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Abbiamo fatto una chiacchierata con I Giocattoli, il quartetto indie emergente di Palermo, per scoprire i loro angoli imperdibili della città, i cibi preferiti e le passeggiate da primo appuntamento.

“Alcuni ascoltano la musica ad alto volume nelle macchine o sulle bici (sì, le bici!) con amplificatori molto potenti.

Hanno iniziato come appassionati video maker, facendo cover di pezzi già famosi, ma anche la loro musica originale ha fatto guadagnare loro un gran seguito. Il 2018 vedrà il lancio nel loro EP di debutto: “Machepretendi”.

Descrivete la vostra città in dieci parole o meno.

Cultura, bellezza, magia, sapori, cibo, storia, arte.

Qual è il modo preferito dei palermitani di godersi la musica?

A Palermo la musica è divisa in diverse fazioni: alcune persone ascoltano gruppi più o meno famosi che vengono a suonare nei nostri pub storici, mentre altri ascoltano la musica ad alto volume nelle macchine o sulle bici (sì, le bici!) con amplificatori molto potenti.

Ci sono anche quelli timidi che ascoltano la musica con gli auricolari mentre camminano in città, circondati da capolavori artistici unici.

Vivere a Palermo ha un’influenza sulla vostra musica?

Sì. La nostra città influenza in parte la nostra musica.

Qual è il vostro posto preferito per pranzare con 10 €?

Sicuramente “Nni Franco U’ Vastiddaru”!

Quali sono le cose principali da vedere/fare/mangiare/bere che suggerireste agli appassionati di musica in visita a Palermo?

Dovrebbero assolutamente visitare alcuni dei nostri amati monumenti. Per citarne solo alcuni: Teatro Massimo, Teatro Politeama, Orto Botanico, la Cattedrale, Oratorio di S. Cita, Chiesa di S. Maria dello Spasimo e Piazza Pretoria (chiamata anche Piazza Vergogna). E non dimentichiamo lo street food: Pani ca meusa, panino panelle e crocchè, stigghiola, quarume, arancine, pezzi di rosticceria. Per le cose da bere invece, bisogna assolutamente provare la birra FORST “atturrunata”, che si può trovare solo in alcuni quartieri come la Vucciria o Ballarò.

Avete negozi di dischi o mercati delle pulci preferiti?

Raccomandiamo il mercato della domenica mattina a Piazza Marina. Si può trovare di tutto, da vestiti vintage a musica, arredi per la casa e altro.

Dove andreste per una passeggiata al primo appuntamento?

Sicuramente alla stupenda spiaggia di Mondello.

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Dolci momenti a Palermo? Un suggerimento per due dolci da provare e le tante bakeries nate in città negli ultimi anni

Questo articolo è diviso in due parti ma è tutto dedicato a chi ama i dolci. Innanzitutto un suggerimento su due dolci imperdibili che fanno parte della tradizione siciliana e non mancano mai sulla tavola palermitana della domenica: cannoli e cassate.

Il cannolo (soltanto al plurale è cannoli, i turisti spesso lo scrivono al plurale) ha una forma cilindrica che ricorda la canna del rubinetto, una scorcia croccante a base di farina fritta e un ripieno di ricotta di pecora con l’aggiunta di scorza d’arancia e a volte canditi. Se la ricotta non è di pecora bisogna fuggire via! In questo periodo dell’anno sono i più buoni perché le pecore hanno un’alimentazione perfetta che cambierà con l’innalzamento delle temperature. La cassata è una torta a forma di bacinella capovolta, con pan di spagna, pasta reale e frutta candita. Si trovano anche le cassatelle, una versione minuta ideale per assaggiare. Non si può venire a Palermo e ripartire senza avere provato entrambi questi dessert.

Per chi ama i dolci negli ultimi anni è stato tutto un fiorire di bakeries con le torte anglosassoni, i macarons, i brownie e i pancakes allo sciroppo d’acero.

ANGELINA’S BAKERY
Arredamento shabby chic, altalene (richiestissime) e frequentazione molto giovane, millennials e tante ragazze per questo locale molto di moda in questo periodo. La mattina viene servita una ricca colazione con yogurt, muesli, frutta, pancakes, caffè ristretto. Ha un pubblico variegato a colazione, a pranzo, per l’aperitivo e a cena. Quando si è indecisi sulle torte da scegliere, basta chiedere un consiglio a Martina.

GRACE
Un po’ ispirato a Starbucks (prepara anche il Frappuccino) e con un punto vendita in centro e un altro vicino alla balneare Mondello. Serve anche muffins, cheesecake, donuts e cupcakes.

MISS CAKE
Ultimo nato tra le bakeries palermitane ma con un grande studio dell’arredo e delle torte. Nomi e ricette sono personalizzati. Qualche esempio? “Unicorn milk”, “Miss cheesecake”, “Miss energy cake”.

NERO MICIOK
I gattofili possono trovare dolci e gatti abbinati in un locale pieno di felini felici. Tecnicamente è un neko cafè (il primo ha aperto in Taiwan nel 1998 e sono molto diffusi in Giappone). Si possono osservare i gatti e ci si può giocare mentre di sorseggia qualcosa e si mangia un dolce.

RABBIT HOLE
L’ultima proposta è chiaramente ispirata ad Alice nel paese delle Meraviglie. Si tratta di un locale a tema dove tutto ruota attorno al tè, come è logico pensare per chi ha visto il cartone animato. Non di rado si trova qualche cosplayer o il locale va in trasferta in eventi con gente che ama mascherarsi.

Musicisti o appassionati di passaggio a Palermo hanno molte opzioni per ascoltare musica, classica, dal vivo e dance.

FABBRICA 102

Uno dei pochi bistrot di Palermo che offre musica dal vivo inedita si trova vicino al Porto e al Centro storico. Si può scegliere tra ristorantino, sala da thè e banco bar. Suonano soprattutto gruppi indie ma ci si può trovare un po’ di tutto. Molto frequentato da studenti ma anche da appassionati di musica di tutte le età. Suggerisco di provare tra più di 90 possibilità il cocktail dedicato a Hemingway, ovviamente a base di rum!

I CANDELAI

Un classico dei classici dal 1995 per i palermitani ma anche per i siciliani che arrivano dalla provincia per i concerti e i dj set di musica house ed elettronica, alcuni dei quali memorabili, della sua storia (Elliot Sharp, Alvin Curran, Tom Verlaine, Irio de Paola, Ravi Coltrane, Ralph Towner, Jonathan Ritchman, Paolo Frusu, Ianos Asur, Giovanni Sollima, Bandabardò, Radiodervish, Luca Madonia, Daniele Sepe, Vinicio Capossela, Mario Venuti, Claudio Coccoluto, Shantell, Calcutta, Cosmo…). Il locale è rimasto quasi immutato dagli anni ’50 e ha il fascino vintage di marmi e gessi. Oltre alla sua programmazione, il locale ospita selezioni di band per eventi nazionali-à.

L’AUDITORIUM DELLA RAI

La sede regionale della televisione di Stato italiana ha un piccolo auditorium molto intimo con una programmazione molto ricca seguita dal giornalista Salvatore Cusimano. Si trova in viale Strasburgo, nella zona dello Stadio, facilmente raggiungibile dal centro con l’autobus 101. I concerti sono spesso di jazz e pianoforte. Ci sono anche presentazioni di libri, eventi teatrali e culturali.

BOLAZZI

Nel centro di Palermo, sulla piazzetta Bagnasco che è ormai uno dei luoghi dell’aperitivo e con un arredamento suggestivo che unisce le luminarie delle feste dei santi siciliani al riuso di mobili antichi e del secolo scorso mischiati insieme. Si può ascoltare dal vivo rock e indie, anche con occasionali concerti a sorpresa (ho visto Niccolò Fabi suonare in acustico in una serata, normalissimo e con un brevissimo preavviso). L’uomo dei cocktail e lo stesso Mr. Bolazzi hanno un aspetto burbero ma è soltanto una sensazione: faranno di tutto per farvi trascorrere una serata lontano dai vostri problemi. 🙂

IL CONSERVATORIO BELLINI

Il 2018 è l’anno giusto per conoscere meglio quello che è uno dei conservatori più antichi d’Italia: ricorre il 400esimo anno dalla fondazione e c’è un ricchissimo programma di concerti (anche non troppo “classici” e con aperitivo). Oltre agli eventi istituzionali, il mio suggerimento è quello di intrufolarsi nei locali fingendosi studenti per ascoltare le prove dell’orchestra. Si tratta di uno spettacolo molto suggestivo perché i musicisti ripetono più volte e si possono apprezzare i miglioramenti, il talento e la concentrazione che c’è nello studio e i suggerimenti da parte degli insegnanti musicisti esperti.

Facile andare in spiaggia a Mondello o ad Altavilla Milicia, ma dove fanno il bagno i palermitani (e i turisti non vanno di solito)?

LE PIATTAFORME ALL’ADDAURA

A Mondello si arriva attraverso il Parco della Favorita ma anche da una strada costiera che passa dietro Montepellegrino. Qui molti palermitani villeggiano e si può accedere al mare dagli scogli o da piattaforme che vengono montate nel periodo estivo con tutti i servizi. La zona era già un insediamento nel Paleolitico e vi si trovano delle grotte, purtroppo non visitabili. La sera molte piattaforme diventano locali notturni dove bere, ballare e fare nuove amicizie.

CALA ROSSA A TERRASINI

A trenta chilometri da Palermo, oltre l’aeroporto (e visibile atterrando da ovest). Il nome viene dalla scogliera rossastra con striature biancastre. Si fa il bagno tra gli anfratti delle scogliere. Non è raro scorgere uccelli rari o migratori che frequentano la zona e la riserva naturale orientata di Capo Rama. Si arriva a piedi dopo aver percorso una scalinata di roccia (la praiola). Porto con me frutta tagliata e acqua fresca, la zona è incontaminata e non ci sono punti di ristoro!

LA BAIA DEL CORALLO A SFERRACAVALLO

Si trova tra gli scogli e con una piattaforma in cemento armato e facile accesso al mare in un golfo cristallino non molto lontano dalla città raggiungibile con l’autobus 628. Alla fermata di fronte all’Hotel Bellevue basta seguire il sentiero verso il mare. Si passa anche accanto a una installazione molto interessante con delle grandi antenne. Per pranzo o cena ci sono diversi ristoranti di pesce a prezzo fisso e si può anche arrivare a piedi a Mondello attraverso il percorso a piedi che attraversa il cosiddetto Avamposto, basta chiedere a uno dei pescatori della borgata marinara per intraprendere il percorso tra la pineta e altri scogli.

LA SPIAGGIA DI CAPACI E ISOLA DELLE FEMMINE

Questi chilometri di spiaggia che conosco molto bene e frequento fin da bambino restano nel cuore! Si vedono gli aerei che atterranno a Punta Raisi e il bellissimo isolotto che dà il nome al paese di Isola delle Femmine, dove pare siano approdate delle fanciulle turche reiette secondo la leggenda e che adesso è un’oasi naturalistica. Molti vanno in bicicletta o corrono sul lungomare. Sono presenti alcune torri di avvistamento che servivano a tenere lontani i pirati che sbarcavano per fare razzie nell’antichità e che si raccordavano con fuochi con le altre presenti e più distanti.

I FRANCESI A MONGERBINO

La spiaggia ha un nome curioso e probabilmente deriva dal fatto che molti anni fa i turisti francesi la conoscevano e frequentavano, ma adesso non se ne trovano mai. Si accede da un passaggio in discesa lungo una strada privata passando tra la vegetazione tipica e i fichidindia. Prima di andare via è obbligatorio visitare l’Arco Azzurro, un arco di pietra reso celebre da una pubblicità di cioccolatini da poco nuovamente visitabile.

L’enogastronomia costituisce da sola un buon motivo per venire in Sicilia e a Palermo. Ci sono tanti locali che permettono di provare colori, odori e sapori non concentrandosi su una sola scelta, variando nella stessa occasione.

FORMAGGI E PRELIBATEZZE A LA DROGHERIA DEL BUON GUSTO
Di giorno è una salumeria in via Nicolò Garzilli, una parallela di via Libertà nel centro cittadino; da una certa ora è possibile degustare dei taglieri speciali con salumi e formaggi superlativi, sapientemente accostati e presentati con eleganza ed originalità. Si può rimanere in Sicilia con formaggi come il Cosacavaddu ibleo, il Pecorino, il Piacentino ennese, la Tuma persa, la Vastedda della Valle del Belìce, il Maiorchino e non manca la ricotta salata, da abbinare con il suino nero dei Nebrodi, la salsiccia, la fellata e altre delizie. Chiedo a Toti Ballotta, l’oste, di spiegarmi con maestria ciò che mangerò.

WINE TASTING DA VINO VERITAS
In via Sammartino, in uno dei wine tastino organizzati periodicamenti, ci si può tuffare nei vini autoctoni siciliani. Vitigni rossi come il celebre Nero d’Avola (che trovo un po’ inflazionato), il Nerello mascalese e cappuccio e Cerasuolo di Vittoria vanno provati ma sta tornando di moda il Perricone che era celebre nel passato. In estate i bianchi Grillo, Catarratto, Carricante, Damaschino, Grecanico e Inzolia possono rinfrescare le serate e per chiudere il pasto ci sono Malvasia e Zibibbo. Senza mai esagerare e ubriacarsi. 🙂

DOLCI LOCALI DA I PECCATUCCI DI MAMMA ANDREA
Più che cannoli e cassate qui in via Principe di Scordia si degustano marmellate di agrumi, frutta ricoperta di cioccolata fondente, conserve e biscotti. Suggerisco i Peccatucci: praline morbide a base di mandorle, coronate da pistacchio o cocco, oppure al cioccolato ricoperte di zucchero di canna o nocciola. Nulla da invidiare alla tradizione pasticcera mitteleuropea!

I GELATI DE LA KALA
Uno dei modi per sopravvivere a una giornata di Scirocco, il vento caldo che soffia dall’Africa, è il gelato artigianale. Vicino alla Cala, la baia con bellissime barche, ci sono tre modi per mangiare gelato: la coppetta (di diverse dimensioni), il classico cono e la brioche, soffice e profumata da riempire. La Kala ha vinto un premio per il gusto fichi e noci. Inutile descriverlo.

IL POLPO DA CALOGERO
Se si ha il fegato di mangiare un polpo dopo averlo visto muovere (è in genere fresco) Calogero a Mondello, la borgata marinara di Palermo, è una tappa obbligata. I palermitani lo mangiano per antipasto e può essere considerato street food dato che si può mangiare anche in piedi prima di rientrare dalla spiaggia. Il polpo viene lessato e servito caldo con il succo di limone.

Palermo ha una storia millenaria, spesso racchiusa nelle sue biblioteche. Chi decide di passarci un periodo di studio o di completare la propria tesi di laurea può avvalersi di luoghi di cultura dove incontrare gente interessata al sapere.

LA BIBLIOTECA NAZIONALE
In Corso Vittorio Emanuele, nel centro città, ha riaperto da poco dopo un lungo periodo di chiusura. Racchiude circa un milione di libri, manoscritti e incunaboli, i più antichi testi a stampa. Il testo più antico è del X secolo. Conserva anche tutte le pubblicazioni edite nella Regione Siciliana. La bellissima sede cinquecentesca era il Collegio Massimo della Compagnia di Gesù, nonché Casa degli Studi. Tra i tesori consultabili ci sono bibbie in latino, messali, platee, mappe antiche del Mediterraneo in pergamena, l’Encyclopédie di Diderot, e i documenti della sezione ebraica, islamica e sinica. Molti studenti universitari che vivono nel centro storico la frequentano e studiano su propri testi, fermandosi a fare una pausa sulla balconata. Ho studiato qui alcune materie difficili durante il mio percorso universitario, un luogo che aiuta a concentrarsi e a rendere il massimo.

L’ARCHIVIO DI STATO
Ha due sedi, la Catena (ex convento dei Teatini, dove veniva custodita una grossa catena di ferro destinata a sbarrare l’accesso alla città alle navi che giungevano dal mare che nell’antichità arrivava molto vicino a questa sede) e la Gancia (ex convento di Santa Maria degli Angeli con un bel chiostro accessibile agli studiosi). L’Archivio di Stato conserva la documentazione superstite degli uffici centrali delle dominazioni della Sicilia, dal regno di Sicilia, ai Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, poi dal 1412 del viceregno spagnolo e dal 1816 della luogotenenza del regno delle due Sicilie. Molti documenti provengono anche dagli archivi dei notai e delle famiglie e permettono di ricostruire le storie dei nobili, dei religiosi, delle terre e delle città di Sicilia nel passato, dal Medioevo al secolo scorso. Chi ha antenati siciliani e vuole ricostruire il proprio albero genealogico deve fare un salto qui.

LA BIBLIOTECA COMUNALE
Si trova a Casa Professa, un ex convento dei Gesuiti non lontano dal Palazzo Comunale. Gli editori palermitani depositano qui una copia di ogni testo edito. L’ingresso da piazza Brunaccini, dove è ricostruito il colonnato neogotico di un tempio greco, va fotografato. Un profondo restauro è stato realizzato negli ultimi anni e si può visionare il Codice Resta recentemente ripreso dall’Istituto Nazionale per la Grafica, una vera “galleria portatile” per gli appassionati d’arte.

VILLA TRABIA
Al piano terra della casena di Villa Trabia alle Terre Rosse, dentro a un bel parco di circa 60 mila metri quadrati, c’è una biblioteca gestita dal Comune di Palermo. Anche qui si trovano tanti studenti universitari che passeggiano nel giardino durante le pause e connessione a Internet.

MODUSVIVENDI
Non è una biblioteca ma una libreria dove si svolgono spesso presentazioni di libri, dibattiti e la domenica mattina colazioni letterarie. Fabrizio, il titolare, è un libraio “vecchio stampo” che ha iniziato a fare questo lavoro per caso. Oltre a chiedergli la sua storia riesce a recuperare autori e titoli di libri anche da piccoli indizi. L’amatorialità di questa libreria la fa amare e resistere.

Da alcuni anni fioriscono per le strade di Palermo degli esempi di street art notevoli. Non si tratta soltanto di artisti locali, in alcuni casi ci si trova a contatto con pezzi di street artist internazionali che sono passati da qui. Proviamo a raccontare per aree ciò che sta succedendo in città, come spunto per qualche passeggiata alla scoperta di muri colorati e in cerca di ispirazione.

VUCCIRIA
Lo storico mercato da qualche anno è sempre meno vivace di giorno e sempre più di notte, meta di una movida fatta di studenti e di gente in cerca di street food (come il pane c’a meusa o il polpo bollito) e di rave notturni che vanno avanti anche fino a tarda ora. Molto è nato dal lavoro di Uwe Jäntsch, artista austriaco che vive lì ed è fidanzato con l’erede di una famiglia nobile molto importante, i Lanza di Scalea. Uwe ha iniziato a realizzare interventi artistici a piazza Garraffello, dove si trova una splendida fontana del secolo XVI. Il candore di Palazzo Lo Mazzarino è interrotto da una croce rossa e dalla scritta “Uwe ti ama”. Ma c’è molto altro, dagli interventi di C215 (uno è un ritratto di Al Pacino) al cuore “nero” di Axel Void, dal mix di Mexico e inquietudine di Tilf ed Ema Jons ai puppet di Astro Naut e Bibbito (a piazza Tarzanà), insieme a Julieta XLF.

BORGO  VECCHIO
Si tratta di un quartiere popolare vicino al porto in cui uno splendido progetto di promozione sociale realizzato dalle organizzazioni no profit PUSH. e “Per Esempio Onlus”, in collaborazione con lo street artist Ema Jons che ha portato sui muri i disegni dei bambini del posto in forma di graffiti. Animali fantastici e altre figure hanno invaso le case antiche e non solo anche grazie ai soldi raccolti con un progetto di crowdfunding. Oltre a balene, gatti, cani, topi, renne, caniporci, piovre, lupi, casette, alberi, nuvole di Ema Jons ci sono altri contributi come la faccia di NemO’s, la donna di Bloom, i coloratissimi pezzi di Aris e il grande pallone di Alleg. Da vedere anche il parcheggio dell’hotel Ibis Styles con Mrfijodor, Corn79, Hunto, Rosk, DMS, Zed1 e Mr. Thoms. Consigliata la visita di giorno.

MAGIONE/KALSA
In questa zona ci sono alcuni murales realizzati molto tempo fa come l’enorme e suggestivo Papa Sergio I dormiente di Sten † Lex su un muro a piazza Magione. Nel resto del quartiere della Kalsa e in via Alloro si trovano tanti altri interessanti lavori di Cyop&Kaf e Lucamaleonte.

CANTIERI CULTURALI ALLA ZISA
È un’area che veniva utilizzata nel secolo scorso con finalità industriali. I 23 capannoni erano sede delle officine Ducrot. Oggi si svolgono in maniera frammentaria delle attività culturali ma potrebbe essere utilizzata di più e meglio. Notevoli i due uomini a torso nudo di Rosk e Mirko Loste in collaborazione con Javier García Herrero, le rivisitazioni delle favole de I Mangiatori di Patate, la citazione degli anni ’80 con i suoi ghiaccioli ed elenchi telefonici di Flavio Favelli e un grande teschio bianco con delle forme geometriche del noto tatuatore palermitano Zingales.

Sono molti altri gli spot interessanti sia in posti noti come il Mercato di Ballarò ma anche nel campus universitario, nelle viuzze tra la Cala e piazza Marina e persino nei quartieri problematici come Brancaccio e lo Zen. Per altre informazioni vi suggerisco di seguire Street Art Palermo sui social network. Qui una mappa completa dei luoghi.

Fate amicizia con i palermitani (sono generalmente molto socievoli) e fatevi accompagnare nelle vostre esplorazioni urbane! 

A pochi passi dal Teatro Politeama, al centro di Palermo, da pochi mesi hanno aperto tantissimi posti dove mangiare qualcosa di diverso dall’ottima cucina siciliana. Se si trascorre un po’ più di tempo in città o si vuole provare altro c’è il “food block”, un quadrilatero ricco di locali compreso tra via Libertà, via Isidoro La Lumia, via Archimede e piazza Ruggero Settimo.

Nelle mie esperienze di viaggio ho imparato una regola semplice ma efficace: se davanti ai ristoranti c’è un “buttadentro” che ti invita a sederti e mangiare il ristorante è “turistico”. A volte si mangia bene ma i prezzi sono medio-alti e le ricette a volte adattate a un gusto internazionale. Non sconsiglio esperienze di questo genere, invece voglio parlare della varietà di scelta che offre il centro di Palermo da qualche tempo a questa parte, anche con alcune particolarità molto interessanti.

Cominciamo con La Pesceria, all’angolo tra via Isidoro La Lumia e via Quintino Sella. Questo posto è un mix tra una pescheria e un ristorante nato dalla passione di Lollo Cracolici e della sua famiglia. Lollo voleva condividere con gli amici e altri ciò che pescava e ha aperto questo locale dove non c’è un menu fisso: ciò che si pesca viene proposto a chi arriva e mangiato in tavolini sul marciapiede, approfittando del clima mite tutto l’anno a Palermo. Il pesce è fresco e buonissimo. Ho mangiato di recente una pasta con la bottarga di tonno e le vongole che non dimenticherò facilmente.

Poco distante, in via La Lumia 15/17, c’è Zangaloro Meat Factory. Gli Zangaloro sono dei “carnezzieri” storici di Palermo e da un po’ hanno creato un format di fast food con prodotti locali. L’interno del locale richiama una macelleria, con piastrelle bianche alle pareti e tavoli in legno. Qui si possono mangiare dei buonissimi hamburger come quelli che imperversano da alcuni anni a Milano ma con un tocco locale, sia di carne che di pollo. Si può anche variare con l’Angus. Il più tipico è lo Zangaburger doppio di carne bovina italiana con formaggio cheddar, pomodoro, cetrioli, cipolla rossa e salsa barbecue. Le patatine sono tagliate a mano e lontanissime da quelle dei fast food american style. Ci sono anche piatti alla griglia e insalate. Ho verificato personalmente che sia meglio non andare nelle ore di punta, a volte l’attesa può essere lunga.

Ancora a seguire in via La Lumia 11/A c’è Se Magna che sforna quadretti di pizza in svariate farciture nel tradizionale taglio alla romana e con vendita al peso. In città non ci sono molte pizzerie alla romana e questo locale aperto da aprile ha subito conquistato diversi avventori. A ora di pranzo è frequentata anche da chi lavora negli uffici del centro e non è raro potere scambiare due chiacchiere. Ho provato la pizza con ricotta al pistacchio, melanzana e pancetta ma ci sono diverse particolarità, ad esempio gamberetti e arancia, patate e tartufo e per i golosi anche la pizza con Nutella.

Poco distante, in via Quintino Sella, 65 c’è Caligola cucina romana. A Roma ho mangiato spesso fiore di zucca, Cacio e pepe e Gricia e più volte mi sono ritrovato con un certo languorino e voglie insaziabili di cucina romana. Da qualche anno è possibile risolvere certi “problemi“ grazie a questo ristorante che ha anche un’atmosfera gradevole, con dei muri che ricordano vagamente le domus. Non bisogna dimenticare di dare un’occhiata al menu del giorno che spesso riserva piacevoli sorprese come la “Salciccia e Cicoria“.

Non solo arancine e pasta con le sarde quindi, in una Palermo per tutti i gusti!

Oltre a ciò che è possibile vedere dall’aereo atterrando all’aeroporto tra il Tirreno e Montagna Longa sono diversi i punti di osservazione sopraelevati che offrono visioni ampie e suggestive, a volte salendo di poco, altre inerpicandosi sulle colline che circondano la cosiddetta Conca d’Oro.

Monte Pellegrino
Situato sul promontorio più bello del Mondo – Goethe dixit – si affaccia sul golfo della città, in tutta la sua imponenza, il Castello Utveggio. Il Castello è un edificio in stile liberty, costruito tra gli anni ’20 e ’30 del ‘900 per volere del cavaliere Michele Utveggio, che voleva crearne un albergo di lusso che offrisse agli eventuali ospiti una visione privilegiata della città. Le aspettative non vennero tradite. La terrazza panoramica nei giardini del Castello è ancora un punto di prestigio dal quale ammirarla in tutta la sua grandezza e bellezza.

Sempre sul Monte Pellegrino, salendo ancora più in alto, curva dopo curva, si arriva al Belvedere. Qui si trova la grande statua della Santa Patrona di Palermo, Santa Rosalia, che si erge su un piccolo rilievo dal quale si può scorgere tutta la costa. Per potere proteggere la città e chi la abita, d’altronde, serve una visuale ampia. È uno dei miei luoghi preferiti, silenzioso e rilassante, in cui in cielo e il mare non si distinguono più, così come la linea dell’orizzonte.

Monreale
A cinque chilometri di distanza, su un promontorio a sud di Palermo, sorge il comune di Monreale, oggi sede arcivescovile, anch’essa dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Nella piazza principale, edificato nella seconda metà del 1100 per volere di Guglielmo II, svetta il meraviglioso Duomo, che merita indubbiamente un‘occhiata. Entrando dalle porte bronzee dell’ingresso principale, si viene abbagliati dai mosaici in oro e benedetti dal Cristo Pantocratore raffigurato nell’abside centrale. La visita al Duomo prevede anche una passeggiata ai piani alti, da cui si può godere del panorama dell’intera città. Se si vuole averne un’anteprima, è online una webcam con immagini in diretta.

I tetti sul Cassaro
Chi viene a Palermo non può non subire il fascino dei suoi mercati. Uno dei tre più importanti è sicuramente quello di Ballarò, situato nel mandamento Palazzo Reale o Albergaria (Albergheria). Camminando tra una bancarella e l’altra, tra un’”abbanniata” e un’acquisto di prelibatezze nostrane, non passerà inosservata la trecentesca Torre adiacente la Chiesa di San Nicolò di Bari, detto San Nicolò all’Albergheria. La Torre fu fatta edificare dalla municipalità palermitana di allora per difendere le mura del Cassaro un punto militarmente strategico che si affacciasse sul mare. Quest’ultimo oggi è molto più lontano, ma non appena si sale in cima, si rimane tutt’altro che delusi. Vale la pena di provare una delle visite serali che la cooperativa turistica Terradamare spesso organizza.Sempre nel quartiere Albergheria, un altro punto panoramico da cui ammirare la città a 360° è la Chiesa del SS. Salvatore in corso Vittorio Emanuele. Gioiello di questa Chiesa è sicuramente la cupola, la cui terrazza è aperta al pubblico dal 2014 (tutti i giorni, tranne il martedì, dalle 10:00 alle 18:00).

Essendo la strada più antica di Palermo, il Cassaro raccoglie attorno a sé gli edifici più importanti della città. Un caso a sé, per bellezza e storia, è la Cattedrale di Palermo, da luglio 2015 parte del Patrimonio dell’Umanità (Unesco) nell’ambito dell’Itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale. Da pochi anni ha riaperto al pubblico i suoi tetti. La prima volta che sono salito di sera sono rimasto incantato, non soltanto dalla vista ma anche dai tetti con le maioliche e dalla giustapposizione di stili diversi susseguitisi nei secoli. Appoggiando una mano sui possenti muri sembra quasi di sentire la millenaria storia di questa chiesa.

La Rinascente
Spostandosi verso via Roma, a piazza San Domenico – in prossimità di un altro storico mercato, quello della Vucciria – si trova La Rinascente. Il palazzo che oggi la accoglie, è stato recuperato ad hoc su un progetto del noto architetto e designer italiano Flavio Albanese , che ha fatto di un’edificio d’epoca fatiscente un department store innovativo ed elegante. Dopo un po’ di shopping si può mangiare o bere qualcosa nella food hall che, con la sua splendida terrazza panoramica, unisce l’esperienza visiva a quella del palato. La piazza e la Chiesa visibili sono tra le più fotografate della città, non senza un motivo.

Teatro Massimo
Anche se il Teatro Massimo di piazza Verdi, il terzo più grande in Europa dopo l’Opéra National di Parigi e la Staatsoper di Vienna, è apprezzato per la struttura architettonica e per la programmazione da pochi mesi, soltanto su prenotazione, è possibile unire alla visita guidata all’interno del Teatro, quella sul tetto dello stesso.

Palermo è nota principalmente per le meravigliose giornate di sole che offre ai propri visitatori. Tuttavia, non è raro, in periodo invernale o primaverile, che ti sorprenda anche una settimana intera di pioggia. Che cosa fare in questi casi in città?

Se la pioggia non è troppo forte, una passeggiata per il centro storico, tra strade e vicoletti, è d’obbligo. Si può camminare lungo via Maqueda, dal Teatro Massimo ai Quattro Canti incontrando piazza Pretoria e piazza Bellini. Perdersi dentro il mercato della Vucciria o, ancora, esplorare le stradine attorno piazza Marina e via Alloro… Il fascino della città vecchia riflessa sul ciottolato e sull’asfalto bagnati non ha eguali.

Solitamente pioggia è sinonimo di relax, sorseggiare bevande calde e gustare dolci fatti in casa. Quando ho voglia di tutto questo, mi piace rilassarmi in compagnia di un’amica con i thè, le tisane e le torte della Cioccolateria Lorenzo, in via IV Aprile, 7. Il must, se c’è, è la cheesecake (non fa rimpiangere quelle americane!).

Può capitare ovviamente che si ha voglia di qualcosa di più sostanzioso. Da un po’ di tempo a questa parte in città impazza la moda delle hamburgerie. La mia preferita al momento è FUD (piazza Olivella, 4, nei pressi del Teatro Massimo), servizio veloce e una scelta ampia di hamburger (anche vegetariani) realizzati con prodotti dop e doc della nostra Sicilia. Una particolarità? Il “Panel bred” con panelle (gustosi quadrati di farina di ceci) e mortadella d’asino di Chiaramonte Gulfi. È un locale molto frequentato, quindi consiglio di prenotare in anticipo il proprio tavolo.

Le giornate fredde e uggiose possono anche essere un buon pretesto per alimentare le voglie di arte e cultura. Perché non trascorrerle in un museo o in una Galleria allora? A Palermo c’è l’imbarazzo della scelta, ma, considerato che in questi casi di tempo a disposizione se ne ha parecchio, è consigliabile sceglierne qualcuno che ci impegni per un po’. Palazzo Abatellis potrebbe essere uno di questi. Il Palazzo si trova nel quartiere Kalsa, in via Alloro, e ospita al suo interno la Galleria Regionale, con le sue collezioni medioevali, moderne e archeologiche. Potrei perdermi per ore negli occhi della “Annunziata” di Antonello da Messina o nella bellezza maestosa e macabra dell’affresco del Trionfo della Morte.

Se ho voglia di arte contemporanea, invece, la GAM, la Galleria d’arte moderna di Palermo in via Sant’Anna, è la mia scelta alternativa. Giorgio De Chirico, Pippo Rizzo e Renato Guttuso, sono solo alcuni degli autori delle numerose opere custodite al suo interno. Non è raro trovare qualche interessante mostra temporanea che accompagna l’esposizione permanente.

Palermo offre numerosi intrattenimenti al chiuso. Uno tra quelli che preferisco è il teatro. Durante il periodo invernale e parte del periodo primaverile, il Teatro Massimo Vittorio Emanuele propone settimanalmente concerti, opere classiche e balletti performati da celebri compagnie, spesso rivisitati in chiave moderna e con allestimenti d’effetto. Iniziato nel 1875 dal massimo esponente dello stile Liberty di allora, Giovanni Battista Filippo Basile, e concluso dal figlio Ernesto nel 1891, il Teatro è tra i più belli e prestigiosi del mondo, terzo in Europa per grandezza architettonica, dopo l’Opéra National di Parigi e la Staatsoper di Vienna. L’interno, con le sue decorazioni dorate e il suo soffitto affrescato (che nasconde un sofisticato meccanismo di aerazione), offre uno spettacolo nello spettacolo, abbagliando e incantando lo spettatore.

Se all’intrattenimento di classe, ho voglia di qualcosa di più easy, la sera, dopo un aperitivo rinforzato in qualche localino del centro o del centro storico, ho la possibilità di scegliere tra diversi bistrot che, per quasi tutto il corso della settimana, ospitano gruppi indie e alternative di qualità. Bolazzi (piazzetta Bagnasco) e Fabbrica 102 sono quelli tra i più attivi in tal senso.

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