibile del genio di Andrea Palladio, che qui ha saputo coniugare l’eleganza delle forme classiche con la funzionalità degli spazi, creando un’architettura armoniosa e perfettamente integrata nel paesaggio circostante. 

Costruita tra il 1554 e il 1560 su commissione dei fratelli Barbaro, la villa vanta un affascinante giardino, dove statue e fontane si alternano a viali alberati e aiuole fiorite, e un importante ciclo di affreschi realizzati da Paolo Veronese che trasforma la struttura in una vera e propria galleria d’arte tutta da scoprire, tra scene mitologiche e allegoriche, veri capolavori del Rinascimento veneziano.

Visitare questa villa è come fare un viaggio nel tempo alla scoperta di un’epoca in cui l’eleganza e la bellezza erano alla base di ogni creazione artistica e in cui le nobili famiglie veneziane lasciavano la laguna per godere della campagna dell’entroterra.

Come raggiungere i vigneti della provincia di Treviso da Venezia

Una volta atterrato a Venezia, raggiungere la zona del prosecco di Treviso è piuttosto semplice. Ecco le opzioni disponibili:

  • A Venezia puoi prendere un treno per Conegliano o Valdobbiadene, le principali località della regione del Prosecco. Da lì, puoi esplorare la zona con un auto a noleggio o un autobus locale.
  • In alternativa, puoi raggiungere la regione direttamente in auto da Venezia. Prendi l’autostrada A27 in direzione Belluno ed esci a Conegliano. Il tempo di percorrenza è di circa 45 minuti.
Colline del Grappa

Ora che hai scoperto alcuni dei più bei luoghi da non perdere tra i vigneti della provincia di Treviso, non ti resta che organizzare l’itinerario e prenotare il tuo volo per Venezia. Buon viaggio!

Migliaia di visitatori da tutto il mondo e centinaia di opere d’arte, mostre ed esposizioni internazionali: è la Biennale di Venezia.

L’appuntamento, che raccoglie in Laguna le ultime avanguardie e il risultato delle menti più creative e innovative del globo, declina ed esplora l’arte in ogni sua forma, dalla pittura alla danza, dando vita a migliaia di sfumature tutte da scoprire passeggiando tra i giardini e le calli di una delle città più belle del mondo.

Ecco tutte le informazioni utili per scoprire, vivere e visitare la Biennale di Venezia!

ingresso Biennale Venezia

Cos’è la Biennale di Venezia

La Biennale di Venezia è uno degli appuntamenti internazionali più importanti al mondo quando si parla di arte e uno degli eventi più celebri della città lagunare; dopo il Carnevale, ovviamente!

Nata per accogliere opere d’arte figurativa, oggi la Biennale è dedicata a ogni espressione artistica: dalla musica al teatro, passando per architettura e danza, fino ad arrivare al cinema, con la Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, il più antico festival cinematografico del mondo.

viale Giardini Pubblici Venezia
viale Giardini Pubblici, Venezia

Per arrivare qui, però, la Biennale ne ha fatta di strada! Dalla sua primissima edizione, infatti, sono cambiate moltissime cose, prima fra tutte la sua location, che si è notevolmente ampliata.

Dopo aver invaso i Giardini Napoleonici del sestiere Castello, una delle sei zone nelle quali è divisa Venezia, oggi l’esposizione si è infatti diffusa capillarmente in tutta la città (compreso il Lido!), ennesima prova che l’arte non conosce davvero confini.

Biennale di Architettura
Biennale di Architettura

La storia della Biennale (in pillole)

Pare che la storia della Biennale di Venezia sia iniziata tra i tavolini del celebre Caffè Florian, uno dei salotti pubblici più vivaci della Laguna e oggi locale storico affacciato su Piazza San Marco.

Dalla sua apertura nel 1720, il Florian ha sempre ospitato alcune tra le più importanti personalità nazionali e internazionali e tra loro, alla fine dell’Ottocento, c’era anche Riccardo Selvatico, commediografo, poeta e, soprattutto, sindaco della città dal 1890 al 1895.

Tra tazze fumanti e cicchetti, Selvatico e i suoi collaboratori ipotizzarono per anni un progetto in grado di portare a Venezia tutte le ultime novità artistiche. Il loro sogno divenne realtà il 30 aprile 1895, quando fu inaugurata la I Esposizione Internazionale d’Arte della città di Venezia.

Giardini della Biennale
Giardini della Biennale

Nel corso degli anni, i Giardini Napoleonici accolsero non solo un numero crescente di visitatori, ma anche di Paesi, ognuno con un proprio padiglione espositivo. Molte delle strutture sono vere e proprie opere d’arte e sono state realizzate da famosi architetti: da Carlo Scarpa a Gerrit Rietveld, responsabile del progetto del Museo Van Gogh di Amsterdam.

Diventata ente autonomo nel 1930, la Biennale d’arte presto fu affiancata anche dalla Mostra di musica contemporanea (1930), dalla Mostra internazionale d’arte cinematografica (1932), dalla Biennale di Teatro (1934), di Architettura (1980) e di Danza (1999), la piccolina di casa.

Oggi la Biennale di Venezia è uno degli appuntamenti artistici più importanti della scena globale e ogni evento (a esclusione di quello cinematografico) è legato a un tema specifico, spesso volto a trasmettere un messaggio universalmente valido. Dopotutto l’arte è un linguaggio universale, no?

Padiglione della Finlandia

La Biennale di Venezia del 2024

Nel 2024, il calendario degli appuntamenti legati all’evento veneziano è ricchissimo. Quest’anno, infatti, tornano, insieme al Festival del Cinema, anche la Biennale Arte, la Biennale Teatro, la Biennale Danza e la Biennale Musica.

La Biennale Arte 2024

Ad aprire le danze è la Biennale Arte, che sabato 20 aprile ha inaugurato ufficialmente la 60esima Esposizione Internazionale d’Arte, evento che si concluderà domenica 24 novembre 2024 e che quest’anno avrà come filo conduttore il superamento dei confini, geografici e culturali, e la lotta contro il razzismo e la xenofobia.

L’edizione, intitolata “Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere” e a cura di Adriano Pedrosa — già Direttore Artistico del Museu de Arte de São Paulo Assis Chateaubriand —, vanta anche un curioso primato: è la prima ad accogliere tra i suoi ospiti un pontefice! Papa Francesco ha infatti visitato il Padiglione della Santa Sede domenica 28 aprile.

L’evento vede la partecipazione di 86 diverse nazioni di cui 4 new entry che prendono parte per la prima volta alla Biennale Arte: la Repubblica del Benin, l’Etiopia, la Repubblica Democratica di Timor Leste e la Repubblica Unita della Tanzania. Due, invece, le artiste che ottengono il Leone d’Oro alla Carriera: Anna Maria Maiolino, disegnatrice italiana naturalizzata brasiliana, e Nil Yalter, poliedrica artista turca naturalizzata francese.

Come per ogni edizione, anche quest’anno non mancano inoltre gli eventi collaterali e le mostre e le iniziative promosse dagli enti e dalle istituzioni nazionali e internazionali. Gli appuntamenti sono ben 30 e il calendario completo, con tutte informazioni utili per la visita, è disponibile sul sito ufficiale della Biennale.

biennale arte

La Biennale Teatro 2024

Il 15 giugno 2024, invece, apre le sue porte la Biennale Teatro, giunta alla sua 52esima edizione, che si concluderà il 30 dello stesso mese. A dirigere il festival, che si sviluppa tra le sale e i teatri dell’Arsenale di Venezia e l’elegante Ca’ Giustinian, sono quest’anno gli autori e registi Stefano Ricci e Gianni Forte.

Due i riconoscimenti previsti nel corso di questa edizione: il Leone d’Argento, assegnato a Gob Squad, collettivo di artisti britannici e tedeschi nato nel 1994 a Nottingham (Regno Unito), e il Leone d’Oro, consegnato invece alla compagnia Back to Back Theatre, considerata la “capofila del rinnovamento teatrale in Australia” e fra le più note a livello internazionale per il suo impegno nel fare della disabilità uno strumento di indagine artistica.

Anche in questo caso, tutti gli eventi previsti in calendario sono disponibili sul sito ufficiale

Palazzo Giustinian
Palazzo Giustinian

La Biennale Danza 2024

Durante l’estate, il Festival Internazionale del Teatro lascerà il posto alla Biennale Danza: il 18esimo Festival Internazionale di Danza Contemporanea sarà infatti inaugurato il 18 luglio, per poi concludersi il 3 agosto.

Diretto dal coreografo e regista britannico Wayne McGregor, l’evento prevede un ricchissimo programma fatto di appuntamenti e spettacoli quotidiani che vedranno esibirsi solisti e compagnie internazionali. Tema di questa edizione è “We Humans”, una tematica scelta con l’obiettivo di provare a “svelare la grande complessità, le contraddizioni e il mistero della vita umana”.

Come per la Biennale Teatro, anche in questo caso sono due i prestigiosi riconoscimenti consegnati nel corso di questa edizione: il Leone d’Argento, assegnato a Trajal Harrell, ballerino e coreografo americano che unisce numerosi stili artistici in performance eclettiche e dalle atmosfere internazionali, e il Leone d’Oro, destinato alla danzatrice e coreografa italiana Cristina Caprioli
Tutte le performance e gli eventi sono disponibili sul sito ufficiale.

La Biennale Cinema 2024

A chiudere l’estate sarà invece la Biennale Cinema, oggi diventata un evento con cadenza annuale. Giunta alla sua 81esima edizione e diretta quest’anno da Alberto Barbera, la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica stenderà il suo red carpet al Lido di Venezia dal 28 agosto al 7 settembre 2024.

Momenti clou dell’evento, oltre all’arrivo in Laguna delle star nazionali e internazionali, saranno l’assegnazione dei Leoni d’Oro alla carriera (destinati ai professionisti del settore che hanno contribuito allo sviluppo dell’arte cinematografica) e del Leone d’Oro al miglior film, che nel 2023 è stato assegnato a “Povere Creature”, successo del regista Yorgos Lanthimos.

Il calendario completo dell’edizione è disponibile sul sito ufficiale

teatro mostra cinema venezia

La Biennale Musica 2024

Con l’inizio dell’autunno sarà infine il turno della Biennale Musica, che si terrà dal 26 settembre all’11 ottobre 2024. Il 68esimo Festival Internazionale di Musica Contemporanea sarà diretto dalla compositrice italiana Lucia Ronchetti e vedrà in calendario tantissimi appuntamenti quotidiani che avranno come protagonisti solisti ed ensemble internazionali, oltre alle attività legate alla Biennale College Musica, dedicata ai nuovi progetti.

Il festival, quest’anno, sarà dedicato al concetto di “Musica Assoluta”: una declinazione che non include quindi riferimenti extra-musicali o visivi e che vuole rendere protagonista la musica come “linguaggio autonomo”.

Già annunciati il Leone d’oro e il Leone d’argento alla carriera dell’edizione 2024, che vanno rispettivamente alla compositrice inglese Rebecca Saunders e alla storica compagine tedesca Ensemble Modern, attiva da oltre quarant’anni e tra le principali protagoniste dell’avanguardia europea e americana.

Tutte le performance e gli eventi sono disponibili sul sito ufficiale

Uno sguardo al futuro: la Biennale Architettura 2025

Bisognerà invece aspettare il 2025 per il ritorno della Biennale Architettura, che, con l’evento del prossimo anno, che si terrà dal 10 maggio al 23 novembre, giungerà alla sua 19esima edizione.

Curata dall’architetto e ingegnere Carlo Ratti e allestita tra i Giardini della Biennale e l’Arsenale, l’esposizione seguirà un filo conduttore intitolato “Intelligens. Naturale. Artificiale. Collettiva.” e, usando come cardine il tema della sostenibilità ambientale, proverà a tracciare nuove rotte per il futuro suggerendo un ventaglio di soluzioni ai problemi più pressanti del presente. Stay tuned! 

arsenale venezia
Arsenale

Informazioni utili per visitare la Biennale di Venezia

Come anticipavo, la Biennale di Venezia invade letteralmente la città e, anche se la sede espositiva principale è quella dei Giardini Napoleonici (o del Lido, nel caso dell’evento dedicato al cinema), gli appuntamenti in calendario sono sparsi per tutta Venezia: nei palazzi storici, all’interno di chiese sconsacrate, ma anche sulle barche!

Per questo motivo, una volta raggiunta la Laguna, ti consiglio di recarti in uno degli Uffici di Informazione e Accoglienza Turistica (IAT) e di richiedere una brochure o uno dei libriccini creati appositamente per l’occasione; al suo interno troverai tutti gli appuntamenti e le location e potrai segnare a penna o a matita quelli che ti interessano di più. Ecco dove trovare gli IAT:

  • Se arrivi in treno: all’interno della stazione di Venezia Santa Lucia, di fronte al binario 2;
  • Se arrivi in auto: all’interno dell’Autorimessa Comunale di Piazzale Roma;
  • Se arrivi in aereo: nell’area arrivi dell’aeroporto Marco Polo, dove atterrerai con Volotea;
  • Se sei già a Venezia da qualche giorno: uno degli uffici si trova nel salotto più bello della città, Piazza San Marco!

Non hai trovato le brochure? Non preoccuparti, passeggiando per la città ti imbatterai più volte in cartelloni o totem rossi con la mappa e gli appuntamenti più importanti! In alternativa, infine, c’è sempre il sito ufficiale della Biennale.

dettaglio Biennale Architettura

Come arrivare ai Giardini della Biennale

Per arrivare ai Giardini della Biennale io ti consiglio di attraversare Venezia a piedi, di perderti tra le sue calli e i suoi campi e, perché no, di fermarti nelle diverse location toccate dall’evento che incontrerai lungo la strada.

In questo modo non solo potrai vivere sulla tua pelle l’atmosfera vivace e frizzante della Biennale, ma potrai scoprire anche le zone meno battute della città, come il sestiere Castello, che è uno dei più autentici e più affascinanti (nonché uno dei miei preferiti insieme a Cannaregio).

Sestiere Castello
Sestiere Castello

Mi rendo conto, però, che attraversare letteralmente Venezia da una parte all’altra possa essere stancante, soprattutto se davanti a te hai un’intera giornata tra padiglioni, mostre ed esposizioni. In questo caso, la soluzione migliore sono i vaporetti, gli “autobus sull’acqua” di Venezia. Questi mezzi sono una vera e propria istituzione in città, quindi attenzione a non chiamarli “battelli” o “barche”!

Se arrivi in treno alla stazione ferroviaria di Santa Lucia o in auto, e lasci la macchina in uno dei parcheggi vicini a Piazzale Roma, puoi salire a bordo di uno dei vaporetti delle linee 4.1 o 5.1, con destinazione Lido.

Sappi, però, che ai Giardini della Biennale arrivano anche le linee 1, 4.2, 5.2, 6, 8, 10 e N, nel caso decidessi di partire da un’altra zona della città. Trovi tutte le informazioni aggiornate sulle linee, gli orari e i costi sul sito ufficiale della mobilità veneziana: AVM.

Vaporetto sul Canal Grande

Come partecipare alla Biennale di Venezia

Molte mostre, esposizioni ed esibizioni che vengono organizzate e allestite all’interno dei palazzi veneziani sono visitabili gratuitamente, ma per accedere ai Giardini della Biennale è necessario acquistare un biglietto.

I ticket sono disponibili sul sito ufficiale della Biennale di Venezia un mese o un paio di settimane prima dell’inaugurazione e il loro valore cambia a seconda dei diversi appuntamenti. Normalmente sono previste riduzioni per gli under 26 o over 60, mentre i bambini sotto i 6 anni non pagano.

Se, però, durante il tuo viaggio a Venezia decidi di visitare la Biennale all’ultimo momento, sappi che i biglietti si possono acquistare anche all’ingresso a eccezione di quelli per la Mostra Internazionale del Cinema, per la quale sono disponibili pochi posti ed è necessaria la prenotazione online. Visto il calibro dell’evento non c’è da stupirsi, non credi?

10 curiosità sulla Biennale

La Biennale di Venezia, crocevia di arti e culture, è ricca di storie, chicche e curiosità. Ecco alcune cose che forse non sapevi sull’importante evento lagunare.

  1. La struttura che oggi è nota come padiglione italiano fu costruita nel 1895 in occasione dell’inaugurazione della prima edizione. Inizialmente l’edificio era dedicato all’arte in generale e si chiamava, appunto, “Pro Arte”.
  1. Il primo padiglione stabile della Biennale di Venezia, dopo quello italiano, fu quello del Belgio, costruito solo nel 1907.
  1. Entrare nei singoli padiglioni è un po’ come fare un giro del mondo e non solo per le forme d’arte esposte. Al loro interno, infatti, sono in vigore le regole dei singoli stati, quindi, visitandoli, è un po’ come se per un attimo lasciassi il suolo nazionale!
  1. Con l’appuntamento del 2017, la Biennale d’arte ha raggiunto la sua 57esima edizione e questo la rende l’evento più antico e longevo al mondo nel suo genere!
  1. La prima Mostra Internazionale di Architettura, organizzata nel 1980, venne ospitata nell’area dell’Arsenale e non ai Giardini Napoleonici. A proposito, le porte dell’Arsenale sono una vera meraviglia, ti consiglio di non perderle!
Porta dell'Arsenale, Venezia
Porta dell’Arsenale, Venezia
  1. Anche se oggi la Mostra internazionale del cinema di Venezia è strettamente legata al Palazzo del Cinema sul Lungomare Marconi del Lido, la sua prima edizione si è tenuta sulla terrazza dell’Hotel Excelsior, un albergo a cinque stelle che tra i suoi ospiti illustri vanta anche Winston Churchill!
  1. La Mostra Internazionale del cinema di Venezia si chiama così perchè non nacque come evento competitivo, ma come una vera e propria esposizione, secondo lo spirito della Biennale. Il primo film a essere presentato? Dr. Jekyll and Mr. Hyde, di Rouben Mamoulian.
  1. La Biennale di Architettura e la Biennale d’arte sono gli unici due appuntamenti che hanno realmente luogo ogni due anni. Tutti gli altri, infatti, si tengono annualmente.
  1. Maria Callas e Aristotele Onassis si incontrarono per la prima volta durante l’edizione del 1957 della Mostra del Cinema. Insomma, è proprio tra le luci del Lido che nacque l’amore tra “la Divina” e l’armatore greco, il resto è storia!
  1. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Biennale viene interrotta e dal 1943 al 1945 i suoi padiglioni offrono rifugio ai set di Cinecittà, che si trasformano così in teatri di posa trasformando l’intera zona nel Cinevillaggio. 

Se vuoi scoprire tutte le altre sfumature della città, leggi sul blog di Volotea gli altri articoli dedicati a Venezia e, se ti è piaciuto, non dimenticare di condividere questo post sui social: potrebbe essere d’aiuto a qualcuno che, come te, sta organizzando un viaggio in Laguna!

Foto: © Martina Sgorlon

“Un gioiello sulle Dolomiti, tranquillo, con tutto il necessario per passare una bellissima vacanza. Sia in inverno che in estate”.

Oppure: “Il posto è completamente immerso nella natura. Si fa fatica a credere che ce ne siano ancora di così. Sembra di essere in una favola. Fantastico”. Ma anche: “Le persone del luogo sono fantastiche, qui si vive bene, si scia bene e si mangia bene!”.

Se la miglior pubblicità è il giudizio di chi c’è stato, è sufficiente scorrere le recensioni sul web per capire che Arabba non è (sol)tanto una piacevole località turistica, ma un vero e proprio angolo di paradiso terrestre.

©Arabba Fodom Turismo

Ci troviamo in Italia, nelle avventurose Dolomiti Bellunesi, più precisamente in Valle di Fodom, una delle cinque valli che costituiscono l’enclave della Ladinia. Venezia dista solo due ore di macchina.

Arabba si trova ai piedi del massiccio del Sella, una tra le icone più famose delle Dolomiti, patrimonio UNESCO, a 1602 metri di quota, incastonata come una perla tra il Passo Pordoi e il Passo Campolongo. E, di fronte, la montagna “Regina” delle Dolomiti: la Marmolada, che con i suoi 3.343 metri è il punto più alto di tutte le Dolomiti.

© Arabba Fodom Turismo NicolòMiana

In questo scenario unico e suggestivo, Arabba è un luogo ideale per riscoprire una dimensione a misura d’uomo in ogni stagione: aria pulita, natura incontaminata, zero stress e attività outdoor infinite.

Inverno: una ski area unica al Mondo

In inverno, Arabba ha una posizione privilegiata, infatti permette alle persone di trovarsi in mezzo a una rete di piste pressoché infinita: Arabba è inserita in uno dei caroselli sciistici più grandi del mondo, il Dolomiti Superski, e, con la sua ski area Arabba-Marmolada, offre agli appassionati della neve oltre 60 chilometri di piste innevate e battute, nonché strategicamente collegate tra loro da 26 moderni impianti di risalita, raggiungibili a piedi da ogni angolo del villaggio. 

© Arabba Fodom Turismo NM

Arabba è punto strategico di partenza del Sellaronda ski tour e del Giro sciistico della Grande Guerra. Inoltre si ha la possibilità di vivere tutte le dimensioni della neve: sia quelle più adrenaliniche, come lo scialpinismo o lo sci ripido, accompagnati da una guida alpina locale; sia quelle più tranquille, come le escursioni con le ciaspole o il trekking invernali su percorsi segnalati.

Estate: a piedi o in bici, tra natura e cultura

In estate, Arabba è il punto di partenza privilegiato per immergersi nel cuore delle Dolomiti, con passeggiate rigeneranti e escursioni all’insegna della natura e del silenzio, tra guglie irregolari e maestose pareti, dove, peraltro, sono disegnati innumerevoli itinerari in quota e vie ferrate e zone d’arrampicata.

©Roberto De Pellegrin

Agli appassionati di ciclismo, invece, Arabba offre le grandi salite del Giro d’Italia (Pordoi, Sella, Gardena, Campolongo, Giau, Fedaia, Falzarego), e anche la possibilità di percorrere molteplici trails e tour in Mbt, serviti dagli impianti di risalita.

©Arabba Fodom Turismo

Chi preferisca una vacanza all’insegna della cultura e della storia, può (ri)scoprire tradizioni, usi e costumi ladini al Museo Ladino, oppure visitare il Castello di Andraz, una fortificazione che risale all’XI secolo. Tutta la zona, poi, è stata teatro delle battaglie della Prima Guerra mondiale: dal monte Col di Lana al Sacrario di Pian di Salesei, all’Ossario del Passo Pordoi, dove si trova anche il Museo della Grande Guerra.

Ospitalità: mille soluzioni diverse

E per chiudere una giornata all’insegna della natura e dello sport, l’accoglienza e l’ospitalità ladina mettono a disposizione 3000 posti e 200 esercizi tra alberghi, ristoranti e strutture ricettive: dai wellness hotel, ai b&b dal gusto tipicamente alpino, passando per residence, appartamenti, agriturismo e affittacamere. Non possono mancare anche i rifugi in quota e i ristoranti tipici che si affacciano tra le vie del paese e la valle, dove lasciarsi tentare dal profumo dei dolci e delle specialità gastronomiche italiane di montagna fatte in casa.

©Arabba Fodom Turismo

Per saperne di più, visita www.arabba.it

Il Veneto, la terra di Venezia, è una delle regioni più visitate d’Italia. I suoi 9 siti dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO sono una testimonianza della sorprendentemente ricca storia e varietà di paesaggi di questa regione.

Venezia, Verona, Vicenza e le Ville Palladiane; Padova, la città dei cicli di affreschi del XIV secolo e l’Orto Botanico dell’Università. La Treviso medievale e la regione vinicola delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene; le imponenti Dolomiti, il delizioso Lago di Garda e i siti Unesco come le Opere di Difesa di Venezia costruite tra il XVI e il XVII secolo e i siti Palafitticoli Preistorici.

Dalle aree naturali alle spiagge di sabbia dorata, dai resort termali ai più bei campi da golf che ci si possa aspettare, l’elenco dei tesori che fanno del Veneto un’esclusiva meta turistica in tutte le stagioni è lungo. 

Tutte queste spettacolari destinazioni sono facilmente raggiungibili da tre aeroporti: l’Aeroporto di Venezia Marco Polo, l’Aeroporto di Verona Virgilio Catullo e l’Aeroporto di Treviso Antonio Canova.

Alla scoperta di Venezia e della sua laguna

Venezia e la sua laguna, dichiarata Patrimonio Mondiale dall’UNESCO, è una delle capitali mondiali dell’arte, una città magica da scoprire perdendosi tra “calli” e “campi”. Pertanto, il modo migliore per raggiungere e godersi Venezia è attraverso le sue vie d’acqua. La tessera Venezia Unica City Pass è un utile acquisto che offre un uso illimitato del trasporto pubblico, l’accesso gratuito a numerosi monumenti e sconti per visitare alcune mostre allestite nei musei più importanti della città. 

Venezia vanta centinaia di luoghi di interesse, fra cui uno dei più visitati è Piazza San Marco. Con Murano, Burano, Torcello e centinaia di piccole isole che punteggiano l’affascinante laguna, la scelta intorno al sestiere principale della città è ampia e in grado di soddisfare ogni tipo di interesse.

Il calendario degli eventi di Venezia offre diversi appuntamenti di spicco, uno dei quali è il Carnevale di Venezia, una festa annuale che si celebra nel mese di febbraio fino a inizio marzo. Imperdibile anche la Biennale di Venezia con la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, l’Esposizione Internazionale d’Arte, la Mostra Internazionale di Architettura e i festival di danza, musica e teatro contemporanei.   

carnaval in venice mask

Alla scoperta di Verona

Nella bella Verona l’amore è nell’aria…

Verona: dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO e casa di Romeo e Giulietta, è un luogo di storia, cultura, musica, e architettura, dove la gente è ben accolta. Una terra di grandi tradizioni, dall’opera al buon cibo e vino.

Verona e la regione circostante sono ricchissime di luoghi, leggende e misteri da scoprire. Gli amanti dello sport resteranno stupiti per le opportunità che quest’area offre.

Verona bridge

Ogni luogo ha le sue proprie abitudini e tradizioni secolari. A Verona ci sono alcune cose fondamentali: l’aperitivo serale con gli amici, il risotto accompagnato da un bicchiere di vino locale in una osteria tipica, i concerti serali e lo shopping nel centro storico.

La visita a Verona ha molto da offrire anche per le famiglie. Dalla città e il suo fiume ai monti di Lessinia, attraverso colline tappezzate di vigneti, alle rive del Lago di Garda con i suoi parchi tematici, non mancano certo le attività per i più piccoli, fra cui musei a misura di bambino.

peschiera del garda

Alla scoperta di Vicenza e delle Ville Palladiane

Arrivando a Vicenza, nota come la “città-teatro”, ci si imbatte in edifici di impareggiabile eleganza, un’architettura maestosa che porta la firma di Andrea Palladio. Grazie alle sue opere, Vicenza e le Ville Palladiane rientrano nell’elenco dei siti Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO dal 1994.

vicenza panoramic view

Il motto “Cuore del Veneto” è ben meritato, grazie alla sua posizione centrale nella regione che la rende facilmente raggiungibile dagli aeroporti di Venezia e Verona.

Immergiti nell’atmosfera magica del Teatro Olimpico, il più antico teatro coperto al mondo e scopri l’antica tradizione orafa nelle eleganti sale del Museo del Gioiello. Non lasciarti sfuggire l’occasione di assaggiare le delizie locali come il famoso baccalà alla vicentina, accompagnato da un bicchiere di vino locale e un sorso di grappa.

Vicenza, il Gioiello del Rinascimento, ti aspetta!

Alla scoperta di Padova

Padova è l’unica città in tutta la regione a vantare due siti dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO: la Cappella degli Scrovegni di Giotto e i cicli di affreschi del XIV secolo, e l’Orto Botanico. 

Vieni a visitare il più antico Orto Botanico al mondo con oltre 3500 specie e fai un bel respiro prima di entrare nella Cappella degli Scrovegni: un esempio unico di un sistema di valore universale eccezionale, in un’area dove la tradizione dell’affresco murale ha radici molto antiche.

scrovegni chapel padua

Padova è la città di Giotto, Galileo e Petrarca, e ospita una delle più antiche università del mondo con oltre 60.000 studenti all’anno! Ecco perché Padova è una città giovane e piena di vita. Una meta “fuori dal sentiero battuto” che puoi esplorare in bicicletta lungo i numerosi percorsi ciclabili o passeggiando per le sue strade con la famiglia.

Venezia dista appena 30 minuti di treno, ma è facilmente raggiungibile anche con uno splendido viaggio in barca lungo il Fiume Brenta dove si naviga tra piccoli villaggi, ponti girevoli e lo splendore delle Ville Veneziane.

E per vivere la città come la gente del posto…non dimenticare di assaporare il cibo e le bevande tipiche in una delle sue affascinanti piazze.

Alla scoperta delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene 

Dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sorgono in Veneto (Italia), in una piccola area collinosa a nord di Treviso, dove l’interazione positiva tra l’uomo e l’ambiente ha dato vita a un paesaggio culturale unico al mondo. Ripidi pendii, dolci distese di campi, vallate ricche di acqua e aspre creste rendono le colline un luogo ideale per chi vuole vivere appieno la natura, attraverso gite in bicicletta, escursioni, passeggiate. Oltre a questo, i secoli di storia hanno reso questa zona ricca di borghi, castelli, abbazie, chiese e tradizioni popolari. L’enogastronomia è uno degli aspetti peculiari di questa meraviglia mondiale in quanto offre un patrimonio di prodotti unici con radici antiche, primo fra tutti “Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG”.

prosecco hills valdobbiadene

Alla scoperta delle Dolomiti Bellunesi, le montagne di Venezia

La Provincia di Belluno con le sue meravigliose Dolomiti Patrimonio dell’Umanità Unesco si trova a un’ora d’auto o navetta dall’Aeroporto Internazionale di Venezia, in una zona immersa nella natura, con un’aria incontaminata di qualità.
In inverno le Dolomiti Bellunesi si tingono di bianco. I boschi sconfinati e le cime imperiose, le dolci vallate e i caratteristici borghi, tutto cambia con l’arrivo del freddo e della neve. Cortina, esclusiva e circondata da spettacolari crode; la Marmolada, il massiccio più alto delle Dolomiti; il comprensorio sciistico del Civetta, che si staglia sull’incantevole lago di Alleghe; le valli del Cadore, un paradiso per le ciaspole e dove è cresciuto il maestro del colore, Tiziano; le iconiche 3 Cime di Lavaredo e il selvaggio Comelico; infine la valle del Piave, dove la storia è fatta di borghi, trincee e boschi secolari, e lunghe passeggiate.
Le Dolomiti Bellunesi in inverno offrono una grande varietà di attività da praticare all’aria aperta: oltre 400 km di piste da sci, ma anche ciaspolate, sci di fondo, sci alpino in grado di soddisfare ogni esigenza per una vacanza sulla neve.

dolomiti bellunesi summer

In estate si trasformano in un paradiso all’aperto, con numerose attività da praticare: mountain bike, e-biking, trekking, alpinismo, rafting, canyoning, parapendio e molto altro ancora. Con zaino in spalla e scarponi ai piedi, scopri questa meraviglia tra rocce, sentieri e prati.

Una delle mete più famose delle Dolomiti e di tutto l’arco alpino è Cortina d’Ampezzo, conosciuta anche come la Regina delle Dolomiti.

Cortina è uno dei luoghi più sportivi al mondo. Pochi sanno che la città ha ospitato le prime Olimpiadi in Italia nel 1956, e molte competizioni internazionali da allora. Inoltre, Cortina ospiterà diverse gare dei Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. In estate, Cortina è stata più volte sede del Giro d’Italia e ospita regolarmente il Lavaredo Ultra Trail, una delle più famose gare di trail running al mondo.

Ma una vacanza a Cortina non è solo sport: ciò che rende unica la destinazione è la sua capacità di coniugare il suo forte patrimonio sportivo con un’atmosfera di montagna rilassante ed emozionante.

Cortina @ph bandion.it
Cortina © bandion.it

Goditi l’emozione di sciare sulle piste dei Campionati Mondiali di Sci, oppure percorri uno dei tanti itinerari spettacolari della valle. Ciò che li accomuna sono le viste mozzafiato su alcune delle più famose vette dolomitiche. Abbina il piacere dello sport e la meraviglia del panorama al delizioso gusto del cibo in uno dei tanti rifugi di Cortina, famosi per la loro ricca cucina. Qui, la tradizione gastronomica locale combina antiche ricette locali con le influenze secolari dei sapori e degli ingredienti veneti e tirolesi, per una miscela unica. Prova i casunziei, ravioli locali con una sfumatura viola grazie al ripieno di barbabietole che vengono serviti con burro fuso, parmigiano e semi di papavero. Vieni a Cortina per vivere appieno le Dolomiti.

Qualche giorno a Venezia non solo alla ricerca di storia ed arte ma anche per immergersi nei sogni con la persona amata.

Febbraio a Venezia vuol dire Carnevale ma il 14 del mese cade la ricorrenza di S. Valentino, la festa degli innamorati, allora quale luogo migliore della città più romantica per degnamente celebrare questo giorno.

Infatti, nell’ immaginario collettivo, Venezia rappresenta la città dell’ amore, anche altre città hanno dei luoghi romantici ma Venezia è tutta “un luogo” romantico, ogni sua “calle” ogni suo piccolo canale ed ogni suo panorama a seconda dell’ ora del giorno e delle condizioni meteorologiche offre angoli e scenari struggenti.

Nulla può suscitare un sentimento intenso e dolce di un tramonto che colora di fuoco il cielo sopra il bacino di S. Marco, ed osservandolo dalla lunga passeggiata della Riva degli Schiavoni, mano nella mano, si corre il rischio di dimenticare il passare del tempo.

Ma anche se il cielo è coperto o la nebbia l’ avvolge la città riserva un’ atmosfera incantata, quasi da favola, che invita a sognare.

E cos’è l’ amore se non un bellissimo sogno ad occhi aperti !

La più classica delle escursioni per due innamorati, seduti vicini cullati dal dolce dondolio di una gondola che silenziosamente scivola nei piccoli canali tra gli edifici che sovrastano lasciando intravedere sprazzi di cielo.

Ma anche seduti su una qualche scalinata che scende verso un canale, dimenticandosi di tutto abbracciati a chiacchierare con la propria metà o, in languido silenzio ad ammirare i riflessi delle luci o della luna sull’ acqua.

Solo alcune delle suggestioni che la città offre con i suoi panorami ed atmosfere, luoghi che sembrano usciti dai libri delle fiabe dove, dopo una cenetta “tête-à-tête” , magari al lume di candela la serata non può che concludersi con un “ti amo” appena sussurrato quasi a temere di spezzare l’ incantesimo che ci circonda.

Avete mai pensato di andare a cavallo a Venezia?

Forse non proprio in centro, anche se fino al tardo medioevo si andava a cavallo per la città, persino in Piazza S. Marco, finché non venne proibito.

Una delle campane del campanile di S. Marco si chiama “trottiera” perché chiamava alle adunate del Maggior Consiglio e i nobili si precipitavano a cavallo, appunto al trotto.

Ma al Lido si può fare e potrete godervi una passeggiata lungo la laguna, la spiaggia o lungo i “murazzi”, in sella a un docile cavallo che vi porterà a scoprire nuovi luoghi e panorami in un modo un po’ fuori dal consueto. Al Circolo Ippico del Lido, in via Colombo 41, si possono effettuare queste passeggiate ammirando Venezia da un altro punto di vista o scoprendo panorami inattesi.

Ma tornando a qualcosa da fare nel centro della città, anzi lungo i suoi canali, forse vi piacerebbe imparare a vogare “alla veneta”, in piedi sulla poppa di un “sandolo” o di una “batella a coda di gambero” (tipiche imbarcazioni della laguna), come un gondoliere con un remo o, per i più spericolati, con due remi come si usava nelle valli da pesca, modo detto alla “valesana”?

Allora non vi resta che prenotare una lezione e, all’inizio un po’ impacciati ma poi prendendo sempre più confidenza, girare per i piccoli canali, ovviamente lontano dal Canal Grande e dagli altri più trafficati, scoprendo una Venezia particolare, quasi da veneziani d’altri tempi.

Ecco un’ulteriore proposta per chi ama provare cose nuove e diverse: scoprire la città dall’acqua, anzi a pelo d’acqua, con un giro in kayak. È un’alternativa alla lezione di voga alla veneta ma sempre di vogare si tratta, e in effetti a Venezia non potrebbe essere diversamente. Percorrendo canali tranquilli e silenziosi, è un modo per vedere Venezia da un altro punto di vista, forse quello più congeniale a una città nata sull’acqua, e immaginare come fosse la vita un tempo e come ci si muoveva con tempi scanditi dalle stagioni ma anche dalla forza delle braccia che, vogando, spingevano le imbarcazioni cariche di ortaggi dalle isole, di pesce pescato in mare o nella laguna, di merci trasportate nei depositi della città, nonché, come si vede ancor oggi, di persone a bordo delle gondole.

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Per turisti curiosi e amanti della letteratura o del cinema un modo insolito di visitare Venezia può essere quello di girovagare per le sue calli e campielli alla ricerca di luoghi descritti in romanzi e visti nei film.

Una città che ha da sempre ispirato romanzi e che è stata spesso scelta come ambiente di famosi film; chi non conosce l’Otello o il Mercante di Venezia di Shakespeare, con ambientazione veneziana, all’ imboccatura del Canl Grande si affaccia un grazioso palazzetto conosciuto come la “Casa di Desdemona”.

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A questi famosi racconti, negli anni , ne sono seguiti altri, da cui spesso sono stati tratti dei film in cui la città della laguna fa da sfondo a storie che si svolgono in un passato, spesso più  immaginario che reale, o in tempi più vicini a noi.

Qualcuno ricorda la rocambolesca fuga di Roger Moore, nei panni dell’ agente 007, su di una “gondola con le ruote” che corre per la piazza S. Marco nel film Moonraker, o il più recente “Casinò Royale”, oppure Indiana Jones, nel film l’Ultima Crociata, inseguito nella chiesa di Campo S. Barnaba.

In un mix di presente e passato ricordiamo i film “The Tourist” e “Morte a Venezia” , dall’ omonimo romanzo di Thomas Mann, ambientato al Lido e in parte girato all’ Hotel Des Bains. Non poteva mancare, a conclusione dei film, la lunga serie di quelli ispirati da uno dei più noti cittadini veneziani : Giacomo Casanova.

Venezia è anche l’ambiente dove vive e lavora un altro personaggio famoso della letteratura “thriller” : il commissario Brunetti, funzionario di polizia nato dalla penna della scrittrice americana Donna Leon, alle prese con molteplici casi di omicidi in città. Le storie del commissario veneziano hanno avuto una notevole fortuna fuori dall’ Italia, la scrittrice non ha mai voluto che i suoi romanzi uscissero in tradotti in italiano, specie in Germania dove ne è stata realizzata una serie tv girata in varie parti della città.

Un nuovo veneziano d’adozione, lo scrittore gallese Philip Gwynne Jones, ha ambientato due suoi romanzi in città : “Vendetta a Venezia” ed “Il ponte dei delitti” che vedono il personaggio del console onorario inglese Nathan Sutherland, impegnato a risolvere i casi. E quale luogo poteva essere migliore dove collocare l’ abitazione del console se non in “Rio Tera’ dei Assasini” !

Un settembre nella magia dell’ arte del vetro.

Venezia è conosciuta come la città del vetro con la sua isola di Murano dove questa produzione ha la sua sede con una molteplicità di “fornaci”, fabbriche di varie dimensioni dove, dalle esperte mani dei maestri vetrai escono gli oggetti più svariati per arredare le nostre case.

Da un paio d’ anni, nella seconda settimana di settembre, si svolge il The Venice Glass Week, un interessante manifestazione dedicata a questo materiale, alle realizzazione dei più svariati oggetti d’ arredamento e di uso quotidiano a quelli artistici, che spesso si fondono gli uni con gli altri.

Un calendario di esposizioni in giro per la città ed eventi collegati fanno da cornice ad un percorso in città e, non poteva mancare ovviamente, nell’ isola di Murano dove si possono ammirare i capolavori creati nell’ isola e seguire le fasi della lavorazione del vetro in qualcuna delle fornaci.

Una “full immersion” alla ricerca del bello espresso attraverso il vetro ed un 0ccasione per conoscere questo materiale, le sue lavorazioni e le sue origini.

Quest’ anno la settimana andrà dal 7 al 15 settembre le informazioni, ed un assaggio di ciò che si potrà vedere e visitare sul sito dell’ organizzazione www.theveniceglassweek.com

Una pausa e un po’ di relax per riposarsi durante le lunghe camminate in città, programmando dove andare l’indomani.

L’aperitivo a Venezia è un rito per i veneziani, e ancor più per un turista in vacanza; ci sono molti luoghi dove bere uno spritz. Tra i miei preferiti, ci sono i tanti bar lungo la bella passeggiata delle Zattere o quella di fronte alla Giudecca, dove si può sorseggiare il proprio spritz godendo del panorama, approfittando anche per abbronzarsi un po’ al sole.

Un altro luogo che mi piace è il bar all’interno del Museo Correr, poco o nulla frequentato dai veneziani perché dentro al museo; dalle finestre si può ammirare Piazza S. Marco, ma il bello è che il bar è accessibile senza dover entrare nel museo, anche se ne consiglio la visita.

Chi voglia godersi il panorama della città, potrá farlo dalla terrazza sul tetto del Fontego dei Tedeschi, oggi noto come T Fondaco, un “super store” di tutte le più famose ed importanti “griffes” della moda. Dall’ultimo piano, si accede gratuitamente alla bellissima terrazza con vista panoramica sul Canal Grande e sulla città; l’afflusso alla terrazza è regolamentato e se c’è molta gente si deve attendere. Dopo essersi inebriati del panorama sui tetti di Venezia, ridiscesi ci si può sedere al bar nel cortile interno a prendere l’aperitivo.

Per uno spuntino veloce ma buono, con ampia scelta di primi e secondi piatti, in Calle della Bissa, a due passi da Rialto, si trova da sempre una rosticceria che offre primi e secondi piatti, da consumare sia in piedi sia seduti , a prezzi convenienti e di buona qualità.

Per chi invece vuole sfuggire alla folla del centro, raggiunto il Lido e preso un autobus si arriva al piccolo borgo di Malamocco, dove, in un angolo della vecchia Venezia, si può gustare del buon pesce e del buon baccalà mantecato fatto in casa ammirando la laguna.

Un incredibile viaggio, nel tempo e nello spazio, comodamente seduti a tavola gustando uno squisito piatto della cucina veneta.

Tra i piatti tradizionali della cucina veneta compare una ricetta a base di un  pesce non presente  nel mare Adriatico: il baccalà.

La storia racconta che ad importare l’ uso dello stoccafisso dal Nord dell’ Europa nel Veneto sia stato Pietro Querini nel 1432, per cause del tutto fortuite e tragiche.

La caracca Querina salpata dall’ isola di Creta con un carico di vino di Malvasia, prodotto nei possedimenti dell’ isola della famiglia Querini, ed altre merci pregiate era diretta nelle Fiandre.

Un viaggio che per noi, abituati a spostarci velocemente da un continente all’ altro ed a spedire e ricevere merci in ogni angolo del pianeta, non ci stupisce ma se pensiamo a come si viaggiava allora ed i tempi necessari, non possiamo nascondere un senso di ammirazione per  quegli uomini che affrontavano lunghi viaggi e disagi che non riusciamo neppure ad immaginare.

La Querina non arriverà mai a destinazione, passato il Capo Finisterre e spinta a Nord da venti contrari resterà in balia di tempeste che la disalberano e la fanno andare alla deriva, verrà abbandonata dai superstiti 27 membri dell’equipaggio.

Solo in 11, tra i quali Pietro Querini, raggiungeranno fortunosamente un’ isoletta disabitata delle Lofoten dove saranno salvati dai pescatori dell’ isola di Rost, qui il nostro personaggio conosce il baccalà ed il modo con cui veniva conservato.

In una relazione scritta da Antonio De Cardini dal racconto dei superstiti, conservata alla Biblioteca Marciana di Venezia, possiamo conoscere sia l’ avventurosa storia del naufragio che del salvataggio e le abitudini ed usanze di quei popoli.

Alla fine, grazie all’ aiuto di quei pescatori, giungerà a Bergen da dove potrà ritornare a Venezia portando questo pesce, prelibato ed apprezzato per le sue carni magre e per la modalità di conservazione che consente di mantenerlo per lungo tempo.

Nella sala degli appartamenti del Doge detta “dello Scudo” di Palazzo Ducale , sopra una porta tra altri famosi navigatori veneziani è citato anche il nostro Querini che si spinse e scopri quelle terre lontane..

Da questa avventura la fortuna del baccalà che verrà commercializzato dal lontano Nord fino alle cucine venete dove divenne, e lo è tutt’ora, un’ apprezzata specialità preparato nelle due più note modalità : “alla vicentina” o “mantecato” che chi visita Venezia ed il Veneto non dovrebbe mancare di assaggiare.

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